2a Guerra Mondiale 1945-26


Inno Liberia 


Il crollo della Germania



L'ultima fase della guerra in Europa aveva inizio con l'assalto alla linea del Reno sul fronte occidentale e con l'investimento di Berlino ad oriente. Da parte degli anglo-americani, oltre alle teste di ponte di Remagen ed a quelle intorno a Wesel, il fatto decisivo era rappresentato dall'avanzata in profondità delle truppe U.S.A. nel Palatinato e quindi nella valle del Meno. Sul fronte orientale, dopo la combattuta conquista di Vienna, i principali fatti militari degli ultimi periodi avvenivano a Berlino, prima ad est della città e poi all'interno di essa, dove il disperato valore dei soldati germanici veniva sommerso dalle soverchianti forze sovietiche.  L'ultimo tentativo tedesco di spostare unità dal fronte occidentale a quello orientale, se lasciava coscientemente il terreno libero all'avanzata anglo-americana, aveva tuttavia l'estremo vantaggio di salvare, se non Berlino, almeno vaste zone della Germania dall'invasione russa. Ma la Germania ignorava che a Jalta le grandi democrazie avevano già concesso come zona d'occupazione i due terzi dell'Europa all'alleato sovietico, Vienna e Berlino comprese! Nella cartina la Germania durante l'ultima fase della guerra.

IL CROLLO DELLA GERMANIA

Dopo il fallimento dell'offensiva tedesca nelle Ardenne e dopo la costituzione della testa di ponte americana oltre il Reno a Remagen, Adolfo Hitler, in data 10 marzo 1945, sostituiva nella carica di comandante del fronte occidentale il maresciallo von Runstedt con il maresciallo Kesselring. Ma l'avvenimento non era sufficiente a garantire la sicurezza di quello scacchiere di guerra, data la situazione estremamente grave in cui versava la Germania. Particolarmente a Remagen, gli americani riuscivano ad allargare sempre più la testa di ponte, anche se talvolta i violenti contrattacchi tedeschi costringevano il nemico ad una battuta di arresto. Il 15 marzo intanto, aveva inizio più a sud l'offensiva della 3a Armata americana contro il saliente tedesco ad occidente del Reno nella Saar e nel Palatinato. Anche qui il fronte della Wehrmacht veniva sfondato e, per evitare l'avvolgimento delle truppe minacciate da due colonne americane che avevano raggiunto le zone di Treviri e di Coblenza, Kesselring ordinava il ripiegamento ad oriente del Reno. Le due colonne americane si congiungevano a Worms ed una parte notevole delle truppe germaniche poteva riparare oltre il Reno, ma la confusione e la fluidità del fronte consentiva agli americani di sorprendere un ponte quasi intatto presso Oppenheim e pressoché sguarnito, attraverso il quale due divisioni di Patton passavano il fiume stabilendo un'altra testa di ponte, che tutti i successivi contrattacchi tedeschi non riuscivano ad eliminare. Ciò avveniva nella notte tra il 22 ed il 23 marzo, contemporaneamente all'inizio di una grande offensiva lanciata dal « XXI » Gruppo di Armate del maresciallo Montgomery nel settore nord, offensiva che, nonostante l'eroica resistenza della la Armata paracadutisti del Reich, riusciva a stabilire teste di ponte ed isole di paracadutisti oltre il Reno, tra Rees, Wesel, Xanten, Rheinberg e il canale Lippe. Questa offensiva veniva accompagnata da una pesante e prolungata operazione aerea (denominata « Clarion ») che oltre a colpire gravemente i maggiori centri tedeschi, martellava soprattutto la Ruhr paralizzandovi praticamente il Gruppo Armate B del maresciallo Model, in modo da impedire ogni suo tentativo di intervento nella battaglia e di contromanovra sui fianchi. Dopo questi avvenimenti, il fronte occidentale non esisteva praticamente più. Le truppe americane avanzavano in profondità nel territorio tedesco, sia pure sempre valorosamente contrastate dai gruppi superstiti della Wehrmacht, a sud nella zona del Meno ed a nord in Vestfalla. A nord veniva accerchiata la Ruhr dove ciononostante le truppe di Model resistevano accanitamente dal 9 al 20 aprile; mentre a sud cadevano Francoforte e tutta al zona del Meno. Il 19 aprile buona parte della Germania occidentale e centrale era occupata dagli anglo-americani, che giungevano a Oldenburg, Hannover, Magdeburgo, Lipsia, Erfurt, Karlsruhe e Stoccarda. Questa rapida avanzata era dovuta non solo al crollo del fronte, ma anche al prelevamento di unità tedesche da occidente per inviarle ad oriente contro i sovietici. Nel mese di aprile anche sul fronte orientale si verificavano avvenimenti decisivi. Tra il 18 e il 17 aprile 1945, dopo una formidabile preparazione di artiglieria (per ogni Km. circa 2.000 bocche di fuoco), iniziava la battaglia di Berlino, attaccate dalle armate sovietiche che avevano forzato la linea Oder-Neisse da nord est e da sud est (isolando Francoforte sullo Oder, che cadeva dopo qualche giorno). Il 20 e il 21 aprile venivano raggiunti i sobborghi della capitale tedesca ed iniziava una furiosa lotta per le strade difese ad oltranza, metro per metro, da valorose unità della « Waffen SS », della Wehrmacht, della « Hitler Jugend » e del Volksturm. Il 23 cadevano a nord il quartiere di Pankow e a sud est quello di Mipenik, a prezzo di alte perdite da ambo le parti. Il 25 la città era accerchiata, mentre nell'interno di essa si svolgevano selvaggi scontri corpo a corpo nei quartieri di Moabit e Steglitz. Contemporaneamente agli avvenimenti di Berlino, a Torgau, sull'Elba, si congiungevano il 26 aprile russi ed americani. Alla fine del mese un altro congiungimento tra russi ed americani avveniva a Linz, in Austria. Nei giorni successivi, continuava violentissima la battaglia di Berlino, al centro della città, dove le posizioni tedesche generalmente cadevano solo dopo la totale eliminazione dei difensori. Il 30 aprile 1945, cessata ogni speranza di salvare il Terzo Reich e falliti i tentativi di spezzare il cerchio di Berlino dall'interno e dall'esterno, Adolfo Hitler si suicidava e con lui la moglie Eva (sposata lo stesso giorno), Goebbels e la sua intera famiglia ed il gen. Krebs, ultimo Capo di Stato Maggiore dell'Esercito. Il Grande Ammiraglio Dónitz succedeva a Hitler (per espresso desiderio di questi) come Fiihrer del Terzo Reich. Dopo la morte di Adolfo Hitler, fra le rovine di Berlino, i reparti superstiti della Waffen SS ed i giovanissimi combattenti della « Hitler Jugend » continuavano a combattere disperatamente fino al 2 maggio, quando tutta la città era ormai nelle mani, dell'Armata Rossa. Il 2 il Generale Weidling si arrendeva con i superstiti della guarnigione, ma altri scontri proseguivano in alcuni punti della città anche nei giorni successivi. Il 3 maggio a Wittenberg, sull'Elba, avveniva anche il congiungimento tra le truppe britanniche e quelle sovietiche. Il 4 e il 5 maggio si arrendevano agli anglo-americani le truppe tedesche in Olanda, Danimarca, Germania nord occidentale e Baviera orientale. Il 6 la città di Breslavia, in Slesia, dopo oltre due mesi di assedio. Il 7 maggio 1945, a Rheims, veniva firmata la resa del governo tedesco dai plenipotenziari di Donitz. Il 9, a Berlino, si arrendeva anche il Coniando Supremo della Wehrmacht. Lo stesso giorno capitolavano Lorient, Saint-Nazaire, La Rochelle e le Isole Normanne. Il 10 Dunkerque seguiva la stessa sorte. Le ultime truppe tedesche in armi erano quelle del Feldmaresciallo Schurner, in Boemia, che ancora difendevano Dresda, Praga e Brunn. Le ultime resistenze di queste unità cessavano il 13 maggio 1945. Il 17 maggio si arrendevano poi gli ultimi sommergibili in missione di guerra (avevano silurato navi nemiche fino al giorno 5). Con il crollo totale della Germania, dopo quasi sette anni di lutti e di rovine, aveva termine la guerra in Europa.



Nella speranza che ciò potesse in qualche modo bloccare la pericolosa minaccia nemica sul fronte occidentale, il 10 marzo 1945 Hitler sostituiva nel comando di questo scacchiere il maresciallo von Runstedt col maresciallo Kesselring. Frattanto, sulla testa di ponte di Remagen, la 1a Armata americana, operando contro un corpo della 15a Armata germanica, respingeva i violenti contrattacchi di questo ed allargava notevolmente la testa di ponte oltre il Reno. Il 15 marzo poi, iniziava più a sud l'offensiva della 3a e 7a Armata americane contro il saliente tedesco della Saar-Palatinato, tenuto dal Gruppo Armate G della Wehrmacht, sfondando il fronte nonostante la valorosa resistenza tedesca. Allora Kesselring, il 18, per evitare il disastro di questa unità, ordinava il ripiegamento del Gruppo G oltre il Reno. Sulla testa di ponte di Remagen invece, proprio tra il 15 ed il 16 marzo i duri contrattacchi tedeschi ottenevano un certo successo, contenendo l'avanzata di forze americane nettamente superiori. Nella foto in alto truppe americane avanzano in un villaggio dopo lo sterminio dei difensori. In basso a sinistra un 88 tedesco fuori combattimento; sul pezzo, un servente ucciso. Nella foto in basso a destra uno Sherman in azione.


Il 19 marzo 1945, nel settore centro-meridionale, la 3aArmata americana inseguiva il Gruppo Armate G in ritirata, e raggiungeva la zona di Coblenza (attraversando da nord a sud la Mosella) e quella di Treviri, minacciando di chiudere in una sacca le unità tedesche non ancora passate oltre il Reno. Frattanto a Remagen gli americani riprendevano l'avanzata e raggiungevano, lo stesso giorno 19, la zona di Bonn. Il 21 marzo, sul fronte della 2a Armata americana, le due colonne provenienti da Treviri e, da Coblenza si riunivano presso Worms, ma molte unità tedesche avevano già passato il Reno, lasciando solo delle teste di ponte il cui sgombero terminava il giorno 25. Durante questa avanzata dell'Armata del generale Patton, a causa della fluidità del fronte tedesco in pieno ripiegamento, una unità americana, nella notte tra il 22 ed il 23 marzo riusciva a passare il Reno, quasi senza contrasto tedesco, presso Oppenheim, a sud di Magonza. Nella foto in alto truppe americane entrano a Mannheim. Nella foto in basso cadaveri di soldati tedeschi per le vie di Francoforte sul Meno, appena occupata dalle truppe americane.



Appena avvenuto il passaggio del Reno di due divisioni della 3a Armata americana ad Oppenheim, la 7a Armata tedesca reagiva vigorosamente per eliminare la testa di ponte, ma senza raggiungere alcun risultato. Anzi, gli americani progredivano ancora e dopo due giorni raggiungevano Darmstadt, puntando quindi su Francaforte sul Meno. Il 23 marzo 1945 si metteva in moto anche il fronte nord, dove il « XXI » Gruppo di Armate del maresciallo Montgomery lanciava una poderosa offensiva per attraversare il Reno. Nonostante la tenace resistenza della Ia Armata paracadutisti tedesca, le forze soverchianti della 1a Armata canadese, 2a britannica e 9a americana riuscivano lo stesso giorno a formare tre teste di ponte oltre il Reno, la prima nella zona di Rees, la seconda ad est di Xanten, la terza tra Ossenburg, Rheinberg e Dinslaken. Più in profondità, a nord di Wesel e del canale Lippe, venivano lanciate la 6a divisione paracadutisti britannica e la 17a americana. In alto carri americani fra le macerie dì Munster. In basso a sinistra gli Sherman avanzano combattendo. A destra gli americani entrano a Bonn.


Contemporaneamente all'offensiva anglo-americana contro la linea del Reno, le aviazioni alleate iniziavano la cosidetta « Operazione Clarion », tendente a mettere definitivamente a ferro e fuoco tutta la Germania oltre il Reno, in modo da paralizzarne totalmente lo sforzo bellico in concomitanza con le operazioni terrestri. Nell'ambito di tale operazione, era l'investimento particolare della zona della Ruhr e di quelle circostanti, su tutto il territorio tra Brema e Coblenza. Uno degli attacchi più violenti era quello del 21 marzo sul centro ferroviario di Essen, compiuto da 1.079 bombardieri pesanti che lanciavano sulla città 5.000 tonnellate di bombe. Il giorno seguente, altri 1.108 quadrimotori lanciavano 5.487 tonnellate di esplosivo sulla città industriale di Dortmund. A queste incursioni si aggiungevano innumerevoli altre di potenza se non pari, tuttavia di poco inferiori. Complessivamente, tra il 21 ed il 24 marzo, venivano effettuati stilla Ruhr ben 4.200 voli di guerra, compiuti da aerei provenienti dalla Gran Bretagna, dalla Francia, dall'Italia. Queste operazioni aeree riuscivano ad isolare il Gruppo Armate  del maresciallo Model, permettendo ai generali Montgomery e Pattort di avanzare a nord e a sud della Ruhr. Nella foto in alto una base di superfortezze B. 29 in Inghilterra. In basso le rovine di Wesel dopo l'offensiva aerea. Notare il quadro impressionante delle buche prodotte dalle innumerevoli bombe.


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