2a Guerra Mondiale 1944-48


Gli alleati al Reno


Inno Gabon 



12 settembre 1944. Nella zona sud-occidentale della Francia, tagliata fuori dal congiungimento delle truppe alleate del nord e del sud, restavano isolate poche unità tedesche. Di queste, 20.000 uomini al comando del generale Elster si arrendevano a Beaugency, mentre il grosso si rinchiudeva in alcune piazzeforti sull'Atlantico, deciso a resistere ad oltranza, conformemente agli ordini del comando supremo germanico. Le piazzeforti che si disponevano a subire l'assedio erano Brest (già violentemente investita dagli alleati), Lorient e St. Nazaire in Bretagna; La Rochelle, Royan (con la punta di Graves, sulla sponda meridionale dell'estuario della Gironda) e le isole di Re ed Oléron nel Samtonge; Boulogne, Calais (ambedue già attaccate dagli inglesi) e Dunkerque nell'Artois e nelle Fiandre; Le Havre, dove infuriavano violenti combattimenti, in Normandia. Quest'ultimo campo trincerato, tempestato dall'aria con 10.000 tonnellate di bombe, martellato dal mare con i cannoni da 381 mm. delle corazzate della flotta britannica ed incessantemente attaccato da terra, veniva espugnato il 12 settembre. Nella foto in alto prigionieri tedeschi catturati dagli inglesi ad Anversa. Nella foto in basso i 20.000 uomini del gruppo Elster si arrendono a Beaugency.


15 settembre 1944. Verso la metà di settembre il fronte occidentale correva nei pressi del confine tedesco. Anzi, il giorno 13 esso veniva varcato dal V Corpo della Ia Armata americana nelle zone di Eupen Malmedy e di Treviri. Il 15 settembre ormai la Ia Armata canadese del generale Crerar era attestata alle foci della Schelda (intanto altre unità della stessa Armata assediavano Boulogne, Calais e Dunkerque) e la 2a britannica era lungo il confine olandese tra Anversa e la Mosa. Più ad oriente ed a sud, gli americani del generale Bradley avevano schierato la Ia Armata del generale Hodges tra Maastricht e Lussemburgo, la 3a tra Lussemburgo ed Epinal e la Ia francese e la 7a americana tra quest'ultima località ed il confine svizzero. Intanto, in Bretagna, avevano luogo feroci combattimenti nella piazza di Brest, valorosamente difesa contro forze soverchianti dalle truppe germaniche comandate dal generale dei paracadutisti Ramcke. A Brest, come negli altri campi trincerati della Francia atlantica, si battevano, come fanteria, anche reparti della Marina della R.S.I. In alto una eccezionale ripresa della battaglia nei pressi di Brest: un reparto americano avanza sotto il tiro tedesco. In basso truppe alleate in azione presso il confine tedesco.

17 settembre 1944. Nella notte tra il 16 e il 17 settembre, il XXI Gruppo di Armate (gen. Montgomery) tentava, con l'impiego di paracadutisti, di formare una testa di ponte in territorio olandese oltre il basso Reno (o Lek), il Waal ed il Maas (nome olandese del primo tratta della Mosa), per aggirare da nord il Westwall (noto come linea Sigfrido) che difendeva il confine tedesco. In questa operazione venivano impiegate tre divisioni di paracadutisti. La 101a divisione americana scendeva tra Eindhoven e Grave e la 82a, anch'essa americana, tra Grave e Nimwegen. La Ia divisione britannica, invece, al comando del generale Urquhart, sbarcava dall'aria oltre il basso Reno, nella zona di Arnhem. Mentre i paracadutisti americani occupavano intatti ponti sul Maas e sul Waal, (eccetto quello di Nimwegen rimasto in mani tedesche) la 2a armata inglese del generale Dempsey investiva il fronte tedesco, per tentare di riunirsi con i paracadutisti. Nella foto in alto a sinistra i paracadutisti inglesi in volo, poco prima del lancio. A sinistra in basso aerei ed alianti nel cielo olandese. A destra in alto i ponti di Nimwegen. A destra in basso il generale Urquhart, comandante dei berretti rossi della Ia divisione paracadutisti inglese.


18 settembre 1944. Mentre i paracadutisti americani erano entrati in azione con successo, la Ia divisione britannica, appena atterrata nella zona di Arnhem, si trovava in difficoltà, a causa dei rifornimenti pei via aerea che erano stati dovuti frazionare in due scaglioni, dei quali solo il primo giungeva a destinazione, essendo stato fermato l'altro dal maltempo. A questo inconveniente si aggiungeva quello della caccia tedesca, intervenuta in forze e che non solo aveva interrotte le comunicazioni con i paracadutisti inglesi, ma otteneva notevoli successi contro l'intera via di rifornimenti aerei di tutto il fronte alleato in territorio olandese. Intanto il XXX Corpo britannico, affiancato dal XII e dall'VIII, avanzava lentamente verso la zona di lancio della 101a divisione americana. Questa a sua volta, secondo i piani prestabiliti, premeva in direzione sud per collegarsi con le truppe terrestri inglesi e formare così un corridoio tra Eindhoven e Nimwegen, attraverso il quale i tre Corpi di Armata inglesi avanzanti potessero congiungersi con i berretti rossi di Arnhem. Ma la manovra era ostacolata e la 101a raggiungeva Eindhoven solo il 18, con molto ritardo. In alto il lancio dei paracadutisti britannici. In basso paracadute in aria ed a terra ad Arnhem.

La difesa tedesca, che era stata colta di sorpresa dall'aviosbarco, reagiva energicamente, ma non raggiungeva subito la piena efficienza. Per questo, durante tutta la giornata del 18 il XXX Corpo britannico, con alla testa la divisione corazzata Guardie, superava facilmente le ancora deboli difese tedesche e si congiungeva con gli americani della 101a divisione paracadutisti. Nella foto in alto a sinistra alianti anglo-americani al suolo dopo lo sbarco dei paracadutisti. Notare le ali e le fusoliere danneggiate dall'atterraggio e dalla reazione tedesca. A sinistra in basso paracadutisti inglesi in azione con mortaio pesante presso Arnhem. A destra in alto paracadutisti della Ia divisione inglese in combattimento con i reparti tedeschi sul basso Reno. Al centro a destra ancora berretti rossi nella zona di Arnhem. Contro i paracadutisti anglo-americani scesi in Olanda anche i tedeschi impiegavano tra gli altri, reparti di Fallschirmager, per opporre al nemico truppe di eguale valore ed efficienza bellica. In basso a destra paracadutisti britannici trincerati per difendersi da un violento contrattacco germanico.


19 settembre 1944. Il XXX Corpo britannico raggiungeva a Grave la 82a divisione mentre già iniziavano pesanti attacchi tedeschi ai lati dello stretto corridoio che si era formato tra Eindhcrven-Nimwegen, nel tentativo di reciderlo alla base. Intanto la Ia divisione paracadutisti inglesi era ancora isolata ad Arnhem, a nord del basso Reno, ed attaccata duramente dalle truppe tedesche. Ogni possibilità di contatto con le forze avanzanti da sud era preclusa ai berretti rossi dalla salda occupazione germanica del ponte di Nimwegen, che resisteva validamente a tutti gli attacchi. La battaglia durò furiosa tutto il giorno e gli inglesi furono respinti fino alla giornata successiva. In alto mitragliera tedesca in azione ad Arnhem. In basso pionieri tedeschi, con lanciafiamme e bombe a mano, al contrattacco contro i paracadutisti britannici.


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