2a Guerra Mondiale 1944-31


La battaglia in Normandia


Inno St. Kitts Nevis 




Oltre ai Mulberry, entrava a far parte del quadro della azione anfibia sulla costa normanna anche la cosiddetta operazione Pluto. Essa consisteva nel rapido approntamento di un vero e proprio oleodotto sottomarino attraverso la Manica, per consentire il flusso ininterrotto della benzina dalle coste inglesi a quelle normanne. Ma questa operazione, che era un successivo sviluppo del progetto per cui i tubi nei quali fluiva la benzina erano posti semplicemente tra le petroliere e la costa, venne portata a termine in un secondo tempo. Questa relativa lentezza era dovuta, oltre alla mole del lavoro, anche ad alcuni giorni di violentissima tempesta che si abbatteva sulle spiagge della Normandia nella seconda decade di giugno. Tra i danni che derivavano da tale inusitato fenomeno atmosferico (non si registrava qualcosa del genere da quarant'anni) era la distruzione quasi integrale del porto artificiale di Port-en-Bessin. In alto rinforzi americani sulle spiagge di sbarco. In basso a sinistra tubi per il flusso della benzina tra una petroliera carenata e la terra. In basso a destra l'oleodotto sottomarino sulle coste francesi, completamento dell'operazione Pluto.


16 giugno 1944. Nelle notti tra il 14 ed il 16 due violenti attacchi anglo-americani su Le Havre e su Boulogne, oltre a provocare gravi danni alle installazioni portuali ed alle difese costiere, mettevano fuori combattimento le scarse forze navali di superficie tedesche che si apprestavano a tentare una azione offensiva contro le navi che alimentavano lo sbarco, per cui l'azione di contrasto della Kriegsmarine veniva limitata ad attacchi isolati di mezzi d'assalto e sommergibili, che tuttavia affondavano, a tutto giugno, 20 unità leggere da guerra, 3 grosse unità da sbarco e 17 trasporti per 80.000 tonnellate, danneggiando numerose altre navi, fra cui la corazzata Nelson. Sul fronte terrestre, frattanto, si era accesa il 16 giugno una violenta battaglia fra truppe corazzate sul settore orientale, nel quadrilatero formato dai centri di Tilly, Villiers-Bocage, Caumont e Balleroy. Nella foto in alto carri britannici a Tilly. A destra, nella foto, un aereo da caccia inglese costretto ad un atterraggio di fortuna. Nelle due foto centrali truppe britanniche in azione, appoggiate da carri per apertura varchi tipo Churchill, muniti di lanciafiamme. In basso mezzi corazzati leggeri inglesi Garden Looyd Carrier -Mk. VI attaccano le posizioni germaniche col micidiale getto dei lanciafiamme. 


18 giugno 1944. Nella penisola del Cotentin, dopo una battuta di arresto imposta dalla strenua resistenza germanica, le truppe americane riprendevano la loro avanzata verso ovest, in direzione della costa occidentale della penisola, con lo scopo di tagliarla alla base, isolando così completamente la zona di Cherbourg. Nel corso di questa avanzata, il 17 giugno, le truppe americane conquistavano dopo duri combattimenti il nodo stradale e ferroviario di Saint-Sauveur-Le Vicomte, ad appena dieci miglia dalla costa. In questo modo, l'unica via di comunicazione rimasta ai tedeschi fra Cherbourg ed il resto del loro schieramento, restava la strada litoranea Les Pieux-Carteret-La Haye du Puits. Ma il giorno seguente, il 18, anche questa linea residua di comunicazione, veniva interrotta dal V Corpo americano che occupava Barneville, raggiungendo la costa e tagliando alla base la penisola del Cotentin. Nella foto in alto anticarro americani da 76/50 in azione nel Cotentin contro disperate puntate controffensive di carri armati germanici. In basso genieri britannici rastrellano delle mine nell'abitato di Tilly, nel settore orientale.


19 giugno 1944. Dopo il taglio della penisola, nel Cotentin iniziava l'attacco americano contro la zona di Cherbourg,' che conquistava, il 19 giugno, il centro di Bricquebec, circa 7 miglia a nord ovest di St. Sauveur e 12 a sud di Cherbourg. Di fronte alla forte pressione nemica e per la estrema debolezza delle proprie forze, il Gruppo tedesco del generale von Schlieben, che difendeva la zona, si ritirava combattendo verso la piazzaforte, allo scopo di effettuare in quelle fortificazioni la più lunga ed efficace resistenza possibile. Per Cherbourg era in vigore anche un tassativo ordine di Hitler concernente la resistenza ad oltranza, alto scopo di ritardare la conquista e l'impiego dell'importante scalo marittimo da parte del nemico. Nella foto in alto carri pesanti tedeschi PZ. VI-Panther in azione controffensiva nel Cotentin, nel tentativo di ristabilire i contatti con la zona di Cherbourg appena isolata. Al centro carro americano Sherman catturato ed impiegato dai tedeschi nei combattimenti in Normandia. Nella foto in basso cannoni d'assalto e granatieri corazzati germanici su mezzi semicingolati, impegnati in azione controffensiva.

22 giugno 1944. Nella penisola del Cotentin terminavano i combattimenti sostenuti dagli americani nella marcia di avvicinamento a Cherbourg, essendo stata ormai raggiunta la cerchia esterna delle difese della città. Sul resto del fronte, specie nel settore orientale, si aveva una stasi operativa, con combattimenti a carattere locale. Intanto affluivano rinforzi e rifornimenti in grande copia alle forze anglo-americane: a tutto il 18 giugno gli uomini trasportati oltre la Manica toccavano le 622.000 unità e raggiungevano gli 850.000 alla fine del mese, a mezzo di 154.500 viaggi di singole unità navali. Nella foto a sinistra in alto un carro sminatore (si tratta di uno Sherman attrezzato al particolare compito) in azione. A sinistra al centro un soldato britannico esamina un nuovo carro tedesco, radio guidato e carico di esplosivo, catturato. In basso a sinistra cannoncino lanciarazzi impiegato dalle truppe germaniche. A destra in alto il generale Guderian, Capo di SM dell'Esercito tedesco, ispeziona una zona del fronte normanno. A destra in basso una eccezionale ripresa fotografica: un Pantera centrato in pieno dal razzo di un bazooka americano.


23 giugno 1944. Prima dell'attacco, finale contro Cherbourg, la flotta anglo-americana tentava di distruggere le batterie costiere della piazzaforte, ma senza riuscirvi. Allora entravano in azione anche numerosissime batterie terrestri, prendendo la base tra due fuochi. Il 23 giugno avveniva l'ultimo grande bombardamento di preparazione dell'attacco, effettuato dai mare con tutti i grossi calibri della flotta anglo-americana, da terra con l'impiego di centinaia di bocche da fuoco e dall'aria con pesanti incursioni aeree. Il bombardamento, che sconvolgeva tutta la zona di Cherbourg, anche se non riusciva a fiaccare la resistenza dei difensori, si protraeva per molte ore. Nella foto in alto una vista aerea del porto, della rada e della città di Cherbourg. Al centro un cacciatorpediniere britannico durante un bombardamento notturno contro Cherbourg. Nella foto in basso un altro episodio del duello di artiglierie davanti a Cherbourg: navi alleate evoluiscono per evitare la reazione di fuoco delle batterie costiere tedesche.


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