2a Guerra Mondiale 1944-40


La battaglia d'Ungheria


Inno Malesia 



Tra il 20 ed il 30 agosto gli eserciti sovietici del settore nord dilagavano per il territorio estone, inseguendo i reparti tedeschi che si ritiravano verso la costa, verso le isole Dago ed Osel ed in direzione sud ovest, verso la Lettonia e la Lituania. Venivano così raggiunte dai russi le zone di Tallinn, Yarnu, Riga e tagliata in più punti la ferrovia Tallinn-Riga. Più a sud, in Lettonia e Lituania, le avanguardie delle armate sovietiche si avvicinavano rapidamente alle città di Libau, Mitau e Memel, poste nella zona costiera che si affaccia sul Mar Baltico. Il 25 agosto i primi reparti sovietici penetravano in territorio tedesco, per la prima volta dall'inizio del conflitto russo-tedesco, in Prussia Orientale, nei pressi di Schirwindt. Anche sul fronte sud proseguiva l'avanzata russa, tra Jassy e Chisinau, in territorio romeno. In alto ecatombe di apparecchi tedeschi su un aeroporto appena conquistato. In basso polacchi dell'armata comunista del generale Berling in azione offensiva nella Polonia sud-orientale.


Alla fine di agosto le unità russe guadagnavano ancora sensibilmente terreno nella Rutenia polacca. Dopo la conquista dei centri carpatici di Boryslaw e Sambor, esse conquistavano la città di Sandomierz, importante nodo di comunicazioni tra Lublino e Cracovia. L'offensiva sovietica era invece costretta a segnare il passo ai confini della Prussia Orientale, dove i tedeschi, per evidenti ragioni di prestigio concentravano i propri sforzi. Con la fine di agosto veniva totalmente occupata l'Estonia e le truppe tedesche del settore baltico si asserragliavano nelle grandi isole di Dagfi ed Osel, che sbarrano il golfo di Riga, nella zona di Riga stessa ed in Curlandia. A settembre i russi sbarcavano a Dago ed Osel impegnando duri combattimenti con le truppe tedesche che resistevano accanitamente. Intanto si combatteva duramente la battaglia per Riga, che durava fino al 12 ottobre, giorno in cui i russi riuscivano finalmente ad aver ragione della tenace resistenza tedesca. Nella foto in alto grosse artiglierie russe in azione in Curlandia. In basso formazioni di semoventi sovietici SU. 152 entrano in Riga, capitale della Lettonia.


Col mese di ottobre aumentava fortemente la pressione sovietica ai confini della Prussia Orientale. Dopo duri scontri locali su tutta la linea del confine, protratti per la prima metà di ottobre, il 19 dello stesso mese si accendeva una violenta battaglia tra Schirwindt e Kalwarija, tra forti unità sovietiche è ragguardevoli forze germaniche decise a difendere fino all'estremo il territorio nazionale minacciato di invasione dal nemico. Nonostante la feroce resistenza delle truppe germaniche ed i continui, contrattacchi da esse lanciati, i russi riuscivano ad impadronirsi, a costo di elevate perdite, del centro di Eydtkuhnen, dal quale poi premevano in direzione di Insterburg. Contemporaneamente a questi attacchi, altre cospicue unità sovietiche, nel settore di Augustowo, tentavano di superare la zona del Laghi Masuri, munitamente fortificata. In alto un T. 34 incendiato dal Panzerfaust di due cacciatori di carro tedeschi. In basso truppe tedesche al contrattacco in un centro della Prussia Orientale.


Oltre l'attaccamento al territorio nazionale, i motivi di prestigio esterno e quelli psicologici nei confronti della saldezza del fronte interno, la tenacia dei tedeschi in Prussia Orientale era dettata da una tradizione storica e militare risalente alla prima guerra mondiale, quando le truppe del Kaiser avevano prima arrestato in quei territori i tentativi di invasione degli eserciti zaristi e poi erano passati alla controffensiva, infliggendo una memorabile sconfitta ai russi proprio nella zona dei Laghi Masuri, presso Tannenberg, ad opera del maresciallo von Hindenburg. Per questi motivi, tra il giorno 1 ed il 3 dì novembre del 1944 le truppe germaniche lanciavano una violenta controffensiva e dopo tre giorni dì cruente battaglie, nonostante la schiacciante superiorità delle forze sovietiche, riconquistavano Goldap, ad oriente di Kalwarija, respingendo 3 armate russe. Nella foto in alto pezzo anticarro tedesco in azione presso Kalwarija. In basso le fanterie tedesche all'assalto nell'abitato di Goldap.

La resa della Finlandia




Già dall'estate 1944, appena caduto il fronte tedesco nel settore nord, il governo finlandese, per evitare che dopo tanti sacrifici sostenuti per anni da tutto il popolo, la guerra dovesse nuovamente devastare il territorio nazionale, aveva svolto trattative a Mosca per la cessazione delle ostilità. Ma le due delegazioni non erano riuscite a trovare un punto di accordo ed in seguito a ciò era proseguita l'offensiva sovietica per la riconquista della Carelia russa e per l'invasione diretta del territorio finnico. Ma col peggioramento della situazione politica e militare della Germania, le trattative erano state riprese e conducevano alla metà di settembre alla firma dell'armistizio tra la Finlandia e l'Unione Sovietica. Tra le altre condizioni, il governo finnico si impegnava a far sgomberare le truppe tedesche entro 25 giorni. I tedeschi dapprima promettevano di attenersi al termine, poi lo sorpassavano. Avvenivano così combattimenti con le truppe sovietiche, specie nella zona di Hogland ed in Lapponia, nel corso dei quali, nella seconda metà di ottobre, i russi conquistavano Petsamo. Dopo questi episodi i tedeschi si ritiravano verso la Norvegia. Nella foto in alto la resa del valoroso esercito finnico. In basso Zhdanov e Molotov alla firma dell'armistizio russo-finlandese.


Ai primi di settembre del 1944 anche la Romania si ritirava dalla guerra. Re Michele, vedendo i sovietici ormai avanzare in territorio romeno ed i tedeschi incapaci di arrestarli, effettuava un colpo di Stato, arrestando gli esponenti fascisti ed i capi della Guardia di Ferro e quindi accettava l'armistizio offerto dall'Unione Sovietica e dalle potenze democratiche occidentali. Fra le condizioni di armistizio vi era una clausola, che la piccola Finlandia in occasione analoga non aveva l'umiliazione di dover subire, che obbligava il governo romeno dichiarare guerra ai propri alleati tedeschi. Collaborare col proprio esercito alle operazioni militari sovietiche e disarmare i reparti della Wehrmacht presenti sul suolo romeno. Il re di Romania eseguiva alla lettera questa clausola, seguito da buona parte dell'esercito romeno, che rivolgeva le armi contro le truppe germaniche e, nelle zone di confine contro quelle ungheresi. Le forze tedesche, a parte piccole unità agganciate tra le unità russe e gli ex alleati romeni che erano costrette alla resa, si ritiravano ordinatamente dalla Romania. Nella foto in alto si porta via il grande quadro di Hitler a Bucarest. Fra poco sarà sostituito da quello di Stalin. Nella foto in basso truppe sovietiche entrano nella capitale romena, acclamate dal popolo.


Come conseguenza della situazione di crollo della potenza tedesca in Balcania, già dagli ultimi giorni di agosto in Bulgaria, dopo numerose ed aperte manifestazioni a favore di una pace separata, si era addivenuti a contatti per l'armistizio. Questo veniva firmato il 30 agosto al Cairo, con le sole potenze democratiche occidentali, non essendovi stato di guerra tra Bulgaria ed Unione Sovietica. Ma i russi richiedevano che il governo di Sofia, oltre la sospensione delle ostilità con gli Alleati, intraprendesse la guerra contro la Germania ed alle esitazioni bulgare, dichiaravano guerra e si apprestavano ad invaderne il territorio. Mentre le truppe russe dilagavano in Bulgaria e quelle germaniche se ne ritiravano, il governo bulgaro Bagraniof cadeva e si formava un nuovo gabinetto presieduto da Muraviev. Questi riprendeva le trattative e giungeva, il 28 ottobre 1944 all'armistizio con l'Unione Sovietica, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna. In alto tedeschi catturati dai russi. In basso le truppe sovietiche a Sofia.


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