| DA CASSINO A ROMA
Dopo la sosta dovuta all'insuccesso nella terza battaglia di Cassino ed al maltempo, la
5a Armata del generale Clark si apprestava ad iniziare la nuova offensiva della primavera del 1944, offensiva che doveva portare alla caduta della
linea Gustav. Questa volta il successo degli attacchi era dovuto a due ordini di motivi: il raggiungimento di una schiacciante superiorità numerica sui difensori tedeschi e la nuova impostazione delle direttrici di attacco. Infatti, invece di concentrare come in passato tutti gli sforzi su un colle facilmente difendibile come quello di Montecassino, il comando alleato, rendendosi parzialmente
conto dell'errore che aveva portato all'inutile sacrificio di oltre 52.000 uomini, spostava l'epicentro sul medio Garigliano e sulla costa tirrenica, tagliando fuori i Monti
Ausoni che per la loro configurazione geografica sono facilmente aggirabili. Tale operazione scopriva l'ala destra delle forze tedesche lungo il corso del Gari, costringendole al ripiegamento, con conseguente arretramento di tutto il fronte, compreso naturalmente l'imprendibile settore di Cassino.
Altro fattore di fondamentale successo era, come si è accennato, la enorme disparità di forze. Su tutto il territorio italiano infatti, nella prima settimana di maggio, erano contrapposti a 22 divisioni, 1 brigata e 3 gruppi tattici di parte germanica, 25 divisioni, 10 brigate ed 11 gruppi tattici alleati. E' da notare poi che le divisioni tedesche erano su 6 battaglioni, mentre quelle alleate ne contavano 9, oltre alla enorme superiorità in mezzi e materiali.
L'offensiva contro la linea Gustav aveva inizio l'11 maggio, preceduta da un lungo ed intenso bombardamento con aerei ed artiglierie. I primi successi, dopo due giorni di duri combattimenti, venivano registrati dal
II° corpo americano, che avanzava lungo la costa tirrenica nel settore di Minturno e dai francesi,
che investivano con manovra a tenaglia i Monti Ausoni. Il giorno 15 maggio, quando i francesi e gli americani avevano superato questa zona montuosa,il
XII Corpo d'Armata britannico riusciva finalmente a superare le posizioni tedesche in pianura attestate sul corso del fiume Gari, contro le quali si era accanito invano per quattro giorni.
Il 16 maggio, mentre i francesi e gli americani stavano superando anche i primi contrafforti dei Monti Aurunci, gli inglesi raggiungevano la strada statale n. 6 (Via Casilina) alle spalle di Cassino che resisteva ancora, saldamente tenuta dai paracadutisti della
Ia divisione tedesca, agli attacchi polacchi che raggiungevano la massima intensità il 17 maggio. Il giorno seguente, solo in seguito ad ordine personale di Kesselring, i
diavoli verdi (che due giorni prima avevano respinto l'ordine di ripiegamento impartito loro dal Comando della
10° Armata da cui dipendevano) abbandonavano il leggendario colle di Montecassino. Il giorno 20 tutte le forze tedesche per evitare di essere frantumate ed aggirate, erano ritirate sulla nuova
linea Hitler, più debole della Gustav perché completa solo nella sua parte orientale.
Di fronte alla nuova linea gli alleati subivano una battuta di arresto. L'attacco riprendeva il 23 maggio, tra la valle del Liri ed il Tirreno ed anche sul fronte di Anzio. Nella valle del Liri il corpo canadese, immesso nella lotta come truppa fresca rompeva per primo il fronte tedesco, mentre ad Anzio una breccia era aperta due giorni
dopo, il 25, sul settore di Cisterna. Lo stesso 25 ií congiungevano presso Pontinia elementi del
VI Corpo alleato che avevano attraversato il canale Mussolini ed avanguardie del
II Corpo americano che aveva superato la stretta di Terracina, mal difesa dalla
29a divisione granatieri corazzati tedesca. Tra il 27 ed il 29 maggio, 4 divisioni americane venivano lanciate ad oriente dei colli Albani, tra Velletri e Valmontone, nell'intento di tagliare la strada alle forze germaniche che ripiegavano sulla statale n. 6, ma fallivano nettamente il loro scopo. Tra il 2 ed il 3 giugno 1944, nel tratto di fronte tra Valmontone, i colli Albani, Ardea e la costa tirrenica,
8 corpi di armata alleati iniziavano l'attacco diretto contro Roma. Ma già dal giorno 2 le truppe tedesche avevano abbandonato tutta la zona alla sinistra del Tevere. Le sole unità che ancora resistevano erano i resti di tre battaglioni di paracadutisti della RSI che si immolavano tra Pratica di Mare e Castel di Decima, combattendo contro 2 divisioni britanniche e 2 americane.
Nell'aprile 1944, mentre l'offensiva alleata sul fronte meridionale era ancora in preparazione, altri fatti di carattere prevalentemente politico si verificavano in Italia. Il 21 veniva formato il nuovo governo
Badoglio che contava per la prima volta rappresentanze partitiche, mentre il giorno seguente il Capo della RSI si incontrava a Klessheim con Hitler.
Altri principali fatti di questo primo scorcio del 1944 e precedenti i grandi eventi dell'occupazione di Roma e dell'invasione dell'Europa che vedremo
più avanti erano gli intensificati bombardamenti aerei sulle città italiane e le nuove fasi della battaglia dell'Atlantico. Questa ultima seguiva ormai da tempo uno svolgimento favorevole agli
anglo-americani, che disponevano di colossali flotte di navi scorta ed antisommergibili, di migliaia di aerei e dirigibili per l'avvistamento e la caccia ai sommergibili. A questo stato di cose i tedeschi reagivano col perfezionamento degli apparati
Schnorkel e con la costruzione di nuovi potenti tipi di U-Boote. Fra questi, i sommergibili tipo
XXI (circa 1300 - 1.600 tonnellate, 6 lanciasiluri prodieri e fino a 23 siluri di riserva, dalle 15.000 alle 22.000 miglia di autonomia e 16 nodi di velocità in immersione, in confronto agli 8 dei tipi precedenti) e la successiva versione
XXIII. Erano poi allo studio i sommergibili muniti di turbina a Walther che avrebbero toccato i 24 nodi in immersione ed il tipo
XXVI, anch'esso munito di turbina Walther. Infine scendevano in mare U-Boote tascabili:
Seehund e Biber, con 2 ed 1 uomo di equipaggio. Ma i bombardamenti sui cantieri impedivano lo sfruttamento a fondo di queste nuove armi.
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