Carabinieri 21


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MONUMENTO AL CARABINIERE IN ROMA

Il 13 luglio 1914, ricorrenza del Centenario dell'Arma dei Carabinieri, venne inaugurato a Roma nella caserma Vittorio Emanuele (oggi sede della Scuola Allievi) un monumento dedicato alle vittime del dovere dell'Arma stessa.



L'opera, creazione dello scultore Tadolini junior, è alta cinque metri e nella parte architettonica è in granito rosso lucido di Baveno: nel fondo di bardiglio lucido. Su di essa poggiano due statue alte due metri e trenta, delle quali una rappresenta il Valore, l'altra la Legge. Nel centro, sotto un festone di quercia e alloro, è la seguente epigrafe del capitano dell'Arma Cenisio Fusi (v.):

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MONUMENTO NAZIONALE AL CARABIERE IN TORINO

Torino, il Monumento nazionale al Carabiniere.

Sul momento storico in cui nacque l'idea del Monumento al Carabiniere scrisse la signora I. Occella, Presidente dell’Istituto Nazionale per le Biblioteche dei Soldati, agli inizi del 1933:
" (…) Lo strascico di spasimi, di dolori lasciato dalla guerra si andava a poco a poco attenuando e nel Paese, come su fertile campo su cui la bufera abbia imperversato senza tuttavia poterne asportare tutto il limo fecondo, si iniziava lentamente un risveglio di spiriti, di coscienze, che portava il pensiero a ristudiare i gravi problemi del recente passato ed il cuore ad onorare gli eroi che si erano immolati per la salvezza della Patria. Si era tardato anche troppo a ricordarsi di tanta balda giovinezza votatasi alla morte per il bene di tutti! Era necessario che dal sangue versato sorgesse la voce a monito dei presenti e dei futuri: voce di riconoscenza e di esaltazione. E l'Italia fu tutta unita a commemorare, a glorificare il suo Esercito.
«Belle lapidi andavano man mano ornando caserme e scuole: Bersaglieri, Cavalleggeri Artiglieri avevano già Comitati attivi, entusiasti dell'opera intrapresa, quando S.A.R. la Principessa Laetitia fece notare che nessuno aveva ancora pensato ai Carabinieri Reali ( .. )”
.

La Signora Occella incoraggiata dalle parole dell'augusta signora si mise subito all'opera, favorita dalla riconoscente adesione dell'Arma, comandata allora dal Generale di Corpo d'Armata Giacomo Ponzio.
La scelta del sito in cui far sorgere il monumento cadde sul giardino esistente nei pressi del Palazzo Reale di Torino, dove da poco s'era aperto uno splendido passaggio per far comunicare piazza Castello - particolarmente legata all'onorevole comportamento tenuto nel 1821 dall'allora Corpo dei Carabinieri Reali - con i popolosi rioni di Porta Palazzo. A parte i criteri di ubicazione del Monumento, la capitale del Piemonte s'impose come località perché in Torino re Vittorio Emanuele I con Regie Patenti dei 13 luglio 1814 aveva istituito l'allora Corpo dei Carabinieri Reali.

Si erano intanto costituiti il Comitato d'Onore, sotto il patrocinio della Regina Margherita e della Principessa Laetitia, il Comitato centrale ed una Commissione esecutiva, cui spettava il compito di rivolgersi a tutti i Comuni d'Italia per raccogliere le adesioni.
A capo dei Comitato e della Commissione venne designato, previo suo pieno consenso, il tenente generale Carlo Petitti di Roreto, comandante dei Corpo d'Armata di Torino, il quale, per essere stato in precedenza Comandante Generale dell'Arma, ne conosceva l'anima, ne apprezzava il valore, ne condivideva la fede.
Egli nominò membri della Commissione Esecutiva, oltre la Signora Occella, il colonnello dei Carabinieri Reali nella riserva Francesco Mouren, tesoriere, ed il capitano dei Carabinieri in s.p.e. Ugo Siliprandi, segretario, ai quali si aggiunse più tardi Cesare Schiaparelli.

Da ultimo si pensò all'artista, e la scelta cadde sullo scultore Edoardo Rubino.
Avviate le relazioni con tutti i Prefetti, questi interessarono i Comuni e, là dove necessario, le Autorità militari. L'adesione dei cittadini fu plebiscitaria - più significativamente nelle tante oblazioni modeste degli indigenti - com'è dimostrato dagli atti deliberativi dei Municipi, che, raccolti in 93 volumi, si trovano ora custoditi presso il Museo Storico dell'Arma dei Carabinieri.

Vi parteciparono gli italiani d'America e delle Colonie, nonché la Repubblica di San Marino.
E siccome la somma raccolta si rivelò notevolmente superiore al fabbisogno dell'opera, il tenente generale Petitti determinò che con la cifra residua s'istituisse la "Fondazione del Monumento al Carabiniere Reale" destinata all'assegnazione di quattro premi annui ad altrettanti Carabinieri giudicati più degni (v. Fondazione del Monumento).

L'inaugurazione del Monumento ebbe luogo il 22 ottobre 1933.

Nonostante la giornata piovosa, una grande moltitudine di popolo si assiepava, sin dalle prime ore del mattino, nel piazzale e nei viali dei Giardini Reali, attorno al grande palco ove le autorità venivano accolte dal generale d'Armata senatore Gaetano Zoppi, succeduto al generale Petitti di Roreto quale Presidente del Comitato, e dal generale Enrico Asinari di San Marzano, Comandante Generale dell'Arma.
Attorno al palco erano presenti le rappresentanze dei 92 capoluoghi di provincia, quelle di tutte le Armi e delle Associazioni combattentistiche e migliaia di carabinieri in servizio ed in congedo, convenuti da ogni parte d'Italia per il raduno nazionale.
Presente, al posto d'onore, la lacera e gloriosa Bandiera dell'Arma, giunta appositamente da Roma, scortata dal comandante della Legione Allievi. Una particolare nota di colore era offerta da un nucleo di zaptiè libici ed eritrei.
Subito dopo l'arrivo del re Vittorio Emanuele III e dei principi del suo seguito, veniva fatto cadere il grande drappo bianco ed appariva il grande monumento, fra gli applausi entusiastici della folla.

Alla benedizione da parte del Cardinale Arcivescovo seguirono i discorsi dei generali Zoppi e Asinari di S. Marzano; prendeva infine la parola il conte Thaon di Revel, primo cittadino di Torino, il quale, nel ricevere in consegna il monumento, affermava che tutta la città, ove l'Arma era stata creata, era compresa del singolare onore fattole nel designarla custode dell'opera, eretta per ricordare attraverso i tempi le glorie dei Carabinieri, “la cui storia più che secolare, scritta tutta di eroismi e di abnegazione in difesa della Patria, del Diritto e della Legge, è, in guerra come in pace, una ininterrotta elevazione, una costante fulgida affermazione di virtù militari e civili".

Strutturalmente il Monumento si articola in tre parti: in basso: un lungo podio orizzontale con altorilievi incorporati che rievocano le tappe della Storia dell'Arma: la carica - la trincea - il terremoto - l'inondazione - il brigantaggio - l'epidemia; in alto: al punto estremo, la figura del Giuramento; al centro: la semplice statua del Carabiniere equilibrata tra l'elemento celebrativo e l'elemento illustrativo.
Sotto la statua del Carabiniere una lapide con epigrafe dettata da Paolo Boselli, già Presidente del Consiglio:

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Gravemente danneggiato il 12 agosto del 1943 nel corso di un bombardamento aereo, il monumento risorse dopo la guerra e il 15 settembre 1948 venne restituito all'ammirazione degli italiani con una solenne cerimonia alla presenza del Presidente della Repubblica Luigi Einaudi e di numerose autorità civili, militari e religiose.

"Realizzando, con slancio generoso, la resurrezione di questa opera - disse nel suo discorso il Comandante Generale dell'Arma, generale Fedele De Giorgis - Torino ha voluto riconfermare la sua simpatia ed il suo attaccamento ad una Istituzione che vi ebbe i natali ai primi albori del nostro Risorgimento".

Il generale De Giorgis volle anche ringraziare lo scultore Edoardo Rubino, presente alla cerimonia, per aver curato e diretto l'intero restauro, rinnovando alcuni elementi che erano andati perduti.

A nome del governo prese infine la parola l'on. Luigi Meda, affermando fra l'altro: "Se amore deve cementare la ricostruzione del nostro Paese è giusto che in questo edificio di fede e di speranze si inserisca la pietra di questo monumento, che rivede oggi il sole dopo l'umiliazione ed il dramma di una grave offesa di guerra. Risorge, questo monumento, ancor più glorificato dal contributo di valore e di sangue offerto dai Carabinieri nella lotta partigiana, risorge nella consacrazione di un rito, al quale è spiritualmente presente tutto il popolo italiano, al quale sono presenti in spirito tutti i Carabinieri, i morti ed i vivi, tutti uniti in una benedizione ed in una promessa: la benedizione di coloro che più non sono, la promessa dei Carabinieri e dei cittadini di difendere in ogni momento, contro qualsiasi offesa, il diritto e la libertà riconquistata".

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Centrali operative

I comandi provinciali ed infraprovinciali esercitano l’attività di comando, coordinamento e controllo nei confronti dei reparti dipendenti, avvalendosi anche di centrali operative, dotate di tecnologie costantemente adeguate per garantire con prontezza, tempestività ed efficacia l’assolvimento dei compiti istituzionali.

La Centrale Operativa è il centro motore del comando, lo strumento fondamentale per l’innesco, lo sviluppo ed il completamento di tutta l’attività istituzionale dell’Arma e la sede appropriatamente organizzata, ove pervengono al comandante in continuità le notizie di interesse e da cui egli esprime – personalmente e per il tramite del personale addetto – gli ordini per la risoluzione dei problemi contingenti.

Il ricorso a moderne risorse tecnologiche ha consentito sin dal 1999, a seguito di studi svolti dall’Arma, di avviare la realizzazione di una completa interconnessione delle centrali/sale operative delle forze di polizia, individuata quale forma più efficace ed adeguata ai tempi per l’ottimizzazione del pronto intervento. L’interconnessione persegue non solo lo scopo di elevare l’efficienza dei servizi, ma anche quello di migliorare tutte le attività di prevenzione generale che precedono il momento della richiesta di aiuto, realizzando pertanto il totale coordinamento delle forze di polizia.

In particolare, i sistemi adottati consentono di visualizzare su monitor, attraverso una cartografia elettronica molto ben definita, tutti i mezzi dei Carabinieri e della Polizia di Stato impiegati nel controllo del territorio oltre che collegare in videoconferenza le due centrali, al fine di assicurare, sempre mediante procedure condivise, l’intervento della forza di polizia in grado di agire più tempestivamente nonché di quello delle altre organizzazioni/istituzioni (sanitarie, VV.FF., protezione civile, ecc.) la cui opera è ritenuta necessaria per un efficace soccorso.

L’interconnessione delle centrali/sale operative fornisce un’ulteriore valore aggiunto perché persegue l’obiettivo di un efficiente coordinamento non limitato alla sola gestione delle chiamate d’emergenza. Nel contempo garantisce anche l’immediata reciprocità informativa, rendendo "trasparenti" le informazioni di cui ciascuna forza di polizia dispone - in tempo reale - sugli eventi verificatisi e sulle risorse impiegate, consentendo così di orientare "ad horas" l’attività di prevenzione generale.

Gli operatori delle centrali e delle sale operative garantiscono l’intervento più tempestivo in qualsiasi circostanza facendo riferimento a regole predefinite per la gestione delle emergenze. Nelle stesse è previsto che, in caso di emergenza, la gestione dell’evento sia attribuita alla centrale/sala operativa dalla quale dipende l’unità in grado di assicurare l’intervento più tempestivo ed efficace, sulla base dei dati di radiolocalizzazione e di quelli relativi allo stato d’impiego delle risorse. In sostanza, interviene la pattuglia non impegnata in altre incombenze prioritarie più vicina al luogo dell’evento. In ogni caso, è prevista che sia garantita l’informazione reciproca, completa ed in tempo reale, anche allo scopo di consentire - quando necessario - l’assunzione raccordata di ulteriori misure operative ad integrazione e/o supporto della forza di polizia già intervenuta, ad esempio la convergenza di più servizi in caso di eventi particolarmente gravi.

Un tour virtuale all'interno di una Centrale Operativa, vi consentirà di capire meglio la sua importanza e le funzioni che in essa vengono assolte.

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Il Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche (Ra.C.I.S.) è la struttura preposta a soddisfare le richieste di indagine tecnico-scientifiche di P.G. dei Reparti dell’Organizzazione Territoriale e Speciale dell’Arma, della Magistratura e delle altre Forze di Polizia.

Il Raggruppamento svolge, nei casi più gravi e delicati, anche l’attività di Sopralluogo e Repertamento sulla "Scena del Crimine".

La struttura

I Reparti Investigazioni Scientifiche (RIS)

Sezione balistica

Il Raggruppamento CC Investigazioni Scientifiche è organizzato su quattro Reparti Investigazioni Scientifiche con sede a Roma, Parma, Messina, Cagliari, retti da Ufficiali Superiori e posti alle dipendenze del Generale Comandante del Raggruppamento.

La competenza dei quattro Reparti è determinata per territorio e per materia:

  • il Reparto di Roma è competente ad eseguire le indagini tecniche di prassi nell’ambito dell’Italia Centrale e di quelle di maggiore complessità in ambito nazionale;

  • il Reparto di Messina è competente ad eseguire le indagini tecniche di prassi nell’ambito dell’Italia meridionale e della Sicilia;

  • il Reparto di Parma è competente ad eseguire le indagini tecniche di prassi nell’ambito dell’Italia settentrionale;

  • il Reparto di Cagliari è competente ad eseguire le indagini tecniche di prassi nell’ambito della Sardegna.

I Reparti sono articolati in Sezioni responsabili delle singole Branche della Criminalistica: Balistica, Biologia, Chimica, Dattiloscopia e Fotografia Giudiziaria, Fonica e Grafica, Telematica.

Le sezioni Investigazioni Scientifiche (SIS)

Ai quattro Reparti Investigazioni Scientifiche sono affiancate 29 Sezioni Investigazioni Scientifiche (SIS) che costituiscono, a livello interprovinciale, l’organo tecnico-scientifico specializzato nell’attività di Sopralluogo e Repertamento sulla Scena del Crimine e nelle indagini tecniche relative alle sostanze stupefacenti. Le SIS includono i laboratori per l’analisi delle sostanze stupefacenti, il personale addetto ai rilievi tecnici e gli "artificieri/antisabotaggio" inquadrati nei Reparti Operativi dei Comandi Provinciali.

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I militari dell'Arma dei Carabinieri sono tenuti al rispetto delle disposizioni contenute nella pubblicazione SMD-G-010 "REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLE UNIFORMI", ed. 1994, ed indossano le uniformi elencate nel "REGOLAMENTO SULLE UNIFORMI PER L'ARMA DEI CARABINIERI", la cui ultima edizione è del 1988.

Per ciascun tipo di uniforme esistono varianti stagionali e (fatta eccezione per quelle di servizio, combattimento e storiche) versioni da uomo e da donna.

Le uniformi dell'Arma dei Carabinieri si suddividono in: ordinarie, di servizio, di rappresentanza (per marescialli, brigadieri, appuntati e carabinieri), G.U.I./G.U.E. (per ufficiali), di campagna, storiche e da cerimonia.

Quelle di servizio, rappresentanza e G.U.I./G.U.E. sono sostanzialmente una derivazione delle ordinarie.

E' precluso l'uso di accessori non previsti dai citati testi regolamentari o comunque non autorizzati.

UNIFORME ORDINARIA

Una pattuglia a piedi di carabinieri in divisa Ordinaria.

E' nera, sia nella versione invernale che estiva. Si compone di una giacca ad un petto a quattro bottoni, quattro tasche a toppa con cannello centrale a chiusura a pattina con bottone, controspalline fermate da un bottone (tutti i bottoni dell'uniforme sono argentati).
I pantaloni sono di taglio classico, con le pinces e quattro tasche (la banda rossa è prevista fino al grado di maresciallo capo).

Carabinieri con cappotto impermeabile.

La camicia è bianca a due taschini. Completano l'uniforme la cravatta nera, i guanti neri di pelle, le scarpe basse nere ed il berretto rigido con fregio dell'Arma (in metallo per appuntati e carabinieri, in plastica per tutti gli altri militari).

A seconda delle condizioni meteorologiche, l'uniforme può essere indossata con il cappotto impermeabile (o di panno castorino per gli ufficiali) e con la giacca a vento.

All'interno delle installazioni militari la giubba può essere tolta (in questo caso i gradi su fascetta tubolare si applicano alla camicia bianca) o sostituita con il maglione a 'V'.

UNIFORME DI SERVIZIO

Si differenzia dalla composizione base della uniforme ordinaria per i seguenti elementi:

SERVIZIO INVERNALE: stivaletti neri (stivaletti anfibi in occasione di riviste, parate o servizi d'onore), cinturone con spallaccio (per ufficiali se espressamente prescritto, sempre per marescialli e brigadieri capi) e bandoliera (per il rimanente personale).
E' poi prevista una versione di Servizio Speciale invernale  per i reparti dislocati in zone a clima rigido, che prevede il maglione blu a collo rovesciato e la giacca a vento con termofodera pesante.

Uniforme di Servizio invernale

Il maglione,inoltre, può essere usato in sostituzione della camicia anche nei servizi di ordine pubblico, perlustrazione, battute, rastrellamenti, traduzioni, scorte e piantonamenti, nonché dai militari dei nuclei radiomobili, motociclisti, imbarcati ed a cavallo, con le apportune varianti. In caso di reparti ubicati oltre i mille metri di altitudine, inoltre, l'uniforme è integrata da: berrettino di lana a maglia, combinazione da sci e scarponi da sci (solo per sciatori), scarponi da montagna, passamontagna turchino e guanti in pelle con rinforzo palmare.

Uniforme di servizio ordinaria estiva.

SERVIZIO ESTIVA: camicia azzurra a maniche corte senza giubba, cinturone con spallaccio (per ufficiali se espressamente prescritto, sempre per marescialli e brigadieri capi) e bandoliera (per il rimanente personale).

UNIFORME DI RAPPRESENTANZA

Uniforme di rappresentanza.

Per marescialli, brigadieri, appuntati e carabinieri. Si differenzia dalla composizione base della uniforme ordinaria per i seguenti elementi: cordelline, sciabola con pendagli e dragona, cinturone nero con spallaccio (solo marescialli e brigadieri capi) o bandoliera (per il rimanente personale).

GRANDE UNIFORME INVERNALE e GRANDE UNIFORME ESTIVA

(Solo per ufficiali). Si differenzia dalla composizione base della uniforme ordinaria per i seguenti elementi:
sciarpa azzurra con decorazioni, sciabola con pendagli e dragona.

UNIFORME STORICA

Uniforme storica per ufficiali.  Uniforme storica per carabinieri.

La Grande Uniforme Speciale è costituita da cappello con pennacchio (feluca con pennacchio per gli ufficiali), abito di Grande Uniforme con spalline, decorazioni e cordelline, pantaloni con bande (e sottopiedi nella versione per ufficiali), camicia bianca con colletto diritto inamidato, guanti bianchi, stivaletti neri (con fascette metalliche di sperone per i soli ufficiali) e, se necessario, cappotto impermeabile (mantello dipanno nero per gli ufficiali).

UNIFORME DI CAMPAGNA

Uniforme utilizzata nei servizi di ordine pubblico.   Uniforme policroma.

E' di colore turchino con profilature rosse. Si compone di basco, giubba (con quattro tasche a toppa, controspalline fermate da un bottone e termofodera) e pantaloni, completo in pile blu (da utilizzare in alternativa al maglione), fazzoletto da collo blu con profilatura rossa, guanti in pelle nera con rinforzo, stivaletti anfibi neri operativi.Per i soli battaglioni della organizzazione mobile, la predetta composizione base è integrata con alcuni particolari protettivi da utilizzare nei servizi di ordine pubblico. Della stessa uniforme, infine, è prevista una versione "particolare" per i militari del Gruppo Intervento Speciale, nonchè una policroma per i seguenti reparti: I° Reggimento CC Paracadutisti "Tuscania", Reggimento Carabinieri a Cavallo e Squadroni Eliportati CC Cacciatori .

UNIFORME DA CERIMONIA

E' prevista nelle versioni:

  • INVERNALE: di colore nero, costituita da berretto rigido in tessuto di lana, giubba a doppio petto e pantaloni dello stesso tessuto, camicia bianca con colletto rovesciato floscio, cravatta lunga di seta nera, scarpe basse nere e calze lunghe nere, guanti in pelle bianchi e mantello;

  • ESTIVA: si differenzia dalla versione invernale per la giubba a doppio petto in gabardine bianco;

nonché come Grande Uniforme da Cerimonia Invernale ed Estiva, che si differenzia dalla precedente per l'aggiunta di decorazioni, sciabola con pendagli e dragona.

Ulteriori varianti sono costituite dalla:

  • UNIFORME DA SERA (invernale ed estiva) che, rispetto alla uniforme da cerimonia prevede la variante della cravatta a fiocco di seta nera;
  • UNIFORME DA SOCIETA' (invernale ed estiva), caratterizzata da: camicia bianca con sparato, colletto bianco con punte rovesciate, cravatta a fiocco di seta nera e decorazioni (solo se disposto dal Comando di Presidio Militare);
  • UNIFORME DA GALA (invernale ed estiva): stessi capi della UNIFORME DA SOCIETA, con l'aggiunta delle decorazioni di formato ridotto.
UNIFORMI FEMMINILI

Allieva maresciallo in uniforme storica.   Uniforme ordinaria personale femminile.

Le uniformi adottate per il personale femminile si configurano sostanzialmente come un adattamento di quelle maschili.
Le varianti riguardano le abbottonature, la foggia delle giacche (senza tasche superiori), l'uso di gonne all'interno degli Uffici, fuori servizio o con le uniformi da cerimonia e le calzature.

Non sono state apportate varianti a tutti gli altri capi di vestiario/equipaggiamento già in uso al personale maschile.

TIPI DI UNIFORME DA INDOSSARE NELLE DIVERSE CIRCOSTANZE

In tale settore l'Arma dei Carabinieri ha recepito, integrandola con le proprie peculiarità uniformologiche, la normativa interforze vigente, che per ogni specifica circostanza (cerimonie militari, civili o religiose, visite di Autorità nazionali ed estere) dispone il tipo di uniforme da far indossare al personale. Il prospetto riepilogativo è stato inserito nella pubblicazione n. R-11 "REGOLAMENTO SULLE UNIFORMI PER L'ARMA DEI CARABINIERI" edita dal Comando Generale nel 1988.

DISTINTIVI DI GRADO

Per la giubba ed il cappotto impermeabile sono in metallo; per la giacca a vento, la giubba dell'uniforme di campagna, il maglione a 'V' e la camicia azzurra estiva sono in plastica stampata su fascetta tubolare.

UFFICIALI: sono costituiti da stellette zigrinate per ufficiali inferiori, corona turrita e stellette zigrinate per ufficiali superiori, greca in metallo argentato e stellette zigrinate per ufficiali Generali. Per l'abito di Grande Uniforme Speciale sono ricavati in rilievo sulle spalline di metallo; per la giubba delle uniformi da cerimonia, da sera, di società e di gala i galloncini ed i passanti porta distintivi sono di colore argento su fondo nero per le uniformi invernali, su fondo bianco per quelle estive.

Il soggolo del berretto è:

  • in trecciola di cordoncino bianco per gli ufficiali Generali;
  • in cordone bianco a due capi ritorti per gli ufficiali superiori;
  • in nastro di tessuto argento per gli ufficiali inferiori.

I galloncini sono dello stesso colore del soggolo.

MARESCIALLI: sono costituiti da barrette trasversali in metallo argentato (su fondo rosso per luogotenenti e marescialli "aiutanti" s.UPS. Per i luogotenenti è prevista inoltre una stelletta dorata bordata di rosso). Per l'abito di Grande Uniforme Speciale e per la giubba delle uniformi da cerimonia sono applicati sui polsini della giubba.

Il soggolo del berretto è argentato e striato di nero nella parte centrale (bordato di rosso nella parte superiore ed inferiore per i soli luogotenenti). I galloncini sono neri bordati d'argento (d'argento, striati e bordati di rosso per i marescialli "aiutanti" s.UPS; bordati di rosso solo esternamente per i luogotenenti).

BRIGADIERI: è costituito, rispettivamente, da:

  • BRIGADIERI CAPI: due galloncini, un gallone in ottone argentato disposto a V con il vertice verso l'esterno della controspallina, perpendicolare ad una barretta trasversale in metallo argentato;
  • BRIGADIERI: due galloncini ed un gallone in ottone argentato;
  • VICEBRIGADIERI: due galioncini in ottone argentato.

Per l'abito di Grande Uniforme Speciale e per la giubba delle uniformi da cerimonia sono applicati sui polsini.

Il soggolo del berretto è nero. Per i soli brigadieri capi è previsto un galloncino argentato.

APPUNTATI E CARABINIERI: è costituito, rispettivamente, da:

  • APPUNTATO SCELTO: due galloncini d'argento con un gallone di colore rosso disposto a V con il vertice verso l'esterno della controspallina;
  • APPUNTATO: come per l'appuntato scelto, con la differenza che i galloncini sono di colore nero;
  • CARABINIERE SCELTO: un gallone di colore rosso disposto a V con il vertice verso l'esterno della controspallina.

Per l'abito di Grande Uniforme Speciale e per la giubba delle uniformi da cerimonia sono applicati sui polsini.

Il soggolo del berretto è nero.

Tabella di comparazione dei gradi da Ufficiali, Sottufficiali (ruolo ispettori), Sottuficiali (ruolo sovrintendenti) e Appuntati e Carabinieri (ruolo Volontari di Truppa e Militari di Leva).

FREGI E COPRICAPI

 

Il fregio è costituito da un'aquila dorata tra serti di quercia e di alloro su panno rosso per il Comandante Generale, Vice Comandante Generale e Generale di Corpo d'Armata;

da un'aquila argentata per gli ufficiali Generali di Divisione e di Brigata;

dalla tradizionale granata dell'Arma con monogramma R.I., dorata per gli altri ufficiali ed i marescialli, argentata per i brigadieri e metallica per il rimanente personale.

Il fregio per basco è metallico argentato con monogramma R.I. per tutto il personale.

ALAMARI

 

 

UFFICIALI: per le uniformi ordinaria e derivate e G.U.S. sono ricamati in fili d'argento su panno nero e formano palma, branca e nappo. Per la camicia azzurra estiva sono in metallo, provvisti di attaccatura con fenno a morsetto. Sugli alamari sono applicate stellette argentate con bordo nero (dorate per i soli ufficiali Generali).

MARESCIALLI, BRIGADIERI, APPUNTATI E CARABINIERI: per la G.U.S. sono ricamati in filo bianco argentato, mentre per le altre uniformi sono in metallo, provvisti di attaccatura con fermo a morsetto.

DECORAZIONI E DISTINTIVI

L'Arma dei Carabinieri ha proprie decorazioni al valore ed al merito dell'Arma e di Lungo Comando e propri distintivi d'onore e di merito, d' istruttore, di appartenenza (a reparti ed enti vari), di carica, ricordo, di incarico ed onorifici. I militari dipendenti, tuttavia, possono indossare anche decorazioni e distintivi istituiti in ambito interforze dallo Stato Maggiore della Difesa.

 

Uniforme da cerimonia invernale Uniforme da cerimonia estiva

 

 

Uniforme Storica Cappello con pennacchio

 

 

Spalline dell'uniforme storica Cordelline


 

 

Stivaletti dell'Uniforme storica Guanti bianchi

 

 

Feluca per ufficiali

 

 

Gradi per ufficiali inferiori Gradi per ufficiali superiori Gradi per ufficiali Generali
 

 

Soggolo per ufficiali Generali Soggolo per ufficiali superiori Soggolo per ufficiali inferiori
 

 

Gradi per marescialli Soggolo per marescialli Soggolo per i luogotenenti
 

 

Soggolo per marescialli "aiutanti" s. UPS Soggolo per i luogotenenti Gradi per brigadieri
 

 

Soggolo per i brigadieri Soggolo per i brigadieri capo Gradi per appuntati e carabinieri

 

Soggolo per Appuntati e Carabinieri

 

Tabella comparativa del personale grado Ufficiali

Dalla data di entrata in vigore del provvedimento legislativo di cui all'articolo 71 del decreto legislativo emanato ai sensi dell'articolo 5 della legge 31 marzo 2000, n.78, con decorrenza dal 15 marzo 2001, l'equiparazione tra i gradi e le qualifiche dei ruoli normali degli ufficiali dell'Arma dei carabinieri e del corpo della Guardia di Finanza con i funzionari delle altre Forze di polizia di cui all'articolo 16, commi 1 e 2, della legge 1° aprile 1981, n.121, per effetto del presento decreto e degli articoli 3, 4, 5, 7, commi 1 e 2, della legge 31 marzo 2000, n. 78, e' stabilita come di seguito:

 

Ruolo

Arma dei Carabinieri

Polizia di Stato

Corpo della Guardia di Finanza

Ufficiali

Generale di corpo d'Armata

Dirigente generale di livello B

Generale di corpo d'Armata

Generale di Divisione

Dirigente generale

Generale di Divisione

Generale di Brigata

Dirigente superiore

Generale di Brigata

Colonnello

Primo dirigente

Colonnello

Tenente Colonnello

Vice Questore aggiunto

Tenente Colonnello

Maggiore

Vice Questore aggiunto

Maggiore

Capitano

Commissario capo

Capitano

Tenente

Commissario

Tenente

Sotto Tenente

Vice Commissario

Sotto Tenente

 
Ordinamento Gerarchico dei ruoli e corrispondenza dei gradi del personale non direttivo e non dirigente dell'Arma dei Carabinieri con il corrispondente personale delle altre Forze di Polizia

Ruolo 

Arma dei Carabinieri 

Polizia di Stato 

Corpo della Guardia di Finanza 

Ispettori 

Maresciallo aiutante s.U.P.S. 

Ispett. superiore s. U.P.S. 

Maresciallo aiutante s.U.P.S. 

Maresciallo Capo 

Ispettore Capo 

Maresciallo Capo 

Maresciallo Ordinario 

Ispettore 

Maresciallo Ordinario 

Maresciallo 

Vice Ispettore 

Maresciallo 

Sovrintendenti 

Brigadiere Capo 

Sovrintendente capo 

Brigaiere Capo 

Brigadiere 

Sovrintendente 

Brigadiere 

Vice Brigadiere 

Vice Sovrintendente 

Vice Brigadiere 

Appuntati / assistenti / Carabinieri / Finanzieri / Agenti / Guardie 

Appuntato scelto 

Assistente capo 

Appuntato scelto 

Appuntato 

Assistente 

Appuntato 

Carabiniere scelto 

Agente scelto 

Finanziere scelto 

Carabiniere 

Agente 

Finanziere 

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