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2a Guerra Mondiale 1945-11 |
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La battaglia delle Ardenne |
Inno Isole Salomone |
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| 22 dicembre 1944. Le unità di punta delle divisioni corazzate germaniche avanzavano ancora oltre Marche e Rochefort, giungendo a meno di 20 km. dal corso della Mosa nella zona tra Dinant e
Givet. nonostante la sempre più robusta resistenza americana. Ma ai lati del profondo cuneo (oltre 70 km.) operato dai tedeschi nel fronte nemico la resistenza degli americani si era irrigidita ed anzi reagiva già con qualche
contrattacco. La pressione della Ia Armata e del XVII Corpo aviotruppe americani sull'ala destra germanica, lungo il
fronte Monschau-Malmédy-Stavelot, la resistenza di Bastogne (accerchiata
al 21 dicembre) ed i violenti contrattacchi del III Corpo americano (che
tentava di operare il ricongiungimento con le unità accerchiate) sull'ala sinistra tedesca, impedivano all'offensiva di von Runstedt e di Model di raggiungere lo sviluppo e gli obiettivi iniziali che essi speravano. Meno minaccioso per il saliente tedesco era invece l'affluire frontale di notevoli forze del VII Corpo USA e della XXIX brigata corazzata britannica, tra Marche e Givet. Nella foto in alto a
sinistra truppe inglesi mimetizzate per la neve, in marcia. A sinistra al
centro paracadutisti e carri lanciafiamme britannici in azione. A sinistra in
basso carro tedesco distrutto. A destra in alto soldati inglesi al contrattacco. In basso a
destra pezzo americano in azione contro le retrovie germaniche. |
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![]() 26 dicembre 1944. La 33 Armata americana del generale Patton iniziava il giorno 22 una pesante azione controffensiva da sud verso Bastogne, dando luogo a violenti combattimenti sull'ala sinistra tedesca. Il 23 dicembre intanto il saliente germanico raggiungeva la sua massima estensione, toccando una profondità di circa 100 km. con unità corazzate che conquistavano Ciney, Celles e Beauraing, a soli 6 km. da Dinant e ad una decina da Givet, ambedue sulla Mosa. Lo stesso giorno, per il diminuire del maltempo, ritorna in azione l'aviazione anglo-americana, che il giorno successivo attacca con quasi 3.000 aerei le retrovie tedesche. Sempre il 24 dicembre i tedeschi tentavano di allargare alla estremità, sull'ala destra, il saliente delle Ardenne, riuscendo a respingere la la Armata americana verso nord tra Cìney e Hotton, ma senza poter rompere il fronte. Dopo altri due giorni di violenti attacchi, il 26 dicembre 1944, il Comando tedesco sospendeva l'offensiva. Nelle foto in alto si riattivano le piste e gli aerei per la ripresa dei voli dopo il maltempo. Nella foto in basso toletta anche al parco bombe. |
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| 2 gennaio 1945. Dopo l'arresto della spinta offensiva verso ovest e verso nord, le forze germaniche concentravano tutti i loro sforzi contro gli americani accerchiati a Bastogne che di tanto
in tanto riescono a ristabilire saltuariamente i contatti col proprio fronte. Per Bastogne gli americani impegnavano, dal di dentro, la 101a divisione paracadutisti e la 9a, la 10a corazzate; dal di
fuori, 3 divisioni corazzate e 7 di fanteria del XII, VIII e III Corpo. Per rifornire gli assediati, l'aviazione alleata impiegava larghe masse di aerei che paracadutavano armi, munizioni, vettovagliamento (la sola giornata del 23 dicembre, 241
apparecchi paracadutavano 16.488 razioni). Da parte tedesca invece, dopo gli infruttuosi attacchi della 154 divisione corazzata e della
26a Volksgrenadier, venivano di volta in volta lanciate contro Bastogne la 9a e 167a
Volksgrenadier e la Ia, 9a e 12a SS corazzata, ma senza risultati apprezzabili. Nelle foto a
sinistra soldati americani identificano i propri morti tra la neve. Rifornimenti paracadutati a Bastogne. Bastogne in una pausa dei combattimenti. A destra in
alto truppe britanniche presso la Mosa; in alto tra due alberi, un posto di vedetta.
Sotto americani a Bastogne. Notare la mitragliatrice di tipo antiquato. |
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![]() In appoggio alle tre Armate che conducevano l'offensiva delle Ardenne i tedeschi impiegavano anche due unità speciali alle spalle del fronte nemico. Esse erano un gruppo di paracadutisti agli ordini del colonnello von der Heydte e la 150a brigata blindata al comando del colonnello delle SS Otto Skorzeny (liberatore di Mussolini e rapitore di Horty). L'azione dei paracadutisti, causa il maltempo, otteneva scarsissimi risultati, poiché solo una piccola parte di aerei giunse sul luogo del lancio mentre la maggior parte degli uomini lanciati si disperse o venne annientata. Riusciva invece in parte notevole l'azione di Skorzeny, compiuta da una brigata corazzata dotata di mezzi di fabbricazione americani o tedeschi camuffati, con divise americane e uomini che parlavano correttamente l'americano. Queste truppe, passando attraverso le brecce aperte dalle Panzerdivisionem portavano lo scompiglio nello schieramento americano e venivano eliminate solo in un secondo momento e con difficili accorgimenti. Il tentativo di un gruppo degli uomini di Skorzeny di uccidere Eisenhower e Montgomery, invece falliva riuscendo tuttavia a creare un forte panico al Quartier generale per cui Eisenhower per molto tempo fu guardato a vista da sentinelle armatissime e impedito di uscire dalle sue stanze. Mentre si portava a termine il rastrellamento di questi sabotatori, il fronte tornava al confine germanico. Nelle foto in alto il gen. Eisenhower e Otto Skorzeny. In basso colonne corazzate tedesche aprono la strada alla 150a brigata speciale. |
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