2a Guerra Mondiale 1945-31


Le operazioni in Cina


Inno Sierra Leone 



Tra il febbraio e l'aprile del 1944 i giapponesi a sud della valle dello Yangtze avanzavano verso ovest, nelle regioni dello Hunan e dello Hupeh, conquistando le basi aeree americane di Laohokow e di Chìhkiang mentre nella Cina meridionale, partendo da Nanning (nel Kwangsi) ripetevano i tentativi di avvicinarsi a Kweiyang, senza tuttavia riuscire a raggiungerla. Ma nella seconda quindicina di maggio del 1945, essendo precipitata la situazione militare generale del Giappone, i nuovi capi nipponici, marescialli Hata e Sugiyama, ordinavano la ritirata delle forze operanti in Cina a nord del corso dello Yangtze, lasciando solo qualche guarnigione costiera a sud del fiume. Seguendo la ritirata delle truppe giapponesi, i cinesi iniziavano una offensiva generale in tutta la parte meridionale del paese, cercando di intercettare, distruggere o disperdere le colonne nipponiche in ripiegament,. già martellate dagli aerei americani del generale Chennault. Nei mesi di maggio e di giugno i cinesi riuscivano a rioccupare buona parte del Kwangsi e del Kwantung, eccetto l'isola di Hainan, la prospicente penisola di Leichow e la zona di Canton. In alto carri Sherman con equipaggi cinesi avanzano nella Cina meridionale. In basso truppe cinesi all'attacco presso i confini dell'Indocina francese.



Anche nella Cina centro-meridionale, nello Hunan, nel Kiangsi e nello Hupeh, dal 18 maggio fino alla fine di luglio i giapponesi continuavano a ritirarsi seguiti ed attaccati da presso dai cinesi di Chang Kai-shek, che riconquistavano Siapu, Futing, Wenchow, Kanchow ed Ifeng, avvicinandosi al corso dello Yangtze. Lungo la costa, i nipponici intanto iniziavano lo sgombero dei porti di Swatow ed Amoy, ma tenevano ancora saldamente Canton, Hong-Kong, l'isola di Hainan e la penisola di Leichow. Nella Cina del nord invece la situazione era stazionaria al fronte e dietro le linee perdurava l'attrito tra i comunisti di Mao-tse-Tung e gli uomini del Kuomintang, agli ordini di Chang Kai-shek. Nelle foto in alto, da sinistra a destra il gen. Stilwell, comandante delle forze americane in Cina e nella Birmania del nord, capo di Stato Maggiore di Chang Kaishek; il gen. Wedemeyer, successore di Stilwell; il gen. Yasuji Okamura, comandante le truppe nipponiche in Cina; Wang Chin Wei, Capo del governo cinese (filonipponico) di Nanchino; Chen Kung Po, successore di Wang (morto alla fine del 1944). Al centro a sinistra lo Stato Maggiore di una unità cinese. Al centro a destra cinesi ed americani attraversano un fiume. In basso soldati dell'esercito di Chang. Kai-shek.

La rioccupazione della Birmania





In Birmania, dopo il fallimento della offensiva nipponica nel settore di Imphal e la ripresa locale degli anglo-indiani , l'ammiraglio Mountbatten preparava le operazioni per la riconquista di tutta la Birmania. Esse avevano inizio nel settembre del 1944, sia nel settore costiero dell'Arakan, dove i giapponesi erano costretti ad abbandonare le città della costa ed a ritirarsi sulle montagne dell'interno, come nella Birmania centrale, tra la zona di Imphal ed il fiume Chindwin. In questo settore, durante i mesi di settembre ed ottobre del 1944, l'avanzata concentrica delle truppe anglo-indiane da Imphal, degli anglo-americani e dei cinesi del gruppo Chindit da Ledo e Myitkyina e delle divisioni cinesi del maresciallo Wei Li-Huang provenienti dallo Yunnan, conduceva alla rioccupazione di tutta la Birmania del nord, saldando i tre fronti e costituendone uno solo, rivolto a sud, che dalla catena dell'Arakan si estendeva fino al confine tino-birmano tra Bhamo e Luong-Ling, Nella foto in alto rifornimenti alla Cina attraverso la riaperta strada della Birmania. In basso a sinistra truppe cinesi in marcia a sud di Lunog-Ling. Nella foto a destra in basso combattimenti nella jungla tropicale durante l'avanzata anglo-americana nella Birmania del Nord.


Nei mesi di novembre e dicembre 1944, nonostante la tenace resistenza nipponica, le truppe alleate guadagnavano altro terreno. Gli indiani, nell'Arakan, conquistavano Paletwa, Maungdaw e Buthidaung; la 14a Armata britannica del maresciallo Slim, nella zona del Chindwin, si impadroniva di Kalemyo, Kalewa e Pinlebu, mentre il generale americano Sultan (nuovo comandante del fronte nord) al comando delle unità Chindit entrava in Katha, Shwegu e Bhamo; più ad oriente i cinesi, dopo una battuta d'arresto provocata da violenti contrattacchi nipponici, occupavano Chefang e raggiungevano la frontiera cino-birmana, dove erano però fermati dai giapponesi. Tra la fine di dicembre 1944 ed i primi giorni del gennaio 1945 gli anglo-indiani lanciavano una nuova massiccia offensiva in direzione di Akyab. In concomitanza con le operazioni terrestri, unità da sbarco occupavano prima le isole Monts Mayu e poi la città di Rathedaung. Il 3 gennaio, con un nuovo sbarco, venivano prese l'isola e la città di Akyab, abbandonate dai nipponici. Quindi gli anglo-indiani sbarcavano successivamente a Myebon, nell'isola di Ramree, nell'isola di Cheduba ed a Ru-Ywa (17 febbraio), occupando la strada costiera di Taungup. Nella foto in alto lo sbarco ad Akiab. Al centro mezzi da sbarco britannici verso Cheduba appoggiati dal fuoco di un cacciatorpediniere. In basso truppe anglo-indiane sulla spiaggia di Cheduba.


Nel mese di gennaio iniziava l'avvicinamento e l'investimento di Mandalay, la seconda città della Birmania, dopo la capitale. Le operazioni contro Mandalay erano condotte principalmente da due colonne: la prima, discendendo lungo la linea ferroviaria Myitkyina-Indaw-Mandalay, raggiungeva Kanbalu e quindi Shwebo; la seconda, più ad occidente, marciando lungo il corso del Chindwin, giungeva fino a Monywa, ad occidente di Mandalay. Da queste posizioni, le truppe britanniche attraversavano il corso dell'Irawaddy a Myinmu e ad Ava. Dalla prima località, una colonna, superando Pakokku, raggiungeva la zona di Chauk, minacciando di avvolgimento da sud Mandalay ed impadronendosi di regioni ricche di giacimenti petroliferi. Presso il confine cinese intanto, mentre entrava in funzione la nuova strada Stilwell (già strada di Ledo) i cinesi riuscivano a superare lentamente la tenace resistenza e conquistavano Namkhan, Hsenwi ed il 6 marzo l945 l'importante città di Lashio. Nella foto in alto truppe britanniche in azione presso Forte Dufferin, a Mandalay. In basso gli anglo-indiani entrano a Prome, terza città della Birmania.


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