2a Guerra Mondiale 1944-8


L'attacco alle isole Marshall


Inno Lussemburgo 


A sud est dell'atollo di Kwajalein, dopo due giorni di bombardamenti gli americani occupavano l'atollo di Majuro, completamente indifeso. Sia Kwajalein che Majuro venivano immediatamente attrezzati come basi navali ed aeree americane per imminenti operazioni contro Eniwetok. Frattanto, il giorno 15 febbraio, nelle Salomone occidentali, reparti americani e neozelandesi sbarcavano nelle isole Green, occupandole dopo una scarsa resistenza da parte delle esigue forze nipponiche che le presidiavano. Nella foto in alto traffico navale americano a Kwajalein subito dopo la conquista dell'atollo, la forza anfibia dell'ammiraglio Spruance si riorganizza. In basso truppe neozelandesi prendono terra nelle isole Green.

18 febbraio 1944. Il 10 febbraio la flotta nipponica lasciava Truk, trasferendosi alle Palau, a Singapore e nelle isole metropolitane. Restavano alla base di Truk 2 incrociatori leggeri, 10 cacciatorpediniere e 40 unità minori. Il giorno 18 febbraio 3 Gruppi della Task Force 58 iniziavano una offensiva aerea generale nel Pacifico sud occidentale, attaccando Truk, Saipan, Tínian, Guam, Wake, Ponape e Kusaie, appartenenti alle isole Caroline e Maríanne, allo scopo di impedire reazioni giapponesi all'operazione anfibia contro Eniwetok. Nella foto a sinistra in alto attacco americano contro la base aerea nipponica di Saipan. A sinistra al centro bombardamento americano su Vinh, in Indocina. Questi attacchi venivano effettuati dalle fortezze volanti di base in Cina ed in India. A sinistra in basso apparecchio della Marina statunitense abbattuto in mare durante gli attacchi contro Guam. A destra in alto il bombardamento di Truk. A destra in basso l'ammiraglio Mitscher comandante della Task Force 58.


Con le operazioni aeree contro tutte le maggiori basi nipponiche delle Caroline e delle Marianne, le forze dell'aeronautica giapponese venivano poste fuori combattimento. Lo stesso avveniva delle residue unità navali rimaste a Truk (quasi tutte impossibilitate a muoversi e perciò non spostate con il grosso della Flotta), che venivano affondate o gravemente danneggiate. I1 risultato delle operazioni contro questa base era di 2 incrociatori leggeri, 4 cacciatorpediniere e 26 navi da carico affondate; 4 cacciatorpediniere, 1 nave bersaglio e 15 navi da carico danneggiate. Gli apparecchi giapponesi distrutti in questa offensiva aerea salivano a 270, cioè la quasi totalità di quelli disponibili nella zona. Da parte americana si registrava la sola perdita di 25 aerei. Nella foto in alto aerei americani in azione contro le isole Marianne. Notare le esplosioni delle granate antiaeree al fosforo. In basso grosso cacciatorpediniere giapponese in rifornimento a Truk, attaccato e ripetutamente colpito da aerei americani.


19 febbraio 1944. Mentre 3 Task groupes attaccavano, il giorno 18, tutte le basi nipponiche della zona un'altra formazione iniziava il bombardamento degli isolotti di Eniwetok, Parry ed Engebi, tutti nell'atollo di Eniwetok. Nello stesso giorno elementi della 22a divisione di fanteria americana sbarcavano ad Engebi e dopo sei ore di combattimento la occupavano totalmente. Il 19 febbraio avveniva lo sbarco ad Eniwetok, compiuto all'alba dalla 106a divisione di fanteria americana, ma qui il presidio nipponico di 900 uomini, saldamente appoggiato a robuste fortificazioni, resisteva accanitamente, prolungando la lotta fino ai giorni successivi. La battaglia cessava in questo isolotto il giorno 22 febbraio, quando gli ultimi difensori giapponesi venivano sopraffatti. Nella foto in alto bombardiere leggero americano attacca l'atollo di Eniwetok; sono visibili gli scoppi delle bombe. In basso mezzi da sbarco americani verso le spiagge di Eniwetok. sottoposte al violento tiro navale americano.


23 febbraio 1944. Caduta Eniwetok lo stesso giorno dopo un pesante bombardamento navale, le truppe della 22a divisione di fanteria americana sbarcavano a Parry, ultimo isolotto fortificato dell'atollo di Eniwetok. Su Parry si trovava un presidio nipponico di 1.300 uomini, che resisteva tenacemente fino al giorno successivo. Il 23 febbraio 1944 terminava la battaglia per le isole Marshall. Nella operazione anfibia contro l'atollo di Eniwetok gli americani avevano impiegato circa 8.000 uomini, contro 3.400 giapponesi dei tre diversi presidi. Di questi restavano sul terreno ben 3.334 e solo 66 venivano catturati, perché la gravità delle loro ferite gli aveva impedito di suicidarsi. Da parte americana si registrava la perdita di 716 morti. Nella foto in alto le operazioni di sgombero, da Eniwetok conquistata, dell'immenso materiale accumulato dagli americani per l'attacco. In basso base aerea costituita dagli americani nell'atollo di Eniwetok, dopo la battaglia per le successive operazioni anfibie.


20 marzo 1944. Dopo le operazioni anfibie contro le Marshall, si svolgevano alcuni sbarchi di minore importanza nell'arcipelago delle isole Bismarck. Il 29 febbraio, forze anfibie della VII Flotta americana, al comando dell'ammiraglio Kinkaid, compivano una ricognizione in forze contro Manus, la maggiore delle isole dell'Ammiragliato. Questa ricognizione però si tramutava in occupazione, data la scarsa reazione del presidio nipponico (calcolato a 5.000 uomini). Il 20 marzo 1944 veniva occupata anche l'isola di Emirau (90 miglia a nord ovest di Kavieng), anche essa senza resistenza. Nello stesso periodo gli americani ed i loro alleati australiani e neozelandesi registravano un altro successo indiretto, per la sgombero da parte nipponica della penisola Huon, in Nuova Guinea. Con gli sbarchi nelle Marshall e le occupazioni incontrastate nelle Bismarck, avevano termine le operazioni della prima fase della offensiva americana, iniziata il 7 luglio 1942, con lo sbarco a Guadalcanal. Nella foto in alto lo sbarco americano a Manus. Nella foto in basso mezzi cingolati anfibi della VII Flotta americana sulle spiagge di Emirau.

L'Europa sotto le bombe





In Europa, con l'inizio dell'anno 1944, si andavano accelerando i preparativi per l'invasione dell'Europa. In previsione di questa operazione, i britannici e gli americani intensificavano gli attacchi aerei sul continente, per ridurre le possibilità di resistenza dei tedeschi e bloccare la produzione delle industrie belliche. Questa nuova fase della offensiva aerea contro l'Europa aveva inizio nel gennaio del 1944, quando il generale americano Spaatz assunse il comando delle operazioni aeree delle forze combinate della RAF, della VIII Forza aerea americana in Gran Bretagna e della XV Forza aerea americana in Italia. Gli effetti degli attacchi vennero risentiti dai tedeschi soprattutto per la produzione dei sommergibili, seriamente ostacolata e degli aerei da caccia, che avevano assunto una enorme importanza per la Germania, in questa fase difensiva della guerra. Nella foto in alto quadrimotori B. 17 americani bombardano Balzano. In basso bombardieri leggeri americani attaccano l'aereoporto olandese di Schipol, ad Amsterdam. Nella foto in basso a destra il generale americano Spaatz, comandante delle forze aeree alleate in Europa.

20 febbraio 1944. L'offensiva aerea contro i centri tedeschi di produzione degli apparecchi da caccia veniva svolta dalla aviazione americana principalmente tra il 20 ed il 28 febbraio. Venivano particolarmente colpite le officine di montaggio, dove confluivano le diverse parti degli aerei, che erano state fabbricate nei centri più lontani per sfuggire, con il decentramento, al pericolo di distruzioni totali di intere produzioni. Nella foto a sinistra in alto bombardamento di un aereoporto tedesco presso Cognac, nella Francia sud occidentale. A sinistra al centro fortezze volanti in volo di guerra sulla Riviera francese. A sinistra in basso quadrimotore americano Liberator abbattuto nel cielo bavarese dalla caccia tedesca. A destra in alto i Liberatori all'attacco delle fabbriche di apparecchi a caccia Messerschmitt a Wiener Neustadt, sobborgo orientale di Vienna. Nella foto a destra in basso bimotori da bombardamento alleati in volo di guerra sull'aeroporto olandese di Leeuwarden.


Dopo gli attacchi alle industrie aeronautiche, venivano bombardate le officine di produzione dei cuscinetti a sfere, che avevano molta importanza per la costruzione dei carri armati. Nell'aprile del 1944 avveniva poi il secondo bombardamento della zona petrolifera di Ploesti, in Romania. Questa azione era condotta dalla XV Forza aerea americana (partente da basi italiane), che provocava accaniti duelli aerei per la reazione della caccia tedesca, la quale aggiungeva, in difesa della importante zona industriale ai 250 cannoni contraerei che operavano un violento fuoco di sbarramento. Nel maggio del 1944 la VIII Forza aerea americana, dislocata nelle basi delle isole britanniche, attaccava pesantemente le raffinerie di petrolio e le industrie di carburante sintetico in territorio tedesco. Con l'offensiva aerea contro i centri petroliferi europei terminava l'azione strategica dell'arma aerea americana e di quella britannica, in preparazione della invasione del continente. Nella foto formazioni di fortezze volanti, americane bombardano Tours, nella Francia centrale. Notare le curiose scie lasciate da colpi dell'artiglieria contraerea germanica.


L'AMERICA IN GUERRA ALLA MANIERA DEI PELLEROSSA
Una lavoratrice dell'industria bellica dell'Arizona ringrazia il suo fidanzato marinaio per l'omaggio del teschio di un giapponese che le ha inviato.

<< precedente 1944 successiva >>

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33

34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51
                                                               
 
2a guerra mondiale 1933-1934 1935-1936 1937 1938-1939 1940 1941 1942 1943 1944 1945

.