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2a Guerra Mondiale 1944-10 |
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L'offensiva sul fronte centrale |
Inno Turkmenistan |
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| Con la ripresa dell'offensiva russa, negli ultimi giorni di febbraio, le truppe tedesche del fronte settentrionale sgomberavano la cittą di Luga, 80 km. a nord ovest del lago Ilmen e si ritiravano verso la linea
Narew-Peipus-Pskow-Ostrov. Secondo dati di fonte sovietica, in questa fase delle operazioni, le truppe tedesche a sud di Leningrado avevano perduto
100.000 uomini, 460 carri armati, 3.500 cannoni e 97 aerei. Nella foto a
sinistra in alto slitte sovietiche azionate da eliche posteriori, e cariche di soldati, vanno all'assalto delle posizioni tedesche sul terreno ghiacciato. A sinistra al
centro sciatori russi sul fronte nord. A sinistra in basso un carro sovietico
T. 34 assalta una altura boscosa presso Luga. A destra in alto il maresciallo Zuchov, comandante del I° Fronte ucraino. In
basso il generale Malinovski, comandante di una armata sovietica in Ucraina. |
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| Agli inizi di marzo riprendeva l'offensiva russa anche
nell'Ucraina centro settentrionale. Le armate di Malinovski, Zuchov e Koniev superavano la accanita resistenza e si avvicinavano ai confini della Polonia sud-orientale, avanzando in direzione di Tarnopol, Brody e Dubno. Nella foto a sinistra in
alto mortai russi in azione contro posizioni tedesche sul fronte settentrionale. A sinistra in
basso artiglieria pesante sovietica in azione nel settore meridionale del
fronte. A destra in alto soldati tedeschi vengono snidati dalle proprie posizioni dai reparti russi avanzanti. A destra al
centro materiale bellico abbandonato dalle unitą germaniche in una zona boscosa del fronte centrale. Si distinguono numerosi pezzi
di artiglieria anticarro e da campagna. In basso a destra i segni della guerra appena passata: il cadavere del soldato tedesco abbandonato sulla
neve. |
L'ultima resistenza tedesca
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| Nella seconda metą di marzo le armate sovietiche
avanzagno anche nel settore centrale del fronte ucraino. Durante queste operazioni, truppe
sovietiche del maresciallo Koniev ottenevano un nuovo successo presso Uman, causando ai tedeschi gravi perdite in cannoni, carri armati ed
automezzi di vario tipo. Anche in questo settore le forze germaniche reagivano con continui contrattacchi, riuscendo ad evitare che la ritirata
si trasformasse in rotta. A sinistra in alto reparti tedeschi con mezzi blindati semicingolati durante un contrattacco in ucraina. A sinistra al
centro si appresta all'uso un Golia, il minuscolo carro radiocomandato. In basso a
sinistra carro tedesco all'attacco sul fronte nord. A destra in alto von
Manstein (in piedi nella macchina) ed il gen. Lindemann ispezionano il fronte. In
basso soldati tedeschi in trincea sul fronte ucraino. |
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| Sul fronte nord, a metą aprile, le truppe germaniche erano attestate sulla
linea Narew-Peipus-Pskow-Ostrov. Ma dall'inizio questo fronte non appariva altrettanto saldo come quello che in passato si appoggiava ai
capo saldi ad istrice tra il Dnjeper ed il Volchov e le unitą russe riuscivano a registrare alcuni successi, guadagnando terreno sul fiume Velicaja, tra Pskow ed Ostrov, a sud del grande lago Peipus. A sinistra in
alto soldati germanici rastrellano soldati sovietici feriti negli ultimi
combattimenti presso il lago Peipus. A sinistra al centro unitą tedesche in ritirata sul fronte meridionale. In
basso un ferito tedesco trascinato verso occidente da due camerati su un
rudimentale slittino. A destra in alto artiglieria tedesca pesante in ripiegamento sulle strade polacche; con la penuria di benzina si sostituiscono non di rado i trattori con i cavalli. A destra al
centro autoambulanza tedesca ippo-trainata su slitta. In basso a destra il cadavere di un soldato sovietico sul fronte polacco. |
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| Quando la campagna tedesca appariva ormai irrimediabilmente perduta, nei campi di concentramento russi, alcuni prigionieri tedeschi, istigati al tradimento dalle autoritą sovietiche, costituivano un comitato al servizio del nemico, detto
comitato per la Germania libera. A capo di questo organismo, che doveva fornire i primi quadri, insieme a qualche fuoriuscito tedesco dei primi anni del Terzo Reich, della futura repubblica popolare
tedesco orientale, era il maresciallo von Paulus, comandante della 6a Armata tedesca distrutta nella difesa di Stalingrado nell'inverno 1942-43. In seguito si ebbero iniziative simili da parte di prigionieri ungheresi e romeni. Nella foto in
alto prigionieri tedeschi leggono fogli di propaganda antinazista. Sul muro un cartello con la scritta:
Non pił con il Regime nazista! Viva la nuova libera Germania!. In basso a
sinistra von Paulus durante la battaglia di Stalingrado. A destra in
basso prigionieri tedeschi aderenti al comitato formato dai russi. |
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