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2a Guerra Mondiale 1944-9 |
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Inno Malesia |
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Da Leningrado a Sebastopoli |
![]() Dopo le grandi battaglie che fino al dicembre del 1943 avevano permesso alle armate sovietiche la riconquista di immensi territori della Russia centrale e meridionale, con la seconda parte della offensiva invernale, agli inizi del 1944, i russi riuscivano a liberare Leningrado dal lungo assedio ed a far arretrare tutto il fronte settentrionale tedesco ai confini della Estonia. Col termine della offensiva invernale sovietica della prima metà del 1944, che portò anche alla riconquista della Crimea e dell'Ucraina, il solo territorio russo ancora occupato dai tedeschi era la Bjelorussia. Nella cartina il fronte raggiunto dai russi il 14 maggio 1944 e la massima estensione di territorio russo occupato dai tedeschi, alla fine del 1942. |
La battaglia di Leningrado
![]() Dopo i duri combattimenti dell'inverno 1943 che vedevano il proprio epicentro nel settore meridionale e centrale del fronte russo con l'inizio dell'anno 1944 l'offensiva sovietica iniziava a svilupparsi questa volta sul fronte nord, costituendo con queste operazioni l'ultima fase della battaglia di Leningrado, iniziata nell'autunno 1941 e continuata in quasi tre anni di assedio della città. Con l'offensiva del gennaio e febbraio 1944 le truppe sovietiche infatti sbloccavano Leningrado, ponendo termine al lungo assedio. Nella foto in alto a Leningrado, lo storico palazzo di Peterhof, residenza degli Zar, dall'epoca di Pietro il Grande, semi diroccato dai colpi di artiglieria e dalle bombe. |
| DA LENINGRADO A SEBASTOPOLI
La prima parte dell'offensiva invernale sovietica, che si era conclusa nel dicembre 1943, aveva avuto per epicentro il fronte centrale e meridionale. La seconda fase, che ebbe inizio nel gennaio 1944, vedeva invece i primi combattimenti infuriare sul fronte settentrionale, nel settore di Leningrado ed in quelli adiacenti.
Attacchi preliminari venivano compiuti dai russi nel settore di Vitebsk, fortemente difeso dalle truppe germaniche, il giorno stesso di Capodanno. Altre azioni a carattere offensivo venivano effettuate dai sovietici nel medesimo periodo nel settore di Gomel, sul fronte centrale ed in quello di Krivoj Rog, in Ucraina. Ma la offensiva principale doveva verificarsi a nord, con lo scopo di liberare Leningrado dal lungo assedio cui le forze tedesche e finlandesi la sottoponevano dal 1941.
Il 15 gennaio 1944 infatti, 25 divisioni al comando del maresciallo Govorov, iniziavano l'attacco dall'interno della cerchia di Leningrado, mentre due giorni dopo altre forze russe, sul fiume Volchov e nella zona del lago Ilmen, tentavano di scardinare il dispositivo assediante dal di fuori. Questo sforzo concentrico, dopo 12 giorni di aspri combattimenti riusciva a raggiungere l'obbiettivo prefisso: la liberazione di Leningrado. Cadevano prima Staraja Russa e Novgorod intorno al lago Ilmen, poi Gatcina, Krasnoje Selo, Urijtsk ed Ulianovna a sud di Leningrado.
Il giorno 27 terminava l'assedio di. Leningrado, mentre le truppe tedesche che lo avevano mantenuto per quasi tre anni si ritiravano verso il lago Peipus e l'Estonia.
Agli inizi di febbraio erano in movimento anche gli altri settori del fronte orientale, da Gomel all'Ucraina. Qui, nei pressi di Kanev, le armate sovietiche dei generali Vatutin e Koniev riuscivano a cogliere un notevole successo, insaccando la
8a Armata tedesca del generale Wohler e respingendo ogni tentativo compiuto dalle forte corazzate del generale Hubbe di liberarla. Dopo alcuni giorni di
duri combattimenti, nei quali i tedeschi, con sforzi concentrici dall'interno e dall'esterno cercavano di spezzare il cerchio, l'armata di
Wohler veniva completamente annientata e solo pochi reparti riuscivano a salvarsi dalla distruzione. In questi tentativi cadeva, alla testa delle proprie truppe il generale von Stemmermann, comandante di Corpo d'armata. Per questa vittoria il generale Koniev veniva promosso maresciallo il 21 febbraio 1944.
A metà febbraio l'offensiva invernale russa registrava una breve sosta su tutto il fronte, ad eccezione del settore d Krivoj Rog.
Alla fine di febbraio riprendevano gli attacchi russi. Sul fronte settentrionale cadeva Luga e le truppe germaniche si attestavano sulla linea Narew-Peipus-Pskow-Ostrov. Dal 15 gennaio, secondo notizie di fonte russa, i tedeschi avrebbero perduto nelle operazioni a sud di Leningrado circa 100.000 uomini, 460 carri armati, 3.500 cannoni e 97 aerei.
Nello stesso periodo i russi registravano progressi territoriali nel settore di Gomel, avanzando nella zona paludosa tra la Beresina ed il Pripet e nel settore di Cercassi, in Ucraina. In quest'ultima regione veniva ferito il generale Vatutin, sostituito il 4 marzo dal generale Zuchov al comando del I° Fronte ucraino (con questo nome i sovietici indicavano una grande unità corrispondente agli effettivi di una armata ed assegnata ad un determinato tratto del fronte, diviso in più parti).
Agli inizi di marzo aveva inizio una nuova fase dell'offensiva russa, condotta principalmente in Ucraina: tre armate sovietiche, al comando dei generali Malinovski, Zuchov e del maresciallo Koniev, avanzavano dal settore Korosten-Zhitomir verso la Polonia
sud occidentale. Ben presto queste forze superavano il confine polacco ed il 26 marzo raggiungevano la città di Brody, accerchiavano Tarnopol e minacciavano da presso Leopoli. Nei primi giorni di aprile gli obbiettivi principali di queste unità sovietiche mutavano e l'armata di Koniev veniva spostata in direzione sud, verso Kolomya, allo scopo di avvicinarsi alla Romania da nord. Di tali movimenti approfittava il Comando tedesco ed il maresciallo von Manstein lanciava una violenta controffensiva che portava, 1'11 aprile 1944, allo sblocco delle forze tedesche assediate da circa 25 giorni nella sacca di Tarnopol ed alla riconquista della città di Buczacz.
Neí primi giorni di aprile, frattanto, le unità sovietiche compivano una rapida avanzata nella Moldavia russa, tagliando fuori Odessa e raggiungendo la Bessarabia nel settore di Chisinàu. Il 13 aprile aveva inizio l'attacco alla Crimea, che otteneva il risultato iniziale della caduta delle due città di Perekop (sulla via di accesso dall'Ucraina) e Kerch (di fronte al Kuban). Come conseguenza di ciò le truppe russe dilagavano per le pianure della Crimea settentrionale ed orientale ed iniziavano l'attacco contro la parte meridionale, dove i difensori si appoggiavano al terreno montuoso.
Mentre si svolgevano i combattimenti in Crimea, i tedesco-romeni perdevano anche la Bessarabia settentrionale e si attestavano su una successiva linea di resistenza che correva lungo il Pruth dalla Polonia fino al settore di Chisinàu.
In Crimea, dopo lunghi combattimenti davanti a Sebastopoli, Simferopoli, Yalta e Feodosia, i tedeschi ed i romeni terminavano le operazioni di sgombero del grosso degli uomini e del materiale, e si apprestavano a ritirare gli ultimi reparti di copertura. Il 13 maggio le truppe sovietiche rientravano a Sebastopoli ed il giorno seguente nelle altre città costiere. Con la riconquista della Crimea aveva termine l'offensiva invernale sovietica del 1943-44. |
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| 1 gennaio 1944. Sul fronte centro-settentrionale le truppe del maresciallo Bagramian investivano la città fortificata di Vitebsk, fortemente difesa dai tedeschi. Lo stesso giorno l'armata del generale Vatutin riprendeva lo sforzo offensivo nel settore di Kiev, in Ucraina. Nei giorni successivi l'offensiva invernale sovietica si estendeva a Gomel, sul fronte centrale, e nella zona Kirovgrad-Krivoj Rog nell'ansa del Dnjeper, sul fronte meridionale. Nella foto a sinistra in
alto sciatori sovietici in marcia nel deserto di neve sul fronte dì
Leningrauu. Nella loto a sinistra al centro un treno corazzato russo ed un altro carico di artiglierie in una piccola stazione del fronte settentrionale. A sinistra in
basso un obice sovietico di medio calibro in azione nel settore di Vitebsk. A destra in
alto il maresciallo Govorov, succeduto nel comando al maresciallo Voroscilov, quando quest'ultimo veniva trasferito al comando delle armate del Caucaso, nel 1942. A destra in
basso il maresciallo Bagramian. |
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| 27 gennaio 1944. La battaglia condotta dalle truppe russe di Govorov per spezzare dall'interno il cerchio tedesco di Leningrado durava 12 giorni. Le truppe germaniche, nonostante la loro accanita resistenza, dovevano sgomberare Krasnoje Selo, Gatcina, Urijtsk ed Ulianovna. Il 27 gennaio Leningrado
era liberata dal lungo assedio tedesco durato quasi tre anni. Nella foto a sinistra in
alto le gigantesche statue di un monumento comunista distrutto a Novgorod appaiono come immensi e strani cadaveri nella neve. A sinistra al
centro un cimitero di truppe tedesche delle SS davanti al palazzo dello
Zar a Leningrado. In basso a sinistra prigionieri germanici catturati a sud di Leningrado. A destra in
alto i reparti sovietici avanzano a Tsarskoje Selo. Storico sfondo, il palazzo di Caterina
II. A destra in basso soldato finlandese ferito catturato dai russi. |
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