2a Guerra Mondiale 1945-50


La guerra aerea


Inno Grecia 



Ma la svolta decisiva che doveva determinare anche nel periodo successivo alla conclusione del conflitto una modificazione profonda delle concezioni militari, fu l'avvento dei missili e comunque delle armi teleguidate. La prima grande rivelazione delle armi segrete germaniche fu la bomba volante V-1 che i tedeschi in gran numero lanciarono su Londra a partire dall'estate del 1944 dalle basi sulla costa della Manica in territorio francese. La V-1 era sostanzialmente un velivolo senza pilota propulso da un pulsogetto, motore a reazione di pratico rendimento e di facile ed economica produzione. Quando l'intervento delle massicce formazioni alleate sconvolse le piste di lancio dell'arma i tedeschi effettuarono i lanci contro Londra e le città dell'Inghilterra meridionale facendo trasportare ad una certa distanza dall'obbiettivo le V-1 da velivoli da bombardamento; le V-1 proseguivano poi verso il bersaglio con i propri mezzi. L'arma era provvista di sistema di autoguida basata sull'impiego di giroscopi. Alla sua messa a punto specialmente per quanto riguardava la parte aerodinamica contribuirono grandemente i collaudi che su di un esemplare munito di posto di pilotaggio (foto in alto) compì la celebre provetta aviatrice Hanna Reitsch (nel riquadro). In basso un'altra arma tedesca peraltro poco nota, si tratta del razzo polistadio Rheinbote nella foto sulla sua rampa di lancio che veniva diretto a distanza sugli obiettivi avversari; era un'arma a media gittata e venne usata in numero abbastanza consistente contro il porto di Anversa.



L'avvento della V-2 che successe alle V-1 nel quotidiano martellamento di Londra, portò il peso di una tecnica completamente nuova. La V-2 rappresenta la prima effettiva esemplificazione di quello che oggi viene definito il « missile balistico »; questo magnifico razzo con la sigla di A-4 venne messo a punto nel laboratorio tedesco di Peenemunde sotto la direzione del prof. von Braun. Lanciata dal territorio olandese e successivamente da quello tedesco, la V-2 raggiungeva in brevissimo tempo gli 80-100 km di altezza massima ed esaurita la capacità propulsiva del razzo si precipitava verso il suolo alla velocità di circa 5000 km/h. Era perciò non intercettabile da parte dei sistemi difensivi inglesi, che fidavano esclusivamente, per una protezione passiva dall'offesa dei terribili ordigni, nella loro possibile imprecisione. Nella foto in alto una V-2 sulla rampa di lancio auto carrata; si notino gli impennaggi cruciformi per l'autoguida dell'arma. In basso a destra una V-2 su una rampa di lancio diversa, sistemata cioè come ben si nota su una piattaforma di vagone ferroviario. Le diverse rampe di lancio erano mobili onde poterle rapidamente sottrarre alla possibile offesa aerea alleata. In basso a sinistra proprio per porre un freno alla dilagante marea degli incursori avversari i tedeschi fecero ricorso all'impiego dei missili in funzione contraerea. Una delle prime armi di questo tipo fu la Wasserfall (nella foto a sinistra), a due stadi, capace da sola di scompaginare una formazione di velivoli. Non completamente a punto venne impiegata soltanto sperimentalmente.



I proiettili razzo vennero presto ad integrare l'armamento aereo segnatamente dei velivoli da attacco al suolo. Nella battaglia di Caen e nelle operazioni sul fronte europeo susseguenti allo sbarco alleato in Normandia i caccia inglesi Typhoon provvisti di razzi (foto in alto) risolsero in favore delle armate alleate parecchie difficili situazioni. Al centro un bimotore inglese Beaufighter mentre spara due razzi di grosso calibro del tipo Monitor. Dai tedeschi vennero creati anche vari tipi di missili da lanciarsi da bordo dei loro velivoli da caccia contro i bombardieri alleati. Nella foto a sinistra in basso, uno di questi ordigni munito di congegno di teleguida. Nelle azioni antinave vennero usate speciali bombe alate che planavano letteralmente sul bersaglio guidate da bordo del velivolo che ne aveva effettuato il lancio. I Tedeschi con tali mezzi ottennero particolari successi contro i convogli in navigazione al largo della Norvegia verso la Russia. Gli Americani adoperarono nell'ultimo periodo, contro il naviglio giapponese, le bombe volanti Bat che nella foto in basso a destra vediamo appese sotto le ali di un pattugliatore Privateer.


Il progresso enorme compiuto dalla tecnica aeronautica durante il periodo bellico è dovuto in massima parte allo sviluppo della propulsione a reazione. Le forme d'applicazione furono diverse. Dall'alto il Caproni Campini il primo velivolo a getto che volò nel corso del conflitto compiendo tra l'altro nelle mani del comandante De Bernardi il primo volo di un aereo a reazione tra due città collegando Milano a Roma; era provviste di un motoreattore. Al centro il tedesco Heinkel He-280 V che volò nel 1941 azionato da due turbogetti. In basso l'intercettore provvisto di motore a razzo Messerschmitt Me-163 Komet indubbiamente l'aereo più avveniristico espresso nel corso del conflitto ed impiegato in combattimento. Presentava notevoli innovazioni aerodinamiche e poteva raggiungere i 1000 km/h. Negli attacchi ai bombardieri anglo-americani si rivelò temibilissimo.

Nella parte finale del conflitto tutte le grandi aeronautiche si dedicarono alla realizzazione di velivoli con propulsione a getto date le forti velocità
di combattimento che si potevano raggiungere con tali mezzi. A sinistra dall'alto: 1) il primo velivolo a getto inglese fu il Gloster G-40 del 1941. Gli inglesi secondo le loro tradizioni tecniche svilupparono dei turbo reattori di ottimo rendimento. 2) Il P-59 Airacomet fu il primo velivolo a getto americano. Due soli esemplari furono impiegati sperimentalmente in Inghilterra nel 1945. 3) Il P-80 Shooting Star fu disegnato e prodotto in tempo brevissimo nell'anno 1944; tuttavia non giunse ad una effettiva partecipazione ai combattimenti. Il battesimo del fuoco lo ebbe qualche anno dopo in Corea. Da parte tedesca si giunse perfino alla costruzione ed a rimpiego di apparecchi plurimotori a getto con concezioni ardite per quei tempi; 4) il prototipo del quadrimotore Junkers JU-287. A destra dall'alto: 1) Il Messerschmitt Me-262 fu il primo aereo a reazione ad entrare in effettiva produzione di serie; le sue ottime qualità non ebbero pratica applicazione per la mancanza di carburanti e di piloti addestrati, ma ebbe tuttavia peso notevole nella difesa dei cieli tedeschi. 2) Il Gloster Meteor fu dagli inglesi usato per la lotta contro le V-1 e successivamente in attacchi al suolo. 3) I giapponesi applicarono la tecnica dei motori a reazione ai loro velivoli suicidi; nella foto una delle bombe volanti pilotate Baka. 4) Il tedesco Arado 234 usato per la ricognizione ed il bombardamento leggero, apparso nel 1945 anche sul fronte italiano.

Il Bachem Natter munito di motore razzo fu il primo esempio (foto in alto) di un intercettore capace di decollare verticalmente da una torre. Sotto, il caccia leggero Heinkel Volksjiger realizzato in maniera economica e capace di operare da qualsiasi terreno. Segue una immagine dell'aereo bimotore Me-238, munito dei nuovissimi statoreattori, particolari motori a getto di semplice concezione e di ottimo rendimento alle altissime velocità, rimase allo stadio sperimentate. Sotto una curiosità; la copia giapponese del caccia a razzo Me-183 descritto prima; risulta che esemplari di questo tipo sono stati impiegati contro le B-29 sui cieli del Giappone. Tramite sommergibili e aerei di trasporto a lunga autonomia (ricordiamo il volo di un S.75 italiano) tedeschi e giapponesi si scambiarono numerose informazioni aeronautiche e progetti. Sulla base di Peenemunde vennero lungamente studiati sviluppi del già ottimo V-2 per incrementare l'autonomia e la gittata. Tra l'altro venne provato in volo un esemplare munito di ali al fine di prolungarne la portata per una lunga planata a velocità supersonica verso l'obiettivo. L' A-4b servì per lo studio di un razzo capace di raggiungere gli Stati Uniti; avrebbe dovuto avere una testa bellica a carica nucleare. Creatore delle V-2 dei loro perfezionamenti fu il prof. Van Braun, nel riquadro in alto, che fatto prigioniero dalle truppe alleate, venne invitato a collaborare alle ricerche che nel campo dei missili venivano svolte in America. Con l'immagine dell'A-4b si vuol testimoniare della meravigliosa evoluzione in campo aeronautico avutasi nel corso del secondo conflitto mondiale e i cui motivi tecnici in taluni settori della missilistica sono tuttora validissimi.


Gli uccellini: guarda, guarda! Gli uomini anche in questo ci copiano.

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