2a Guerra Mondiale 1944-43


Inno Tonga 


La campagna d'Italia



Dopo la conquista di Firenze, le truppe alleate lanciavano una nuova offensiva che aveva il suo centro di gravità nel settore orientale ed in quello centrale del fronte italiano. Con queste operazioni, nonostante la accanita resistenza germanica, veniva occupata tutta la zona montana che sbarrava l'accesso alla pianura emiliana e veniva superato il tratto orientale della linea Gotica. Alla ripresa delle operazioni, che avvenne nel 1945, gli anglo-americani, calando dalle pendici dell'Appennino emiliano, ebbero facilmente ragione delle forze germaniche schierate in pianura ed il fronte venne spezzato, ad eccezione della difficile zona delle paludi di Comacchio dove truppe tedesche ed italiane si attestarono validamente a difesa. Nella cartina la zona delle operazioni del gruppo di Armate anglo-americano sul fronte italiano nella seconda metà del 1944.

LA CAMPAGNA D'ITALIA

Con l'occupazione di buona parte della Francia, la caduta della Balcania, della Polonia e dei Paesi baltici, iniziava l'ultima fase della guerra in Europa: l'attacco agli estremi bastioni della fortezza europea sul territorio tedesco e su quello dell'Italia settentrionale. Premessa a queste operazioni, era la intensificazione degli attacchi aerei, non solo sulla Germania, ma anche sull'Italia: nella seconda metà del 1944 le incursioni si susseguivano a ritmo incessante sulle città, sulle campagne, sui porti, sulle vie di comunicazione dell'Italia del nord, colpendo indiscriminatamente obbiettivi militari e case di abitazione, chiese, ospedali, scuole e persino contadini isolati al lavoro nei campi. Questa pesante offensiva aerea, che si prefiggeva lo scopo di distruggere il morale del popolo italiano ed accrescere il desiderio di una rapida fine della guerra, veniva effettuata quasi senza contrasto, per la esiguità della difesa contraerea e della caccia italo-tedesca. I pochi reparti da caccia della RSI si prodigavano senza risparmio, ottenendo brillanti vittorie, ma senza riuscire ad alleggerire, per la enorme sproporzione di forze, la pressione nemica. E le città italiane continuavano ad essere colpite e lo furono fino all'ultimo giorno. Uno degli episodi. più impressionanti di questa guerra aerea fu l'eccidio della scuola di Gorla a Milano dove vennero uccisi da un bombardamento indiscriminato circa 200 bambini. I successi ottenuti in questo periodo dalle forze alleate imponevano la risoluzione di sempre nuovi problemi, che costringevano i capi politici e militari alleati a svolgere nella ultima parte dell'anno 1944 una intensa attività diplomatica. Dal 13 al 17 settembre aveva luogo a Quebec una nuova conferenza interalleata, sotto la presidenza di Churchill e Roosevelt, con la partecipazione dei maggiori capi militari britannici ed americani. Circa un mese dopo, tra il 9 ed il 17 ottobre, Churchill si recava a Mosca, dove aveva luogo una nuova conferenza alla presenza di Stalin. Nei due incontri di Quebec e di Mosca, i capi della coalizione alleata discutevano della campagna militare in Italia, della situazione nei Balcani e della guerra contro il Giappone. Si cercava di stabilire inoltre un punto provvisorio di accordo sulla questione polacca, facendo incontrare i rappresentanti del governo in esilio a Londra con i governanti sovietici. Infine venivano stabilite, in linea di massima, alcune condizioni restrittive da imporre alla Germania dopo la guerra. Nel mese di settembre si apriva una nuova questione greca. In seguito all'iniziato sgombero delle truppe tedesche, le organizzazioni partigiane elleniche, dominate dai comunisti, minacciavano di impadronirsi del paese. Per ovviare a questo grave pericolo, appena i tedeschi, il 14 ottobre, abbandonavano Atene, la Gran Bretagna inviava un corpo di spedizione nella capitale greca e reparti minori in altre zone della costa greca ed albanese. Dopo lunghe trattative ed una situazione tesa tra britannici, partigiani comunisti e greci aderenti al governo in esilio a Londra, il 3 dicembre scoppiava nel paese la guerra civile. Le truppe britanniche combattevano per le strade di Atene e le rastrellavano dai partigiani, poi occupavano le zone limitrofe, senza però riuscire ad addentrarsi profondamente nell'interno. Infine, dopo nuove trattative, la situazione si sbloccava nuovamente e la guerra civile cessava l'11 gennaio 1945, dopo un viaggio di Churchill ad Atene ed un proclama del re di Grecia. Intanto, verso la fine dell'estate del 1944, riprendevano intense operazioni militari sul fronte italiano. Vi partecipavano, oltre alle forze germaniche ed a quelle anglo-americane ed alleate, reparti dei due eserciti; quello del sud con alcuni gruppi di combattimento e quello della RSI con le 4 divisioni dell'Armata Liguria. La ripresa offensiva anglo-americana iniziava il 25 agosto 1944 sul settore adriatico, ad opera dell'8a Armata inglese, che metteva in campo 16 divisioni. Nonostante la decisa resistenza tedesca, le truppe britanniche riuscivano ad ottenere numerosi successi locali, avanzando lentamente lungo la costa fino alla metà di settembre. Ma il 17 settembre le truppe tedesche venivano rinforzate da 3 divisioni (2 delle quali già provate nei recenti combattimenti) e la linea di resistenza si irrigidiva a sud di Rimini. Intanto la 5a Armata americana lanciava un attacco preliminare sulla costa tirrenica, occupando Pisa e Lucca e poi, il 10 settembre, dopo una imponente preparazione di artiglieria, iniziava una nuova offensiva nel settore centrale, in stretta connessione con l'offensiva inglese. Tra il 19 ed il 27 settembre, nel corso di queste operazioni, la 5a Armata riusciva a conquistare, a prezzo di aspri combattimenti, il passo del Giogo, Firenzuola, la valle del Santano ed il passo della Raticosa. Nello stesso periodo si combatteva la battaglia per Rimini, che i tedeschi difendevano accanitamente, casa per casa e strada per strada e che gli inglesi non riuscivano ad occupare. La lotta, iniziata il 21 settembre, raggiungeva punte di altissima violenza il 29 e proseguiva aspra i primi giorni di ottobre. Solo a metà del mese l'8a Armata riusciva ad impadronirsi della città. Sul fronte centrale la 5a Armata conquistava il 5 ottobre Loiano e Livergnano il 14. Su quello adriatico le ultime operazioni offensive inglesi portavano all'occupazione di Cesena, Cesenatico, Cervia e Forlimpopoli. Dopo la conquista di quest'ultimo centro, avvenuta il 26 ottobre, le operazioni militari si andavano spegnendo ed il solo fatto di rilievo restava la presa di Forlì, effettuata con attacchi locali dai britannici il 9 novembre. Dopo questa data, sul fronte italiano si registrava un periodo di stasi che durò fino a metà febbraio del 1945. I risultati delle operazioni in Italia tra il 25 agosto ed il 9 novembre 1944 erano però importantissimi, perché avevano portato le truppe alleate a superare la linea Gotica su tutta la parte centro-orientale del fronte italiano ed alla conquista di tutta la zona montana nello stesso settore. L'anno 1944 si chiudeva in Italia con un altro avvenimento di rilievo: il discorso di Mussolini al Teatro Lirico di Milano, del 16 dicembre, il primo discorso in pubblico dopo il 25 luglio 1943. In questa occasione Mussolini veniva entusiasticamente applaudito dalla folla che gremiva il teatro e dalla popolazione milanese che lo seguiva per le strade durante la visita ad unità militari.

L'Italia sotto le bombe




Nella seconda metà del 1944, nel quadro totale dell'intensificazione dell'offensiva aerea su tutta l'Europa, anche sull'Italia i bombardamenti accrescevano di frequenza e di intensità. Ogni giorno, centinaia di fortezze volanti inglesi e prevalentemente americane sganciavano il loro carico di bombe sulle maggiori città italiane, mentre le campagne, le strade, le coste erano percorse da caccia-bombardieri, isolati o a gruppi, che mitragliavano e spezzonavano ogni cosa, sparando su obbiettivi di interesse militare, come su ogni cosa che desse segni di vita, come persone e veicoli di qualsiasi genere. Anche durante la notte avvenivano pesanti bombardamenti, preceduti dal lancio dei bengala illuminanti. In alto bombardieri americani sganciano spezzoni su una città italiana. In basso fortezze volanti B. 17 in azione di guerra sul cielo italiano.


A queste incursioni reagivano i pochi reparti da caccia tedeschi presenti in Italia e le non meno esigue unità aeree della Repubblica Sociale Italiana. Specie queste ultime, con pochissimi apparecchi, si scagliavano audacemente contro poderose formazioni nemiche fortemente scortate, ottenevano brillanti vittorie aeree, ma non di rado si sacrificavano, nel loro disperato tentativo di difesa del cielo d'Italia. Fra le poche squadriglie da caccia della RSI la più celebre era la vecchia e gloriosa a Asso di Bastoni, comandata dal maggiore Adriano Visconti, uno degli assi della nostra aviazione che aveva ottenuto, in 72 combattimenti, 26 vittorie aeree. Nella foto in alto il rientro di un Macchi C. 205 della RSI da una missione di guerra. Al centro un altro Macchi, in decollo. A sinistra, al centro il sergente maggiore Biagini, caduto eroicamente nel cielo di Torino, dopo aver attaccato da solo una potente formazione nemica. Nella foto in basso una fortezza volante colpita dai nostri cacciatori precipita in fiamme. A destra, in basso il sergente Cuscunà, il primo pilota della Repubblica Sociale Italiana, che abbatè un apparecchio nemico.



Fra gli obbiettivi più ricercati dai bombardieri medi e dai caccia anglo-americani erano i ponti e le imbarcazioni. Specie i ponti sul Po e quelli nelle zone di maggiore comunicazione subivano continui attacchi e venivano distrutti e riattivati più volte, con una affannosa gara di velocità combattuta tra le autorità militari italo-tedesche e l'aviazione nemica. Altrettanto implacabili erano le incursioni contro le navi di ogni tipo, generalmente nei porti ed anche contro tutti i tipi di imbarcazioni. compresi i vaporetti per passeggeri delle linee locali o quelli in servizio sui laghi. Altri obbiettivi mobili, ma terrestri, erano gli automezzi di ogni tipo che percorrevano le strade dell'Italia settentrionale. Spesso questi costituivano un bersaglio relativamente facile, perché il rumore del motore copriva quello dell'aereo. In alto una eccezionale documentazione, di fonte inglese, del lancio di razzi contro la motonave Duilio, ancora contrassegnata con le croci bianche delle navi ospedale, nel porto di Trieste. In basso a sinistra bombardieri britannici su Malcontenta, presso Venezia. In basso a destra bombe su un ponte, nell'Italia settentrionale.


Mai come per le incursioni compiute dagli anglo-americani sul cielo italiano, che tra l'altro a differenza della Germania avvenivano quasi senza contrasto, si poteva parlare di guerra totale, cioè di bombardamenti e mitragliamenti indiscriminati, operati senza limitazione di obbiettivi su tutto il territorio dell'Italia settentrionale. In queste operazioni, al fianco degli obbiettivi di diretto od indiretto interesse militare, erano case di abitazione, chiese, scuole, ospedali, contadini intenti a lavorare nei campi, carri agricoli, treni, automezzi. Considerando obiettivamente questi fatti, essi non possono venir considerati alla stregua di puri e semplici atti di barbarie, ma più sotto l'aspetto di una azione psicologica, della guerra dei nervi, con lo scopo di terminare la demolizione del già frantumato fronte interno italiano, per mantenere basso il morale delle popolazioni ed accrescere il desiderio della fine della guerra. In alto Il Tempio Votivo di Treviso distrutto. In basso macerie per le vie di Torino.


<< precedente 1944 successiva >>

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33

34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51
                                                               
 
2a guerra mondiale 1933-1934 1935-1936 1937 1938-1939 1940 1941 1942 1943 1944 1945

.