| GLI ALLEATI AL RENO
Dopo la conquista di Parigi sul fronte settentrionale francese e l'occupazione di vaste zone della Francia
sud orientale, le truppe alleate si lanciavano in profondità all'interno del territorio lasciando fuori tutte le forze tedesche del sud-ovest e di liberare il resto del paese, portando la guerra direttamente ai confini della Germania. Di fronte a questo tentativo l'Alto Comando tedesco, non disponendo di forze sufficienti per contrastarlo, iniziava la ritirata di tutte le proprie forze verso le zone limitrofe al confine del territorio nazionale, dando ordine
a quelle unità che non potevano ripiegare di asserragliarsi nei campi trincerati delle basi atlantiche.
Così, dal 25 agosto al 1 settembre 1944 le forze americane, britanniche e canadesi del fronte nord conquistavano gran parte della Francia
nord orientale, occupando le importanti città dí Rouen, Reims, Troyes,
Snissons, Arras e Nancy. Restavano tagliati fuori i principali porti della Manica: Le Havre, Boulogne, Calais e Dunkerque, che i reparti tedeschi avevano avuto ordine di difendere ad oltranza. Il 2 settembre le truppe alleate entravano in Belgio ed il giorno successivo occupavano Anversa, trovandovi le installazioni portuali intatte. Nello stesso tempo, sul fronte sud le truppe americane e francesi entravano in Clermont-Ferrand, Nizza e Lione.
L'11 settembre, a Sombernon (ad ovest di Digione) si univano le truppe alleate nel nord e del sud. Delle forze tedesche tagliate fuori, si arrendevano a Beaugency circa 20.000 uomini al comando del generale Elster, mentre il grosso si rinchiudeva nelle fortezze atlantiche. Iniziava così l'assedio di Brest, Lorient, St. Nazaire, La Rochelle, Royan e Graves, e delle isole di Ré ed Oléron.
Di queste fortezze Brest, già investita precedentemente, veniva attaccata subito violentemente, da terra, dal mare e dall'aria. I combattimenti proseguivano durissimi fino al 18 settembre, quando le ultime resistenze germaniche si spegnevano. Intanto venivano investiti dai canadesi i porti della Manica, ovunque difesi dai tedeschi con estrema decisione. Il 12 settembre cadeva Le Havre, il 22 Boulogne ed il 30 Calais.
Nella notte tra il 16 e il 17 settembre 1944 aveva inizio la battaglia per il superamento dei fiumi Maas, Waal e Lek (il basso Reno) che sbarravano agli anglo-canadesi la strada per aggirare da nord la a linea Sigfrido e penetrare nel cuore della Germania settentrionale. Questa battaglia iniziava con il lancio di due divisioni di paracadutisti americani ed una britannica sui ponti dei tre fiumi, allo scopo di mantenere aperta la strada verso nord-est a tre Corpi d'Armata
anglo canadesi, che si apprestavano ad avanzare. Le operazioni delle due divisioni americane, lanciate a distanza relativamente breve dalle linee, riuscivano in buona parte, giungendo ad impadronirsi di tutti i ponti intatti, ad eccezione di quello di Nimwegen, sul Waal, che restava saldamente in mani germaniche. Per due giorni la
101a e la 82a divisione di paracadutisti americana potevano rinsaldare ed ampliare le proprie teste di sbarco, essendo la reazione iniziale tedesca molto
debole. Ciò nonostante, i movimenti della 101a verso le truppe britanniche del
XXX, XII ed VIII Corpo d'Armata che avanzavano da sud, procedevano lentamente, così come del resto era ritardata la marcia di queste truppe verso la zona di lancio a causa del terreno allagato. Tuttavia, il 19 settembre le truppe inglesi, sebbene la resistenza tedesca si fosse ormai irrigidita, si collegavano con entrambi le divisioni americane, ma si arrestavano poi di fronte al ponte di Nimwegen che, intatto, era difeso accanitamente dai tedeschi.
La situazione della la divisione paracadutisti britannica, intanto, era precaria sin dal primo giorno, avendo questa unità (che era scesa a nord del basso Reno presso Arnhem) ricevuto a causa del maltempo solo metà dei rifornimenti aerei. Successivamente interveniva in massa la caccia tedesca, aggravando la
situazione col troncare completamente le comunicazioni con la divisione e più di una volta interrompendo anche quelle con le altre unità del
XXI Gruppo di Armate. Isolati i berretti rossi presso Arnhem, sbarrata la strada alle truppe che tentavano di soccorrerli da sud sul ponte di Nimwegen, le forze germaniche iniziavano l'attacco finale contro la
18a divisione paracadutisti inglese ad Arnhem. Mentre l'unità era sempre più stretta nella sua area di difesa, il
XXX Corpo d'Armata riusciva a strappare ai tedeschi il ponte di Nimwegen intatto, ma non riusciva a procedere oltre. Il 25 Montgomery ordinava ai
berretti rossi superstiti di cercare di raggiungere le linee, abbandonando la testa di sbarco a nord del basso Reno. Il 27 la battaglia intorno
a questo centro aveva termine: solo 2.000 inglesi raggiungevano le linee, mentre altri 1.500 restavano sul terreno e circa 6.500 prigionieri. Le perdite tedesche ascendevano complessivamente a 3.300 uomini. Il tentativo di Montgomery era riuscito soltanto
in parte, indebolendo cioè le posizioni tedesche in Olanda e superando buona parte del difficile terreno percorso dai fiumi e dai canali. Ma il grave insuccesso di Arnhem aveva impedito agli inglesi di superare l'ultimo ostacolo e far cadere tutto il fronte settentrionale tedesco.
Intanto la linea del fuoco si era spostata in tutta la sua estensione verso il territorio nazionale tedesco, il cui confine era stato raggiunto in più punti e talvolta superato. Essa correva dalle foci della Schelda alla zona dei fiumi Maas, Waal e Lek, seguiva poi il confine tedesco fino a Lussemburgo, attraversava la Lorena occidentale e si andava avvicinando alle alture dei Vosgi. Da questa linea approssimata gli alleati tendevano a venire a contatto in ogni punto con il
Westwall (linea Sigfdido), prima di iniziarne l'investimento. Nel corso di queste operazioni si combatteva la durissima battaglia di Aquisgrana, che i tedeschi difendevano per oltre venti giorni con estremo valore. Dopo lunghi combattimenti per le strade, gli americani restavano interamente padroni della città il 23 ottobre.
Nella prima decade di ottobre gli anglo canadesi iniziavano in Olanda un nuovo ciclo di operazioni, tendente a liberare le foci della Schelda, per permettere l'uso del porto di Anversa. Venivano attaccate la penisola del Beveland meridionale e le isole di Bresekens e Walcheren (dove un bombardamento aereo preliminare aveva distrutto la diga di Westkapelle, inondando buona parte dell'isola, al di sotto del
livello del mare). La battaglia per il possesso di questi territori, accompagnata dalla avanzata di altre truppe
anglo canadesi nel settore limitrofo dell'Olanda centrale, durò circa un mese e cioè fino alla prima decade del mese di novembre
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