2a Guerra Mondiale 1945-14


Inno St Vincent 


Italiani contro Italiani



Dopo l'apparizione di piccole unità italiane al fronte, prima della RSI e successivamente del governo del sud, il vero e proprio ritorno delle truppe italiane al combattimento avveniva nell'inverno 1944-1945. Quattro divisioni italiane al Nord, una delle quali lanciava una vittoriosa offensiva
locale in Garfagnana, e quattro Gruppi da combattimento al Sud, tre dei quali entravano a Bologna, costituivano il peso che gli italiani cominciavano a portare nuovamente sulla bilancia della guerra. Nella cartina i settori del fronte tenuti da unità italiane delle due parti.

ITALIANI CONTRO ITALIANI 

Nell'inverno 1944-45, in previsione della ripresa operativa per la successiva primavera, nello sforzo di partecipare alla lotta al fianco dei due eserciti stranieri contrapposti sul nostro suolo, i due governi d'Italia, quello della Repubblica Sociale e quello Regio del Sud, cercavano di portare alla massima, efficienza le proprie unità militari. Nella RSI erano al fronte, oltre numerose unità minori formate da volontari di tutte le armi, anche le quattro divisioni addestrate in Germania. Queste, insieme ad altre due tedesche erano state poste agli ordini del maresciallo Graziani, che aveva con esse formato l'Armata Liguria, schierata dal fronte della Garfagnana, alle cotle liguri, alle Alpi Occidentali. Una di queste divisioni, l'alpina Monterosa, il 16 dicembre 1944, iniziava una operazione offensiva locale in Garfagnana, travolgendo la resistenza nemica ed avanzando per circa 15 km. nella valle del Serchio, con conseguente conquista di centri abitati, fra cui Barga. Dopo qualche giorno, mentre gli americani facevano affluire sul punto minacciato ingenti riserve, l'azione della Monterosa si esauriva. Oltre il successo militare, questa vittoria delle truppe della RSI contro la 5a Armata americana registrava un grosso successo politico e propagandistico, sollevando il morale degli italiani che aderivano al Fascismo. Questa offensiva, infatti aveva inizio lo stesso giorno di quella tedesca delle Ardenne e lo stesso giorno del discorso di Mussolini al Lirico di Milano. Mentre le forze di terra della RSI andavano all'offensiva, anche sul mare le piccole e scarse unità della Marina repubblicana, soltanto MAS e mezzi d'assalto inquadrati nella Decima, compivano il loro massimo sforzo contro lo schiacciante predominio anglo-americano nel Mediterraneo, riuscendo a cogliere non pochi successi, ma pagando un alto tributo di sacrificio in scafi ed equipaggi. Anche le forze militari del Regno del Sud intensificavano la propria partecipazione alla guerra negli ultimi mesi del conflitto. Sul fronte terrestre, sia pure dopo molte difficoltà iniziali, si schieravano i Gruppi da combattimento Friuli, Folgore, Legnano e Cremona che, a differenza delle truppe della RSI sempre in divisa italiana, erano quasi interamente equipaggiate con armi e vestiario britannico. Queste truppe, iniziate le operazioni di guerra, si comportavano bravamente, riuscendo a respingere anche pesanti attacchi tedeschi. Oltre questi reparti, erano in armi al sud l'aviazione (che effettuava soprattutto voli di guerra e di rifornimento nei Balcani, dove operavano i partigiani slavi) e la marina, che compiva in genere la scorta ai convogli anglo-americani, ma in qualche caso anche audaci operazioni di mezzi d'assalto nei porti del nord. L'operazione di maggior rilievo, compiuta dagli italiani del sud in campo militare sarà la conquista di Bologna effettuata nell'aprile 1945, con azione pienamente indipendente dalle altre forze alleate, con le quali poi i Gruppi da combattimento si congiunsero solo nell'abitato della città. Trovandosi i due diversi eserciti italiani al fronte, fu cura di Mussolini evitare che le truppe della RSI combattessero in settori dove erano i reparti aderenti al governo del Sud, allo scopo di impedire che italiani sparassero su altri italiani. Ma se ciò poté essere ottenuto al fronte, non lo fu nelle retrovie, dove operavano dall'una e dall'altra parte guerriglieri, sabotatori e sobillatori propagandistici. Nell'Italia del sud questi movimenti ebbero sviluppo limitato, date le scarse possibilità degli organi militari italo-tedeschi di mantenere contatti con i fascisti agenti oltre le linee e soprattutto per la quasi impossibilità di rifornire questi attraverso lanci aerei, come invece facevano con successo gli anglo-americani, giovandosi della loro supremazia aerea, per i partigiani antifascisti del nord. La resistenza contro i fascisti ed i tedeschi nell'Italia settentrionale assunse proporzioni molto più vaste, anche se non costituì mai un serio problema militare per i Comandi germanici che dirigevano l'andamento della guerra in Italia. Infatti l'attività dei partigiani consisteva principalmente in attacchi ed imboscate contro piccoli reparti o militari isolati, in attentati contro linee di comunicazioni e segnalazioni agli aerei nemici di obiettivi da bombardare. Va riconosciuto che, in taluni casi, anche gli uomini delle bande partigiane, costretti al combattimento, seppero battersi con accanimento. Le formazioni partigiane erano agli ordini diretti degli inglesi a seguito di uno speciale « Trattato » che, dopo lunghe negoziazioni, era stato firmato da una parte dal generale Maitland Wilson, dall'altra per il C.L.N.A.I. dai delegati Pietro Longhi, Maurizio (Parri) Mare e E. Sogno. In esso veniva stabilito che il comando militare del C.L.N.A.I., rappresentato da un capo accetto al comando inglese, « deve agire per conto del Comando Supremo alleato e deve eseguire esclusivamente i suoi ordini e le sue istruzioni. A tal uopo riceve una somma mensile di non oltre 160 milioni di lire di cui 20 da assegnare alle bande della Liguria, 80 per il Piemonte, 25 per la Lombardia, 20 per l'Emilia e 35 per il Veneto ». Gli incitamenti al fratricidio del gen. Alexander che con appositi proclami alle forze partigiane le invitava a far uso « anche del coltello » per uccidere i fascisti e i tedeschi e quelli di Radio-Bari che dava persino i nominativi delle persone da eliminare, portarono ad una ritorsione organizzata con la costituzione, agli ordini del Segretario del Partito Fascista Repubblicano Pavolini che ne assunse il Comando, delle « Brigate Nere ». Alle azioni partigiane si rispondeva così con rastrellamenti sia da parte tedesca che fascista ed alcune di queste operazioni, come ad esempio quelle in Val d'Ossola e sul Monte Grappa, risultarono vere e proprie azioni di guerra, con impiego di larghe masse di uomini e di armi anche pesanti. Ciò non fece che inasprire la guerra civile con il risultato che sangue italiano dell'una e dell'altra parte andava sempre più ad arrossare il già tanto martoriato suolo della Patria scavando sempre più profondo l'abisso che già divideva le due Italie. A proposito del gen. Alexander e dei suoi incitamenti alla guerra fratricida giova ricordare che più tardi nel suo « Memoriale » il generale britannico, si esprimeva nei confronti degli « alleati » italiani e della loro cobelligeranza con assoluto disprezzo.

Nella seconda metà del 1944 e nella prima del 1945, per affiancare adeguatamente le decisive operazioni condotte sul suolo italiano dai due eserciti avversari, entrambi i governi italiani, quello della RSI e quello del Sud, compivano il massimo sforzo per conferire una elevata efficienza ai propri organismi militari e far sì che il loro peso si avvertisse sensibilmente sui campi di battaglia. Era infatti in quel periodo che i fronti di battaglia vedevano una ampia partecipazione di unità italiane del Nord e del Sud. Per evitare però che soldati italiani sparassero su altri italiani, Mussolini ordinava alle unità della RSI di schierarsi in settori del fronte dove non erano presenti i reparti del Regno del Sud. Nelle due foto in alto Vittorio Emanuele III e Benito Mussolini, i Capi di Stato delle due Italie contrapposte la cui sovranità sui rispettivi territori era soltanto nominale. In basso i marescialli Alexander e Kesselring, comandanti militari nella penisola ed effettivi sovrani del territorio.


16 dicembre 1944. Nello stesso giorno in cui Mussolini pronunciava il discorso di Milano le truppe tedesche attaccavano in forze nelle Ardenne, sul fronte italiano, in Garfagnana, la divisione alpina della RSI Monterosa, iniziava una operazione offensiva a carattere locale contro le linee della 5a Armata americana, offensiva che proseguiva per alcuni giorni. La concomitanza dei tre significativi avvenimenti, dopo un lungo periodo di insuccessi, induceva vasti strati dell'opinione pubblica italiana che aderivano o si orientavano verso il Fascismo, a sperare in una decisiva riscossa della Germania e dei suoi alleati. Le parole rassicuranti di Mussolini circa le « armi segrete » tedesche, l'intensificazione dei lanci delle « V. 1» e « V. 2 », l'apparizione dei nuovi potenti carri « Tigre Reale » in Belgio, portava molti a pensare che questa riscossa avesse dietro di sè la spinta di una intensa produzione di armi nuove. Nella foto in alto reparti alpini della « Monterosa » avviati verso la linea del fuoco nell'appennino toscano. Nella foto in basso alpini della RSI in azione su un crinale della Garfagnana.


L'offensiva italiana in Garfagnana, condotta lungo la valle del fiume Serchio, sorprendeva pienamente il nemico e travolgeva molti reparti americani e brasiliani, che si ritiravano precipitosamente o si arrendevano dopo scarsissima resistenza. Gli alpini della RSI avanzavano così dalla linea approssimata Mezzana-Castelnuovo di Garfagnana-Fosciàndora, per una profondità di circa 15 km., conquistando la cittadina di Barga ed i centri Coreglia, Molazzana, Gallicano, Trassìlico e Vergemoli. Con questa operazione la 5a Armata veniva sospinta dalle unità del maresciallo Graziani alle estreme pendici meridionali delle Alpi Apuane, ciò che rendeva estremamente difficile per gli americani tentare una avanzata verso La Spezia. Dopo alcuni giorni, mentre gli americani raccoglievano forti riserve, l'operazione della Monterosa aveva termine. Nella foto unità alpine della divisione Monterosa conquistano di slancio una munita posizione della 5a Armata statunitense in Garfagnana.


<< precedente 1945 successiva >>

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33

34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61
                                                               
 
2a guerra mondiale 1933-1934 1935-1936 1937 1938-1939 1940 1941 1942 1943 1944 1945

.