2a Guerra Mondiale 1944-19


Lo sbarco in Normandia


Inno San Marino 



Le forze navali germaniche dipendenti dal Comando Ovest, che avrebbero dovuto contrastare l'invasione nemica, erano sottoposte all'Ammiraglio Krancke e si componevano in tutto di 3 cacciatorpediniere, 5 torpediniere, 30 motosiluranti e 36 sommergibili. La Luftwaffe era al comando del Maresciallo Sperrle, che disponeva della 3a Flotta aerea. In cooperazione con la Marina e l'Aviazione, le batterie costiere e le postazioni di armi leggere del Vallo Atlantico dovevano sostenere il primo urto, in attesa della contromanovra delle divisioni dell'Esercito. Tra la foce dell'Orne e quella del Vire (la zona di sbarco) erano dislocate una batteria di Marina su 4 pezzi da 150 mm., due dell'Esercito su 6 pezzi (ognuna) da 150 ed una terza, anche dell'Esercito, su 4 pezzi da 122 mm. Su tutto il Vallo Atlantico una discreta percentuale di batterie era protetta da torri corazzate e da opere in calcestruzzo, mentre le altre, insieme a molte postazioni per armi leggere, avevano la sola protezione di ben dissimulate trincee. Nella foto in alto cannone costiero tedesco di grosso calibro. In basso un grosso telemetro delle fortificazioni del Vallo Atlantico.

Le prime opere del Vallo Atlantico erano state apprestate fin dal 1940, specie sul Passo di Calais, dove si erano installate potenti postazioni di artiglieria a lunga portata per il martellamento della parte dell'Inghilterra in cui allora i tedeschi avrebbero voluto sbarcare e per tenere il controllo del passaggio marittimo nella zona. Negli anni successivi, sfumata la possibilità di un attacco tedesco all'Inghilterra in previsione di quella opposta dello sbarco anglo-americano sulla costa francese, le fortificazioni erano state estese a tutta la Manica (e parzialmente sulla costa atlantica) ed avevano assunto carattere difensivo. Nella foto in alto a sinistra uno sbarramento di asparagi di Rommel, visto dalle torri di un antico castello francese. Gli asparagi erano sbarre di ferro collegate da filo spinato poste sulla spiaggia pei impedire l'approdo a mezzi da sbarco od a nuotatori isolati. A sinistra al centro mitragliatrice tedesca in un grosso bunker. A sinistra in basso fortificazione del complesso della Batteria Todt. A destra n alto Albert Speer, ministro degli armamenti tedesco, cui va il merito, insieme a Todt, della costruzione del Vallo Atlantico. In basso Todt, organizzatore del servizio del lavoro e costruttore, oltre che del Vallo Atlantico della famosa linea Sigfrido.


Contro il forte complesso di unità tedesche appoggiate alle potenti fortificazioni del Vallo Atlantico, gli anglo-americani stavano radunando da mesi ingenti forze terrestri, aeree e navali. Nella foto in alto uno sbarramento di asparagi di Rommel scoperto per la bassa marea. In basso una torre costiera binata tedesca con pezzi di grosso calibro. Sulla torre un pezzo scudato di piccolo calibro, a tiro rapido contraereo e navale.


Le forze d'assalto alleate, che formavano la prima ondata da sbarco erano suddivise in due Armate. La 1a Armata americana e la 2a Armata britannica per il cui trasporto vennero impiegate 244 navi mercantili e 4.012 mezzi da sbarco. Nella foto in alto batterie di lanciarazzi multipli di grosso calibro, piazzate dai tedeschi (ad imitazione delle batterie fisse di Katiusce poste sulla sponda orientale del Volga durante la battaglia di Stalingrado) sulle coste della Manica. In basso all'estremità orientale del sistema del Vallo Atlantico nell'isola olandese di Walcheren (alle foci della Schelda), un lanciasiluri piazzato dai tedeschi in un bunker per agire contro unità navali nemiche in attacco ravvicinato.

Sopra, da sinistra a destra nelle foto, i capi delle forze di invasione alleate. Il generale americano Eisenhower, comandante di tutte le forze d'invasione: il generale inglese Montgomery. comandante delle forze d'assalto  (prima ondata); il generale Bradley, comandante della Ia Armata americana; il generale Dempsey, comandante della 2a Armata britannica:  l'ammiraglio inglese Cunningham, dello Stato Maggiore di Eisenhower.

Da sinistra a destra: l'ammiraglio inglese Ramsay, comandante le forze navali di appoggio; l'ammiraglio inglese Vian, comandante della forza d'azione orientale. I generali Doolittle e Spaatz, comandanti dell'aviazione U.S.A  in Europa; il maresc. dell'aria inglese Tedder, dello S. M. di Eisenhower-


Le maggiori artiglierie navali alleate, che avrebbero dovuto controbattere il fuoco dei cannoni costieri tedeschi, erano i pezzi delle navi da battaglia americane Nevada, Texas ed Arkansas (Forza d'azione occidentale dell'ammiraglio Allan Kirk) e delle inglesi i Rodney, Warspite e Ramillies, della forza di azione orientale, dell'amm. Vian. Nella foto un immenso campo di raccolta in Inghilterra di mezzi destinati allo sbarco.


5 giugno 1944. Nel pomeriggio, dopo che l'operazione era stata già rimandata di 24 ore per il cattivo tempo, il grosso della flotta di invasione prendeva il largo e navigava verso la costa francese, in formazione su 5 colonne precedute da gruppi di dragamine, per bonificare le zone di approdo. Queste unità, benché ammontassero ad oltre 6.000 e navigassero in un canale ristretto come la Manica, non venivano scoperte dai tedeschi per le cattive condizioni metereologiche e per la impossibilità di azione della ricognizione aerea tedesca, che urtava nell'assoluto dominio dell'aria da parte del nemico. Nella foto in alto la impressionante ripresa di una zona delle retrovie tedesche, costellata di innumerevoli crateri di bombe. In basso aerei alleati con alianti al traino, trasportanti paracadutisti, in volo verso la Francia; sullo sfondo le navi da battaglia britanniche Warspites e Ramillies.


Alle ore 2,15 giungevano al Comando Ovest tedesco le prime notizie circa l'atterraggio dei paracadutisti anglo-americani, in corso in tre punti tra Caen e St. Mère Eglise. Immediatamente veniva dato l'allarme alla 3a Flotta Aerea ed al Gruppo Marina Ovest. Alle 2,30 von Runstedt ordinava alla divisione corazzata SS (dislocata nell'interno, a sud del corso della Senna) di marciare verso Lisieux e ad un'altra unità similare di mettersi in marcia per raggiungere la costa. Le due unità sarebbero state messe a disposizione del maresciallo Rommell. Alle ore 5 intanto le forze navali alleate erano in posizione di tiro, protette da una cortina fumogena posta tra le navi e le batterie costiere. Ma una squadriglia di 4 motosiluranti tedesche riusciva
ad interrompere improvvisamente dalla cortina e ad affondare  il cacciatorpediniere norvegese Svenner.  Alle ore 5,30 oltre 1.000 aerei della VIII  Forza aerea amerIcana attaccavano le batterie costiere. Poi, tra le 6 e le 6,30, le navi da guerra anglo-americane conducevano un violentissimo bombardamento navale. Tra le 6,30 e le 7, l'OKW (Comando Supremo della Wehrmacht) ordinava al Comando Ovest di revocare l'ordine dato alle due. divisioni corazzate, non muovendole dalla loro dislocazione fino a che non risultasse chiaro trattarsi di uno sbarco di grande entità e non di azione diversiva per coprire una operazione  e anfibia di importanza maggiore su altro tratto della costa. L'ordine veniva impartito a nome di Hitler ed imposto nonostante l'opposizione von Runstedt. Questa decisione era dovuta alla convinzione dell'OKW che lo sbarco principale sarebbe avvenuto tra Le Havre e Calais: per tale motivo le forze della 15a Armata, intatte, restarono ferme ancora per lungo tempo, mentre sul fronte di sbarco la 7a Armata venne lentamente logorata e poi travolta. Nella foto in alto grosso cannone tedesco in azione contro le navi nemiche. In alto la deconda pezzo contraereo da 105 mm. in tiro notturno contro apparecchi anglo-americani. In basso (2 foto) un eccezionale documento: la flotta di invasione anglo-americana in vista delle coste francesi. Sullo sfondo, le navi alleate e le colonne d'acqua provocate dalle cannonate tedesche. In primo piano, a sinistra nella foto, un pezzo costiero in torre corazzata.


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