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2a Guerra Mondiale 1945-9 |
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La strenua difesa tedesca |
Inno Tuvalu |
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| Durante le ultime fasi dell'offensiva aerea contro la Germania erano apparsi isolatamente degli aerei a reazione
tedeschi, che avevano ottenuto brillanti vittorie contro le fortezze volanti, destando molte preoccupazioni tra gli equipaggi e non poche nei Comandi alleati, che temevano la possibilità della produzione e dell'intervento in massa di queste temibili armi germaniche. Per questo, fra i più importanti nuovi obbiettivi dei bombardieri alleati, venivano inserite al primo posto le officine, individuate o supposte, che avrebbero dovuto costruire gli apparecchi a reazione. Con tali incursioni, specie per alcune contro le officine di
montaggio, gli anglo-americani riducevano a ben poca cosa le residue possibilità dell'industria tedesca in questo campo. A
ciò si aggiungeva l'azione indiretta contro le vie di comunicazioni. che riusciva a paralizzare i movimenti all'interno della Germania. Nella
foto in alto la città di Colonia completamente distrutta dagli attacchi. Sulla sinistra è visibile in
lontananza la mole del Duomo, in piedi in mezzo a tante rovine. In basso a
sinistra incursione sull'importantissimo nodo di comunicazioni di Enskirchen. In basso a
destra un aereo alleato attacca una nave trasporto tedesca durante una incursione sul piccolo centro norvegese di
Level. |
La distruzione di Dresda
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| .Dopo ogni incursione, Dresda, restava letteralmente cosparsa di cadaveri che coprivano le strade e le macerie delle case. Non potendo provvedere alle consuete inumazioni, le salme venivano ammucchiate ed incendiate con la benzina e coi lanciafiamme, per evitare che si sviluppassero epidemie. Dresda, a fianco di Hiroshima e Nagasaki, costituisce l'esempio
di un massacro indiscriminato compiuto dagli aerei alleati senza alcuna ragione in un momento in cui, pochi giorni prima del termine della guerra, non era giustificabile da alcuna considerazione di carattere militare. Nelle foto in
alto i terrificanti aspetti delle vie sconvolte di Dresda coperte di cadaveri e le macabre cataste bruciate con i lanciafiamme. |
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| Fra gli aerei a reazione impiegati sporadicamente dai tedeschi per cercare di arginare le tremende incursioni sulla Germania, oltre i famosi Me. 13 e
Me. 262, era anche il caccia a razzo Bachem-BP. 20-Natter. Questo strano apparecchio che aveva la forma di una bomba con corte ali e limitati piani di coda, era pilotato da un uomo, ma partiva verticalmente da una rampa di lancio simile a quella delle
V. 2. Il Natter ( Vipera) era propulso da un motore a razzo che gli imprimeva la velocità di circa 965 Km/h. Una volta a contatto con le formazioni nemiche lanciava i suoi ventiquattro proiettili razzo contro le
fortezze volanti e poi si allontanava. Ma invece di atterrare alla base scendeva a terra sostenuto da paracadute dopo che il pilota si era
lanciato. A sinistra un Vipera nella sua rampa di lancio. A destra la partenza del
Vipera. |
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| Il 23 febbraio cessava la accanita resistenza tedesca, nell'assediata Posen, e di Graudenz in Prussia Orientale. Lo stesso giorno un'altra armata sovietica riusciva a penetrare nei sobborghi orientali di Breslau in Slesia, ma senza riuscire ad espugnarla. La città infatti, benché sorpassata ed accerchiata, resisté a lungo. Nella foto a sinistra in
alto i reparti russi appena penetrati in un villaggio presso Posen; in primo piano i cadaveri dei difensori. A sinistra al
centro un ponte ferroviario distrutto durante il passaggio di un treno, presso Francoforte sull'Oder. A destra in
basso due soldati sovietici, subito dopo l'entrata in una cittadina della Slesia, staccano la targa del Partito nazista dalla sede. A destra in
alto il Feldmaresciallo Schijrner, che alla fine di marzo sostituì il generale Guderian al Comando del fronte orientale tedesco. A destra al
centro il maresciallo Tolbuchin, comandante dell'armata sovietica in Jugoslavia. A
destra in basso il maresciallo Malinovski, comandante russo in Ungheria. |
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