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2a Guerra Mondiale 1945-43 |
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La guerra psicologica |
Inno Antigua |
![]() Il più grosso spettacolo cinematografico italiano di guerra resta, insieme a Giarabub di Alessandrini, Bengasi, la città dolente, di Augusto Genina. Venne realizzato in piena guerra, quando la sorte stessa di Bengasi e della Libia era alterna. Fu una fatica non comune, fra bombardamenií e azioni di guerra navale lungo il Mediterraneo. Un po' sul posto e un po' a Cinecittà il film prese corpo e si presentò al pubblico con evidenza spettacolare. Protagonista Fosco Giachetti, un attore che si incontrava spesso nei film di guerra italiani nelle vesti di ufficiale. ![]() Gli americani hanno fatto film adatti per tutti i fronti di guerra. La loro sterminata guerra estesa dall'Europa al Pacifico, ha offerto lo spunto per più di una storia aviIncente. Dal Salerno Ora X di Mileston, sul fronte italiano, a questa « Stirpe del drago » che parla della guerra sul fronte tino-giapponese e della tenace e lunga resistenza opposta dal popolo cinese alle truppe nipponiche. Protagonista Katerine Hepburn. |
![]() Il cinema giapponese, quando il conflitto era in pieno sviluppo, non si era fatto conoscere come oggi (1 Rasciomon, Arpe Birmane, 7 Samurai, ecc. sono venuti dopo). Molti film di guerra realizzati dalla numerosa produzione nipponica sono serviti soltanto ad uso interno, perlopiù si tratta però di documentari. Al tempo del Tripartito si vide a Venezia, durante la Mostra del 1942, un film dal titolo La pattuglia. Era un esempio di ciò che intendevano i giapponesi per film di guerra: un linguaggio severo, scarno, affidato all'espressione visiva e non alla retorica didascalica. |
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| Uno dei film più esaltati e disprezzati al tempo stesso della seconda guerra mondiale fu « Il grande dittatore » di Charlie Chaplin, satira, in chiave grottesca, di Hitler e delle dittature in genere. Fu applaudito a New York con entusiasmo mentre i soldati si imbarcavano per l'Europa; a Londra mentre i tedeschi distruggevano Coventry; a Tunisi mentre De Gaulle parlava di riscossa; in Australia mentre partivano volontari per l'Italia. Pochi film, pur divertendo, hanno servito allo scopo come questo.
Il cinema inglese si è distinto per alcuni straordinari documentari classica scuola britannica e per alcune pellicole che hanno esaltato virtù del popolo inglese in un momento particolarmente
difficile. Ma creando una analogia con l'invasione che i tedeschi volevano tentare sbarcando sull'isola, essi hanno scelto « Enrico V » di Shakespeare, girato nel 1944 e diretto da Laurence Olivier. E' stato un film d'arte ma è stato uno dei film che meglio hanno contribuito a rinsaldare lo « spirito » britannico. |
![]() Il film sull'aviazione sono stati molti. Forse hanno superato quelli sulla marina. Il primato tocca agli americani, i più attrezzati per riprese del genere ed anche i più disinvolti per varietà di temi. Poi vengono i tedeschi con i loro Stukas, Pour la merité e Squadriglia Lutzow. Nella foto una scena di « Aquile del Giappone », uno dei tanti film sulle operazioni e sul sacrificio dei piloti degli aerei da bombardamento.
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| Con la diffusione sempre maggiore del cinematografo e con la produzione delle pellicole propagandistiche, nascevano gli operatori di guerra, che raccoglievano pezzi di documentario su tutte le operazioni militari, spesso anche in prima linea. In Italia gli operatori di guerra potevano essere militari e vestivano quindi il grigioverde, o civili, portanti uno speciale contrassegno su apposita fascetta. In Germania era stato creato un vero e proprio « corpo » militare, formato dalle cosidette
Propaganda-Companie. Col materiale raccolto, oltre agli « esterni » per i films di guerra, si mettevano insieme documentari che venivano proiettati in tutti i cinematografi tra uno spettacolo e l'altro. Anche in campo avversario era dato particolare sviluppo alla attività degli operatori militari, specie dagli americani, abituati già a reclamizzare ogni cosa attraverso il cinema. In alto specialisti americani in azione. In
basso un operatore tedesco in Russia ed uno italiano sul fronte dell'Africa Settentrionale. |
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| A fianco della consueta stampa, che pure aveva assunto funzione
eminentemente propagandistica, sorgeva la « stampa di guerra », formata da riviste, fogli, fascicoli, dedicati esclusivamente alla propaganda bellica ed alla diffusione di tutti gli avvenimenti del fronte. Nel campo delle Nazioni dell'Asse erano fra i più diffusi « Cronache della guerra » in Italia; Signal e
Der Adler pubblicazioni germaniche bilingui, in italiano e tedesco, pubblicati in entrambi gli « Stati-guida » dell'alleanza;
particolarmente felice si dimostrava il primo, che conteneva materiale di ottima qualità ed anche alcune pagine a colori. In campo nemico, notevoli l'inglese « Parade » e gli americani « Victory », Yank e « Stars and Stripes ». Nella foto in alto a
sinistra una copertina di Cronache della guerra, riproducente un reparto dell'« ARMIR » in combattimento. In basso a
sinistra l'inglese Parade. In alto a destra la copertina di « Signal », con un carro
Tigre. In basso a destra l'americano Yank. |
Filatelia di guerra
Italia
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R.S.I.
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Italia (Occupazione litorale Adriatico)
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Italia (Occupazione Slovena Istria)
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Italia (Corpo Polacco)
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