2a Guerra Mondiale 1944-32


La battaglia in Normandia


Inno Swaziland  


Appena cessato il bombardamento, le fanterie americane scattavano all'attacco, incontrando però una resistenza durissima da parte del Gruppo von Schlieben. Per riuscire a superare la cerchia esterna delle difese della piazzaforte, gli americani erano costretti ad impiegare tutte le riserve: solo così riuscivano ad aprire due brecce, una ad est e l'altra a sud. Da queste penetravano nella città, dove i combattimenti divenivano sempre più aspri, poiché i tedeschi fra le macerie resistevano fino all'ultimo uomo, continuando a sparare anche dalle case sorpassate dalle truppe nemiche ed accerchiate. Nella foto in alto un ufficiale americano osserva le posizioni tedesche di Cherbourg da un trinceramento. Quest'ultimo faceva parte di fortificazioni del Vallo Atlantico poste a corona sulle alture intorno a Cherbourg. In basso reparti di fanteria americana scendono dalle alture verso la piazzaforte di Cherbourg. Anche in questa foto, a sinistra, è visibile il rudere di una fortificazione del Vallo Atlantico.


25 giugno 1944. Continuavano gli attacchi americani fra le macerie della città, condotti con prevalenza schiacciante di uomini e mezzi ed appoggiati da violentissimi bombardamenti. Una buona parte delle batterie tedesche erano ormai distrutte e rese inservibili e le possibilità di manovra e di combattimento dei reparti del Gruppo von Schlieben intralciate non poco dalla presenza dì oltre 2.000 feriti gravi intrasportabili. Tuttavia la battaglia continuava furiosa e la radio della piazzaforte restava ancora in contatto col Comando dei Gruppo di Armate B. Alle 13,40 von Schlieben avvisava per radio che era iniziato un nuovo pesante bombardamento navale e chiedeva istruzioni. Esse giungevano due ore dopo, prescrivendo, per ordine personale di Hitler, una resistenza fino all'ultima cartuccia. Nella foto in alto una rampa di lancio per V. 1 ritrovata semidistrutta dalle truppe americane nei pressi di Cherbourg. In basso rastrellamento di superstiti tedeschi in un quartiere della città.


26 giugno 1944. La sera del 25 era iniziata l'ultima battaglia per il possesso di Cherbourg. Essa si protraeva ancora per tutto il 26 senza che le truppe americane riuscissero a fiaccare la disperata resistenza germanica: alcuni inviti alla resa venivano sdegnosamente respinti dal generale von Schlieben. Se la città era quasi tutta occupata dagli americani, il porto e gli impianti della Marina restavano ancora per la massima parte in mani tedesche. La batteria costiera Hamburg continuava a sparare contro la flotta di invasione che investiva la piazzaforte dal mare. Benche ormai frazionate, le superstiti forze tedesche riuscivano ancora a mantenere un certo collegamento fra loro ed il contatto radio con l'esterno. Nella foto in alto una colonna di carri americani Sherman avanza tra le macerie e le case diroccate di Cherbourg. In basso una impressionante documentazione della furiosa battaglia di Cherbourg: sullo sfondo, reparti di fanteria americana; in primo plano cadaveri di soldati germanici.


30 giugno 1944. La battaglia nel porto di Cherbourg proseguiva con estrema violenza per tutto il 27 ed il 28, fra le distruzioni provocate agli impianti dai bombardamenti americani e dal sabotaggio compiuto dagli stessi tedeschi prima che la piazzaforte fosse sul punto di cadere. Nuove offerte di resa venivano respinte. Il 28 giugno, alle 23,50 giungeva l'ultimo messaggio del Comandante germanico della piazza: Dobbiamo essere riconoscenti a tutti per l'opera prestata. L'andamento della lotta è chiaro. Con alcune armi e con pochi uomini terrò la posizione finché sarà possibile. La lotta, sebbene ormai ridotta intorno a pochi centri di resistenza, si protraeva per altri due giorni. Il 30 giugno 1944 si spegneva l'ultima resistenza del Gruppo von Schlieben. Nella foto in alto cannone costiero di grosso calibro caduto nelle mani degli americani a Cherbourg; in primo piano i cadaveri dei serventi del pezzo. Nella foto in basso il generale von Schlieben catturato dalle truppe americane nell'estremo ridotto.


Con la caduta della piazza di Cherbourg, le truppe americane catturavano il generale Karl Wilhelm von Schlieben, l'ammiraglio Henneke e circa 25.000 prigionieri, molti dei quali feriti. Comprese queste cifre, le perdite totali tedesche dall'inizio dello sbarco in Normandia, ascendevano, alla fine di giugno, a circa 75.000 dei quali 37.000 prigionieri. Nello stesso periodo le perdite alleate ammontavano a 50.000 uomini. Nonostante questi gravi sacrifici, le forze di invasione erano però in notevole ritardo sui piani previsti, toccando in certe zone, come il settore orientale della testa di sbarco, appena la linea che si sarebbe dovuta raggiungere, secondo i piani prestabiliti l'11 giugno. Nella foto in alto il generale von Schlíeben, comandante della difesa nella zona di Cherbourg e l'ammiraglio Henneke, interrogati al comando alleato da generali americani. Nella foto in basso i prigionieri tedeschi della guarnigione di Cherbourg vengono avviati fuori della città per essere smistati nei campi di raccolta.


All'inizio di luglio aveva luogo, nel settore orientale della zona di sbarco, una violenta controffensiva germanica, tendente a sloggiare le truppe britanniche dalla zona della foce dell'Orne. L'azione riusciva parzialmente, riducendo sensibilmente la profondità della costa occupata dagli inglesi. Poi, per tutta la prima settimana del mese, si registrava su tutto il fronte una stasi operativa, preliminare all'offensiva contro Caen. Dopo questa settimana di sosta, l'aviazione alleata conduceva un pesantissime bombardamento aereo su Caen, sganciandovi oltre 2.000 tonnellate di bombe, impiegando in tale azione le fortezze volanti come apparecchi da bombardamento tattico. In alto si trasportano i feriti con i mezzi di fortuna attraverso la città di Caen distrutta dai bombardamenti. In basso un altro aspetto della città dopo gli attacchi delle fortezze volanti.


8 luglio 1944. Dopo il bombardamento a tappeto dell'aviazione, le forze anglo canadesi, appoggiate dal fuoco dell'artiglieria da campagna e dal tiro dei grossi calibri navali, lanciavano l'offensiva contro la zona di Caen, fortemente difesa dalle truppe germaniche della 15a Armata che lottavano strenuamente per evitare che uno sfondamento in quel punto portasse alla separazione tra la propria Armata e la 7a che si batteva contro gli americani più ad occidente. Nonostante la enorme superiorità degli anglo canadesi in uomini e mezzi e la violenza del fuoco di appoggio i tedeschi mantenevano buona parte delle proprie posizioni, costringendo il nemico a segnare il passo su tutto il settore di attacco. In alto truppe ed automezzi britannici in marcia verso le prime linee del fronte di Caen. In basso fanterie e mezzi motocorazzati britannici durante la battaglia.

Mentre proseguiva la violenta battaglia per la zona di Caen, avveniva un importante cambio della guardia negli alti comandi tedeschi: il generale feldmaresciallo von Runstedt, comandante del fronte occidentale, veniva sostituito dal maresciallo von Kluge, proveniente dal fronte orientale. Negli stessi giorni (il 6 luglio), cadeva sul campo il generale Dietl, il leggendario conquistatore di Narvik durante la campagna di Norvegia del 1940. Nella foto in alto a sinistra combattimenti di reparti britannici fra le macerie di Bijude. A sinistra al centro il canale Caen-Vaucelles teatro di furiosi scontri. In basso a sinistra automezzi britannici attraversano una cittadina allagata. In alto a destra Vaucelles dopo la conquista. Al centro a destra reparti americani in azione nell'abitato di St. Eny. In basso a destra truppe americane entrano fra le macerie di Périers.


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