2a Guerra Mondiale 1945-59


Vincitori e Vinti


Inno Monaco 





Con il dettato di pace l'Italia perdeva anche alcune terre al confine occidentale, rivendicate dalla Francia per ragioni strategiche, come Briga e Tenda, i passi del Monginevro, del Freyus, del Moncenisio e del Piccolo S. Bernardo, la cui annessione alla Francia passava quasi sotto silenzio, ad eccezione di Briga e Tenda per le quali si elevava la protesta dell'opinione pubblica italiana. Inoltre, per la pressione politica della Francia, veniva concesso uno statuto speciale alla Valle d'Aosta, con riconoscimenti così ampi alla minoranza francese, da renderla quasi arbitra della situazione locale. Fra gli altri territori minori perduti, l'isoletta di Saseno aveva uno strano destino: italiana da decenni, per costituire una base avanzata verso l'Albania, è divenuta, oggi, munitissima base di sommergibili sovietici, minaccia avanzata a poche miglia dalla costa italiana. In Africa poi si sottraevano all'Italia tutti i possedimenti. Per l'Etiopia ciò avveniva automaticamente, senza alcuna discussione, quasi che i sei anni dell'unione di questo territorio all'Italia non fossero mai passati, annullando così imponenti opere di civiltà costruite dagli italiani, che avevano reso fiorenti città, centri prima formati da sudici tuguri. Ma con l'Etiopia, ci venivano tolte anche terre ormai legate all'Italia da oltre mezzo secolo, come l'Eritrea, la Somalia e la Libia, che il lavoro italiano aveva strappate all'arido deserto, trasformandole in fonte di ricchezza e di benessere. Nelle foto in alto Briga e Tenda. Al centro le famose grotte di Postumia, nei pressi di Fiume. In basso l'isola di Simi, nell'Egeo,

Dopo i lanci delle due bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, la guerra aveva termine anche in Asia e nel Pacifico. Al momento della cessazione delle ostilità, ancora moltissimi soldati giapponesi erano alle armi in Cina, Thailandia, Malesia, Indonesia e nelle isole del Pacifico. Per avvertire costoro della fine della guerra, la radio nipponica trasmetteva di continuo comunicati ed ordini del governo imperiale ed a ciò si aggiungevano altri mille espedienti tentati da giapponesi e da americani. Ma nelle terre più piccole e più sperdute del Pacifico centrale e meridionale molti reparti non venivano raggiunti da tali notizie e restavano isolati. Ancora oggi, di tanto in tanto soldati nipponici armati vengono ritrovati nelle inestricabili foreste delle Filippine o delle isole del Pacifico. Nelle foto in alto il Tenno si reca sulla tomba degli Imperatori nipponici, per avvertirli della fine della guerra. In basso a sinistra prigionieri nipponici ascoltano l'annuncio della fine delle ostilità, in un campo di concentramento. Notare l'aspetto tragicamente addolorato di questi uomini che, pur combattendo da molti anni, non avevano dimenticato l'amore per il proprio Paese. In basso a destra palloncini con messaggi lanciati nelle Filippine per avvertire i reparti internati nella jungla della fine della guerra.


Anche la geografia politica dell'Asia, come già quella dell'Europa, subiva notevolissimi cambiamenti, fino a mutare totalmente l'Asia. Tralasciando tutti i territori tolti all'Impero nipponico, il fatto maggiore di questi mutamenti è la grande espansione del comunismo e della influenza sovietica. Caduta la potenza giapponese, vera e propria antemurale alla minaccia russa fin dal lontano 1905, gli immensi territori della Cina, del Tibet, della Corea del nord, della Manciuria e di parte dell'Indocina passavano sotto l'influenza russa. Ad incrementare questa avanzata, concorrevano gli armamenti concessi in parte rilevante ai comunisti cinesi in Manciuria direttamente dai russi oltre a quelli dell'Armata nipponica del Kwantung. Buona parte della guerra di Cina, di Corea e di Indocina sarà condotta dai comunisti con queste armi. Sopra l'Asia prima e dopo il conflitto.


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