
La battaglia di Berlino iniziava nella notte tra il 16 ed il 17 aprile 1945. Dopo una violentissima preparazione di artiglieria, pesantemente appoggiata dall'aviazione, le truppe sovietiche lanciavano una pesante offensiva contro le linee di difesa esterna della città. Su queste linee la battaglia durava furiosa fino ai giorni 20 e 21, quando i sovietici raggiungevano, sempre combattendo, i sobborghi nord-orientali della capitale germanica. Il giorno seguente si lottava
aspramente nei quartieri di Glienicke, Lilban, Malchow, Weissensee, Biesdorf, Wihlelmshagen, mentre altre unità sovietiche, provenienti da sud est, raggiungevano anche i quartieri meridionali della città. Il 23 aprile, i russi riuscivano ad espugnare a nord il quartiere di Pankow ed a sud-est quello dì
Kelpenick, ambedue a brevissima distanza dal centro della città. La capitale del Reich era difesa disperatamente dal
III Corpo corazzato Waffen SS, dal III Corpo d'Armata della Wehrmacht e da reparti del Volksturm, che resistevano casa per casa e strada per strada, appoggiandosi alle numerose gallerie sotterranee ed alle fogne della città. Ma contro queste unità i sovietici lanciavano forze soverchianti, appoggiate da migliaia di carri armati e di aerei e da un fuoco di artiglieria di potenza inaudita (circa 2.000 bocche da fuoco ogni chilometro). Il 25 aprile intanto, mentre si combatteva nell'interno della città, Berlino veniva completamente accerchiata dai sovietici. In
alto cannone d'assalto sovietico in azione tra le case di Berlino. In
basso altro mezzo corazzato russo, durante gli aspri combattimenti.
|