2a Guerra Mondiale 1944-28


Le operazioni in Birmania


Inno Vietnam 


4 aprile 1944. Mentre il coniando britannico faceva affluire (in parte per via aerea) altre 3 divisioni e 2 brigate anglo-indiane, raddoppiando così gli effettivi delle proprie forze, le truppe della 31a divisione nipponica iniziavano l'attacco contro Kohima, ultima posizione dominante sulla strada che porta da Imphal a Dimapur, meta strategica dell'attacco giapponese. La guarnigione del piccolo villaggio di montagna (un battaglione inglese del Royal West Kent, uno nepalese ed uno indiano di Assam Rifles), rifornita solo per via aerea, resisteva accanitamente sull'ultima collina cui era stata ridotta, alleggerita di tanto in tanto dall'intervento di bombardieri e caccia della RAF, che dominavano il cielo. Il 20 aprile infine, la 2a divisione britannica e la XVI brigata indiana, proveniente da Dimapur, riuscivano a ristabilire i contatti con Kohima, liberando la guarnigione assediata. Nelle operazioni intorno a Kohima i giapponesi perdevano circa 4.000 .morti. Nella foto in alto fanterie nipponiche all'attacco nel villaggio di Kohima. Nella foto in basso artiglieria anticarro nipponica in azione sulla strada Kohima-Dimapur.



10 maggio 1944. Mentre proseguivano i combattimenti nel settore centrale, nella Birmania settentrionale aveva inizio la cosiddetta operazione Chindit. Esaà consisteva nell'invio di truppe speciali (al comando del generale inglese Wingate) tra Indaw e Mogaung, per prendere alle spalle e tagliare le comunicazioni alla F 185 divisione nipponica che ostacolava l'avanzata che le due divisioni cinesi del generale Stilwell avevano iniziato nel dicembre 1943 al confine birmano settentrionale. Per la operazione Chindit, già dal 5 febbraio la XVI brigata britannica, partita da Ledo si era addentrata tra le montagne e la jungla della Birmania settentrionale. Tra il 5 e 1'11 marzo, poi sbarcavano dall'aria a nord di Indaw altre due brigate anglo-indiane. Mentre erano in pieno corso le operazioni, il comandante delle truppe Chindit, generale Wingate, periva il 24 marzo in un incidente aereo. Per tutto aprile proseguiva l'avanzata dei Chindit da Indaw verso la zona di Myítkyina e delle truppe di Stilwell da Ledo verso la stessa zona. Per evitare che quest'ultime, già ostacolate dalla 185 divisione nipponica, venissero investite sul fianco sinistro dalla 56a, il 10 maggio quattro divisioni di Chang Kai-shek dallo Yunnan penetravano in Birmania a Kunlong, marciando verso la zona di Myitkyina. Nella foto in alto a sinistra truppe americane e cinesi nella Birmania del nord. In alto a destra bombardieri della RAF si preparano, in una base dell'Assam, per un attacco su Rangoon. In basso truppe inglesi con carri d'accompagnamento M. 3 - Lee all'attacco.

17 maggio 1944. I reparti Chindit, il cui comando era stato affidato, dopo la morte di Wingate, al generale Lentaigne, erano stati rinforzati da altre due brigate, giungendo così a contare cinque unità di questo tipo. Le unità di Lentaigne da Indaw risalivano la ferrovia verso nord, interrompendo i rifornimenti della 18a divisione nipponica che fronteggiava Stilwell. Il Comando giapponese, per ovviare alla grave situazione, inviava dal Siam un'altra divisione, che però falliva il suo compito con gravi perdite. Bloccate così le contromanovre giapponesi, la brigata americana del Merril's Marauder i avanguardia delle forze di Stilwell, raggiungeva e conquistava l'aereoporto di Myitkyina, costringendo i nipponici ad asserragliarsi nella città. Nella foto a sinistra in alto treno carico di truppe nelle retrovie giapponesi, attaccato dall'aviazione britannica. A sinistra in basso truppe Chindit espugnano un basha (fortino giapponese costruito con grosse canne di bambù). Nelle foto a destra, dall'alto in basso, i comandanti delle unità inglesi in Birmania: generale Slim, comandante della 14a Armata: generale Wíngate, comandante delle truppe Chindit; generale Messerbvy, comandante della 7a divisione indiana e generale Briggs, della 5a divisione indiana


26 giugno 1944. Disponendo di forze ormai doppie di quelle nipponiche, le unità britanniche del settore di Imphal, costituenti il IV e il XXIII Corpo d'Armata, in duri combattimenti dall'aprile al maggio, riuscivano ad arrestare l'offensiva giapponese ed a riguadagnare terreno. Il 22 giugno le unità britanniche del XXIII Corpo che proveniendo da Dimapur avevano liberato Kohima, si congiungevano con il IV Corpo isolato ad Imphal circa 47 km. a nord della città. Così terminava la battaglia di Imphal, con la quale i giapponesi, dopo aver perduto circa 65.000 uomini, fallivano il loro tentativo di penetrare nell'Assam. Intanto nel settore nord, il 26 giugno, la LXXVII brigata Chindit conquistata Mogaung, unificando il proprio fronte con quello di Stilwell. Nella foto in alto automezzi britannici in un accantonamento presso Imphal. Al centro truppe britanniche e carri e M. 3 - Lee in marcia sulla strada Dimapur-KohimaImphal. In basso costruzioni stradali nipponiche nei dintorni di Imphal.


1 aprile 1944. La Task Force 58, al comando dell'ammiraglio Mitscher formata da 11 portaerei (con complessivi 1.000 apparecchi imbarcati) attaccava tra il 31 marzo ed il 1 aprile le installazioni militari nipponiche nelle isole Palau, come azione preliminare ad imminenti operazioni anfibie contro la Nuova Guinea. Essendo stata però avvistata dalla esplorazione giapponese la TF. 58, il grosso delle unità da guerra di base nelle Palau si sottraeva all'attacco. I risultati dell'azione sulle Palau, erano comunque notevoli le distruzioni degli impianti, di 150 aerei e l'affondamento di 2 vecchi cacciatorpediniere, 4 navi scorta, 20 navi ausiliarie e 100.000 tonnellate di naviglio da carico. Gli americani perdevano 25 apparecchi. Il 1 aprile, in un disastro aereo, moriva l'ammiraglio Koga. Comandante in capo della Flotta imperiale. In alto bombardieri U.S.A. B. 25 - Mitchell, in volo verso le Palau, sorvolano un convoglio alleato. In basso i B. 25 attaccano a bassa quota le installazioni delle Palau.

L'attacco alla Nuova Guinea




30 aprile 1944. La Task Force 58, con circa 200 navi e 80.000 uomini delle truppe da sbarco, effettuava il 22 aprile una operazione anfibia contro Hollandia, importante base aerea nipponica situata al centro della costa settentrionale della Nuova Guinea. Lo sbarco avveniva nella baia di Humboldt e ad Aitape (circa 90 miglia ad est di Hollandia), realizzando la sorpresa strategica, per cui solo 5.000 dei 35.000 giapponesi che presidiavano la zona, venivano opposti all'operazione anfibia. Dopo otto giorni di combattimenti nella jungla, il 30 aprile, le truppe americane raggiungevano il loro obbiettivo, espugnando gli aereoporti della base aerea di Hollandia, situati a 20 miglia nell'interno. Nello stesso tempo, la TF. 58, al ritorno dallo sbarco di Hollandia, effettuava un pesante bombardamento su Truk, nelle Caroline. In alto truppe americane prendono terra sulle spiagge della Nuova Guinea, presso Hollandia. In basso reparti americani di rincalzo ammassati presso la costa di Hollandia.


18 maggio 1944. Truppe anfibie americane, tra il 17 ed il 18 maggio 1944, occupavano nella Nuova Guinea l'isolotto di Wakde, distante circa 100 chilometri ad occidente di Hollandia. La leggera resistenza del presidio giapponese veniva ben presto schiacciata e gli americani restavano padroni della zona, eliminando così l'ultima base nipponica nelle vicinanze di Hollandia. Frattanto nella Nuova Guinea orientale era in corso il rastrellamento della penisola di Huon, effettuato da sud dalla 5a e dalla divisione australiana provenienti da Lae e da Finschafen e da nord dalla 32a divisione americana che nel gennaio era sbarcata a Saidor. Contemporaneamente a queste operazioni, nel settore più a nord gli americani andavano preparando l'operazione contro le isole Marianne: con azione preliminare, tra il 19 ed il 23 maggio, gli apparecchi di tre portaerei attaccavano ripetutamente le isole di Wake e Marcus. Nella foto in alto truppe americane e carri Sherman avanzano nella zona di Hollandia nonostante il pesante contrasto nipponico. Nella foto in basso trasporto di rifornimenti americani nell'interno dell'isolotto di Wakde.


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