![]() |
2a Guerra Mondiale 1945-27 |
|
Il crollo della Germania |
Inno Capo Verde |
|
|
![]() |
![]() |
| Appena avvenuto il passaggio
del Reno di due divisioni della 3a Armata americana ad Oppenheim, la 7a Armata tedesca reagiva vigorosamente per eliminare la testa di ponte, ma senza raggiungere alcun risultato. Anzi, gli americani progredivano ancora e dopo due giorni raggiungevano Darmstadt, puntando quindi su
Francoforte sul Meno. Il 23 marzo 1945 si metteva in moto anche il fronte nord, dove il « XXI » Gruppo di Armate del maresciallo Montgomery lanciava una poderosa offensiva per attraversare il Reno. Nonostante la tenace resistenza della
1a Armata paracadutisti tedesca, le forze soverchianti della 1a Armata canadese,
2a britannica e 9a americana riuscivano lo stesso giorno a formare tre teste di ponte oltre il Reno, la prima nella zona di Rees, la seconda ad est di Xanten, la terza tra Ossenburg, Rheinberg e Dinslaken. Più in profondità, a nord di Wesel e del canale Lippe, venivano lanciate la
6a divisione paracadutisti britannica e la 17a americana. In alto carri americani fra le macerie di
Munster. In basso a sinistra gli « Sherman » avanzano combattendo. A
destra gli americani entrano a Bonn. |
|
|
|
![]() |
![]() |
| Il 25 marzo 1945 le truppe del generale Montgomery, nel settore
nord, allargavano le teste di ponte avanzando, sia pure fra aspri combattimenti, verso l'interno del territorio tedesco. Ma la situazione più grave e pericolosa per la Wehrmacht era quella più a sud. dove la
3a Annata del generale Patton continuava a dilagare nonostante tutti i contrattacchi ed i tentativi di imbastire nuove
linee di difesa. Il giorno 27 marzo si combatteva duramente tra
Idsteinrd Ascaffenburg, a Dietz sul Lahn, nei pressi del massiccio del Taunus,
a Nastkitten e Hanau. I tedeschi tentavano vanamente di resistere sul Meno,
m le truppe americane lo superavano ed il 29 marzo 1945, dopo durissimi scontri.
riuscivano a conquistare Francoforte. Nello stesso giorno cadevano anche Mannheim e Idstein. Il 30 marzo la
3a Armata americana raggiungeva le zone di Fulda, dello Spessart e quella di
Minenberg-Eberbach-Heidelberg. Anche nel settore nord le truppe tedesche perdevano terreno, e le unità di Montgomery raggiungevano Emmerich, Ysselburg, Bocholt, Haltern e Oberhausen. Nella foto in
alto Nebelwerfer tedeschi in azione contro gli attacchi nemici, nel tentativo di arginarli. Al
centro truppe tedesche al contrattacco. In basso un gruppo di giovanissimi soldati della divisione corazzata SS
Biller Jugend schierati per essere decorati al valore. Nella foto a
destra il comandante della divisione, generale delle SS Wítt caduto sul campo. |
|
|
![]() |
![]() |
| Nella prima decade di
aprile le truppe anglo-americane avanzavano in profondità verso il cuore della Germania, occupando le importanti città di Kassel, Gotha e Karlsruhe. Con l'avanzata delle truppe di Montgpmery a nord e della
3a» e Ia Armata americane nel settore centrale, la zona della Ruhr, tenuta dalle truppe del maresciallo Model, veniva prima isolata e poi accerchiata. Tra il 9 ed il 20 aprile quindi venivano compiute le operazioni di annientamento del Gruppo di Armate racchiuso nella colossale sacca, che continuava a resistere strenuamente rifiutando di arrendersi. Anche le truppe tedesche in Olanda, ormai isolate, continuavano a lottare ad oltranza. Si combattevano furibonde battaglie
per la conquista delle rovine di Essen (che cadeva il 9 aprile) e di Dasseldorf, che resisteva fino alla fine, cedendo il 19. Nello stesso
tempo venivano occupate Groninga in Olanda, Brunswick, Coburgo, Oldenburg, Magdeburgo, Halle e Lipsia in Germania. Il 20 aprile cessava la resistenza del Gruppo Armate B del maresciallo Model, nella Ruhr, lasciando nelle mani nemiche 300.000 prigionieri (fra i quali 34 generali) e 750 cannoni. Nella foto in
alto truppe e carri americani impegnati in duri scontri in un centro della Ruhr. In basso a
sinistra paracadutisti americani lanciati in profondità nel territorio germanico. Nella foto in basso a
destra i paracadutisti a terra, dopo aver piegato le prime resistenze tedesche. |
|
| << precedente | 1945 | successiva >> | ||||||||||||||||||||||||||||||
| 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 | 16 | 17 | 18 | 19 | 20 | 21 | 22 | 23 | 24 | 25 | 26 | 27 | 28 | 29 | 30 | 31 | 32 | 33 |
| 34 | 35 | 36 | 37 | 38 | 39 | 40 | 41 | 42 | 43 | 44 | 45 | 46 | 47 | 48 | 49 | 50 | 51 | 52 | 53 | 54 | 55 | 56 | 57 | 58 | 59 | 60 | 61 | |||||
| 2a guerra mondiale | 1933-1934 | 1935-1936 | 1937 | 1938-1939 | 1940 | 1941 | 1942 | 1943 | 1944 | 1945 |
| . |
||||||
| |
||||||