| LA BATTAGLIA
D'UNGHERIA
Mentre l'offensiva sovietica condotta prima dell'autunno del 1944 aveva ottenuto il risultato di far cadere il fronte tedesco centro-settentrionale e di raggiungere i paesi baltici e la Polonia
il successivo periodo, fino al gennaio 1945, segnava invece l'invasione della Balcania e nello stesso tempo la prima penetrazione sovietica sul suolo tedesco della Prussia Orientale.
Tra la fine di agosto e l'inizio di settembre del 1944 le forze russe degli eserciti del nord dilagavano in Estonia, Lettonia e Lituania, costringendo le truppe, tedesche a ritirarsi intorno a Riga, nelle isole di Dagli ed Osel ed in Curlandia, dove queste irrigidivano in una tenace resistenza. A settembre poi i russi sbarcavano nelle isole di Daga ed Osel, impegnando aspri combattimenti con
i reparti germanici. La penetrazione delle armate sovietiche nei paesi baltici portava la minaccia di invasione a diretto contatto col confine tedesco. Il 25 agosto i primi reparti sovietici penetravano in territorio germanico nella zona di Schirwindt, in Prussia Orientale, ma venivano arrestati dalla accanita resistenza della
Werhrmacht, decisa a difendere a oltranza il territorio nazionale. Tra il settembre e l'ottobre i sovietici registravano altri successi su tutto il fronte, avanzando in Romania, nella Polonia meridionale e conquistavano Riga, il 12 ottobre. Nella seconda metà di ottobre riuscivano ad allargare ed approfondire la penetrazione in Prussia Orientale, minacciando di accerchiamento la zona del Laghi Masuri. Ma tra il l e il 3 novembre 1944, una violenta controffensiva tedesca riusciva, nonostante la schiacciante superiorità sovietica, a stornare la minaccia, riconquistando il centro di Goldap e respingendo tre armate russe ed oltre 500 carri. Dopo questo fatto d'arme, nonostante i continui combattimenti ed i continui attacchi e contrattacchi delle due parti la linea del fronte al confine della Prussia Orientale restava stazionaria per tutto il novembre ed il dicembre 1944 e per la prima metà di gennaio 1945. A questa accanita resistenza tedesca contribuivano parzialmente le formazioni del
Volksturm, milizia formata con tutti gli uomini disponibili dai 16 ai 60 anni.
Alla metà di settembre, dopo lunghe trattative, la Finlandia, che era stata nuovamente invasa dai
russi, firmava un armistizio, ritirandosi dalla lotta. In seguito a ciò, essa si impegnava di far sgomberare il proprio territorio dai tedeschi entro 25 giorni. Avendo i reparti germanici ritardato la partenza oltre tale termine, sorgevano sul suolo finnico scontri tra russi e tedeschi, che si concludevano poi con il ritiro di questi ultimi verso la Norvegia.
Nello stesso periodo dell'armistizio finlandese, anche la Romania usciva dalla guerra. Re Michele, arrestati improvvisamente gli esponenti fascisti ed i capi della
Guardia di Ferro, firmava un armistizio, per il quale si impegnava a dichiarare guerra alla Germania affiancando il proprio esercito a quello sovietico. Così le truppe germaniche, per evitare di essere prese fra due fuochi, abbandonavano il paese. Un fatto analogo si verificava in Bulgaria.
Nell'autunno e poi nell'inverno del 1944 i tedeschi riprendevano con i nuovi tipi di sommergibili
la loro offensiva sottomarina in Atlantico. Ma per effetto dei bombardamenti la produzione degli
U. Boote era in costante diminuzione, mentre quella del naviglio avversario in vertiginoso aumento. Per questi motivi i successi degli U. Boote in questo scorcio di tempo, pur segnando una netta ripresa, non erano decisivi.
L'8 settembre 1944 iniziava il lancio su Londra delle bombe razzo V. 2, che segnavano un notevole progresso sulle bombe volanti
V. 1, ma tali però da non rappresentare se non una insufficiente rappresaglia ai bombardamenti sulla Germania.
Nei primi giorni del novembre 1944 anche l'Ungheria, i cui territori di confine erano stati già invasi dal mese di settembre, defezionava dal campo dell'Asse. In quei giorni infatti, il Reggente d'Ungheria, Ammiraglio Horthy, annunciava alla radio che avrebbe chiesto un armistizio. A questa notizia reparti della SS tedesche e di
Croci Frecciate (formazioni fasciste ungheresi) si impadronivano del potere; Horthy veniva arrestato dal colonnello Skorzeny e condotto in Germania; al suo posto saliva al governo magiaro il capo delle Croci Frecciate, Szàlasi.
Mentre questo avveniva a Budapest, nell'Ungheria orientale, a Debreczen, si svolgeva una violenta battaglia fra mezzi corazzati tedeschi e sovietici. Per riuscire a respingere i tedeschi da Debreczen che bloccavano
gli accessi orientali alla pianura magiara, forti unità sovietiche provenienti dalla Romania compivano una
puntata verso nord ovest, giungendo a soli 80 km. da Budapest. Ciò costringeva í tedeschi a ritirarsi rapidamente sulla capitale ungherese rimasta scoperta, ed evitare, tra l'altro, d'essere presi alle spalle.
Nei primi giorni di novembre iniziava la battaglia per Budapest. Truppe germaniche e magiare, appoggiate anche da volontari civili e dalle formazioni delle
Croci Frecciate conducevano un'epica resistenza che doveva durare oltre tre mesi.
Più a nord intanto, nella Polonia meridionale e Centrale, i sovietici registravano altri successi. In Rutenia infatti, nei mesi di dicembre ed all'inizio di gennaio essi guadagnavano ampio terreno, giungendo a minacciare da vicino il confine tedesco della Slesia. Nella Polonia centrale invece, dopo mesi di lotta nei sobborghi orientali e nei dintorni di Varsavia, le truppe russe riuscivano
finalmente, il 17 gennaio 1945, a superare la Vistola e ad impadronirsi della città.
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