2a Guerra Mondiale 1944-4


L'inferno a Cassino


Inno Georgia 




L'Abbazia di Montecassino era antichissima. Essa risaliva agli inizi del VI secolo dopo l'era volgare, quando era stata fondata sulle rovine di templi pagani da S. Benedetto ed era divenuta il centro dell'Ordine benedettino. La storica Abbazia accresceva il suo inestimabile valore contenendo innumerevoli tesori artistici di ogni epoca. Per evitare quindi che nelle azioni di guerra tutto ciņ andasse perduto, il Comando tedesco stabiliva intorno all'Abbazia di Montecassino una zona neutrale - questo particolare sarą riconosciuto dopo la guerra da tutti i comandanti anglo-americani - mantenendola rigorosamente fuori delle operazioni e dei trasporti militari. Nell'ottobre del 1943 poi, militari tedeschi, in seguito ad accordo tra il locale Comando, e monsignor Diamare, abate di Montecassino, trasportavano tutte le opere d'arte che potevano essere rimosse a Roma, depositandole in Castel S. Angelo. Ma una parte restava a Montecassino ed andava distrutta con la storica Abbazia, Nella foto in alto il tesoro di Montecassino giunge a Castel S. Angelo. In basso a sinistra militari tedeschi scaricano le casse contenenti preziosi manoscritti ed incunaboli. In basso a destra il Rev. Miiller tra le autoritą germaniche ed italiane, alla consegna del tesoro in Castel S. .Angelo, a Roma.


25 gennaio 1944. Mentre gli attacchi condotti nel settore del fiume Grani, a sud dell'abitato di Cassino avevano avuto carattere preliminare, la vera battaglia di Cassino avveniva pił a nord, tra lo stesso fiume, l'abitato e le pendici del colle dell'Abbazia. Il 25 gennaio questo colle veniva investito da tre battaglioni americani del 133° reggimento con manovra avvolgente, che riuscivano a conquistare numerose posizioni al di lą del Gari. Ma nella stessa giornata la violenta reazione delle truppe germaniche costringeva gli americani a ritornare sulle linee di partenza. In alto un edificio di Cassino colpito dalle artigliere americane. In basso una eccezionale fotografia dell'abitato di Cassino sotto il tiro americano. Le truppe tedesche erano asserragliate nelle case che dalla valle salivano sulle prime pendici del colle e lungo la china di Montecassino.


26 gennaio 1944. Fallito l'attacco del giorno precedente, un nuovo reggimento americano investiva le posizioni tedesche, combattendo duramente per tutta la giornata su terreno impraticabile, fra pozzanghere ed acquitrini, campi minati ed ogni sorta di ostacoli. A sera, ogni tentativo americano di forzare le posizioni germaniche era fallito. Solo durante la notte nuovi violenti attacchi riuscivano a conquistare una testa di ponte che veniva mantenuta da un piccolo reparto americano. Nella foto in alto mortai pesanti tedeschi da 30 mm. in azione fra le macerie dell'abitato di Cassino. In basso cannone d'assalto tedesco durante un contrattacco, fotografato dall'interno di una casa fortificata a Cassino. Notare la mitragliatrice sistemata, per i combattimenti ravvicinati, sul mezzo corazzato, mai impiegata su questo tipo di carri armati.


27 gennaio 1944. Il mattino seguente due battaglioni di fanteria ed uno corazzato andavano a rinforzare ed allargare la minuscola testa di ponte americana stabilita durante la notte. Gli attacchi americani, ed i violenti contrattacchi germanici, proseguivano per tutta la giornata del 27, con alterne vicende, fino a che le posizioni conquistate non restavano definitivamente e saldamente nelle mani degli americani. Nella foto in alto un paracadutista tedesco armato di lanciafiamme va al contrattacco verso le posizioni americane. Il lanciafiamme veniva usato moltissimo a Cassino, insieme alle altre armi adeguate ai combattimenti fra le macerie degli edifici: le bombe a mano, le cariche di esplosivo e le armi automatiche. In basso un reparto di diavoli verdi (i famosi paracadutisti della la divisione) rastrella un edificio appena riconquistato.


31 gennaio 1944. Mentre gli americani conducevano l'offensiva nella zona dell'abitato di Cassino e del colle dell'Abbazia; pił a nord, nel settore adiacente, le truppe francesi riuscivano dopo aspri combattimenti a conquistare il colle Belvedere e l'abitato di Terelle. La prima fase della battaglia di Cassino proseguiva senza seri risultati positivi per la 5a Armata del generale Clark durante i primi giorni di febbraio. Il giorno 6 il maresciallo Kesselring dichiarava che il pericolo di una rapida caduta di Cassino era cessato. Nella foto in alto un grosso pezzo anticarro tedesco in azione contro carri americani. In basso una veduta di Cassino da una casa occupata dai paracadutisti tedeschi. Al di lą della strada, negli edifici che si vedono in primo pano, erano truppe alleate. La distanza fra le due linee avversarie, nell'abitato di Cassino, era tanto breve che permetteva il tiro delle bombe a mano dalle proprie posizioni a quelle nemiche senza bisogno d effettuare nessuno spostamento in avanti.


Durante la prima decade del febbraio 1944, le truppe americane in azione nella parte nord del settore di Cassino riuscivano a guadagnare lentamente terreno, affiancandosi ai progressi dei francesi tra il colle Belvedere e Terelle, ma erano costrette ad arrestarsi di fronte alla pił forte linea di resistenza germanica che si appoggiava all'abitato di Cassino, al Monte Castello, al colle dell'Abbazia, quota 206, Fattoria Albaneta e Monte S. Angelo. L'11 febbraio gli americani erano costretti a sospendere gli attacchi, dopo aver subito gravi perdite: il II° Corpo d'Armata (che raggruppava tutte le unitą americane della 5a a Armata) era ridotto al 25% degli effettivi. In alto reparti britannici (Il Corpo di Freyberg comprendeva una divisione inglese) all'attacco presso Cassino. In basso unitą americane nella zona di Monte Trocchio, davanti alla piana di Cassino.

11 febbraio 1944. Mentre avevano termine nel settore di Cassino gli attacchi americani, il II° Corpo del generale Keyes, che aveva sostenuto fino a questo momento tutto il peso dell'offensiva, veniva gradualmente sostituito dalle unitą del Corpo neozelandese del generale Freyberg, che proveniva dal fronte della 8a Armata britannica. Il Corpo neozelandese, formato in buona parte da veterani della campagna libico-egiziana, portava al fuoco 3 divisioni, in luogo delle 2 americane e costituiva inoltre una truppa fresca di fronte alle due divisioni germaniche che non avevano avuto alcun cambio. A sinistra in alto reparti germanici in azione durante un contrattacco. A sinistra al centro un paracadutista tedesco osserva i movimenti del nemico attraverso le macerie. A destra in basso dopo un duro scontro un carro pesante germanico Pantera distrutto. A destra in alto ispezione alle difese di Cassino; il maresciallo Kesselring (seduto) con il generale Heydrich (in piedi, alla sua destra) comandante la Ia divisione paracadutisti. A destra in basso soldati germanici perquisiscono un americano appena catturato presso Cassino.


14 febbraio 1944. Gią dal 12 febbraio il generale Freyberg, in previsione dell'imminente attacco della divisione indiana che era venuta a Cassino con i neozelandesi ed i britannici, aveva chiesto al comando della 5a Armata ed a quello superiore del XV Gruppo di Armate il bombardamento della Abbazia di Montecassino. Dopo alcuni giorni di consultazioni e di discussioni, l'ordine per il bombardamento della storica Abbazia veniva diramato. L'edificio non era impiegato per scopi militari e non conteneva reparti tedeschi, bensģ profughi civili ed ammalati, oltre ai monaci benedettini che non avevano voluto abbandonarlo. Il 14 febbraio 225 fortezze volanti sganciavano 576 tonnellate di bombe sull'antico monastero, distruggendolo quasi interamente. Nella foto in alto obice americano da 240 mm. trainato da un semovente M. 7 della versione nota col nome di Priest (carro privato della bocca da fuoco e generalmente impiegato come carro comando o per direzione di tiro). In basso un cannone americano a lunga gittata da 155/45. denominato scherzosamente Long Tom (il lungo Tommaso) in azione sul fronte di Cassino.


15 febbraio 1944. Nella notte successiva al bombardamento a tappeto della Abbazia di Montecassino la divisione indiana del Corpo del generale Freyberg, preceduta da un violento bombardamento di artiglieria, andava all'attacco del colle e, nonostante la accanita resistenza tedesca, riusciva a raggiungere la vetta ed a stabilirvisi. Ma nelle prime ore del mattino un duro contrattacco dei diavoli verdi del generale Heydrich sloggiava gli indiani dalle posizioni appena conquistate e ristabiliva la situazione precedente all'attacco. Nella foto in alto grosso obice americano da 240 mm. durante il violento bombardamento delle linee tedesche di Cassino. Nella foto in basso le artiglierie alleate martellano incessantemente le posizioni dei diavoli verdi tedeschi in appoggio alle fanterie lanciate all'attacco contro il leggendario colle dell'Abbazia.



16 febbraio 1944. Nella notte tra il 15 ed il 16 febbraio, dopo nuovi bombardamenti delle artiglierie alleate, riprendeva l'attacco della divisione indiana, rinforzata da truppe britanniche. Il I° battaglione del reggimento inglese Royal Sussex Regiment, tentava ripetutamente di impadronirsi di quota 191, a nord ovest dell'Abbazia; ma veniva decisamente respinto dai paracadutisti germanici con gravi perdite, lasciando il 20% dei propri effettivi sul terreno. Anche gli attacchi dei reparti indiani non portavano a nessun risultato decisivo, per la tenace resistenza dei tedeschi. Nella foto in alto colle di Montecassino, prima che l'Abbazia venisse distrutta dalle fortezze volanti. Ai piedi di Montecassino, l'abitato sotto il fuoco anglo-americano. Nella foto in basso il centro di Cassino semi distrutto dal violento tiro dei cannoni britannici.



18 febbraio 1944. Nella notte tra i1 17 ed il 18 veniva compiuto un terzo tentativo, con forze maggiori e con maggiore violenza, per tentare di scardinare le difese tedesche di Cassino. In un primo assalto le truppe indiane riuscivano a raggiungere la cima del colle, ma, dopo duri combattimenti, come scrive Churchill (La seconda guerra mondiale), « tutti gli uomini che giunsero in vetta rimasero uccisi ». Un secondo assalto, condotto poco tempo dopo, riusciva a portare una brigata della divisione indiana fin nei pressi dell'Abbazia, ma veniva fermata da un intenso fuoco delle armi automatiche tedesche, con gravissime perdite ed era costretta a ritirarsi. Nella foto in alto l'abitato di Cassino, che si arrampicava in parte sul pendio del colle di Montecassino, tenuto sotto il fuoco continuo delle artiglierie alleate. A sinistra in basso le posizioni tedesche martellate incessantemente dai cannoni alleati. A destra in basso artiglierie francesi in azione all'estremitą settentrionale di Cassino.

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