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2a Guerra Mondiale 1945-33 |
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Bombardamenti sul Giappone |
Inno Honduras |
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| 2 luglio 1945. Le prime superfortezze decollavano dagli aeroporti di Okinawa, appena riattivati dopo i duri combattimenti per la conquista dell'isola. La nuova base di operazione per i
B. 29 si aggiungeva a quelle già in uso a Saipan (distante da Tokyo 2.250 km.) e di Iwo Jima (a 1.100 km. dalla capitale nipponica). Da queste tre basi gli americani lanciavano ogni giorno ed ogni notte attacchi sul territorio giapponese, senza incontrare ormai più alcuna reazione da parte della caccia nipponica che era stata trasferita in Corea, allo scopo di preservarla per il giorno dello sbarco americano nell'arcipelago giapponese. Per l'assenza
di reazione gli aerei americani potevano quindi scendere a bassa quota a bombardare e mitragliare obiettivi di ogni genere, specie linee di comunicazioni, con una tattica simile a quella seguita durante l'offensiva aerea sull'Italia del nord tra la fine del 1944 e l'inizio del 1945. Nella foto in
alto le macerie di Osaka, la seconda città del Giappone, in un documento di fonte nipponica. In basso a
sinistra l'impressionante foto degli attacchi aerei contro la corazzata Haruna, nel porto di Kure, il 28 luglio 1945. A
destra bombe, assicurate a paracadute per non danneggiare gli aerei incursori, sganciate da bassissima quota su un aeroporto nipponico. |
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| Il 24 luglio si abbatteva sul Giappone il piú pesante attacco aereo mai condotto da apparecchi imbarcati. Ben 2.000 aerei, partiti da
portaerei americane e britanniche bombardavano duramente Osaka, Nagasaki, Sakai e Nagoya, già gravemente
colpite in passato, aggiungendo altri danni di misura ingente ai precedenti già enormi. Negli ultimi giorni di luglio e nei primi di agosto le cattive condizioni del mare costringevano all'inazione le formazioni aeree imbarcate, che venivano sostituite da bombardieri medi e da caccia di nuovo tipo
P. 6l-Black Widow partenti da basi terrestri, mentre proseguiva l'offensiva delle superfortezze di Okinawa, Saipan ed Iwo Jima, con immutata asprezza. Questi attacchi,
alla fine di luglio, paralizzavano ormai quasi completamente la vita in Giappone. Le vie di comunicazioni non funzionavano più, tutti i trasporti erano bloccati e resi impossibili dagli attacchi aerei; le industrie completamente ridotte a zero; le città distrutte ed ancora tempestate di bombe e devastate dagli incendi e dalle esplosioni. Contro una simile situazione, la difesa contraerea giapponese compiva, i massimi sforzi, ma essi erano pressoché nulli per la strapotenza dell'aviazione nemica. Nella foto in
alto contraerea giapponese in azione con i micidiali proiettili al fosforo. Nelle foto in
basso aerei americani, incendiati dalla difesa nipponica, precipitano al suolo. Notare nella foto di destra i pezzi staccatisi dall'aereo |
L'attacco sovietico al Giappone
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| 8 agosto 1945. L'Unione Sovietica dichiara la guerra al Giappone,
motivandola con l'esigenza di « ridurre le vittime ed affrettare la pace ». Il giorno seguente iniziavano le operazioni contro il Giappone, condotte in Manciuria, in Corea, a Carafuto
(Sakhalin) e nelle isole Kurili. Le truppe che investivano la Manciuria superavano
il milione di uomini ed erano sotto il comando supremo del maresciallo Vasilevskij. Esse si
dividevano in tre gruppi: il primo in Mongolia ed in Transbaikalia, agli ordini del maresciallo Malinovskij; il secondo sull'Amur, tra Khabarovsk e Blagovechtchensk, agli ordini del generale Purkaev; il terzo attorno a Vladivòstok, comandato dal maresciallo Merezhkov. A queste truppe si aggiungevano l'armata della Mongolia Esterna, sotto il comando
del maresciallo Ciai-Baldan e la flottiglia dell'Amur, del Vice Ammiraglio Antonov. Queste forze attaccavano concentricamente la Manciuria, puntando tutte verso il triangolo formato da Kharbin e Hsing-King, da Mukden e dalla base della penisola di Liaotung, dalla Corea settentrionale. Da parte giapponese, erano in Manciuria truppe scelte formanti l'armata del Kwantung (700.000 uomini), ma solo una piccola parte di queste vennero impiegate in combattimento, essendo sopravvenuto l'armistizio. Oltre la Manciuria, altre forze sovietiche, appoggiate dalla Bottiglia del Nord-Pacifico (vice
ammiraglio Andreev) sbarcavano nella parte meridionale di Carafuto (Sakhalin) e nelle Kurili, mentre la flotta sovietica del Pacifico (ammiraglio Yumascev) attaccava i porti della Corea settentrionale. Nella foto in
alto contrattacco giapponese in Manciuria; al centro e a destra, nella foto, due
auto blinde russe distrutte. In basso truppe nipponiche consegnano le armi dopo l'annuncio dell'armistizio. In basso a destra, dall'alto in
basso il maresciallo Vasilevskij e l'amm. Yumascev. |
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| La campagna mancese durava dal 9 al 14 agosto. Benché i giapponesi non impiegassero in questi cinque giorni il grosso delle proprie truppe. le
armate sovietiche incontrarono in Manciuria una vivace resistenza,
condotta con decisione e contrassegnata da molti e vigorosi contrattacchi, specie nella Manciuria sud-orientale, sul fronte di Vladivostok. Tuttavia
le truppe russe, grazie alla propria schiacciante superiorità, riuscivano a superare le resistenze di confine e ad avanzare verso l'interno, sempre combattendo aspramente. Il 14 agosto 1945, essendo stata, data comunicazione
dell'armistizio, le forze nipponiche cessavano ogni resistenza. Le truppe sovietiche potevano così dilagare rapidamente verso il cuore della Manciuria ed estendere l'avanzata con sbarchi dal mare e lanci di paracadutisti. Il 23 agosto tutta la Manciuria, la Corea del nord, Carafuto
(Sakhalin), le Kurili, Dairen e Port Arthur erano occupate dai russi. Negli ultimi giorni di agosto firmava la
capitolazione il Comando dell'Armata nipponica del Kwantung. Nella foto in
alto i russi ad Harbin; notare la nuova scritta bilingue sulla stazione, in cinese ed in russo. In basso a sinistra; una Tavola della
Domenica del Corriere del tempo raffigurante il presidio russo di Port Arthur, arresosi ai giapponesi con l'onore delle armi nel dicembre 1904 dopo un lungo
assedio. Nel febbraio di quell'anno infatti era scoppiato un improvviso conflitto tra Russia
e Giappone, conclusosi nel 1905 con la vittoria nipponica e la conseguente occupazione della Corea, Manciuria e Port Arthur. Dopo 40 anni quindi, le forze russe prendevano, gratuitamente, la loro
rivincita. In basso a destra disarmo di una unità nipponica presso la città di
Mukden. |
![]() Gli inglesi in guerra: ...e partì la lancia in festa a cavallo di un caval. |
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