Carabinieri 22




Fazzoletto da collo blu Guanti in pelle con rinforzo palmare Stivaletti anfibi neri operativi

 

Particolari protettivi utilizzati nei servizi di Ordine Pubblico Uniforme completa da Ordine Pubblico Uniforme da campagna del 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti "Tuscania"

 

Uniforme da Ordine Pubblico
Uniforme da campagna degli Squadroni Eliportati Carabinieri "Cacciatori"

 

Fregio Generale di Corpo d'Armata Comandante Generale, Generale di Corpo d'Armata Vice Comandante Generale e Generale di Corpo d'Armata Fregio Generali di Divisione e Generali di Brigata Fregio per Ufficiali e Marescialli
Fregio Generale di corpo d'Armata Comandante Generale, Generale di corpo d'Armata Vice Comandante Generale e Generale di corpo d'Armata

 

Fregio Generali di Divisione e Generali di Brigata

 

Fregio per ufficiali e marescialli

 

Fregio per Brigadieri Fregio per Appuntati e Carabinieri Fregio per il basco
Fregi per Brigadieri Fregi per Appuntati e Carabinieri Fregio per basco


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ALAMARO

Una sintesi pittorica degli alamari da Carabiniere

Elemento distintivo degli appartenenti all'Arma dei Carabinieri, che si accompagna alla loro uniforme dalla fondazione dell'Arma stessa, e che oggi contrassegna - seppur con foggia diversa - solamente un'altra, gloriosa ed antica specialità dell'Esercito italiano, i Granatieri.

Era un distintivo già in uso nel '700 per le uniformi di alcuni eserciti. Venne adottato dal Corpo dei Carabinieri, su proposta del capitano Camillo Beccaria datata 23 giugno 1814, cioè in fase di organizzazione del Corpo. Secondo l'ufficiale "questa distinzione (alamaro) avrebbe invitato molta gioventù civile a passare nel Corpo".

Il Regolamento per le uniformi emanato l'8 novembre 1814 stabilì per gli ufficiali che gli alamari a fiocco andavano portati al colletto, uno per lato (con il fiocco rivolto all'esterno) e lungo l'orlo delle due tasche, tre per tasca (con fiocchi rivolti all'interno).
Per il Regolamento del 16 ottobre 1822 gli alamari vennero invece portati anche sui paramani a punta.

Per i sottufficiali e la truppa, a datare dalla Determinazione Regia 25 giugno 1833, due alamari sovrapposti ornarono colletto e paramani della grande uniforme, mentre con la piccola si portava un solo alamaro al colletto. Gli alamari erano in gallone d'argento della lunghezza di dodici centimetri, comprese le annesse frange, se destinati al colletto della divisa, di centimetri nove se applicati alle maniche. La loro larghezza era di un centimetro (v. Uniforme).



Servizio Navale

ARTICOLAZIONE
Il Servizio Navale dell’Arma si articola in:

un Ufficio dei Servizi "Aereo e Navale", inserito nel II Reparto dello Stato Maggiore del Comando Generale, con funzioni direttive, addestrative, ispettive, logistiche e di consulenza tecnica;

un Servizio di superficie comprendente: a) Marescialli – specializzati Comandanti di Motovedetta d’altura – Coordinatori dei mezzi navali regionali (n. 15 unità); b) Personale (Marescialli e B.A.C.) specializzati “Comandanti di motovedetta d’altura” e “Comandanti di motovedetta costiera” (circa 584 unità), costituenti gli equipaggi organici delle motovedette od impiegati “a duplice incarico”;c) Motovedette (164 in linea) ubicate su tutto il territorio nazionale, di cui n. 71 d’altura, n. 65 costiere e lacuali, n. 28 lagunari; d) Battelli pneumatici, circa 30 unità impiegati quali supporti integrativi della capacità operativa delle motovedette;

un Servizio Subacqueo composto da militari (Uff., Mar. e B.A.C.) specializzati “operatori subacquei” articolato su: a) un Centro Subacquei (a Genova);b) 8 Nuclei operativi subacquei dislocati in Genova (2 nuclei), Trieste, Roma, Napoli, Taranto, Cagliari e Messina.

IL SERVIZIO NAVALE DI SUPERFICIE

Il Servizio Navale dell’Arma dei Carabinieri fu istituito l’11 novembre 1969, nell’ambito del programma avviato dal Comando Generale per consentire all’Arma di svolgere con pienezza e competenza i compiti istituzionali sul mare e sulle acque interne.
In quegli anni l’Istituzione era dotata di sei motovedette d’altura e circa 20 “motoscafi”.
Fu così pianificata la realizzazione di un Servizio costituito, tra l’altro, da mezzi tecnicamente differenziati, in funzione delle situazioni d’impiego e delle necessità operative, allo scopo di soddisfare la sempre crescente richiesta di sicurezza e d’essere aderenti alla maggiore importanza acquisita dall’elemento acqueo in ordine ai trasporti, al turismo, alla pesca, all’inquinamento e soprattutto ai traffici illeciti.
In atto il Servizio di superficie è articolato su un complesso di personale, mezzi navali, materiali, supporti tecnico-logistici, finalizzato a garantire lungo le coste, in mare aperto e sulle acque interne l’azione preventiva e di controllo del territorio, sviluppata dai reparti dell’Arma – operanti a terra – al fine di assolvere i compiti d’Istituto.
L’attività si estrinseca in compiti ordinari e compiti eventuali.

Compiti ordinari:

  • pattugliamento finalizzato a prevenire e reprimere violazioni alle norme su navigazione, pesca, inquinamento e tutela del patrimonio artistico subacqueo;
  • integrazione di dispositivi per operazioni di P.G. o P.S.;
  • collegamento con le isole;
  • polizia militare nelle acque interne e sul territorio marittimo;
  • vigilanza agli obiettivi sensibili ed agli scali marittimi;
  • appoggio ed assistenza ai Carabinieri subacquei;
  • soccorso in occasione di sinistri e di pubbliche calamità;
  • concorso nelle operazioni di polizia di frontiera;
  • esecuzione di servizi coordinati con i reparti speciali.

Compiti eventuali:

  • servizi di scorta ed O.P.;
  • appoggio ad operazioni effettuate sulla terraferma;
  • trasporto rapido di militari in casi urgenti di servizio.

Il piu’ importante reparto di superficie è il Nucleo Natanti di Venezia, inquadrato organicamente nel Reparto Operativo del Comando Provinciale dell’omonima città.
Comprende n. 60 militari Comandanti di Motovedette (Mar e B.A.C.) e n. 28 unità. Effettua servizio radiomobile nel capoluogo Veneziano.
Assicura all’Arma, attesa la particolarità della città lagunare, la mobilità necessaria per l’espletamento dei compiti istituzionali.

IL SERVIZIO SUBACQUEI

Nel 1953 l’Arma dei Carabinieri, avvertendo l’esigenza di disporre in proprio di operatori subacquei da impiegare al fine di soddisfare piu’ compitamente le molteplici esigenze d’istituto, costituì nelle città di Genova e Napoli i primi due Nuclei Carabinieri Subacquei.
In principio i militari, pur continuando ad essere impiegati nel normale servizio, venivano di volta in volta chiamati a prestare la loro opera in operazioni di P.G. (ricerca e recupero corpi di reato) e di soccorso in occasione di alluvioni e/o allagamenti in genere.
Nel 1964, emersa la necessità di svincolare i subacquei dalle attività d’istituto non connesse alla specializzazione, si procedette ad una completa ristrutturazione della specialità con la costituzione di altri “distaccamenti”.
Comprende n. 82 militari specializzati “Operatori Subacquei”, motovedette di appoggio e n. 45 battelli pneumatici. Alcuni Nuclei sono dotati del veicolo sommergibile filoguidato “Pluto”.

Compiti ordinari:

  • ricerca e recupero nelle acqua marine ed interne di corpi di reato, armi, stupefacenti, cadaveri, relitti e qualsiasi altro materiale che, in tale ambito, sia stato occultato e disperso;
  • ispezione e ricognizione di relitti sommersi;
  • soccorso in occasione di alluvioni ed allagamenti.

Compiti eventuali:

  • localizzazione e recupero di materiale di interesse archeologico;
  • concorso nelle ricerche subacquee di interesse scientifico;
  • concorso nel rilevamento del grado di inquinamento delle acque;
  • assistenza a manifestazioni sportive.

Il Centro Carabinieri Subacquei organizza corsi:

  • di formazione subacquea (6 mesi) anche per gli istruttori;
  • di specializzazione per:
    • fotografi subacquei;
    • telecineoperatori subacquei;
  • di aggiornamento per:
    • istruttori subacquei;
    • operatori subacquei;
    • telecineoperatori subacquei;
    • di riqualificazione.

Il personale specializzato al termine dei corsi viene impiegato nei reparti subacquei con sede a Genova, Trieste, Roma, Cagliari, Napoli, Taranto e Messina.

  Sub

 

  Squadra sub

La formazione è svolta presso il Reggimento Carabinieri a cavallo, con sede in Roma , viale Tor di Quinto 51, ed è curata dagli istruttori di equitazione dell’Arma per il conseguimento della specifica abilitazione.
Il corso ha la durata di 4 mesi circa.
Il personale viene successivamente impiegato presso:
  • lo stesso Reggimento a cavallo;
  • i Nuclei CC a cavallo di Milano, Firenze, Napoli e Palermo;
  • la Stazione CC di Foresta Burgos.

 

 

 

Il Centro Perfezionamento al Tiro, con sede in Roma, provvede alla formazione degli istruttori di tiro e dei tiratori scelti (durata 40 gg) il cui impiego è previsto presso:

  • i Nuclei Operativi dei Comandi Provinciali;
  • i reparti che operano negli aeroporti;
  • il Gruppo Operativo Calabria di Vibo Valentia;
  • lo Squadrone Eliportato “Cacciatori” Sardegna di Abbasanta;
  • il reparto squadriglie di Nuoro;
  • Il Reggimento “Corazzieri” ed Reparto CC Presidenza della Repubblica a Roma;
  • il Reggimento CC Paracadutisti “Tuscania” di Livorno.