2a Guerra Mondiale 1945-49


La guerra aerea


Inno Mongolia 



Spesso i mezzi e gli impieghi presentarono aspetti curiosi o perlomeno inconsueti che le immagini riunite in queste pagine vogliono illustrare. Nella foto in alto per fornire le navi di una protezione ravvicinata di aerei da caccia, vennero utilizzati dalle diverse Marine velivoli catapultati direttamente da bordo delle navi stesse. Qui un Re.2000 mentre viene sparato dalla catapulta a bordo di una nostra nave da battaglia. L'impiego degli alianti caratterizzò le operazioni di sbarco verificatesi nel corso del conflitto. Nella foto al centro da un aliante americano atterrato sulle pianure della Normandia nel corso dell'operazione Overlord viene fatta sbarcare una jeep. In basso il mastodontico velivolo da trasporto Me.323 tedesco provvisto di sei motori e capace di trasportare intere compagnie di fanti complete di equipaggiamento o mezzi motorizzati e corazzati; la foto mostra appunto un trattore cingolato che si accinge ad entrare nella capace fusoliera di un esamotore Gigant.


Nel corso del conflitto si registrò il primo impiego dell'elicottero in campo bellico particolarmente da parte americana. I primi elicotteri vennero sporadicamente adoperati nelle operazioni di soccorso ai naufraghi, per la sorveglianza costiera e per i collegamenti. Nella foto in alto un  Sikora sky R -4 mentre preleva da un mezzo navale in navigazione un uomo dell'equipaggio con un apposito verricello. Onde rifornire di velivoli da caccia la nostra eroica aviazione dell'Impero isolata dall'Italia, vennero usati i trimotori da trasporto a S.M.82 attrezzati per ricevere a bordo smontato un monoposto da caccia del tipo C.R.42. Gli aerei con questo carico compivano talvolta direttamente il salto del deserto libico e del territorio del Sudan e atterravano dopo lunghe ore di estenuante navigazione in Eritrea o in Etiopia. Complessivamente oltre 50 C.R. giunsero in A.O. ma gli S.82 furono l'unica fonte di collegamento con quel lontano territorio e provvidero al trasporto dei rifornimenti. In basso un altro aspetto dell'operazione Overlord: alianti britannici Horsa su un campo inglese.


Venne perfino riesumato l'impiego dei dirigibili, una cinquantina dei quali fu usata dalla Marina americana per la scorta ai convogli in funzione antisommergibile e per il dragaggio delle mine. Nella foto in alto una aeronave in sosta su una base statunitense. Un'altra caratteristica novità aeronautica fu l'uso in scala sempre più larga di piccoli velivoli capaci di atterrare e decollare in spazi brevi portando a compimento missioni di collegamento, di soccorso, di osservazione a stretto contatto con le truppe operanti. Al centro un antesignano di questa categoria, il tedesco Fieseler Storch (Cicogna); appunto con il nome di Cicogna si finì col denominare tutti i velivoli da collegamento. Nella foto sotto un aliante da sbarco dell'Aviazione inglese Air Speed Orsa colto dall'obiettivo nella fase di decollo sotto traino.


La necessità di poter raggiungere prestazioni il più possibile elevate, spinse i vari costruttori dei paesi in lotta a creare formule che le necessità aerodinamiche facevano discostare, talvolta in maniera notevole, dalle linee consuete. In alto, il caccia americano Curtiss Ascender provvisto di elica posteriore e che presentava la formula « canard » cioè con l'ala fortemente arretrata e gli impennaggi sul muso del velivolo. Alla stessa categoria apparteneva il giapponese « Shinden » costruito nel 1944. In basso l'unica di queste tre macchine giunta ad un effettivo impiego bellico, il tedesco Dornier « Do. 335 » bimotore munito di elica anteriore e di elica posteriore. L'esemplare qui raffigurato era biposto e destinato alle operazioni di caccia notturna essendo dotato di radar di ricerca.. Velivoli di questo tipo raggiungevano velocità di oltre 700 km/h.


Altro esemplare notevole per la curiosità della sua forma fu il monomotore tedesco asimmetrico B.V.141.
Concepito per l'esplorazione, si noti la grande cabina vetrata di ottima visibilità, venne scarsamente adoperato sul fronte russo. Nella foto in basso un altro tipo di aeromobile alla ribalta dell'impiego bellico: l'autogiro accoppiante le prestazioni dell'elicottero a quelle dell'aeroplano. Qui vediamo un Kellet dell'aviazione U.S.A.


Una delle maggiori curiosità nell'arsenale dei velivoli sfornati dall'industria mondiale è questo pentamotore risultante dall'accoppiamento di due bimotori « Heinkel 111 » con l'aggiunta di un quinto motore in posizione
centrale. Ne furono costruiti alcuni esemplari adoperati esclusivamente per il traino simultaneo di più alianti. E' stato impiegato anche in Italia per  il trasferimento rapido di unità di paracadutisti durante l'estate del 1943.


La possibilità di radio comandare da bordo di un velivolo un altro velivolo venne introdotta per l'impiego di aerei destinati a distruggersi contro obiettivi nemici. L'Italia vanta una priorità in questo campo con l'impiego nel corso delle operazioni aeronavali dell'estate 1942 di un trimotore S79 carico di esplosivo da lanciare con comando radio sulla fiancata di una grossa nave nemica. Il complesso offensivo era stato ideato dal Gen. Raffaelli, ai comandi del velivolo guida. Purtroppo per un banale incidente, la fusione di un condensatore, lo « S79 » usci fuori dal controllo radio. Venne in seguito creato appositamente un velivolo radiocomandato, lo « AR4 », vedi foto in alto, che però per le vicende del settembre 1943 non fu possibile portare in azione. I tedeschi sfruttarono largamente queste soluzioni accoppiando addirittura il velivolo guida e quello radio comandato. Giunti in vista dell'obiettivo il « velivolo madre », generalmente un caccia, sganciava a guisa di bomba planante l'altro aereo dirigendolo sui bersaglio. Nella foto in basso un Me 109 accoppiato ad un aliante D.F.S. munito di cariche esplosive; in azione furono usati aerei a motore. 


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