2a Guerra Mondiale 1944-45


Gli sbarchi in Grecia e in Albania


Inno Laos 



Nel mese di settembre le truppe tedesche si apprestavano ad abbandonare la Grecia e le zone sgomberate erano immediatamente occupate da reparti partigiani ellenici delle due organizzazioni di resistenza, EAM e ELAS, ambedue dominate dai comunisti. Per evitare che la Grecia restasse nelle mani dei rossi e fosse poi assorbita nella sfera di influenza sovietica, la Gran Bretagna preparava un corpo di spedizione, al comando del generale Scobie, comprendente inizialmente la II brigata paracadutisti, la XXIII brigata corazzata ed una brigata greca. Queste forze erano appoggiate dalla15a Squadra incrociatori e da numerose navi minori. Essendo stato ritardato lo sgombero del presidio tedesco di Atene, lo sbarco britannico avveniva il 14 ottobre, mentre gli ultimi soldati germanici uscivano dalla città. I primi a prendere terra erano i paracadutisti, che scendevano sull'aereoporto di Megara, poi le truppe imbarcate sulle navi che avevano attraccato al Pireo. Contemporaneamente alla Grecia, unità minori britanniche sbarcavano in alcuni punti dell'Albania, avanzando verso l'interno, incontrastate. Nella foto in alto truppe inglesi sbarcano in Albania. In basso colonne motorizzate britanniche transitano dalle strade di montagna albanesi, appena riattivate dalle interruzioni.


Man mano che i tedeschi si ritiravano, la Grecia veniva gradualmente occupata dagli inglesi e dai partigiani, i primi restando prevalentemente presso le coste ed i secondi verso l'interno e le zone montagnose. Dopo alcuni tentativi di accordo e di collaborazione fra i partigiani da una parte e gli inglesi ed i rappresentanti del governo greco in esilio a Londra, la situazione si faceva sempre più tesa, fino a scoppiare nella guerra civile, il 3 dicembre 1944. La lotta si accendeva per le strade di Atene, che veniva lentamente rastrellata dai reparti britannici e poi per tutte le zone circostanti. Il governo greco di Giorgio II non si impegnava a fondo nella lotta, cercando di mantenersi al di sopra delle barricate. In alto mezzi da sbarco britannici si avvicinano alle coste greche. In basso una vista aerea del Pireo, il vecchio storico porto di Atene gremito di unità inglesi.

Mentre erano in corso i combattimenti intorno ad Atene, per tentare di risolvere la pericolosa questione greca (che, se acuita avrebbe potuto minacciare di provocare una rottura fra Londra e Mosca, in piena guerra), Winston Churchill si recava ad Atene, nei giorni di Natale del 1944. Infine le trattative portavano ad un risultato positivo, con la forma di una tregua 1'11 gennaio 1945, dopo che il re di Grecia aveva nominato l'arcivescovo Damaskinos reggente della Corona ed il generale Plastiras primo ministro. Nella foto in alto a sinistra dimostrazioni comuniste vicino ai carri armati inglesi. A sinistra al centro partigiani greci catturati dagli inglesi. A sinistra in basso Churchill, Damaskinos ed i capi militari e politici britannici e greci in una conferenza ad Atene. A destra in alto truppe inglesi, appoggiate da carri Sherman, in rastrellamento nella capitale greca. A destra al centro reparti britannici in combattimento per le strade di Atene. A destra in basso un reparto inglese sull'Acropoli.

Tra la fine del 1944 e gli inizi del 1945, il governo italiano dei sud riusciva a portare al fronte, dopo i tentativi singoli, un certo numero di unità italiane, in buona parte fornite di armamento ed equipaggiamento britannici. I reparti italiani del sud riuscivano anche ad ottenere alcuni successi, specie nell'ultima fase della campagna, contribuendo ad operazioni locali dell'8a Armata inglese. Nonostante la sconfitta e la posizione di completa subordinazione ai cobelligeranti anglo-americani, il morale di queste truppe era ad un livello elevato e non mancavano gli atti di valere che dimostravano, ancora una volta il valore del soldato italiano. Le unità italiane aggregate alle Armate alleate erano i Gruppi di combattimento (unità di organico simile alle normali divisioni) Friuli, Cremona, Legnano e Folgore. A sinistra in alto sommergibili italiani in servizio nella Marina del sud. In basso a sinistra reparti alpini aggregati all'8a Armata in marcia su una strada appenninica. A destra in alto artiglieri italiani in azione con un pezzo anticarro. A destra cartolina propagandistica sulle operazioni di un reparto italiano.


La partecipazione alla guerra delle unità della RSI era ben più vasta, anche se non può considerarsi totale. Sul fronte della Garfagnana, sulle coste liguri e sulle Alpi Marittime erano schierate 4 divisioni della Repubblica Sociale fortemente armate ed equipaggiate. Esse erano al comando del Maresciallo Graziani, che aveva ai suoi ordini anche 2 divisioni germaniche, mentre al di là del fronte, le truppe italiane del sud erano sottoposte sempre al comando anglo-americano, anche nei reparti minori. Questa diversa situazione e la convinzione di continuare a combattere per una giusta causa favoriva nella RSI la formazione di un esercito e di uno spirito militare molto elevato, che permetteva al governo della RSI di allineare, oltre alle 4 divisioni dell'Armata Liguria, numerose altre unità su tutti i fronti italiani, dalle Alpi Occidentali alla Venezia Giulia, alla Emilia, schierando alcune Legioni della Guardia Nazionale Repubblicana, molti battaglioni della X Mas e di paracadutisti ed altri reparti minori. Aderivano inoltre alla RSI altre unità dislocate nelle fortezze assediate della Francia Atlantica o combattenti in Prussia Orientale e decine di migliaia di uomini raccolti in diverse organizzazioni militari e paramilitari a presidio di tutta l'Italia settentrionale. Nella foto in alto bersaglieri in azione contro partigiani slavi nella Venezia Giulia. In basso alpini della RSI sul fronte della Garfagnana, nell'Appennino toscano.


25 agosto 1944. Dopo lunga preparazione e riorganizzazione delle forze, il generale Alexander, iniziava la offensiva estivo-autunnale del XV Gruppo di Armate, sul fronte italiano. Il peso di questa offensiva l'avrebbe sostenuta la 8a Armata britannica, che contava 16 divisioni inglesi e dei Dominions. Dall'inizio la resistenza tedesca si dimostrava molto forte, ma ciò non impediva ai britannici, che attaccavano con una schiacciante superiorità in uomini e mezzi, di registrare ben presto i primi successi sia pure a carattere strettamente locale. Dopo due giorni di accaniti combattimenti, il 27 agosto, veniva raggiunto e poi superato il fiume Metauro, e nei giorni successivi, il 29, 30 e 31 agosto, venivano rispettivamente conquistate Fano, Urbino e Pesaro. Dopo altri giorni di difficile lotta, il 4 settembre, le truppe canadesi riuscivano a superare il fiume Conca ed a giungere presso Rimini In alto un cannone tedesco in azione sul fronte italiano. In basso mitragliatrice a quattro canne in azione.


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