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2a Guerra Mondiale 1945-23 |
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25 Aprile 1945 |
Inno Argentina |
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| Nel frattempo, la situazione del
« XV » Gruppo di Armate anglo-americane si faceva sempre migliore per i rincalzi ed i rifornimenti costantemente ricevuti durante la stasi operativa e per la completa opera di riorganizzazione delle forze compiuta durante tutto l'inverno 1944-1945. In previsione dei duri combattimenti per lo sfondamento della « Linea Gotica », l'«
8° » Armata britannica portava in linea numerosi gruppi di « carri apertura varchi » tipo « Churchill »,
muniti anche di lanciafiamme ed appositamente concepiti per superare i più forti ostacoli della difesa. Gli americani invece mettevano in organico i nuovi carri leggeri e da
esplorazione « M. 24 », armati di un cannone da 75 mm., in sostituzione dei vecchi « Stuart » che erano muniti di un pezzo da 37. Nel dicembre del 1944 poi, in sostituzione del maresciallo Alexander (nominato
Comandante in capo dello scacchiere mediterraneo), veniva nominato al comando del « XV » Gruppo di Armate il generale americano Mark W. Clark. Nella foto in
alto truppe indiane all'assalto di un colle in Emilia. A sinistra in
basso carro britannico « Churchill » in azione con lanciafiamme contro nidi di mitragliatrici germanici. Nella foto a destra in
basso l'azione di un lanciarazzi multiplo americano su mezzo cingolato. |
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| 14 aprile 1945. La prima breccia nel fronte tedesco fu aperta dai britannici
l'11 aprile nella pianura a sud delle paludi di Comacchio, con la conquista di Alfonsine. Poi, dopo altri due giorni di combattimenti cadevano anche Massa Lombarda e Monselice, nella stessa zona. Il 14 aprile 1945, mentre era in pieno sviluppo la battaglia sul
versante orientale del fronte, su quello centrale ed occidentale aveva inizio l'offensiva della
« 5a » Armata americana rendendo così ancora più problematica la
situazione del Gruppo di Armate tedesco. Nella foto a sinistra in alto auto-blinde americane
« M. 8-Greyhound » entrano a La Spezia, dopo la rottura del fronte nel settore occidentale. A sinistra al centro: carri
« Churchili » a Porta Maggiore. In basso a sinistra Argenta devastata, dopo la entrata dei britannici. A destra in
alto carri polacchi oltrepassano l'abitato di Bologna già occupata dalle truppe italiane del Sud. A destra in
basso carristi polacchi a Bologna festeggiati da donne del luogo. |
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| 25 aprile 1945. Dopo la caduta di Bologna, le truppe
dell'« 8° » Armata britannica e quelle della « 5° » Armata americana potevano dilagare rapidamente per la pianura padana, superando le ultime resistenze tedesche in Emilia ed impegnando con le unità della Wehrmacht in ritirata una vera e propria gara di corsa al Po. Il 23 le armate
anglo-americane conquistavano Finale e Ferrara e lo stesso giorno la «
10° » divisione da montagna americana raggiungeva e passava il Po a S. Benedetto. Intanto le altre forze americane che avanzavano nella zona centrale del fronte
puntavano decisamente a nord-ovest, verso Reggio Emilia, per avvolgere lo schieramento italo-tedesco del settore occidentale. Il 25 aprile gli
anglo-americani proseguivano nella loro avanzata, mentre i tedeschi catturati ascendevano ormai, secondo un annuncio del Comando alleato, a oltre 25.000. A sinistra in
alto semicingolati britannici in transito sulle strade appenniniche. A sinistra in
basso bombardiere americano in azione di guerra. In alto a destra sudafricani al transito del Po. In basso a
destra genieri alleati al lavoro per ricollegare le due rive del Po. |
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| Già ai primi di febbraio del 1945,
cioè due mesi prima che iniziasse l'offensiva anglo-americana, il generale Wolff, comandante delle
« SS » in Italia, agendo di concerto con altri ufficiali della Wehrmacht, aveva stabilito segreti contatti col nemico, all'insaputa di Mussolini e di Hitler, per trattare la resa di parte o tutte le forze tedesche su suolo
italiano. I contatti vennero presi in Svizzera con gli anglo-americani ed in
Italia attraverso l'arcivescovo di Milano Schuster, con il CLN. Il 29 aprile 1945 le trattative col nemico avevano termine e la resa dei tedeschi in Italia
veniva firmata al Quartier Generale alleato a Caserta. I1 tradimento di Wolff e di von Vietinghoff veniva pubblicamente stigmatizzato, sia pure con prudenti parole, anche dal Maresciallo Kesselring. Nella foto in
alto i plenipotenziari tedeschi (in borghese), colonnello ven Schweinitz e maggiore Wenner, firmano a Caserta la resa tedesca. Al
centro ufficiali anglo-americani e tedeschi a Caserta. In basso il gen. von Senger, rappresentante di von Vietinghoff si arrende al gen. Clark, comandante nemico. A destra in
basso Idelfonso Schuster, arcivescovo di Milano. |
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