| LO SBARCO
IN NORMANDIA
L'apertura di un secondo fronte, insistentemente richiesta da Stalin per lungo tempo e rinfacciata continuamente agli alleati occidentali, era stata
al fine decisa per l'estate del 1944. La zona prescelta era un tratto della costa
normanna sulle spiagge del Calvados e su quelle orientali del Cotentin. Il
giorno D, giorno dello sbarco (denominato Operazione Overlord) era ormai stato fissato, per ragioni di carattere psicologico, in concomitanza con
l'occupazione di Roma. Nell'approssimarsi di tale data si andavano apprestando ingenti forze. All'alba del 6 giugno 1944 il gigantesco meccanismo per l'attacco alla fortezza europea si mise in moto.
Le truppe di invasione si componevano, nella prima ondata di assalto. di 176.000 uomini e 20.000 automezzi, che dovevano salire a 902.000 uomini e 189.000 automezzi dopo venti giorni, e 1.703.000 uomini e 365.000 automezzi dopo due mesi. Il comando della operazione era affidato al generale americano
Eisenhower, mentre le forze di assalto (di prima ondata), che costituivano il
XXI Gruppo di Armate, erano poste al comando del generale Montgomery, ai diretti ordini di Eisenhower. Le forze d'assalto si suddividevano in due Armate. La
Ia Armata americana era agli ordini del generale Bradley, mentre la 2a Armata britannica era agli ordini del generale
Dempsey. In appoggio a queste truppe da sbarco, vennero impiegati 11.000 aerei di prima linea ed una forza navale di appoggio, al comando dell'ammiraglio inglese Ramsay forte di 6 corazzate, 4 monitori, 23 incrociatori e 104 cacciatorpediniere.
La flotta anfibia constava di 4.012 mezzi da sbarco, 316 navi pattuglia, 152 navi scorta, 324 navi ausiliarie, 244 navi mercantili e 70 navi destinate all'affondamento per costituire porti artificiali. La flotta aerea da trasporto era di 1.662 aerei e 512 alianti per la
82a e 101a divisioni paracadutisti americane e di 773 aerei e 335 alianti per la
6a britannica. Le difese tedesche in Francia erano altrettanto forti e si appoggiavano alle opere permanenti del
Vallo Atlantico, che cingeva di bunker in calcestruzzo, torri corazzate di artiglieria e postazioni per armi leggere, tutta la costa atlantica
francese specie quella sulla Manica. Davanti alle fortificazioni erano numerosi ostacoli passivi, quali i fossati anticarro, i reticolati ed i campi minati e, sulla linea del bagnasciuga, mine marine e cosiddetti
asparagi di Rommel (spunzoni di ferro collegati da reticolati, per impedire l'approdo di mezzi da sbarco e di nuotatori).
Tutte le forze tedesche in Francia dipendevano dal Comando Ovest, tenuto dal Generale Feldmaresciallo von Runstedt, che aveva ai suoi diretti ordini la
3a Flotta aerea del Maresciallo Sperrle ed il Comando Marina Ovest dell'Ammiraglio Krancke (che disponeva, per il contrasto allo sbarco, di 3 cacciatorpediniere, 5 torpediniere, 30 motosiluranti e 36 sommergibili). Le forze terrestri germaniche erano suddivise tra i
Gruppi Armate B e C. Il Gruppo di Armate B. al comando del maresciallo Rommel, era dislocato tra Anversa e Nantes, lungo tutta la costa settentrionale della Francia. Esso era formato dalla
15a Armata e dalla 7a. La 15a, posta tra Caen ed Anversa, contava 23
divisioni, di cui 5 corazzate, 6 di fanteria e 12 di impiego limitato.
La 7a Armata, dislocata tra Caen e Nantes, si componeva di 16 divisioni, fra le quali 1 corazzata, 7 di fanteria ed 8 di impiego limitato.
Il Gruppo di Armate C, del generale von Blaskowitz, aveva giurisdizione su tutta la Francia meridionale, dall'Atlantico al Mediterraneo.
Delle forze di Rommel, al momento dello sbarco, si trovavano tra St.Mère Eglise e Cabourg (zona scelta dagli
anglo-americani per l'assalto alle spiagge) solo 4 divisioni: 352a di fanteria,
716a e 709a di impiego limitato, della 7a Armata, e 711a di impiego limitato della
15a. Delle divisioni, corazzate, solo la 21a (7a Armata) era in zona di impiego, nei pressi di Caen.
Questa era la situazione delle forze contrapposte al momento dello sbarco. Frattanto il
giorno D, causa il maltempo, era stato spostato al 6 giugno. Nelle prime ore di quel giorno, aveva inizio la tanto attesa
Operazione Overlord. Tra le ore 1,30 e 2,30 le due divisioni paracadutisti americane scendevano tra St. Mère Eglise e Carentan e la
6a paracadutisti inglese alla foce dell'Orno. Contemporaneamente 1.333 bombardieri della RAF iniziavano a martellare le 10 più importanti batterie poste tra Cherbourg e Le Havre.
Appena conosciuta la notizia dell'aviosbarco, il Gruppo Armate B ordinava a due divisioni corazzate lo spostamento verso il fronte, ma l'ordine veniva revocato per intervento dell'OKW e personale di Hitler. Ciò era dovuto alla convinzione che lo sbarco maggiore avvenisse ad
oriente di Le Havre e quello in corso fosse solo un diversivo. Di qui anche gli ordini successivi, che impedivano l'entrata in battaglia della
15a Armata che invece, lanciata subito nella mischia, avrebbe anche potuto far fallire l'operazione.
Alle prime luci dell'alba, tra le 6,35 e le 7,45. dopo un violento bombardamento aeronavale, le truppe da sbarco britanniche, americane e canadesi prendevano d'assalto le spiagge prefissate. Intanto i tedeschi reagivano all'operazione col fuoco dei cannoni e delle armi leggere, con attacchi aerei e con una sortita di motosiluranti che colava a picco un cacciatorpediniere. Ma un più intenso contrasto navale si sviluppava nei giorni seguenti, con sommergibili, mezzi d'assalto, siluri elettrici a lunga corsa, mine magnetiche, acustiche ed a pressione (spesso lanciate da aerei fra le navi nemiche) ed ancora motosiluranti.
Durante tutta la giornata del 6 si combatteva lungo le spiagge e cadevano i primi bunker e le prime batterie germaniche. Il giorno 7 le teste di sbarco britanniche erano unificate e la
2a Armata, già rinforzata dalle prime unità della successive ondate, premeva verso Bayeux e Caen. Nel settore americano invece le teste di sbarco erano ancora separate. Il giorno 8 gli
anglo canadesi conquistavano Bayeux ed iniziavano un forte attacco verso sud, sulla strada Bayeux-Caen. Il 9 giugno ed i giorni successivi, mentre si andavano apprestando i porti artificiali per l'alimentazione dei combattimenti, le truppe di invasione guadagnavano gradatamente terreno, sia pure a prezzo di duri combattimenti e severe perdite. Il 12 giugno la prima fase dell'operazione terminava, con il congiungimento di tutte le teste di sbarco, avvenuto però con 6 giorni di ritardo sul previsto.
Il giorno seguente, 13 giugno, iniziavano a cadere su Londra le prime bombe volanti
V. 1, risposta tedesca allo sbarco in Francia ed ai bombardamenti in Germania.
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