2a Guerra Mondiale 1945-11


La battaglia delle Ardenne


Inno Isole Salomone 



L'offensiva era appoggiata da circa 1.000 carri armati pesanti Tigre, PZ. IV-J, Pantera e Tigre Reale (di tipo recentissimo e superiore a tutti gli altri esistenti a quel tempo). L'attacco era condotto su tre direttrici, lungo un fronte ampio circa 100 km. e realizzava la sorpresa più completa, travolgendo le unità americane. Dopo il primo momento,. nel settore settentrionale invece la difesa di taluni reparti dell'VIII CA statunitense si andavi già irrigidendo. All'estrema ala destra della 6a Armata tedesca infatti la 12a divisione corazzata SS- Hitler Jugend segnava il passo di fronte alla 99a divisione di fanteria americana. Più a sud invece la la div. corazzata SS Adolf Hitler sfondava e si avvicinava a Malmedy. A St. Vith, aspri scontri con la 7a divisione corazzata USA che sosteneva l'attacco delle divisioni corazzate SS 2a Das Reich e 9a Hohenstaufen. Nella foto in alto truppe tedesche avanzano, incontrando mezzi motocorazzati americani distrutti. In basso fanterie germaniche all'attacco di mezzi nemici. Notare la carabine americana Winchester di cui è armato il tedesco di destra.


19 dicembre 1944. Della Armata di von Manteuffel, il LXVI Corpo era impegnato nella zona di St. Vith, mentre gli altri due riuscivano ad avanzare rapidamente più a sud. Con meno rapidità, ma senza incontrare resistenze insormontabili, guadagnava terreno nel settore meridionale la 7a Armata del generale Brandenberger, i cui compiti erano poi di semplice accompagnamento e copertura dell'ala sinistra. Il giorno 17, sul fronte della 65 Armata tedesca si combatteva furiosamente intorno a Stavelot, che cambiava più volte di mano, più a sud invece la Das Reich e la Hohenstaufen battevano la la divisione corazzata americana e conquistavano St. Vith. Il 18 dicembre intanto la 55 Armata conquistava Clervaux ed il 19 Wiltz, mentre la 7a entrava a Diekirch e ad Ettelbrilk. Nella foto in alto unità corazzate della 7a divisione americana impegnate in duri scontri con le Panzerdivisionen SS presso St. Vith. Sotto truppe americane in movimento.


20 dicembre 1944. Le forze corazzate tedesche di von Manteuffel nello stesso giorno 19 raggiungevano l'importante centro di comunicazioni di Bastogne. Essendo qui la resistenza molto forte, le divisioni corazzate passavano oltre lasciando ai granatieri il compito di espugnarla. Ma in Bastogne si erano rinchiuse unità della 9a e 10a divisione corazzata americana e la 101a paracadutisti, che condurranno una resistenza ad oltranza, impedendone la conquista ai tedeschi. Il 20 dicembre le punte avanzate delle colonne corazzate germaniche raggiungevano March, Rochefort e St. Hubert. Intanto però gli anglo-americani avviano verso la zona minacciata numerosi rinforzi, che ascendono a 10 divisioni americane e 6 britanniche ed iniziano i primi contrattacchi sui fianchi del cuneo tedesco. Inoltre, Eisenhower passava agli ordini di Montgomery tutte le truppe, anche americane, a nord del cuneo, ed a quelli di Bradley le forze a sud. Nella foto in alto forze motocorazzate americane a nord di March, prima di un contrattacco. In basso carri armati Sherman in azione come artiglieria da campagna durante la difesa di Bastogne.

22 dicembre 1944. Le unità di punta delle divisioni corazzate germaniche avanzavano ancora oltre Marche e Rochefort, giungendo a meno di 20 km. dal corso della Mosa nella zona tra Dinant e Givet. nonostante la sempre più robusta resistenza americana. Ma ai lati del profondo cuneo (oltre 70 km.) operato dai tedeschi nel fronte nemico la resistenza degli americani si era irrigidita ed anzi reagiva già con qualche contrattacco. La pressione della Ia Armata e del XVII Corpo aviotruppe americani sull'ala destra germanica, lungo il fronte Monschau-Malmédy-Stavelot, la resistenza di Bastogne (accerchiata al 21 dicembre) ed i violenti contrattacchi del III Corpo americano (che tentava di operare il ricongiungimento con le unità accerchiate) sull'ala sinistra tedesca, impedivano all'offensiva di von Runstedt e di Model di raggiungere lo sviluppo e gli obiettivi iniziali che essi speravano. Meno minaccioso per il saliente tedesco era invece l'affluire frontale di notevoli forze del VII Corpo USA e della XXIX brigata corazzata britannica, tra Marche e Givet. Nella foto in alto a sinistra truppe inglesi mimetizzate per la neve, in marcia. A sinistra al centro paracadutisti e carri lanciafiamme britannici in azione. A sinistra in basso carro tedesco distrutto. A destra in alto soldati inglesi al contrattacco. In basso a destra pezzo americano in azione contro le retrovie germaniche.



26 dicembre 1944. La 33 Armata americana del generale Patton iniziava il giorno 22 una pesante azione controffensiva da sud verso Bastogne, dando luogo a violenti combattimenti sull'ala sinistra tedesca. Il 23 dicembre intanto il saliente germanico raggiungeva la sua massima estensione, toccando una profondità di circa 100 km. con unità corazzate che conquistavano Ciney, Celles e Beauraing, a soli 6 km. da Dinant e ad una decina da Givet, ambedue sulla Mosa. Lo stesso giorno, per il diminuire del maltempo, ritorna in azione l'aviazione anglo-americana, che il giorno successivo attacca con quasi 3.000 aerei le retrovie tedesche. Sempre il 24 dicembre i tedeschi tentavano di allargare alla estremità, sull'ala destra, il saliente delle Ardenne, riuscendo a respingere la la Armata americana verso nord tra Cìney e Hotton, ma senza poter rompere il fronte. Dopo altri due giorni di violenti attacchi, il 26 dicembre 1944, il Comando tedesco sospendeva l'offensiva. Nelle foto in alto si riattivano le piste e gli aerei per la ripresa dei voli dopo il maltempo. Nella foto in basso toletta anche al parco bombe.

2 gennaio 1945. Dopo l'arresto della spinta offensiva verso ovest e verso nord, le forze germaniche concentravano tutti i loro sforzi contro gli americani accerchiati a Bastogne che di tanto in tanto riescono a ristabilire saltuariamente i contatti col proprio fronte. Per Bastogne gli americani impegnavano, dal di dentro, la 101a divisione paracadutisti e la 9a, la 10a corazzate; dal di fuori, 3 divisioni corazzate e 7 di fanteria del XII, VIII e III Corpo. Per rifornire gli assediati, l'aviazione alleata impiegava larghe masse di aerei che paracadutavano armi, munizioni, vettovagliamento (la sola giornata del 23 dicembre, 241 apparecchi paracadutavano 16.488 razioni). Da parte tedesca invece, dopo gli infruttuosi attacchi della 154 divisione corazzata e della 26a Volksgrenadier, venivano di volta in volta lanciate contro Bastogne la 9a e 167a Volksgrenadier e la Ia, 9a e 12a SS corazzata, ma senza risultati apprezzabili. Nelle foto a sinistra soldati americani identificano i propri morti tra la neve. Rifornimenti paracadutati a Bastogne. Bastogne in una pausa dei combattimenti. A destra in alto truppe britanniche presso la Mosa; in alto tra due alberi, un posto di vedetta. Sotto americani a Bastogne. Notare la mitragliatrice di tipo antiquato.


16 gennaio 1945. Alcuni giorni dopo l'offensiva di Bradley sul lato sud del saliente delle Ardenne, il 3 gennaio, il maresciallo Montgomery lanciava un poderoso attacco da nord verso Houffalize. La battaglia intorno al cuneo tedesco proseguiva violentissima fra le continue tempeste di neve per giorni e giorni fino al 7 gennaio. Con tale data gli anglo-americani da nord riuscivano a raggiungere la strada Laroche Vielsam, mentre da sud tre Corpi d'Armata americani operavano il ricongiungimento con le truppe di Bastogne. Minacciati di accerchiamento da questa doppia offensiva, ed attaccati violentemente anche di fronte, sulla punta del cuneo, tra Marche, Rochefort e St. Hubert, i tedeschi iniziavano a ritirare le proprie unità, specie quelle corazzate, per evitare di rimanere accerchiati. Il 16 gennaio 1945, le truppe di Montgomery e quelle di Bradley si congiungevano presso Houffalize, mentre il grosso delle unità germaniche si attestavano tra questa città e St. Vith. In alto mucchi di cadaveri tedeschi dopo la battaglia. In basso un gruppo di prigionieri della Wehrmacht appena catturati.



In appoggio alle tre Armate che conducevano l'offensiva delle Ardenne i tedeschi impiegavano anche due unità speciali alle spalle del fronte nemico. Esse erano un gruppo di paracadutisti agli ordini del colonnello von der Heydte e la 150a brigata blindata al comando del colonnello delle SS Otto Skorzeny (liberatore di Mussolini e rapitore di Horty). L'azione dei paracadutisti, causa il maltempo, otteneva scarsissimi risultati, poiché solo una piccola parte di aerei giunse sul luogo del lancio mentre la maggior parte degli uomini lanciati si disperse o venne annientata. Riusciva invece in parte notevole l'azione di Skorzeny, compiuta da una brigata corazzata dotata di mezzi di fabbricazione americani o tedeschi camuffati, con divise americane e uomini che parlavano correttamente l'americano. Queste truppe, passando attraverso le brecce aperte dalle Panzerdivisionem portavano lo scompiglio nello schieramento americano e venivano eliminate solo in un secondo momento e con difficili accorgimenti. Il tentativo di un gruppo degli uomini di Skorzeny di uccidere Eisenhower e Montgomery, invece falliva riuscendo tuttavia a creare un forte panico al Quartier generale per cui Eisenhower per molto tempo fu guardato a vista da sentinelle armatissime e impedito di uscire dalle sue stanze. Mentre si portava a termine il rastrellamento di questi sabotatori, il fronte tornava al confine germanico. Nelle foto in alto il gen. Eisenhower e Otto Skorzeny. In basso colonne corazzate tedesche aprono la strada alla 150a brigata speciale.

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