| LA BOMBA ATOMICA
Il lancio delle bombe atomiche su Hiroshima e su Nagasaki poneva fine al secondo conflitto mondiale, costringendo anche l'Impero nipponico alla resa senza condizioni.
Per la moderna teoria atomica, accettata nelle sue linee generali ancora oggi nonostante le notevoli modifiche subite, la parte minima della materia è costituita da un ammasso di energia detto atomo.
L'atomo riproduce ad un dipresso la stessa struttura che si trova in maggiori proporzioni nel sistema solare. Il sistema atomico ha una sua parte centrale, detta « nucleo » e particelle periferiche, gli « elettroni. », che si muovono intorno al nucleo secondo determinate orbite, similmente a quanto avviene per i satelliti del sole. Il nucleo a sua volta è formato da altre
particelle, denominate protoni e neutroni a differenza fra le diverse particelle dell'atomo consiste nel diverso stato elettrico, che può essere positivo o negativo (caratteri opposti l'uno all'altro e quindi
annullantisi se contrapposti l'uno all'altro in quantità di pari valore).
Come si è visto, la differenza fra una sostanza e l'altra consiste nella diversa composizione atomica. Se questa viene mutata, si ha un mutamento nella sostanza, per cui, ad esempio, è possibile, frazionandone il
nucleo, trasformare un atomo di litio in due atomi di elio. Una siffatta trasformazione è
denominata risultati conclusivi, ma si arrestavano di fronte all'ostacolo costituito dal grande ingombro degli impianti che producevano l'esplosione atomica e che ne rendevano impossibile la
trasportabilità e quindi l'impiego bellico. Gli americani ed i loro alleati invece
riucivano a superare tale ostacolo ed a costruire una bomba di dimensioni tali da poter essere caricata su una superfortezza « B.29 », un quadrimotore che di solito portava 10 tonnellate di bombe ad esplosivo normale. Il 6 agosto 1945
l'aereo, denominato « Enola Gay » e comandato dal colonnello Tibbetts, lanciava una bomba atomica sulla città giapponese di
Hiroshima, alla estremità occidentale dell'isola di Honshu. Tre giorni dopo, altra bomba atomica, dello stesso tipo, veniva sganciata su Nagasaki, città situata sulla costa occidentale dell'isola di Kyushu. L'effetto d'ognuna delle due bombe si era calcolato pari a circa 20.000 tonnellate di
tritolo, o a 2.000 bombe da 11 tonnellate del tipo impiegata dalla RAF (le bombe più grandi che mai siano state usate). Per aumentare il raggio dell'esplosione ed avvolgere gran parte della città, la bomba veniva lanciata in ambedue
i casi con paracadute e fatta esplodere a 500 metri di altezza. Gli effetti delle prime esplosioni atomiche furono spaventosi. A Hiroshima, circa
il 60% ustionata ed ulcerata, in cui non si distingueva quasi più nulla: gli occhi non esistevano più, le cavità oculari ed il naso livellati o addirittura cancellati, la cavità orale ridotta ad un denso ammasso purulento. A questo proposito valga per tutte la testimonianza riferita dal dott. Hachiya, direttore dell'ospedale di Hiroshima, ferito anch'egli, che cosi racconta: Ma i loro volti non esistevano più. Occhi, naso, bocca, tutto
era stato mangiato dal fuoco, e pareva che le orecchie si fossero liquefatte; non si capiva più qual'era il volto e quale la nuca. Ce n'era uno col viso irriconoscibile, senza labbra, si scorgevano i denti bianchi che gli spuntavano in fuori; mi chiese un
pò d'acqua, ma non ne avevo. Ho congiunto le mani e ho pregato per lui.
Anche parti interne venivano talvolta lesionate o distrutte: deformazioni ipertrofiche della tiroide (con casi di gozzo) oppure sua completa cancellazione, lesioni broncopolmonari, emorragie interne, lesioni ossee ed al midollo (con manifestazioni di leucemia o di anemia), lesioni interne infiammatorie o distruttive alla milza, all'intestino, alle glandole interne, lesioni agli organi genitali. Spesso gli effetti delle radiazioni atomiche si ritrovavano anche nei figli dei colpiti, anche se concepiti dopo l'esplosione. Questi nascevano con
deficienze, anomalie o mostruosità, come effetto delle deformazioni prodotte dalle radiazioni atomiche nei
cromosomi (portatori dei caratteri ereditari, che vengono trasmessi alla discendenza) delle cellule colpite nel corpo dei genitori.
Specie nei primi giorni, le autorità giapponesi erano impotenti a soccorrere la enorme massa dolorante dei colpiti
ammucchiati lungo i marciapiedi delle strade in attesa di un qualche aiuto che non veniva per difetto di medici e dei medicinali e dove la morte li coglieva dopo una straziante agonia.
Ma nella storia di quegli orribili giorni, che non onorano certo la civiltà umana, il ricordo più straziante rimarrà quello delle madri e dei loro bambini i cui aspetti cosi come talune delle foto da noi pubblicate testimoniano, fanno impallidire persino la biblica,
« Strage degli Innocenti »!
In seguito al lancio delle bombe atomiche, il 10 agosto 1945, il governo giapponese si rivolgeva, tramite la Svizzera e la Svezia, alle Nazioni Unite, dichiarando di essere disposto ad uniformarsi alla dichiarazione di Potsdam, a patto che non venissero messe
in questione le prerogative sovrane dell'Imperatore come Capo dello Stato nipponico. Il 14 agosto, avendo avuto assicurazioni in questo senso, il Giappone si arrendeva senza condizioni. Il 26 dello stesso mese la flotta
anglo-americana entrava nella baia di Segami ed il 29 venivano sbarcati presso Tokyo 40.000 soldati. Il 2 settembre 1945, nella baia di Tokyo, a bordo della nave
da battaglia americana Missouri, veniva firmato l'armistizio tra l'Impero giapponese e le Nazioni Unite.
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