
La vittoria delle Nazioni Unite nel secondo conflitto mondiale apportava alla carta d'Europa notevoli modificazioni, con fortissime ripercussioni di carattere politico che si riveleranno ben presto di portata storica tragicamente vasta. Oltre le gravi mutilazioni inflitte all'Italia, nei riguardi della Germania veniva acuita
la ormai universalmente riconosciuta ingiustizia di Versaglia (che aveva strappato alla patria tedesca la Wartheland, Danzica e il Corridoio, oltre a province occidentali e settentrionali), con la cessione forzata alla Polonia ed alla Russia di regioni che costituiscono il cuore della Germania: buona parte
della Pomerania, il Brandeburgo orientale, la Slesia. La Polonia poi, a fianco dei grandi quanto illeciti vantaggi territoriali conseguiti ai danni dei tedeschi, registrava la perdita delle proprie terre orientali cedute ai russi, si da apparire letteralmente
spostata in un sol blocco verso occidente. Il tutto si risolveva a solo vantaggio dell'URSS, che annetteva ufficialmente
Kunigsberg, i paesi baltici, Leopoli e la Moldavia e portava le proprie truppe di occupazione oltre Berlino, ad appena 80 km. da Amburgo ed a 150 dal Reno. Nelle
foto la carta geografica d'Europa nei suoi mutamenti, avvenuti durante il periodo che va dal 1939 al 1945.
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