2a Guerra Mondiale 1944-13


Le linee "Gustav" e "Hitler"


Inno Guinea 



13 maggio 1944. Sulla costa tirrenica le divisioni americane riuscivano a guadagnare terreno, superando Minturno ed avvicinandosi a S. Maria Infante, ma rallentavano la loro azione sulle prime pendici dei Monti Aurunci. I francesi frattanto si impadronivano di Castelforte, dei monti Maio e Faito, di S. Ambrogio e S. Apollinare. Invece il XIII Corpo d'Armata inglese non otteneva alcun risultato di rilievo, continuando a premere violentemente, senza risultato, contro le posizioni tedesche lungo il corso del Gari. Su alcune piccole teste di ponte, formate nei pressi di S. Angelo, si accendevano aspri combattimenti per i duri contrattacchi dei diavoli verdi della Ia divisione paracadutisti tedesca. Nella foto in alto una impressionante immagine della piana di Cassino, letteralmente crivellata da una miriade di crateri provocati dai bombardamenti. In basso carro Sherman avanza nella piana di Cassino, durante la battaglia. Sullo sfondo le linee tedesche sotto il tiro alleato.


14 maggio 1944. A nord della strada statale n. 7 le truppe americane occupavano S. Maria Infante. I francesi risalivano la valle dell'Ausente ed entravano ad Ausonia, tra i Monti Ausoni ed Aurunci. Più a nord, dalla zona di S. Apollinare, altre unità del Corpo francese risalivano lungo la riva destra il fiume Liri, raggiungendo la zona di S. Giorgio. A nord del Liri, nella valle del fiume Gari, la situazione era invece immutata, non riuscendo i britannici a travolgere le difese germaniche attestate tra Cassino, S. Angelo ed il fiume Liri. Nella foto in alto una cingoletta inglese in azione sul fronte del Gari. In basso presso Castelforte, alcuni soldati marocchini osservano un carro medio tedesco Pz. III fuori combattimento. Notare l'equipaggiamento misto dei coloniali del generale Juin. Sullo sfondo l'abitato sconvolto di Castelforte.

15 maggio 1944. A sud di Cassino, unità del XIII Corpo britannico riuscivano finalmente a stabilirsi saldamente al di là del Gari ed a raggíungere la strada Cassino-Pignataro. Di qui piegavano verso nord, minacciando di aggiramento i reparti tedeschi asserragliati a Montecassino. Kesselring faceva intervenire nella lotta la 26a divisione corazzata, ma essa non era in grado di colmare la grande sproporzione di forze. Ecco una serie di eccezionali riprese cine fotografiche. A sinistra in alto cannone tedesco di grosso calibro in azione presso Cassino. A sinistra al centro postazione di mitraglieri tedeschi nella valle del Gari. A sinistra in basso mezzi corazzati tedeschi a Cisterna, sul fronte della testa di sbarco di Anzio. A destra in alto la piana di Cassino sotto il fuoco, vista dalle posizioni tedesche sulla collina del Monastero. A destra al centro un reparto di diavoli verdi sotto il fuoco nemico. A destra in basso reparti germanici impegnati in violento contrattacco.


17 maggio 1944. A sud ovest di Cassino, durante la giornata del 16 maggio, la 78a divisione inglese raggiungeva la strada statale n. 6. Il Comando tedesco lanciava nella mischia la 90a divisione granatieri corazzati ed ordinava alla Ia paracadutisti di ritirarsi, per non essere accerchiata. Ma i diavoli verdi si rifiutavano di eseguire l'ordine e proseguivano la resistenza sulle proprie posizioni ancora inespugnate. Il 17 maggio il II Corpo polacco, comandato dal generale Anders, attaccava in forze Montecassino, senza però realizzare successi, a parte lievi progressi territoriali sulla propria ala destra, nei pressi del Colle Maiola. Nel settore dei Monti Aurunci i reparti francesi, marocchini ed algerini avanzavano verso Esperia. Nella foto in alto reparti britannici transitano fra le rovine dell'abitato di Cassino. Sull'altro versante del colle di Montecassino i polacchi urtano ancora contro la dura resistenza tedesca. Nella foto in basso soldati inglesi avanzano fra le macerie della contesa città





18 maggio 1944. Solo in seguito ad ordine diretto e personale di Kesselring la Ia divisione paracadutisti germanica abbandonava Monte, cassino ed i polacchi potevano così impadronirsi del leggendario colle. Più ad occidente, il XIII Corpo inglese raggiungeva Aquino, mentre il I° Corpo canadese, immesso fresco nella lotta, si avvicinava a Pontecorvo. Il 19, per contenere la situazione, Kesselring disponeva il passaggio della 29a divisione granatieri corazzati dalla 14a Armata (Anzio) alla 10a (Fronte centrale). Nella foto a sinistra in alto il generale Juin, comandante del Corpo francese. In alto a destra soldati francesi, con camionette e carri americani da accompagnamento M. 8 entrano a Esperia. In basso a sinistra durante l'occupazione francese della zona di Esperia i marocchini compivano innumerevoli violenze sulle donne di ogni età (dai 13 agli 84 anni) ed anche sugli uomini che avevano tentato di difenderle. Nella foto, alcune marocchinate. A destra in basso don Alberto Terrilli, parroco di S.M. Maggiore di Esperia, marocchinato anch'egli e morto di crepacuore. Sugli orrori delle truppe marocchine contro le inermi popolazioni di Esperia, Pastena, Lenola, Pofi, Campo di Mele, Castro de Volsci, Ausonia, Itri, Pontecorvo e di tutta la striscia montana tra Cassino e il mare, in una relazione si può leggere testualmente quanto segue: circa 2000 donne oltraggiate, di cui il 20 per cento affette da sifilide e quasi il 90 per cento da blenorragia; molti figli nati dalle unioni forzose; i1 40 per cento degli uomini contagiati dalle mogli; un centinaio di uomini seviziati a scopi di lussuria, oltre 800 (ottocento) assassinati perché accorsi a difendere l'onore delle loro madri, mogli e figlie; l'81 per cento dei fabbricati distrutto ed il 90 per cento del bestiame sottratto; gioielli, abiti e denaro totalmente rubati.

L'avanzata verso Roma




20 maggio 1944. Lungo la costa il II° Corpo americano occupava Formia e si dirigeva verso Fondi e Pico, aggirando i Monti Aurunci. Più a nord i francesi, superata Esperia, marciavano anch'essi in direzione di Pipo, posta sulle estreme pendici orientali dei Monti Ausoni, Nella zona di Cassino, superati finalmente gli ostacoli del colle del monastero, i polacchi puntavano su Piedimonte. Frattanto i tedeschi, abbandonata la Linea Gustav, andavano effettuando un ripiegamento sulla meno robusta linea Hitler, arretrata di pochi chilometri rispetto alla prima. In ogni modo polacchi, francesi, inglesi ed americani, appena giunti in prossimità della nuova linea (sulla quale non era giunta in rinforzo neppure la 29° divisione come da ordine di Kesselring) erano costretti ad arrestare la propria spinta in avanti ed a riordinare le forze. Nella foto in alto truppe inglesi in affluenza verso il fronte. In basso reparti britannici rastrellano una zona collinosa nei pressi dell'abitato di S. Angelo.

23 maggio 1944. Dopo tre giorni di sosta riprendeva l'offensiva alleate. La maggiore pressione veniva esercitata lungo la valle del Liri, sul settore di fronte tenuto dal Corpo d'Armata canadese. Intanto si delineava un attacco anglo-americano anche sulla testa di sbarco di Anzio. In previsione di ciò il maresciallo Kesselring spostava dall'Abruzzo al fronte di Anzio la 334a divisione di fanteria. Nella foto a sinistra in alto La Ia divisione motorizzata francese entra a San Glorgio presso il fiume Liri. A sinistra al centro le truppe canadesi nell'abitato di Pontecorvo. A sinistra in basso soldati britannici su carro Sherman raggiungono l'abitato di Arce, tra Aquino e Frosinone. A destra in alto Pignatare, conquistata dal XIII Corpo d'Armata britannico. A destra al centro soldati polacchi all'assalto tra le macerie di Piedimonte, dietro Cassino; a sinistra, uno Sherman fuori combattimento. A destra in basso nei pressi di Cassino un reparto polacco snida militari germanici rimasti isolati.


24 maggio 1944. Sul fronte di Anzio l'offensiva alleata iniziava nella giornata del 23. Epicentro della lotta il settore di Cisterna, tenacemente difeso da alcuni reparti della divisione corazzata Goiring e dalla 362° divisione di fanteria. Mentre sulla testa di sbarco si svolgevano questi combattimenti, nella valle del Liri i canadesi, oltre Pontecorvo, riuscivano ad aprire una breccia nella linea Hitler. Altrettanto si verificava lungo la costa tirrenica, per lo stato di incompletezza di quella parte della nuova linea difensiva e per la debole ed inadeguata resistenza della 29a divisione tedesca granatieri corazzati: gli americani del II° Corpo superavano la zona di Terracina ed irrompevano nelle paludi pontine. Nella foto in alto una nave da trasporto affondata sui bassi fondali del porto di Gaeta dai bombardieri anglo-americani. Nella foto in basso imbarcazioni che trasportavano rifornimenti alle truppe tedesche attraverso le vie d'acqua interne, distrutte da aerei alleati nel canale di Terracina.


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