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2a Guerra Mondiale 1944-4 |
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L'inferno a Cassino |
Inno Georgia |
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| L'Abbazia di Montecassino era antichissima. Essa risaliva agli inizi del VI secolo dopo l'era volgare, quando era stata fondata sulle rovine di templi pagani da S. Benedetto ed era divenuta il centro dell'Ordine benedettino. La storica Abbazia accresceva il suo inestimabile valore contenendo innumerevoli tesori artistici di ogni epoca. Per evitare quindi che nelle azioni di guerra tutto ciņ andasse perduto, il
Comando tedesco stabiliva intorno all'Abbazia di Montecassino una zona neutrale
- questo particolare sarą riconosciuto dopo la guerra da tutti i comandanti
anglo-americani - mantenendola rigorosamente fuori delle operazioni e dei
trasporti militari. Nell'ottobre del 1943 poi, militari tedeschi, in seguito ad accordo tra il locale Comando, e monsignor Diamare, abate di
Montecassino, trasportavano tutte le opere d'arte che potevano essere rimosse a Roma, depositandole in Castel S. Angelo. Ma una parte restava
a Montecassino ed andava distrutta con la storica Abbazia, Nella foto in
alto il tesoro di Montecassino giunge a Castel S. Angelo. In basso a
sinistra militari tedeschi scaricano le casse contenenti preziosi manoscritti ed incunaboli. In basso a
destra il Rev. Miiller tra le autoritą germaniche ed italiane, alla consegna del tesoro in Castel S. .Angelo, a Roma. |
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| 11 febbraio 1944. Mentre avevano termine nel settore di Cassino gli attacchi americani, il
II° Corpo del generale Keyes, che aveva sostenuto fino a questo momento tutto il peso dell'offensiva, veniva gradualmente sostituito dalle unitą del Corpo neozelandese del generale Freyberg, che proveniva dal fronte della
8a Armata britannica. Il Corpo neozelandese, formato in buona parte da veterani della campagna libico-egiziana, portava al fuoco 3 divisioni, in luogo delle 2 americane e costituiva inoltre una truppa fresca di fronte alle due divisioni germaniche che non
avevano avuto alcun cambio. A sinistra in alto reparti germanici in azione durante un contrattacco. A
sinistra al centro un paracadutista tedesco osserva i movimenti del nemico attraverso le
macerie. A destra in basso dopo un duro scontro un carro pesante germanico
Pantera distrutto. A destra in alto ispezione alle difese di Cassino; il maresciallo Kesselring (seduto) con il generale Heydrich (in piedi, alla sua destra)
comandante la Ia divisione paracadutisti. A destra in basso soldati germanici perquisiscono un americano appena catturato presso Cassino. |
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| 18 febbraio 1944. Nella notte tra i1 17 ed il 18 veniva compiuto un terzo tentativo, con forze maggiori e con maggiore violenza, per tentare di scardinare le difese tedesche di Cassino. In un primo assalto le truppe indiane riuscivano a raggiungere la cima del colle, ma, dopo duri combattimenti, come scrive Churchill (La seconda guerra mondiale), « tutti gli uomini che giunsero in vetta rimasero uccisi ». Un secondo assalto, condotto poco tempo dopo, riusciva a portare una brigata della
divisione indiana fin nei pressi dell'Abbazia, ma veniva fermata da un intenso fuoco delle armi automatiche tedesche, con gravissime perdite ed era costretta a ritirarsi. Nella foto in
alto l'abitato di Cassino, che si arrampicava in parte sul pendio del colle di Montecassino, tenuto sotto
il fuoco continuo delle artiglierie alleate. A sinistra in basso le posizioni tedesche martellate incessantemente dai cannoni alleati. A destra in
basso artiglierie francesi in azione all'estremitą settentrionale di Cassino. |
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