2a Guerra Mondiale 1944-18


L'occupazione di Roma


Inno Sud Africa 




Alla occupazione Alleata di Roma seguiva un periodo di violento rincrudimento di delitti, di furti e di tutte le altre manifestazioni della malavita, cui non andava disgiunta una carestia, che invece di cessare con l'evacuazione tedesca, si era ulteriormente aggravata. Una parte del malcostume era portata nella Capitale dalle stesse truppe di occupazione, specie da quelle di colore, che incrementavano la borsa nera e li affari più loschi e compivano ogni sorta di arbitri. Spesso, alle bande di malviventi locali, si aggiungevano bande di militari alleati che per ubriachezza o per altri motivi, rendevano estremamente malsicure le strade cittadine di notte. Nella foto in alto i più svariati tipi di sigarette in vendita alla borsa nera. A sinistra in basso uno sciuscià, come venivano chiamati i ragazzini che si prestavano a pulire le scarpe ai soldati occupanti. Sullo sfondo, l'Altare della patria. Nella foto a destra in basso piccoli accattoni dediti alle più losche attività per ovviare alla fame ed ai disagi.


Una delle caratteristiche più evidenti di Roma occupata, era la ondata di prostituzione che invadeva la Capitale, dove donne di tutte le età e degli ambienti più diversi concedevano i loro favori ai soldati anglo-americani, compresi quelli di colore. Questo stato di cose, che vedrà in seguito la sua più clamorosa manifestazione nella Pineta di Tombolo presso Livcrno. Aggravò pesantemente il basso livello morale in cui era caduta la Città Eterna. Le retate della polizia, tutti i tentativi di arrestare queste manifestazioni della malavita, non raggiungevano risultati degni di rilievo. Per mutare la situazione dovranno passare anni. In alto i viveri delle truppe alleate sulle bancarelle. In basso abolizione dei pregiudizi razziali.


Gli americani a Roma: gli onori di casa.

Lo sbarco in Normandia



La Normandia ed il Golfo della Senna furono i luoghi prescelti dagli anglo-americani per lo sbarco in Francia settentrionale. L'Alto Comando tedesco riteneva che lo sbarco dovesse avvenire più ad oriente e che le operazioni tra il Cotentin e l'Orno avessero solo carattere diversivo. In questo modo il grosso delle forze del Reich venne lasciato inattivo e fu lanciato nella mischia dopo quasi due mesi, quando era ormai troppo tardi. Con questo errore di valutazione e con la perseveranza in tale errore, il Comando tedesco perdeva irrimediabilmente la battaglia di Normandia. Nella cartina, le zone occupate dagli anglo-americani con le prime ondate di sbarco, il 6 giugno 1944, tra la penisola di Cotentin ed il fiume Orna.

LO SBARCO IN NORMANDIA

L'apertura di un secondo fronte, insistentemente richiesta da Stalin per lungo tempo e rinfacciata continuamente agli alleati occidentali, era stata al fine decisa per l'estate del 1944. La zona prescelta era un tratto della costa normanna sulle spiagge del Calvados e su quelle orientali del Cotentin. Il giorno D, giorno dello sbarco (denominato Operazione Overlord) era ormai stato fissato, per ragioni di carattere psicologico, in concomitanza con l'occupazione di Roma. Nell'approssimarsi di tale data si andavano apprestando ingenti forze. All'alba del 6 giugno 1944 il gigantesco meccanismo per l'attacco alla fortezza europea si mise in moto. Le truppe di invasione si componevano, nella prima ondata di assalto. di 176.000 uomini e 20.000 automezzi, che dovevano salire a 902.000 uomini e 189.000 automezzi dopo venti giorni, e 1.703.000 uomini e 365.000 automezzi dopo due mesi. Il comando della operazione era affidato al generale americano Eisenhower, mentre le forze di assalto (di prima ondata), che costituivano il XXI Gruppo di Armate, erano poste al comando del generale Montgomery, ai diretti ordini di Eisenhower. Le forze d'assalto si suddividevano in due Armate. La Ia Armata americana era agli ordini del generale Bradley, mentre la 2a Armata britannica era agli ordini del generale Dempsey. In appoggio a queste truppe da sbarco, vennero impiegati 11.000 aerei di prima linea ed una forza navale di appoggio, al comando dell'ammiraglio inglese Ramsay forte di 6 corazzate, 4 monitori, 23 incrociatori e 104 cacciatorpediniere. La flotta anfibia constava di 4.012 mezzi da sbarco, 316 navi pattuglia, 152 navi scorta, 324 navi ausiliarie, 244 navi mercantili e 70 navi destinate all'affondamento per costituire porti artificiali. La flotta aerea da trasporto era di 1.662 aerei e 512 alianti per la 82a e 101a divisioni paracadutisti americane e di 773 aerei e 335 alianti per la 6a britannica. Le difese tedesche in Francia erano altrettanto forti e si appoggiavano alle opere permanenti del Vallo Atlantico, che cingeva di bunker in calcestruzzo, torri corazzate di artiglieria e postazioni per armi leggere, tutta la costa atlantica francese specie quella sulla Manica. Davanti alle fortificazioni erano numerosi ostacoli passivi, quali i fossati anticarro, i reticolati ed i campi minati e, sulla linea del bagnasciuga, mine marine e cosiddetti asparagi di Rommel (spunzoni di ferro collegati da reticolati, per impedire l'approdo di mezzi da sbarco e di nuotatori). Tutte le forze tedesche in Francia dipendevano dal Comando Ovest, tenuto dal Generale Feldmaresciallo von Runstedt, che aveva ai suoi diretti ordini la 3a Flotta aerea del Maresciallo Sperrle ed il Comando Marina Ovest dell'Ammiraglio Krancke (che disponeva, per il contrasto allo sbarco, di 3 cacciatorpediniere, 5 torpediniere, 30 motosiluranti e 36 sommergibili). Le forze terrestri germaniche erano suddivise tra i Gruppi Armate B e C. Il Gruppo di Armate B. al comando del maresciallo Rommel, era dislocato tra Anversa e Nantes, lungo tutta la costa settentrionale della Francia. Esso era formato dalla 15a Armata e dalla 7a. La 15a, posta tra Caen ed Anversa, contava 23 divisioni, di cui 5 corazzate, 6 di fanteria e 12 di impiego limitato. La 7a Armata, dislocata tra Caen e Nantes, si componeva di 16 divisioni, fra le quali 1 corazzata, 7 di fanteria ed 8 di impiego limitato. Il Gruppo di Armate C, del generale von Blaskowitz, aveva giurisdizione su tutta la Francia meridionale, dall'Atlantico al Mediterraneo. Delle forze di Rommel, al momento dello sbarco, si trovavano tra St.Mère Eglise e Cabourg (zona scelta dagli anglo-americani per l'assalto alle spiagge) solo 4 divisioni: 352a di fanteria, 716a e 709a di impiego limitato, della 7a Armata, e 711a di impiego limitato della 15a. Delle divisioni, corazzate, solo la 21a (7a Armata) era in zona di impiego, nei pressi di Caen. Questa era la situazione delle forze contrapposte al momento dello sbarco. Frattanto il giorno D, causa il maltempo, era stato spostato al 6 giugno. Nelle prime ore di quel giorno, aveva inizio la tanto attesa Operazione Overlord. Tra le ore 1,30 e 2,30 le due divisioni paracadutisti americane scendevano tra St. Mère Eglise e Carentan e la 6a paracadutisti inglese alla foce dell'Orno. Contemporaneamente 1.333 bombardieri della RAF iniziavano a martellare le 10 più importanti batterie poste tra Cherbourg e Le Havre. Appena conosciuta la notizia dell'aviosbarco, il Gruppo Armate B ordinava a due divisioni corazzate lo spostamento verso il fronte, ma l'ordine veniva revocato per intervento dell'OKW e personale di Hitler. Ciò era dovuto alla convinzione che lo sbarco maggiore avvenisse ad oriente di Le Havre e quello in corso fosse solo un diversivo. Di qui anche gli ordini successivi, che impedivano l'entrata in battaglia della 15a Armata che invece, lanciata subito nella mischia, avrebbe anche potuto far fallire l'operazione. Alle prime luci dell'alba, tra le 6,35 e le 7,45. dopo un violento bombardamento aeronavale, le truppe da sbarco britanniche, americane e canadesi prendevano d'assalto le spiagge prefissate. Intanto i tedeschi reagivano all'operazione col fuoco dei cannoni e delle armi leggere, con attacchi aerei e con una sortita di motosiluranti che colava a picco un cacciatorpediniere. Ma un più intenso contrasto navale si sviluppava nei giorni seguenti, con sommergibili, mezzi d'assalto, siluri elettrici a lunga corsa, mine magnetiche, acustiche ed a pressione (spesso lanciate da aerei fra le navi nemiche) ed ancora motosiluranti. Durante tutta la giornata del 6 si combatteva lungo le spiagge e cadevano i primi bunker e le prime batterie germaniche. Il giorno 7 le teste di sbarco britanniche erano unificate e la 2a Armata, già rinforzata dalle prime unità della successive ondate, premeva verso Bayeux e Caen. Nel settore americano invece le teste di sbarco erano ancora separate. Il giorno 8 gli anglo canadesi conquistavano Bayeux ed iniziavano un forte attacco verso sud, sulla strada Bayeux-Caen. Il 9 giugno ed i giorni successivi, mentre si andavano apprestando i porti artificiali per l'alimentazione dei combattimenti, le truppe di invasione guadagnavano gradatamente terreno, sia pure a prezzo di duri combattimenti e severe perdite. Il 12 giugno la prima fase dell'operazione terminava, con il congiungimento di tutte le teste di sbarco, avvenuto però con 6 giorni di ritardo sul previsto. Il giorno seguente, 13 giugno, iniziavano a cadere su Londra le prime bombe volanti V. 1, risposta tedesca allo sbarco in Francia ed ai bombardamenti in Germania.



L'Alto Comando tedesco attendeva da tempo un tentativo di sbarco sulle coste Settentrionali della Francia e per questa eventualità aveva apprestato un potente sistema difensivo, noto col nome di Vallo Atlantico ed aveva raccolto numerose forze per presidiarlo e per contromanovrare come riserve tattiche e strategiche. Il Comando tedesco Ovest, che comprendeva tutte le forze armate del fronte occidentale, era tenuto dal Generale Feldmaresciallo (grado superiore a Feldmaresciallo, rivestito da pochissimi generali, fra cui Hindenburg) von Runstedt, che aveva ai suoi ordini il Gruppo di Armate B (tutta la Francia settentrionale, da Anversa a Nantes) del Feldmaresciallo Rommel ed il Gruppo di Armate C (Francia meridionale, dal Golfo di Biscaglia alla Provenza) del generale von Blaskowitz. Nella foto in alto a sinistra maresciallo von Runstedt. In alto al centro il maresc. Rommel. In alto a destra l'ammiraglio Ruge dello Stato Maggiore del Gruppo Armate B. In basso cannone di grosso calibro di una batteria del Vallo Atlantico. La torre corazzata può rientrare completamente, con un sistema di rotaie, nel bunker che la protegge.



Il Gruppo Armate B del maresciallo Rommel si suddivideva !n due Armate. La 15° (che teneva le zone costiere tra Anversa e Caen, cioè la parte che il Comando tedesco riteneva principale obbiettivo di sbarco) disponeva di un totale di 23 divisioni, delle quali 5 corazzate, 6 di fanteria ed altre 12 di impiego limitato, La 14a Armata invece era dislocata tra Caen e Nantes ed era composta di 16 divisioni, di cui 1 corazzata, 7 di fanteria ed 8 di impiego limitato. Di queste unità solo 4 si trovavano nella zona prescelta per l'invasione. In alto uno sbarramento di filo spinato lungo la costa. In basso a sinistra truppe tedesche sulle coste olandesi. In Olanda la Wehrmacht,, escludendo la possibilità di uno sbarco, aveva dislocato 3 divisioni di impiego limitato e reparti di fucilieri di Marina. In basso a destra sentinella in vedetta presso una batteria costiera.

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