2a Guerra Mondiale 1944-25


L'avanzata degli alleati


Inno Ucraina 




Dopo l'occupazione di Roma, le truppe britanniche ed americane della 5a e dell'8a Armata proseguivano la loro avanzata sul versante tirrenico, inseguendo le truppe germaniche che si ritiravano ordinatamente verso nord per attestarsi sulle difese della linea Gotica, posta attraverso l'Appennino tosco-emiliano. Nella foto in alto obice americano da 203 mm. trainato da carro Sherman-Priest, sulle strade appenniniche. A sinistra in basso truppe americane in marcia verso nord, nell'alto Lazio. A destra in basso si stabiliscono i collegamenti militari.


9 giugno 1944. Nella loro avanzata sulla costa tirrenica, il 7 giugno le truppe alleate entravano a Civitavecchia e il giorno 9, nell'interno, occupavano Viterbo. Contro queste unità, le truppe germaniche si limitavano ad impegnare piccoli nuclei di retroguardia, sufficienti a mantenere una certa distanza fra i propri reparti e quelli del nemico. Nella foto in alto avanguardie britanniche, appoggiate dai carri armati, avanzano a sud di Viterbo. I carri sono di costruzione inglese, tipo Churchill, detti carri per apertura varchi, cioè mezzi impiegati dal Genio d'assalto britannico nel superamento degli sbarramenti nemici fortemente difesi. In basso un reparto sudafricano della 13a divisione corazzata apre il fuoco contro truppe tedesche in ripiegamento con un cannoncino contraereo. L'impiego terrestre di armi contraeree, piuttosto raro per gli alleati fornitissimi di ogni tipo di armi, ricalca l'uso della Flak in compiti anticarro, cui da tempo erano costretti i tedeschi per la scarsezza di mezzi adeguati.


11 giugno 1944. Superati il lago di Bolsena ed i monti Sabin, il fronte nel settore occidentale dello scacchiere italiano correva approssimativamente lungo la zona Talamone, Orbetello, Mandano, Sorano ed Orvieto, per poi scendere, nella valle del Tevere e del Nera, tra Narni e Terni, fino a sud di Rieti e di Cittaducale. Sul versante adriatico, i britannici, superato il Sangro su tre direttrici (Lanciano-Giuliano, GuardiagreleChieti, Pennadomo-Palombaro), aggiravano la Majella da nord-est e raggiungevano il corso del fiume Pescara. Nell'interno, conquistata l'Aquila, le unità inglesi si apprestavano ad investire con la propria avanzata le pendici meridionali del Gran Sasso. Nella foto in alto la carcassa di un carro tedesco PZ. IV. In basso la desolante visione delle distruzioni nel porto di Civitavecchia, dopo l'entrata delle truppe alleate.


Intanto, mentre truppe francesi sbarcavano nell'isola d'Elba, anche il fronte terrestre subiva ulteriori modificazioni, fino a raggiungere quasi l'altezza dell'isola stessa. Al 20 giugno 1944 le truppe alleate, sebbene ritardate da contrattacchi del XIV Corpo corazzato germanico a sudovest del lago Trasimeno, raggiungevano la linea approssimativa Follonica-Chiusi-Perugia, conquistando le città di Grosseto, Terni, Rieti, Spoleto, Foligno e Perugia. Nel settore adriatico, l'8a Armata si impadroniva di Pescara, di Teramo e, superato il Monte Corno, investiva il passo di Torrita, a quota 1008. In alto fanterie e cingolette britanniche attraversano Orvieto. In basso rincalzi dell'8a Armata in transito per Terni.


17 giugno 1944. Truppe francesi, provenienti dalla Corsica sbarcavano nell'isola d'Elba, sopraffacendo l'esiguo presidio tedesco nonostante l'accanita resistenza. Intanto nell'ultima settimana di giugno si andavano svolgendo presso il Trasimeno duri combattimenti, provocati dagli attacchi compiuti a cavallo del lago dal Corpo d'Armata francese e dal XIII Corpo britannico. L'accanita resistenza tedesca, effettuata allo scopo di costringere ad una battuta di arresto l'avanzata avversaria, conduceva a prolungati scontri intorno a Chiusi, che cambiava più volte occupante fino a restare, dopo alcuni, giorni, definitivamente in mani alleate. Nelle foto, una serie di riprese sull'operazione anfibia francese contro l'isola d'Elba. In alto mezzi da sbarco leggeri si avvicinano alla spiaggia sotto la protezione dei nebbiogeni, per sbarcare reparti d'assalto. Al centro: gli LCT, mezzi da sbarco per carri armati, in vista dell'isola d'Elba. In basso truppe e mezzi francesi attraversano le macerie di Portoferraio.


28 giugno 1944. Le truppe anglo-americane ed alleate, superate le pendici meridionali delle Colline Metallifere e le sponde del lago Trasimeno, raggiungevano lungo la costa tirrenica Cecina ed all'interno Siena ed Arezzo. Sul versante adriatico l'8a Armata britannica, marciando su un terreno estremamente disagevole e particolarmente propizio all'azione ritardatrice operata dai tedeschi, segnava con la propria avanzata una linea che correva tra Città di Castello ed Umbertide, a sud di Gubbio, per Gualdo Tadino, Camerino e Fermo, fino alla costa. I settori di maggiore asprezza della lotta erano quello di Cecina sulla costa tirrenica. quello intorno a Macerata (che veniva investita da ovest attraverso Tolentino e da sud-est lungo la litoranea) sulla costa adriatica, e soprattutto la valle dell'Arno, nella zona centrale del fronte italiano. Nella foto in alto la Piazza del Palio, a Siena, percorsa da automezzi alleati. In basso un carro M. 3 - A. 1 - Stuart (mezzo di costruzione americana, privo di torretta, impiegato per il trasporto di fanteria corazzata) con soldati britannici e partigiani italiani, alla periferia di Arezzo.



16 luglio 1944. Dopo venti giorni di combattimenti con alterne vicende, le forze alleate riuscivano finalmente ad entrare in completo e sicuro possesso delle città di Siena ed Arezzo e dei loro dintorni. Sul fronte adriatico l'8a Armata, occupata Macerata, raggiungeva la zona di Ancona ed iniziava la battaglia per la città, terminata dopo due giorni con la sua conquista. Lo stesso giorno 18 luglio, sulla costa tirrenica, si verificava un cedimento del fronte tedesco e gli alleati raggiungevano l'Arno ad est di Pisa, mentre il giorno successivo entravano in Livorno. Per ristabilire la situazione, entrava in combattimento la 16a divisione granatieri corazzati SS, che riusciva a contenere l'avanzata nemica. Nella foto a sinistra in alto re Giorgio VI d'Inghilterra, in visita al fronte italiano, nomina cavaliere il generale Leese, comandante dell'8a Armata britannica. A destra in alto distruzioni e carcasse sull'aereoporto di Pescara. In basso soldati inglesi mettono in posizione un pezzo da 140/30.


8 agosto 1944. Mentre sul settore occidentale del fronte italiano gli alleati giungevano a breve distanza da Pisa e in quello centrale in vista di Firenze, sul settore orientale, lungo la costa adriatica le truppe inglesi attaccavano in forze per cercare di travolgere le prime posizioni della Linea Gotica. Contro queste forze combattevano con segnalato valore le unità del LXXVI Corpo corazzato della 10a Armata germanica (comandato dal generale Herr), ma non sempre riuscivano a mantenere la posizione. In questi combattimenti si sacrificava quasi interamente la 278a divisione di fanteria tedesca. Nella foto in alto paracadutisti germanici a guarda dell'Arno, sullo squallido scenario dei ponti distrutti. In basso un eccezionale documento fotografico reparti germanici, appoggiati da armi leggere, contrattaccano alla periferia di Firenze.


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