2a Guerra Mondiale 1945-27


Il crollo della Germania


Inno Capo Verde 




Appena avvenuto il passaggio del Reno di due divisioni della 3a Armata americana ad Oppenheim, la 7a Armata tedesca reagiva vigorosamente per eliminare la testa di ponte, ma senza raggiungere alcun risultato. Anzi, gli americani progredivano ancora e dopo due giorni raggiungevano Darmstadt, puntando quindi su Francoforte sul Meno. Il 23 marzo 1945 si metteva in moto anche il fronte nord, dove il « XXI » Gruppo di Armate del maresciallo Montgomery lanciava una poderosa offensiva per attraversare il Reno. Nonostante la tenace resistenza della 1a Armata paracadutisti tedesca, le forze soverchianti della 1a Armata canadese, 2a britannica e 9a americana riuscivano lo stesso giorno a formare tre teste di ponte oltre il Reno, la prima nella zona di Rees, la seconda ad est di Xanten, la terza tra Ossenburg, Rheinberg e Dinslaken. Più in profondità, a nord di Wesel e del canale Lippe, venivano lanciate la 6a divisione paracadutisti britannica e la 17a americana. In alto carri americani fra le macerie di Munster. In basso a sinistra gli « Sherman » avanzano combattendo. A destra gli americani entrano a Bonn.


Nello stesso periodo, altre migliaia di apparecchi britannici ed americani tempestavano di bombe tutte le altre principali città della Germania, particolarmente Berlino, Dresda e Amburgo. Ogni giorno, una media di 9.000 apparecchi (che talvolta raggiungevano una cifra record di 12.000) partiti da tutte le basi europee fra l'Inghilterra e l'Italia, lanciavano il loro carico di morte sul territorio tedesco, contrastati da una caccia e da una contraerea ormai impotenti a difendere i cieli della Germania dalla formidabile massa aerea nemica. Per questo motivo gli apparecchi americani e britannici abbassavano quasi impunemente la quota di attacco lanciando le bombe sugli obiettivi da soli 1.500 metri di altezza invece che dalla quota media di 7.500. Fra gli obiettivi scelti in quel tempo erano anche alcune basi navali, fra cui l'isola di Helgoland, munita base dei sommergibili, che nell'ultimo periodo della guerra operavano il massimo sforzo, riuscendo ad alzare in maniera sensibile la cifra degli affondamenti. In alto Helgoland letteralmente scomparsa tra il fumo e le esplosioni. In basso attacco su Brema, contro la fabbrica di motori Borgward.


Gli effetti della intensificata offensiva aerea sulla Germania erano disastrosi, soprattutto nei riguardi delle comunicazioni, che venivano praticamente paralizzate: quelle ferroviarie subivano danni quasi totali, riducendo il traffico su strada ferrata del 90%. Altro lato delle conseguenze che gravavano sul potenziale bellico della Germania era costituito dalla necessità per i tedeschi di impiegare migliaia e migliaia di uomini per riparare i danni più gravi prodotti dalle incursioni che si riflettevano direttamente sull'andamento della guerra. In quest'opera di riparazioni di strade, ponti, fortificazioni, opere logistiche, venivano impiegati in massa prigionieri e deportati, ma anche militari che avrebbero potuto invece raggiungere il fronte già insufficientemente guarnito. Fra i reparti militari addetti ai lavori di riparazioni erano anche 15.000 uomini del Volksturm dei quali veniva bruscamente sospeso l'invio verso la linea dei fuoco. Nella foto in alto la difesa contraerea tedesca in azione durante un attacco aereo notturno. In basso la impressionante ripresa dell'abbattimento di un quadrimotore americano sui cieli della Germania, centrato in pieno da una salva di cannoni contraerei, che ha staccato letteralmente un'ala dall'aereo; ala che si vede cadere in fiamme più in basso.



Il 25 marzo 1945 le truppe del generale Montgomery, nel settore nord, allargavano le teste di ponte avanzando, sia pure fra aspri combattimenti, verso l'interno del territorio tedesco. Ma la situazione più grave e pericolosa per la Wehrmacht era quella più a sud. dove la 3a Annata del generale Patton continuava a dilagare nonostante tutti i contrattacchi ed i tentativi di imbastire nuove linee di difesa. Il giorno 27 marzo si combatteva duramente tra Idsteinrd Ascaffenburg, a Dietz sul Lahn, nei pressi del massiccio del Taunus, a Nastkitten e Hanau. I tedeschi tentavano vanamente di resistere sul Meno, m le truppe americane lo superavano ed il 29 marzo 1945, dopo durissimi scontri. riuscivano a conquistare Francoforte. Nello stesso giorno cadevano anche Mannheim e Idstein. Il 30 marzo la 3a Armata americana raggiungeva le zone di Fulda, dello Spessart e quella di Minenberg-Eberbach-Heidelberg. Anche nel settore nord le truppe tedesche perdevano terreno, e le unità di Montgomery raggiungevano Emmerich, Ysselburg, Bocholt, Haltern e Oberhausen. Nella foto in alto Nebelwerfer tedeschi in azione contro gli attacchi nemici, nel tentativo di arginarli. Al centro truppe tedesche al contrattacco. In basso un gruppo di giovanissimi soldati della divisione corazzata SS Biller Jugend schierati per essere decorati al valore. Nella foto a destra il comandante della divisione, generale delle SS Wítt caduto sul campo.



Nella prima decade di aprile le truppe anglo-americane avanzavano in profondità verso il cuore della Germania, occupando le importanti città di Kassel, Gotha e Karlsruhe. Con l'avanzata delle truppe di Montgpmery a nord e della 3a» e Ia Armata americane nel settore centrale, la zona della Ruhr, tenuta dalle truppe del maresciallo Model, veniva prima isolata e poi accerchiata. Tra il 9 ed il 20 aprile quindi venivano compiute le operazioni di annientamento del Gruppo di Armate racchiuso nella colossale sacca, che continuava a resistere strenuamente rifiutando di arrendersi. Anche le truppe tedesche in Olanda, ormai isolate, continuavano a lottare ad oltranza. Si combattevano furibonde battaglie per la conquista delle rovine di Essen (che cadeva il 9 aprile) e di Dasseldorf, che resisteva fino alla fine, cedendo il 19. Nello stesso tempo venivano occupate Groninga in Olanda, Brunswick, Coburgo, Oldenburg, Magdeburgo, Halle e Lipsia in Germania. Il 20 aprile cessava la resistenza del Gruppo Armate B del maresciallo Model, nella Ruhr, lasciando nelle mani nemiche 300.000 prigionieri (fra i quali 34 generali) e 750 cannoni. Nella foto in alto truppe e carri americani impegnati in duri scontri in un centro della Ruhr. In basso a sinistra paracadutisti americani lanciati in profondità nel territorio germanico. Nella foto in basso a destra i paracadutisti a terra, dopo aver piegato le prime resistenze tedesche.


Durante tutto il mese di aprile del 1945, mentre le truppe americane avanzavano sul fronte occidentale, su quello orientale le armate sovietiche combattevano duramente per spezzare anche qui la resistenza tedesca, particolarmente accanita. Infatti l'OKW, nell'impossibilità ormai di resistere su due fronti, concentrava tutte le difese ad est, contro i sovietici. Ma ciò nonostante questi riuscivano a progredire ancora, sebbene con molta maggiore lentezza dei loro alleati americani. A metà aprile la Ia Armata ucraina del maresciallo Koniev attaccava il fronte del Neisse e lo sfondava dopo alcuni giorni di duri combattimenti, contemporaneamente a quello dell'Oder, più a nord. Il 24, mentre già era in corso la battaglia per Berlino, i sovietici conquistavano Kottbus, Troppau e Francoforte sull'Oder lasciate indietro nell'avanzata. Il 26 aprile 1945 a Torgau, sull'Elba, si congiungevano il 73° reggimento sovietico della Guardia e la 69a divisione americana. In alto generali americani e sovietici a Torgau, subito dopo il congiungimento dei due eserciti. Nella foto in basso soldati americani osservano le caratteristiche sciabole dei cosacchi, a Torgau.


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