2a Guerra Mondiale 1944-21


Lo sbarco in Normandia


Inno Monzabico 



Mentre le teste di sbarco americane erano ancora divise fra loro, la zona occupata dalla 2a Armata inglese, tra Arromanches ed Ouistreham andava ulteriormente estendendosi specie in direzione di Bayeux, mentre sull'Orno, a nord di Caen, la difesa tedesca si dimostrava insuperabile. Questo fatto, come è detto più innanzi, era dovuto alla convinzione dell'OKW che lo sbarco in atto nel Golfo della Senna fosse solo un diversivo e che la vera operazione si sarebbe svolta entro breve tempo su una spiaggia ad oriente di Le Havre. A tale scopo, l'Alto Comando tedesco ordinava alla 7a Armata di trascurare la zona occidentale di sbarco, per concentrare i suoi sforzi nel settore di Caen, all'estremità orientale. Per lo stesso motivo, la 15a Armata veniva lasciata immobile sulle proprie posizioni, ad attendere l'immaginario nemico. In alto carri armati Sherman della 2a Armata britannica attaccano presso un villaggio a nord di Caen. In basso soldati americani accanto ad un carro tedesco Pantera in fiamme.


8 giugno 1944. Le truppe britanniche e canadesi, superata la tenace resistenza tedesca, conquistavano Bayeux. Appena presa questa antica città, la 25a Armata inglese rivolgeva il fronte a sud ed iniziava una pesante offensiva lungo la strada Bayeux-Caen. Intorno alle teste di sbarco della la Ia Armata del generale Bradley gli americani guadagnavano terreno, ma tutti i loro movimenti erano rallentati dalla accanita resistenza dei reparti germanici e per gli allagamenti provocati dai tedeschi con la rottura delle dighe presso Carentan. Per questi motivi non era stato ancora realizzato il collegamento fra tutte le teste di sbarco inglesi ed americane, che era stati previsto per lo stesso giorno 6. Nella foto in alto reparti di fanteria americani all'assalto in una radura del Cotentin. In primo piano, cadaveri di soldati tedeschi. In basso paracadutisti inglesi avanzano presso il fiume Orne.


9 giugno 1944. Per intensificare i rifornimenti delle forze impegnate in combattimento, gli anglo-americani iniziavano la costruzione del primo porto artificiale su costa aperta, detto Mulberry. Il 9 venivano affondate le prime navi destinate a funzionare da frangi onde. Queste operazioni lungamente studiate nei porti inglesi prima dello sbarco, costituivano una assoluta sorpresa per i tedeschi, che scambiavano le prime navi da blocco affondate davanti alla costa per unità colate a picco dalla Luftwaffe. Il giorno successivo venivano gettati i grandi cassoni per la costruzione dei moli. Sul fronte terrestre, mentre gli americani, sia pure avanzando lentamente, erano ancora divisi nelle teste di sbarco iniziali, la 2a Armata britannica, continuava gli attacchi verso sud sulla strada Bayeux-Caen. In alto carri armati tedeschi Pantera contrattaccano in un villaggio del Calvados. In basso l'eccezionale ripresa di un combattimento fra carri: un PZ. IV-H ha incendiato uno Sherman e continua ad avanzare verso il nemico.

12 giugno 1944. Nella zona di Carentan le truppe americane del V e VII Corpo si riunivano, occupando la città. Con la conquista di Carentan tutte le teste di sbarco, britanniche ed americane, si saldavano, formando una unica zona di occupazione. Nella penisola del Cotentin, truppe del V Corpo, avanzando verso nord ovest, raggiungevano Montebourg, a 16 miglia da Cherbourg. Nella foto a sinistra in alto truppe tedesche si impadroniscono di automezzi tratti dai resti di un aliante britannico. A sinistra al centro carro Sherman fuori combattimento; intorno numerusi cadaveri. In basso a sinistra prigionieri britannici avviati verso le retrovie tedesche. A destra in alto reparti tedeschi attestati lungo una strada. In primo piano il cadavere di un sottufficiale. In basso a destra il sottocapo furiero Walther Gerhold, della Kriegstnarine, che con il suo mezzo d'assalto ha affondato un incrociatore inglese tipo Aurora.


13 giugno 1944. Nella notte tra il 12 ed il 13 giugno cadevano su Londra le prime bombe volanti tedesche Lusser Schmidt FZG. 76, comunemente note col nome V. 1. Esse, azionate da un reattore, portavano 600 kg. di esplosivo. La V era iniziale di Vergeltung (vendetta)  In alto una V. 1 sulla pista. In basso V. 1 in volo. Più avanti parleremo ampiamente delle armi segrete e di questa bomba volante.


Soldati di S. M. Britannica - L'ultima raccomandazione: i bianchi non te li mangiare!

La rivolta di Varsavia



Dopo la caduta del fronte settentrionale tedesco in Russia, i sovietici attaccavano la Finlandia, riconquistando tutti i territori russi del nord ancora in mano ai finnici ed ai tedeschi ed entravano in territorio nazionale finlandese. Dopo questa offensiva sferrata il 9 giugno, ne seguiva un'altra sul fronte centrale, che portava le truppe russe alla riconquista di tutta la Russia Bianca ed all'occupazione della Polonia orientale. Mentre alla fine di luglio il fronte si stabiliva lungo la Vistola, a Varsavia scoppiava una insurrezione antitedesca, che veniva soffocata dopo due mesi di asprissima lotta. Nella cartina il teatro degli avvenimenti principali della estate 1944 sul fronte orientale dal settore finlandese al territorio polacco.

LA RIVOLTA DI VARSAVIA

Caduto il fronte settentrionale tedesco e sbloccata Leningrado le truppe sovietiche iniziavano una offensiva contro la Finlandia con l'obbiettivo immediato di rioccupare i territori russi che finlandesi e tedeschi ancora tenevano dal 1941 e con lo scopo più lontano, ma anche più importante, di costringere ad una pace separata il piccolo paese nordico. La linea del fronte, prima della offensiva russa, correva dal Golfo di Finlandia, attraverso l'istmo di Carena e lungo la linea del fiume Svir per passare a nord del lago Onega, fino alla Penisola dei Pescatori. Il 9 giugno 1944 aveva inizio l'offensiva sovietica con epicentri l'istmo di Carelia e l'istmo tra il Ladoga e l'Onega. Il primo attacco veniva condotto a nord di Leningrado dalla armata sovietica del generale Govorov e riusciva ben presto ad avere ragione delle posizioni finniche nella metà meridionale dell'istmo, antistanti la linea Mannerheim. Venuti a contatto con questa linea, che era già stato teatro di lotta nel conflitto russo-finlandese del 1939-40, i russi investivano le fortificazioni finniche conducendo l'attacco su due direttrici, una verso Vijpuri, importante porto sulla costa del Golfo di Finlandia e l'altra in direzione di Sakkola e Kitola, sulle sponde del lago Ladoga. Nello stesso periodo il governo finnico stabiliva dei contatti con i sovietici per trattare una pace separata, ma le esorbitanti richieste di questi ultimi, facevano fallire tutti i tentativi. Alla fine di giugno la linea Mannerheim, nonostante la eroica resistenza dei difensori, veniva sfondata da soverchianti forze sovietiche, che riuscivano a raggiungere e conquistare Vijpgri. Anche la linea dello Svir, tra il Ladoga e l'Onega, veniva travolta e tutto l'istmo tra i due laghi era riconquistato dalle forze sovietiche. Agli inizi di luglio però, nel settore principale del fronte, a nord di Vijpuri, le truppe finniche e quelle tedesche riuscivano ad arrestare l'avanzata russa. Frattanto riprendeva l'offensiva sovietica anche nel settore centrale del fronte russo, tra Moghilev e Vitebsk. Essa aveva inizio il 22 giugno 1944, nel terzo anniversario dell'inizio della campagna di Russia. La zona di battaglia, dell'ampiezza iniziale di 150 km., si estendeva ben presto ai settori limitrofi di Polotsk e Dobruisk. Dopo una serie di combattimenti i tedeschi abbandonavano la linea del Dnjeper e si ritiravano sulla Beresina. Agli inizi di luglio i sovietici riuscivano a spezzare anche la linea della Beresina (fiume che fu già fatale a Napoleone nel 1812) ed a penetrare in profondità in Bielorussia, in Lituania ed in Polonia, mentre altre forze, più a nord, dilagavano in Estonia e Lettonia. Nel mese di luglio cadevano, una dopo l'altra, Vitebsk, Minsk, in Bielorussia, Kaunas in Lituania, Lublino, Leopoli, Bialystock e Kowel in Polonia. I tedeschi si attestavano ormai, a nord lungo le coste baltiche, dell'Estonia, Lettonia e Lituania, ed al centro ai confini della Prussia Orientale e sulla Vistola. Il 20 luglio 1944 veniva effettuato in Germania un tentativo di colpo di Stato, che aveva il suo culmine in un attentato dinamitardo contro Hitler, al Gran Quartier Generale. Ma il Fiihrer restava miracolosamente illeso e poteva dirigere, insieme ai suoi fedeli, le operazioni di repressione del putsch, che veniva rapidamente soffocato nel sangue. Il 1 agosto iniziava a Varsavia una rivolta dell'esercito clandestino polacco, denominato AK, agli ordini del generale Bor-Komorowski. Queste formazioni aderivano al governo polacco in esilio a Londra e si contrapponevano all'altro governo polacco, quello di Lublino, controllato da uomini ligi a Mosca. Scopo della AK era di liberare Varsavia prima che la occupassero i sovietici, che erano giunti già nei sobborghi, sulla sponda orientale della Vistola. La rivolta scoppiava all'improvviso e riusciva a sorprendere alcuni reparti tedeschi, che venivano rapidamente eliminati. In parte travestiti da tedeschi, in parte in divisa polacca, in parte in abiti civili, gli insorti espugnavano di assalto un certo numero di edifici occupati dai tedeschi e si impadronivano di buona parte del centra della città, ad eccezione di alcune isole di resistenza nelle quali si erano radunati i reparti germanici superstiti. In appoggio alla propria lotta, le unità del AK inviavano richieste di soccorso ai propri alleati, ma questi rispondevano agli appelli in maniera quasi insignificante. La RAF effettuava qualche lancio di armi sulla città, mentre sulla sponda orientale della Vístola, nel sobborgo Praga, truppe polacche comuniste, agli ordini del generale Berling, compivano deboli tentativi, prontamente respinti, di raggiungere il centro della città. Le truppe sovietiche, che avevano attaccato per mesi e mesi le difese tedesche, ed avevano avanzato ininterrottamente dal centro della Russia alla Vistola, ora restavano impassibili, lasciando che gli eroici insorti di Varsavia venissero liquidati dalla dura reazione tedesca che non tardò a farsi sentire. Dopo aver permesso alla popolazione civile l'uscita dalla città, le truppe germaniche iniziavano violenti bombardamenti su Varsavia e poi passavano all'attacco. Per la tenace resistenza degli insorti, la lotta durava due mesi tra le strade della città e precisamente dal 1° agosto al 4 ottobre, giornata in cui veniva firmata la capitolazione. Il comando tedesco riconosceva gli insorti polacchi come combattenti a tutti gli effetti e li trattava come tali. Una fonte del Governo Polacco in esilio a Londra informò che i polacchi dell'AK al termine della loro lotta sfortunata avevano avuto 200.000 morti e 100 mila prigionieri!


Dopo la rottura dell'assedio di Leningrado ed il crollo del fronte tedesco settentrionale, le truppe sovietiche si apprestavano ad investire anche il fronte finlandese, che non aveva ancora subito notevoli spostamenti da quando, nel 1941, le truppe germaniche e finniche avevano riconquistato le zone cedute alla Russia nel conflitto 1939-1940 e si erano inoltre impadronite di larghe estensioni di territorio sovietico all'estremo nord (settore Petstuno-Murmansk), nella Carelia centrale (zona tra Salla e Kem), tra i laghi Onega e Ladoga e sull'istmo di Carelia. Nella foto in alto una drammatica ripresa dei combattimenti a nord di Leningrado, scattata nel momento in cui un soldato sovietico viene colpito a bruciapelo da un finnico. Al centro truppe tedesche appoggiate da carri pesanti in azione sul fronte dei fiume Svir. Nella foto in basso la eccezionale foto di un canotto d'assalto finlandese colpito dal tiro dell'artiglieria russa sulle sponde del lago Ladoga.

Con l'offensiva del giugno 1944 il Comando sovietico si riprometteva di mettere rapidamente fine al conflitto con la Finlandia, allo scopo di infierire un grave colpo al dominio tedesco sul Baltico. Gli epicentri dell'offensiva erano l'istmo di Carelia, con obbiettivi immediati lo sfondamento della linea Mannerheim e l'espugnazione di Vijpuri e, tra i laghi Ladoga e Onega, il forzamento della linea dello Svir e l'investimento del territorio nazionale finlandese nella zona di Sortavala. Nella foto in alto a sinistra il maresciallo Mannerheim ed generale tedesco von Falkenhorst. A sinistra al centro truppe finlandesi in movimento su battelli d'assalto nel lago Ladoga. A sinistra in basso reparti finnici si apprestano ad attraversare un lago sull'istmo di Carelia. A destra in alto unità finlandesi affluiscono sul fronte dello Svir. A destra al centro riserve finlandesi in marcia attraverso Vijpuri semidistrutta. A destra in basso un dragamine russo affondato da aerei nel Golfo di Finlandia.

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