
A metà febbraio il Comando americano conduceva a termine gli ultimi preparativi per lo sbarco ad Iwo Jima, nel gruppo delle isole Volcano, poste a sud-est dell'arcipelago giapponese. Da quest'isola e da Okinawa, che avrebbe dovuto essere investita subito dopo, gli americani si ripromettevano di condurre, rispettivamente sulla zona di Tokyo e nel Giappone sud-occidentale (isole di Kyfishti e Shikoku), dapprima una violenta offensiva aerea e poi l'operazione anfibia finale contro il
territorio metropolitano nipponico. L'isola di Iwo Jima costituiva il maggiore ostacolo per un attacco
contro il Giappone da sud est. Essa era potentemente fortificata, dotata di numerosi cannoni, armi automatiche, mortai e
lanciabombe, con trincee, bunker in calcestruzzo, ostacoli di ogni tipo. Esistevano nell'isola, inoltre, due aeroporti ed un terzo era in costruzione. Il presidio di Iwo Jima ascendeva a circa 20.000 uomini. Nella foto in
alto le difese costiere dell'isola di Iwo Jima sottoposte a violento bombardamento dalle artiglierie navali, americane, nell'imminenza dello sbarco. Nella foto in
basso i mezzi da sbarco americani si staccano dalle navi trasporto per avvicinarsi alle spiagge di Iwo Jima. Sullo sfondo, una nave da battaglia americana in piena azione offensiva.
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