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2a Guerra Mondiale 1944-14 |
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L'avanzata verso Roma |
Inno Moldovia |
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| 25 maggio 1944. Sul fronte di Anzio, il
VI Corpo d'Armata alleato conquistava Cisterna ed apriva una breccia tra la
Goring e la 362a divisione tedesca. Nello stesso giorno a Borgo Grappa presso Pontinia, si congiungevano le avanguardie del
VI Corpo di Anzio con quelle del II Corpo americano proveniente dal Garigliano. All'atto del congiungimento, il generale Alexander dichiarava che le forze alleate nell'offensiva di primavera avevano catturato 10.000 prigionieri ed avevano praticamente distrutto la
71a, 94a e la 44a divisione di fanteria tedesca ed i reggimenti 131° e
305°. Nella foto a sinistra in alto soldati americani e prigionieri tedeschi nella pianura pontina. A sinistra al
centro le paludi pontine allagate, presso la via Appia, dai tedeschi in ritirata. In
basso reparti americani del VI Corpo attraversano il canale Mussolini per congiungersi con le divisioni del
II Corpo d'Armata. A destra le eccezionali sequenze della ripresa cinematografica di un attacco americano a Cisterna: una pattuglia, improvvisamente presa sotto il tiro tedesco cerca scampo in una casa, lasciando sul terreno alcuni caduti. |
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| 2 giugno 1944. Il II Corpo d'Armata americano riusciva ad occupare Valmontone solo dopo il passaggio dell'ultimo reparto germanico in ripiegamento. Da Valmontone gli americani piegavano ad occidente, aggirando da nord i colli Albani e puntando verso Roma a cavallo della statale n. 6. Nella stessa giornata del 2 i tedeschi abbandonavano anche le posizioni sui colli Albani e si ritiravano sul Tevere, mentre era già in atto lo sgombero di Roma. Solo reparti della RSI combattevano ancora in difesa della Capitale italiana. L'avanzata alleata tra i colli Albani ed il mare era
compiuta dalla 5a divisione di fanteria e Ia divisione corazzata britannica. Nella foto a sinistra in
alto reparti americani avanzano nella zona dei colli Albani; in primo piano cadaveri di soldati tedeschi. A sinistra al
centro truppe alleate nell'abitato di Carroceto. A sinistra in basso reparti britannici entrano combattendo ad Alatri. A destra in
alto unità francesi occupano Pico. A destra in basso la moglie dello scrittore americano Hemingway visita, in qualità di corrispondente di guerra, i
gurkhas della 8a divisione indiana, appartenente al XIII Corpo. |
L'Italia sotto le bombe
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![]() Mentre sul fronte meridionale le truppe britanniche, americane ed alleate raggiungevano Roma, sui principali centri dell'Italia centro settentrionale si abbatteva sempre più massiccia l'offesa delle fortezze volanti. In alto il convento dei Sette Santi Fondatori gravemente colpito dalle bombe americane a Firenze. A sinistra al centro carri ferroviari distrutti e rovesciati nella stazione di Pisa. Al centro a destra il Teatro Rossini di Livorno distrutto dai bombardamenti. Nella foto in basso a Parma l'asilo Guadagnini ridotto ad un cumulo di macerie dopo una incursione americana. |
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| Sotto gli attacchi aerei nemici, le città italiane erano pressoché sprovviste di contraerea e le scarse batterie tedesche ed italiane non erano sufficienti a contrastare gli attacchi. A volte le incursioni erano richieste e dirette dai comandi clandestini del CLN, come l'attacco che distruggeva Vicenza il giorno di Pasqua del 1944. Nella foto a sinistra in
alto dighe colpite da bombardieri alleati presso Pescara. A sinistra al
centro a Tivoli una officina per la riparazione dei carri armati centrata dalle bombe. In
basso la stazione dì Pisa devastata dalle incursioni. A destra in alto un
manifestino lanciato dagli alleati su Roma nel tentativo di giustificare le incursioni indiscriminate. In
basso macerie a Roma nel quartiere Ostiense. |
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| La estrema difesa di Roma, ormai solo simbolica, era affidata ai reparti della RSI. Oltre ai resti del battaglione
Barbarigo, del Gruppo artiglieria S. Giorgio della Decima Mas ed ai volontari delle
SS italiane, che avevano combattuto fino all'ultimo tra Cisterna e Littoria, si distinguevano particolarmente i paracadutisti. Essi, comprendenti due battaglioni della
Nembo già gravemente decimati, al comando del maggiore Rizzatti, resistevano tra Ardea e Pratica di Mare contro due divisioni inglesi e due divisioni americane. Dal 31 maggio era sullo stesso fronte anche il battaglione
Folgore. I tre battaglioni venivano poi spostati a Castel di Decima, dove si sacrificavano. Il maggiore Rizzatti cadeva alla testa dei suoi uomini. Dei 980 uomini del
Folgore, il 3 giugno ne restavano vivi solo 30, che si ritiravano combattendo ancora. A destra in
alto aerosiluranti della RSI in volo nel cielo di Anzio. Nelle foto al centro ed in
basso reparti di paracadutisti della RSI contrattaccano a Castel di Decima. A sinistra in
alto il ten, col. Faggioni, asso degli aero-siluratori italiani, caduto durante un attacco alle navi alleate nel mare di Anzio e decorato di M. d'O. A destra in basso il magg. Rizzatti, M. d'O. alla Memoria, caduto assaltando a bombe a mano un carro nemico. |
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