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2a Guerra Mondiale 1944-5 |
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L'inferno a Cassino |
Inno Libano |
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| 15 marzo 1944. Dopo quasi un mese di relativa calma, rotta solo da attacchi locali, il Corpo neozelandese si apprestava ad iniziare la terza battaglia di Cassino. Alle 8,30 iniziava un violento bombardamento aereo, effettuato col concorso di tutti gli aerei del Mediterraneo (lo attesta una lettera di Alexander a Churchill, del 20 marzo 1944), che sganciavano 1.320 tonnellate di bombe.
Più tardi, circa 800 pezzi di artiglieria lanciavano su Cassino altre 1.200 tonnellate di esplosivo, sparando quasi 200.000 colpi. Il bombardamento da terra e dall'aria durava ben 8 ore. Poi iniziava l'attacco delle divisioni indiana e neozelandese, ma incontrava, nonostante le previsioni, una dura reazione da parte dei paracadutisti germanici. Scriveva
:il maresciallo Alexander: « Stento a credere che vi siano altre truppe al mondo che avrebbero potuto resistere a
tale tempesta di fuoco e poi passare all'attacco con la ferocia da essi dimostrata ». A sinistra in
alto portaferiti neozelandesi ricercano i propri uomini fra le macerie. A sinistra al
centro rincalzi britannici verso la linea del fuoco. In primo piano un mulo addetto al trasporto dei materiali, ucciso da una granata tedesca. A sinistra in
basso reparti polacchi ispezionati nelle retrovie del fronte. Il Corpo polacco del generale Anders attaccò Cassino nel maggio del 1944. A destra in
alto soldati neozelandesi all'assalto di una casa. A destra al centro truppe britanniche in azione col noto fucile
mitragliatore Bren. A destra in basso reparti inglesi appoggiati da carri Sherman avanzano tra le macerie. |
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| 20 marzo 1944. Dal 15 al 20 marzo proseguivano per le vie devastate di Cassino violentissimi combattimenti tra britannici e neozelandesi ed
diavoli verdi che si erano attestati dietro infinite barricate di macerie. Ogni metro di terreno, ogni cumulo di macerie conquistato dagli uomini di Freyberg veniva immediatamente
riconquitato dai paracadutisti tedeschi in furiosi contrattacchi. La situazione era analoga sulle colline circostanti, dove attaccava la divisione indiana. Un reparto di
questi, appartenente al 9° reggimento Gurkha Rifles, riusciva a porre piede sulla collina detta
Hangman's Hill ( colle dell'impiccatore), ma veniva presto respinto dai decisi contrattacchi tedeschi. Nelle foto in
alto una eccezionale ripresa che illustra le varie fasi della distruzione della storica Abbazia di Montecassino. In basso a
sinistra le mura dell'Abbazia nel polverone dei bombardamenti. A destra il generale inglese Freyberg, che richiese la distruzione dell'antichissimo monastero. |
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| Durante l'indiscriminato bombardamento dell'Abbazia di Montecassino
furono distrutte insigni opere d'arte che, per la loro natura, non potevano essere rimosse.
Nelle foto alcune di queste significative opere come
erano prima della distruzione e come sono state ridotte dai bombardieri
americani. A sinistra la tomba di S. Benedetto e la Cattedrale dell'Abbazia. A
destra la Loggia del Paradiso ed il Chiostro Bramantesco. |
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| Dopo la cruenta azione di Monte Lungo era di nuovo in linea allo estremo nord del settore di Cassino anche il
I° Raggruppamento motorizzato italiano, aggregato alla 2a divisione marocchina. Questo reparto, benché non impegnato nel punto più difficile del settore, si distingueva per il suo valore. Nella foto a sinistra in
alto cannone italiano su carrello ferroviario apre il fuoco contro le linee tedesche. A
sinistra al centro obice italiano in azione. A sinistra in basso soldati
italiani con cannone anticarro britannico da 57/50. A destra in alto Umberto di Savoia visita I° Raggruppamento. Per disposizione
di Vittorio Emanuele III, il principe ereditario avrebbe assunto la luogotenenza del Regno dopo l'occupazione di Roma. A destra al
centro il gen. Orlando decora un bersagliere. A destra in basso soldati italiani in azione. |
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![]() 23 marzo 1944. Al centro di Roma, in via Rasella, veniva compiuto un attentato contro un reparto della gendarmeria militare germanica che transitava nella zona. Un partigiano comunista, certo Rosario Bentivagna; metteva una carica di 18 Kg. di esplosivo in un carretto per la spazzatura, che esplodeva uccidendo sul colpo 32 militari tedeschi mentre altri 12 morivano successivamente per le ferite riportate. Il Comando tedesco, secondo quanto più volte annunciato con manifesti, prelevava numerosi ostaggi e, ai sensi della legge di guerra, minacciava di fucilarli se il colpevole non si fosse presentato. Il Bentivegna contrariamente a quanto aveva fatto il valoroso brigadiere dei carabinieri d'Acquisto che si era fatto fucilare innocente al posto di alcuni ostaggi, non si presentava. Il 24 marzo 1944, portati nelle grotte delle Cave Ardeatine, i 335 ostaggi venivano uccisi con le armi automatiche. A sinistra in alto il Bentivegna. Nella foto al centro via Rasella, luogo dell'attentato. A destra in alto la partigiana Capponi, medaglia d'oro al V.M. della resistenza per aver aiutato il Bentivegna a fuggire dopo l'attentato. In basso il mausoleo che ricorda le vittime dell'eccidio, eretto dopo la guerra nel punto delle Fosse Ardeatine in cui avvenne l'esecuzione. |
![]() Gli Inglesi in guerra: Truppe d'invasione. |
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