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2a Guerra Mondiale 1943-8 |
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L'offensiva anglo - americana |
Inno Turchia |
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| Nel settore di Gafsa
il «11» Corpo americano rinnovava i suoi attacchi, lanciando sempre nuove riserve nella mischia, senza però spezzare la
resistenza e senza poter impedire i vittoriosi contrattacchi della «Centauro» che
riceveva in rinforzo reparti della «154a» e della «214a» divisione corazzata
tedesca. Frattanto nel settore di el-Hamma, pernio di tutto il fronte tunisino,
la situazione si andava facendo insostenibile per le truppe
italo-tedesche. Il 22 marzo un contrattacco della «15a» divisione corazzata germanica non
riusciva a ristabilire la situazione. Il 26 gli inglesi, che avendo inviato
nella zona anche il X Corpo, disponevano sul posto delle migliori unità
dell'«84a» Armata, lanciarono un attacco in forze, scardinando la difesa.
Minacciata alle spalle, e solo dopo aver ricevuto l'ordine dal Comando
superiore, la «14a» Armata Italiana era costretta ad abbandonare questa linea per
ritirarsi sull'Uadi Akarit. Nella foto in alto a sinistra i soldati inglesi
all'assalto di una posizione italiana. Notare la tensione nei volti contratti
dei combattenti nemici, che attesta l'asprezza della lotta. Al centro a
sinistra la «14a» divisione corazzata britannica penetra ad el-Hamma. In basso
a sinistra carro pesante tedesco distrutto. In alto a destra « fortezze
volanti » americane bombardano l'aeroporto di el-Alouina. A destra al
centro le truppe americane entrano a Maknassy. Nella foto in basso la cattura
di un lanciarazzi tedesco. I serventi sono caduti vicino al proprio pezzo. |
La resistenza Italo - Tedesca
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| Medaglie d'Oro della battaglia di Tunisia. Da sinistra a destra: 1)
Il capitano pilota Urbano Mancini, particolarmente distintosi al comando
di aerosiluranti prima e durante la battaglia per la Tunisia. 2) Il tenente
di vascello Franco Mezzadra, che nella battaglia navale di « Mezzo Agosto »
aveva affondato un incrociatore britannico, durante lo sgombero di Tunisi
si sacrificava con la sua motosilurante, incendiata durante un aspro combattimento con unità nemiche. 3) Il tenente Gianni Tatuanti della
divisione « Giovani Fascisti », caduto durante un assalto contro forze
corazzate americane. 4) Il serg. Claudio Bressanin del «66° Ftr. Trieste» che,
benchè ferito contrattaccava truppe britanniche, cadendo alla testa dei suoi
uomini. 5) Il caporale Giovanni Cracco del «310» Rgt. Fanteria Carrista
che, ferito quattro volte, proseguiva il fuoco cadendo di fronte al nemico. |
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| Dal 7 al 13 aprile 1942, le truppe italiane e tedesche effettuarono un
ordinato movimento di ritirata verso la estrema linea difensiva posta a circa
60 km. a sud di Tunisi. Durante il ripiegamento, ogni tentativo di
aggiramento e di annientamento delle nostre unità venne stroncato da pronte
puntate controffensive. Giunto davanti alla linea di Enfidaville, Montgomery riorganizzò per quasi una settimana le sue truppe, per lanciarle
contro le salde posizioni italiane. Il 19 aprile ebbe inizio l'offensiva dell'« 8a
» Armata britannica, che falli ancora una volta di fronte alla eroica resistenza italiana. Nella foto
in alto a sinistra una nostra posizione durante la battaglia. A sinistra al
centro guastatori italiani in azione controffensiva espugnano un fortino nemico. Foto in basso a
sinistra le autoblinde della «Centauro » conquistano Gafsa durante l'avanzata nella
prima fase della campagna tunisina, Nella foto in alto a destra il
generale Calvi di Bergolo, comandante della divisione corazzata « Centauro »,
con gli ufficiali del suo Stato Maggiore, nel settore di Gafsa. Nella foto in
basso a destra i Giovani Fascisti, reduci da Bir el-Gobi, ancora in linea. |
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| Durante la battaglia per la Tunisia si distinsero particolarmente gli
equipaggi delle navi mercantili e delle unità di scorta che assicuravano un
regolare flusso di rifornimenti alle truppe impegnate. I convogli infatti,
costretti a navigare nelle acque del Canale di Sicilia., reso ancora più
angusto dagli estesi campi minati, furono esposti continuamente alla
tremenda offensiva aero-navale anglo-americana. Le aride cifre che riportiamo
bastano a dare la visione del dramma dei nostri convogli. Dal 12 novembre 1942 al 13 maggio 1943 furono sbarcate in Tunisia 294.000 tonnellate di
rifornimenti, oltre 67.000 uomini e circa 10.000 carri armati e automezzi.
Mentre nella prima fase della lotta le perdite non superavano il 23%, nei
primi giorni di maggio si registrarono perdite del 77% dei materiali
inviati. Nel Canale di Sicilia inoltre 243 navi andarono perdute e di queste
il 67% per la sola offesa nemica. Nelle foto in alto a sinistra 1) il Cap. di
Corvetta Settica, Medaglia d'Oro alla memoria, che al comando del caccia « Folgore » si immolò con la sua nave in un aspro scontro contro
incrociatori nemici. 2) il Cap. di Fregata Foscari, decorato anch'egli di
Medaglia d'Oro, comandante del caccia « Camicia Nera». Le due unità durante un servizio di scorta, avevano contrattaccato una divisione di
incrociatori britannici, mettendo a segno due siluri e numerosi colpi di
cannone. Nella foto in alto a destra un convoglio italiano in navigazione
verso la Tunisia. Nel riquadro il Capitano di L. C. Cesare Rosasco, decorato di Medaglia d'Oro al V. M., per aver affondato a colpi di cannone
un sommergibile inglese che aveva attaccato in superficie la sua unità mercantile navigante senza scorta. In basso a
sinistra la « Rotta della morte » attraverso i campi minati del canale di Sicilia. In basso a
destra una immensa fiammata nella notte segna la fine di un trasporto italiano. |
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