

Il Gran Quartier Generale nipponico, per respingere l'attacco alle Filippine, ordinava alla flotta dì uscire in mare ed andare contro il nemico, in quella che sarebbe stata l'ultima grande battaglia navale
combattuta dal Giappone. Le unità navali giapponesi si suddividevano in tre grandi gruppi: la
III Flotta dell'ammiraglio Ozawa, di base nel Mare Interno (arcipelago metropolitano giapponese), la
II Flotta dell'ammiraglio Kurita, di base fra Singapore e Lingga e la V Flotta dell'ammiraglio Shima nelle isole Ryu Kyu. Di queste la
III, giungendo da nord nelle acque ad oriente di Luzon, avrebbe dovuto attirare il grosso delle navi da guerra americane, mentre le altre due,
provenienti dall'Indonesia, avrebbero attraversato l'arcipelago filippino al centro e sarebbero piombate da nord e da sud sulla flotta di sbarco americana, distruggendola. Ma questo piano trovava fino dagli inizi gravi ostacoli. Il 23 ottobre la flotta di Kurita veniva attaccata presso Palawan dai sommergibili americani
Dace e Darter che affondavano 2 incrociatori (fra cui Atago, nave ammiraglia) e ne colpivano un altro. In questa azione andava perduto il
Darter, incagliatosi e distrutto dall'equipaggio che passava sull'unità gemella. In
alto il smg. Dace. Al centro l'incrociatore Atago. In basso la corazzata
Yamato della flotta di Kurita, sottoposta ad attacchi aerei americani.
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