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CROLLO DELLA GERMANIA
Dopo il fallimento dell'offensiva tedesca nelle Ardenne e dopo la costituzione della testa di ponte americana oltre il Reno a Remagen, Adolfo Hitler, in data 10 marzo 1945, sostituiva nella carica di comandante del fronte occidentale il maresciallo von Runstedt con il maresciallo Kesselring. Ma l'avvenimento non era sufficiente a garantire la sicurezza di quello scacchiere di guerra, data la situazione estremamente grave in cui versava la Germania.
Particolarmente a Remagen, gli americani riuscivano ad allargare sempre più la testa di ponte, anche se talvolta i violenti contrattacchi tedeschi costringevano il nemico ad una battuta di arresto. Il 15 marzo intanto, aveva inizio più a sud l'offensiva della
3a Armata americana contro il saliente tedesco ad occidente del Reno nella Saar e nel Palatinato. Anche qui il fronte della Wehrmacht veniva sfondato e, per evitare l'avvolgimento delle truppe minacciate da due colonne americane che avevano raggiunto le zone di Treviri e di Coblenza, Kesselring ordinava il ripiegamento ad oriente del Reno. Le due colonne americane si congiungevano a Worms ed una parte notevole delle truppe germaniche poteva riparare oltre il Reno, ma la confusione e la fluidità del fronte consentiva agli americani di sorprendere un ponte quasi intatto presso Oppenheim e pressoché sguarnito, attraverso il quale due divisioni di Patton passavano il fiume stabilendo un'altra testa di ponte, che tutti i successivi contrattacchi tedeschi non
riuscivano ad eliminare. Ciò avveniva nella notte tra il 22 ed il 23 marzo, contemporaneamente all'inizio di una grande offensiva lanciata dal « XXI » Gruppo di Armate del maresciallo Montgomery nel settore nord, offensiva che, nonostante l'eroica resistenza della
la Armata paracadutisti del Reich, riusciva a stabilire teste di ponte ed isole di paracadutisti oltre il Reno, tra Rees, Wesel, Xanten, Rheinberg e il canale Lippe. Questa offensiva veniva accompagnata da una pesante e prolungata operazione aerea (denominata « Clarion ») che oltre a colpire gravemente i maggiori centri
tedeschi, martellava soprattutto la Ruhr paralizzandovi praticamente il Gruppo Armate B del maresciallo Model,
in modo da impedire ogni suo tentativo di intervento nella battaglia e di contromanovra sui fianchi.
Dopo questi avvenimenti, il fronte occidentale non esisteva praticamente più. Le truppe americane avanzavano in profondità nel territorio tedesco, sia pure sempre valorosamente contrastate dai gruppi superstiti della Wehrmacht, a sud nella zona del Meno ed a nord in Vestfalla. A nord veniva accerchiata la Ruhr dove ciononostante le truppe di Model resistevano accanitamente dal 9 al 20 aprile; mentre a sud cadevano Francoforte e tutta al zona del Meno. Il 19 aprile buona parte della Germania occidentale e centrale era occupata dagli
anglo-americani, che giungevano a Oldenburg, Hannover, Magdeburgo, Lipsia, Erfurt, Karlsruhe e Stoccarda. Questa rapida avanzata era dovuta non solo al crollo del fronte, ma anche al prelevamento di unità tedesche da occidente per inviarle ad oriente contro i sovietici.
Nel mese di aprile anche sul fronte orientale si verificavano avvenimenti decisivi. Tra il
18 e il 17 aprile 1945, dopo una formidabile preparazione di artiglieria (per ogni Km. circa 2.000 bocche di fuoco), iniziava la battaglia di Berlino, attaccate dalle armate sovietiche che avevano forzato la linea Oder-Neisse da nord est e da sud est (isolando Francoforte sullo Oder, che cadeva dopo qualche giorno). Il 20 e il 21 aprile venivano raggiunti i sobborghi della capitale tedesca ed iniziava una furiosa lotta per le strade difese ad oltranza, metro per metro, da valorose unità della « Waffen SS », della Wehrmacht, della « Hitler Jugend » e del Volksturm. Il 23 cadevano a nord il quartiere di Pankow e a sud est quello di Mipenik, a prezzo di alte perdite da ambo le parti. Il 25 la città era accerchiata, mentre nell'interno di essa si svolgevano selvaggi scontri corpo a corpo nei quartieri di Moabit e Steglitz.
Contemporaneamente agli avvenimenti di Berlino, a Torgau, sull'Elba, si congiungevano il 26 aprile russi ed americani. Alla fine del mese un altro congiungimento tra russi ed americani avveniva a Linz, in Austria.
Nei giorni successivi, continuava violentissima la battaglia di Berlino, al centro della città, dove le posizioni tedesche generalmente cadevano solo dopo la totale eliminazione dei difensori. Il 30 aprile 1945, cessata ogni speranza di salvare il Terzo Reich e falliti i tentativi di spezzare il cerchio di Berlino dall'interno e dall'esterno, Adolfo Hitler si suicidava e con lui la moglie Eva (sposata lo stesso giorno), Goebbels e la sua intera famiglia ed il gen. Krebs, ultimo Capo di Stato Maggiore dell'Esercito. Il Grande Ammiraglio Dónitz succedeva a Hitler (per espresso desiderio di questi) come Fiihrer del Terzo Reich. Dopo la morte di Adolfo Hitler, fra le rovine di Berlino, i reparti superstiti della
Waffen SS ed i giovanissimi combattenti della « Hitler Jugend » continuavano a combattere disperatamente fino al 2 maggio, quando tutta la città era ormai nelle mani,
dell'Armata Rossa. Il 2 il Generale Weidling si arrendeva con i superstiti della guarnigione, ma altri scontri proseguivano in alcuni punti della città anche nei giorni successivi.
Il 3 maggio a Wittenberg, sull'Elba, avveniva anche il congiungimento tra le truppe britanniche e quelle sovietiche.
Il 4 e il 5 maggio si arrendevano agli anglo-americani le truppe tedesche in Olanda, Danimarca, Germania
nord occidentale e Baviera orientale. Il 6 la città di Breslavia, in Slesia, dopo oltre due mesi di assedio. Il 7 maggio 1945, a Rheims, veniva firmata la resa del governo tedesco dai plenipotenziari di
Donitz. Il 9, a Berlino, si arrendeva anche il Coniando Supremo della Wehrmacht. Lo stesso giorno capitolavano Lorient,
Saint-Nazaire, La Rochelle e le Isole Normanne. Il 10 Dunkerque seguiva la stessa sorte. Le ultime truppe tedesche in armi erano quelle del Feldmaresciallo
Schurner, in Boemia, che ancora difendevano Dresda, Praga e Brunn. Le ultime resistenze di queste unità cessavano il 13 maggio 1945. Il 17 maggio si arrendevano poi gli ultimi sommergibili in missione di guerra (avevano silurato navi nemiche fino al giorno 5). Con il crollo totale della Germania, dopo quasi sette anni di lutti e di rovine, aveva termine la guerra in Europa.
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