
In seguito all'attacco contro Iwo Jima, anche la Flotta, al comando dell'ammiraglio Teraoka, costituiva un gruppo
Kamikaze, che faceva parte della 601a Squadra e prendeva il nome di 2a Squadriglia Mitate del Corpo di attacco speciale. Essa era costituita da 32 apparecchi, caccia,
bombardieri e siluranti, che venivano suddivisi in cinque sezioni. Nella mattinata del 21 febbraio, la Squadriglia Mitate, al comando del tenente di vascello Iroshi Murakawa, si gettava sulle forze navali americane che appoggiavano l'attacco anfibio contro Iwo Jima, affondando 1 nave portaerei, 4 trasporti e danneggiando un'altra portaerei e 4 navi da battaglia. Dopo la caduta di Iwo Jima, le
Task Forces americane venivano segnalate ad Ulithi (a nord est delle isole Palau). Il 10 marzo, 24 bombardieri Ginga, che formavano una nuova unità
Kamikaze, il Gruppo Azusa, partivano per quella base, ma solo 11 di questi giungevano sulla flotta nemica e l'attaccavano. Alle basi di partenza non giungeva però alcuna notizia circa i risultati. Nella foto in
alto una portaerei inglese colpita da un Kamikaze. In occasione della operazione anfibia contro Okinawa ed in preparazione dell'attacco anfibio contro il Giappone, interveniva a fianco degli americani, anche una Squadra navale britannica. Nella foto in
basso i tremendi effetti dell'attacco suicida su una portaerei centrata in pieno.
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