| LA BATTAGLIA IN NORMANDIA
Dopo la unificazione delle teste di sbarco Normandia, le truppe britanniche ed americane erano passate alla seconda fase del piano operativo, iniziando rispettivamente una offensiva contro Caen ed un'altra alla base della penisola del Cotentin, con l'intento di tagliarla, per isolare la munita base navale di Cherbourg
alla cui conquista teneva il Comando alleato, perché ciò avrebbe posto le truppe di invasione in possesso di un adeguato scalo.In attesa che Cherbourg venisse raggiunta ed espugnata, gli
anglo-americani avevano intanto costruito, ad Arromanches ed a Port-enBessin, due porti artificiali, denominati Mulberry.
Il porto artificiale era costruito mediante l'affondamento, davanti alla spiaggia prescelta, di navi
(nella flotta di invasione ne erano comprese ben 70 da adibire a tale
scopo), ed alla sistemazione di cassoni galleggianti collegati fra loro ed ancorati. Tali sbarramenti
isolavano dalle correnti del mare uno specchio d'acqua, nel quale era possibile effettuare operazioni di sbarco di grande entità. Oltre queste accorgimento, gli alleati erano ricorsi al Pluto, oleodotto sottomarino attraverso la Manica, che permetteva
il flusso diretto del carburante da una costa all'altra del canale. Mentre affluivano in questo modo grossi rifornimenti alle truppe
anglo-americane sbarcate, proseguivano i combattimenti sul fronte terrestre. Il 16 giugno si accendeva una violenta battaglia di forze corazzate tra
Tilly, Villiers-Bocage, Caumont e Balleroy. Nel Cotentin meridionale, invece,
gli americani raggiungevano il 17 Saint-Sauveur-Le Vicomte, a 10 miglia dalla costa occidentale della penisola ed il giorno seguente Barneville, sul mare, tagliando così il Cotentin alla base ed isolando
Cherbourg. Il 19 giugno iniziava l'avanzata americana verso Cherbourg, contrastata tenacemente dalle forze tedesche del Gruppo von Schlieben, che si ritiravano combattendo verso la piazzaforte. Il 23 giugno, preceduto da un violentissimo bombardamento dal mare, dalla terra e dall'aria, iniziava l'attacco contro la cerchia esterna delle fortificazioni di Cherbourg. Aperte due
brecce gli americani entravano in città, ma la resistenza tedesca, effettuata casa per casa, li costringeva ad una logorante battaglia tra le macerie. Il 25, nonostante il pesante appoggio aeronavale, si combatteva ancora duramente per le strade di Cherbourg, mentre le batterie costiere tedesche superstiti continuavano a sparare senza tregua contro la flotta nemica.
Il 26 giugno, benché padroni di ormai gran parte della città, gli americani combattevano ancora attorno alla zona portuale, sempre in possesso dei tedeschi. Alcune proposte di resa venivano sdegnosamente respinte dal generale von Schlieben, fedele alla consegna avuta direttamente da Hitler per una
resistenza fino all'ultima cartuccia. La battaglia proseguiva violentissima per tutto il
27, il 28 ed il 29. Il giorno 30 si spegnevano le ultime resistenze. Il generale von Schlieben, l'ammiraglio Henneke e 25.000 soldati, molti dei quali feriti, cadevano prigionieri.
Agli inizi di luglio, mentre le truppe alleate, dopo la conquista di Cherbourg ed il fallimento dell'attacco contro Caen, procedevano ad un riassestamento delle proprie forze, i tedeschi lanciavano una forte controffensiva nella zona di Caen, sul fiume Orne, riducendo sensibilmente la profondità della testa di sbarco britannica.
L'8 luglio, precedute da un intenso bombardamento a tappeto, nel quale venivano sganciate circa 2.000 tonnellate di bombe, le truppe anglo-canadesi, riprendendo l'iniziativa sul settore orientale, iniziavano una nuova violenta offensiva contro Caen. Duramente contrastati dalle truppe germaniche, ì britannici ed i canadesi mettevano piede nella città distrutta il giorno 9 luglio e continuavano a combattere fra le macerie contro i reparti germanici che contendevano loro il terreno palmo a palmo. Solo il giorno 10 le macerie di Caen restavano nelle mani della
22a Armata inglese. Ma il fronte tedesco non era sfondato e gli aspri combattimenti proseguivano immediatamente a sud della città. La tenacia delle truppe germaniche nella difesa di Caen era dovuta alla convinzione di un
possibile nuovo sbarco più ad oriente che avrebbe consentito il congiungimento dei due eserciti e, quando queste supposizioni si erano ormai dimostrate infondate, alla volontà di impedire una frattura del fronte tedesco nella zona in cui si congiungevano gli schieramenti della
15a e della 7a Armata germaniche. Mentre erano in corso queste operazioni, ai primi di luglio, il generale feldmaresciallo von Runstedt, comandante del fronte occidentale, veniva sostituito nella sua carica dal
feldmaresciallo von Kluge. Il 17 luglio poi, un mitragliamento aereo nemico feriva gravemente il maresciallo Rommel, comandante del Gruppo di Armate
B, ed anche questo comando veniva affidato a von Kluge, che accumulava i due incarichi nella sua persona.
Il 18 luglio le truppe americane riprendevano l'iniziativa sul settore occidentale, avanzando lentamente verso la cittadina di St. Lo. Giunte davanti a questa località esse venivano arrestate dalla salda resistenza tedesca, che si appoggiava a munite fortificazioni. Per superare questo ostacolo, il 25 luglio iniziava la battaglia di St. Lo, condotta dal
VII Corpo d'Armata americano, con l'appoggio di oltre 3.000 aerei. Questi combattimenti proseguivano nei giorni successivi, senza che la schiacciante superiorità nemica riuscisse a fiaccare la tenace resistenza delle truppe germaniche,
Mentre si combatteva a St. Lo, l'VIII Corpo americano iniziava un'altra offensiva, più ad occidente, il giorno 26 luglio. Questa nuova azione, effettuata mentre il grosso delle truppe tedesche del settore occidentale era impegnato intorno a St. Lo e trovandosi la Wehrmacht nella pratica impossibilità di fare intervenire riserve, raggiungeva con una certa facilità il risultato di scardinare il fronte germanico lungo la costa del Golfo di St. Malo, lanciando le colonne americane verso la Bretagna. Nel corso dei primi sviluppi di questa azione, cadevano Lessay e Périers il 27 luglio e Coutances il giorno seguente. Con la conquista di questo importante centro, il fronte tedesco in questo settore poteva considerarsi definitivamente sfondato.
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