2a Guerra Mondiale 1944-14


L'avanzata verso Roma


Inno Moldovia 



25 maggio 1944. Sul fronte di Anzio, il VI Corpo d'Armata alleato conquistava Cisterna ed apriva una breccia tra la Goring e la 362a divisione tedesca. Nello stesso giorno a Borgo Grappa presso Pontinia, si congiungevano le avanguardie del VI Corpo di Anzio con quelle del II Corpo americano proveniente dal Garigliano. All'atto del congiungimento, il generale Alexander dichiarava che le forze alleate nell'offensiva di primavera avevano catturato 10.000 prigionieri ed avevano praticamente distrutto la 71a, 94a e la 44a divisione di fanteria tedesca ed i reggimenti 131° e 305°. Nella foto a sinistra in alto soldati americani e prigionieri tedeschi nella pianura pontina. A sinistra al centro le paludi pontine allagate, presso la via Appia, dai tedeschi in ritirata. In basso reparti americani del VI Corpo attraversano il canale Mussolini per congiungersi con le divisioni del II Corpo d'Armata. A destra le eccezionali sequenze della ripresa cinematografica di un attacco americano a Cisterna: una pattuglia, improvvisamente presa sotto il tiro tedesco cerca scampo in una casa, lasciando sul terreno alcuni caduti.


29 maggio 1944. Attraverso la breccia di Cisterna il generale Clark, nella giornata del 27 maggio, inviava la Ia divisione corazzata americana e la 3a,  34a, e 45a (anch'esse americane) in direzione della zona Velletri-Valmontone, nell'intento di tagliare la strada alle unità germaniche che si ritiravano lungo la strada statale n. 6, ma i reparti di copertura tedeschi impedivano una rapida avanzata. Dopo due giorni, il 29, un'altra divisione americana, la 36a (del « Il » Corpo) veniva lanciata verso Velletri, ad oriente dei colli Albani, per cercare di raggiungere Valmontone, ma anche essa falliva il tentativo di tagliare la ritirata ai tedeschi. Nella foto in alto reparti americani entrano a Littoria ormai indifesa. Nella foto in basso unità della 3a divisione di fanteria americana affluiscono attraverso l'abitato di Cisterna, dirette verso i colli Albani.

2 giugno 1944. Il II Corpo d'Armata americano riusciva ad occupare Valmontone solo dopo il passaggio dell'ultimo reparto germanico in ripiegamento. Da Valmontone gli americani piegavano ad occidente, aggirando da nord i colli Albani e puntando verso Roma a cavallo della statale n. 6. Nella stessa giornata del 2 i tedeschi abbandonavano anche le posizioni sui colli Albani e si ritiravano sul Tevere, mentre era già in atto lo sgombero di Roma. Solo reparti della RSI combattevano ancora in difesa della Capitale italiana. L'avanzata alleata tra i colli Albani ed il mare era compiuta dalla 5a divisione di fanteria e Ia divisione corazzata britannica. Nella foto a sinistra in alto reparti americani avanzano nella zona dei colli Albani; in primo piano cadaveri di soldati tedeschi. A sinistra al centro truppe alleate nell'abitato di Carroceto. A sinistra in basso reparti britannici entrano combattendo ad Alatri. A destra in alto unità francesi occupano Pico. A destra in basso la moglie dello scrittore americano Hemingway visita, in qualità di corrispondente di guerra, i gurkhas della 8a divisione indiana, appartenente al XIII Corpo.

L'Italia sotto le bombe







Mentre sul fronte meridionale le truppe britanniche, americane ed alleate raggiungevano Roma, sui principali centri dell'Italia centro settentrionale si abbatteva sempre più massiccia l'offesa delle fortezze volanti. In alto il convento dei Sette Santi Fondatori gravemente colpito dalle bombe americane a Firenze. A sinistra al centro carri ferroviari distrutti e rovesciati nella stazione di Pisa. Al centro a destra il Teatro Rossini di Livorno distrutto dai bombardamenti. Nella foto in basso a Parma l'asilo Guadagnini ridotto ad un cumulo di macerie dopo una incursione americana.



Sotto gli attacchi aerei nemici, le città italiane erano pressoché sprovviste di contraerea e le scarse batterie tedesche ed italiane non erano sufficienti a contrastare gli attacchi. A volte le incursioni erano richieste e dirette dai comandi clandestini del CLN, come l'attacco che distruggeva Vicenza il giorno di Pasqua del 1944. Nella foto a sinistra in alto dighe colpite da bombardieri alleati presso Pescara. A sinistra al centro a Tivoli una officina per la riparazione dei carri armati centrata dalle bombe. In basso la stazione dì Pisa devastata dalle incursioni. A destra in alto un manifestino lanciato dagli alleati su Roma nel tentativo di giustificare le incursioni indiscriminate. In basso macerie a Roma nel quartiere Ostiense.




La estrema difesa di Roma, ormai solo simbolica, era affidata ai reparti della RSI. Oltre ai resti del battaglione Barbarigo, del Gruppo artiglieria S. Giorgio della Decima Mas ed ai volontari delle SS italiane, che avevano combattuto fino all'ultimo tra Cisterna e Littoria, si distinguevano particolarmente i paracadutisti. Essi, comprendenti due battaglioni della Nembo già gravemente decimati, al comando del maggiore Rizzatti, resistevano tra Ardea e Pratica di Mare contro due divisioni inglesi e due divisioni americane. Dal 31 maggio era sullo stesso fronte anche il battaglione Folgore. I tre battaglioni venivano poi spostati a Castel di Decima, dove si sacrificavano. Il maggiore Rizzatti cadeva alla testa dei suoi uomini. Dei 980 uomini del Folgore, il 3 giugno ne restavano vivi solo 30, che si ritiravano combattendo ancora. A destra in alto aerosiluranti della RSI in volo nel cielo di Anzio. Nelle foto al centro ed in basso reparti di paracadutisti della RSI contrattaccano a Castel di Decima. A sinistra in alto il ten, col. Faggioni, asso degli aero-siluratori italiani, caduto durante un attacco alle navi alleate nel mare di Anzio e decorato di M. d'O. A destra in basso il magg. Rizzatti, M. d'O. alla Memoria, caduto assaltando a bombe a mano un carro nemico.

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