2a Guerra Mondiale 1944-11


L'offensiva nel sud


Inno Mali 



11 aprile 1944. I reparti tedeschi e romeni che ancora restavano nell'Ucraina meridionale, per evitare di essere tagliati fuori dalle colonne sovietiche avanzanti che già penetravano in territorio romeno, erano costretti ad abbandonare il territorio russo e a trasferirsi sulla sponda occidentale del fiume Dnjester, confine fra l'Unione Sovietica e la Romania. Nel corso di questi spostamenti del fronte meridionale, 1'11 aprile le truppe russe del generale Malinovski entravano ad Odessa, riconquistando la importante base sul Mar Nero dopo circa tre anni e mezzo di occupazione tedesco-romena. Le forze germaniche e romene in Bessarabia si attestavano sul corso del Dnjester nei pressi della costa e nel settore Chisinàu Pascani. In alto carri sovietlei, T. 34 attraversano un fiume in Bessarabia. In basso artiglieria pesante russa in marcia sulle strade ucraine.


Lo stesso giorno della caduta di Odessa sul Mar Nero, nella Polonia sud orientale le truppe germaniche, sotto il diretto comando del maresciallo von Manstein, lanciavano una violenta controffensiva per liberare le unità, racchiuse da 25 giorni nella sacca di Tarnopol-Proskurov-Skala. Dopo duri combattimenti, la controffensiva tedesca raggiungeva i suoi obbiettivi, spezzando il cerchio russo tra Tarnopol, Halicz e Stanislawow, permettendo alle unità insaccate di congiungersi al grosso, e riconquistando inoltre la città di Buczacz. Dopo questa vittoriosa azione delle unità della Wehrmacht, le operazioni militari in questa zona andavano calando di intensità anche perché una parte delle forze sovietiche nella Galizia orientale compì una diversione dal territorio polacco per investire, piegando a sud, la Romania. Nella foto in alto grosse artiglierie russe in azione contro le unità tedesche in fase controffensiva. In basso carro sovietico durante un combattimento notturno nei pressi di Stanislawow.


13 aprile 1944. Mentre iniziava l'invasione della Romania, altre forze sovietiche investivano la Crimea, ancora occupata dalle truppe germaniche e romene. La pressione russa si faceva sentire violenta da entrambe le porte della Crimea ed i tedeschi erano costretti a sgomberare le due città che tali porte custodiscono: Perekop (sull'istmo omonimo, a nord) e Kerch (ad oriente, di fronte alla penisola di Taman, nel Kuban). In seguito alla caduta delle due città i tedeschi evacuavano tutta la Crimea settentrionale e la lotta si trasferiva nella zona sud, tra i monti Jaila, accendendosi intorno alle città di Sebastopoli, Simferopolí, Yalta e Feodosia, che i tedeschi difendevano solo per poterle sgomberare di tutti gli uomini ed il materiale che fosse possibile evacuare. Nella foto in alto artiglieria pesante campale russa martella le posizioni tedesco-romene nella Bessarabia settentrionale, mentre carri T. 34 si avviano verso il fronte. In basso le truppe sovietiche a Odessa, salutate dalla popolazione.



Nella seconda metà dell'aprile 1944 tutta la parte settentrionale della Bessarabia andava perduta per la Romania. Agli inizi di maggio il fronte tedesco-romeno correva lungo il Pruth dall'inizio alla metà del suo corso, passando per la città polacca di Kolomyja e per quelle romene di Cernàuti e Jassy, giungendo poi nella zona di Chisinàu tra il Pruth ed il Dnjester. Nella foto a sinistra in alto una formazione di apparecchi d'assalto sovietici tipo Stormovic. Questo aereo era il migliore della industria aeronautica russa del tempo di guerra e si dimostrava particolarmente idoneo per gli attacchi al suolo con armi automatiche, bombe di piccolo calibro e razzi. A sinistra in basso una colonna motorizzata tedesca completamente distrutta dagli attacchi dell'aviazione russa. A destra in basso il maresciallo Verchinine, comandante dell'aviazione sovietica.



13 maggio 1944. Mentre proseguivano nelle operazioni di sgombero dalle principali città della Crimea, continuavano i duri combattimenti contro le forze sovietiche che tentavano di imbottigliare i tedeschi ed i romeni. Nel corso di questi scontri cadeva la città di Sebastopoli, che, dopo gli storici episodi della guerra di Crimea del secolo scorso, nel 1942 era stata protagonista di un nuovo memorabile assedio da parte dei tedeschi. Le truppe sovietiche, al comando del generale Zakarov, rientravano nella storica città il 13 maggio. Nella foto in alto a sinistra truppe sovietiche rastrellano soldati germanici rimasti tagliati fuori nelle loro posizioni. In primo piano il cadavere di un soldato delle SS. A destra in alto soldati e marinai sovietici catturano nei pressi di Kerch alcuni tedeschi che tentavano di abbandonare la Crimea con mezzi di fortuna. In basso una vecchia mitragliatrice contraerea russa montata su autocarro. A destra nella foto, il fumo di un apparecchio tedesco abbattuto.


14 maggio 1944. Il giorno dopo la caduta di Sebastopoli, le unità tedesche e romene terminavano le operazioni di sgombero della penisola dí Crimea, riuscendo ad evacuare buona parte delle truppe e del materiale che vi si trovavano. Con la caduta della Crimea i sovietici terminavano la riconquista di tutto il territorio nazionale nel settore meridionale del fronte russo. Restava nelle mani dei tedeschi la sola Bielorussia, che era però già minacciata da vicino dagli eserciti sovietici. A metà del maggio 1944 terminavano le operazioni sul fronte russo, in seguito al disgelo, e si aveva un periodo di relativa calma fino al mese di giugno. Nella foto in alto truppe e carriaggi sovietici presso il porto di Sebastopoli, dopo l'occupazione della città. Nella foto in basso sulle rovine di Sebastopoli sventolano la bandiera dell'Unione Sovietica e quella della marina.


La Germania nel conflitto: prigionieri di guerra.

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