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2a Guerra Mondiale 1943-6 (1942) |
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La battaglia aeronavale delle isole Salomone |
Inno Taiwan |
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| 13, 14 e 15 novembre 1942. Si combatte la battaglia navale per
Guadalcanal. Essa costituì lo scontro decisivo fra le due flotte avversarie nel
mare delle Salomone, e si concluse con la sconfitta giapponese, sconfitta
che la flotta del Tenno non seppe più rimontare, e sfociò nell'abbandono
di Guadalcanal. In alto a sinistra l'eccezionale foto ritrae l'affondamento
dell'incrociatore ausiliario americano « Colhoun », mentre un'altra unità
statunitense assiste impotente all'ultimo atto della tragedia. A sinistra al
centro ed in basso due eccezionali documenti sugli scontri notturni nelle
acque dell'arcipelago delle Salomone. Al centro un incrociatore americano
sotto il tiro giapponese. E' visibile la vampata di un colpo nipponico in
partenza. In basso un altro raro documento di guerra: la fotografia mostra
due incrociatori statunitensi sotto il fuoco. In alto a destra le torri
binate di una nave da battaglia giapponese. In basso a destra: una
divisione di navi da battaglia del Sol Levante in navigazione verso il nemico. |
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| Il 14 novembre la flotta da battaglia giapponese rinnovò il bombardamento
dell'aeroporto americano di Guadalcanal, mentre i convogli da sbarco nipponici si avvicinavano sempre più all'isola contesa. Durante la notte
sei incrociatori e quattro caccia giapponesi colpirono ripetutamente il campo di Henderson Field, contrastate da sporadici attacchi di siluranti
americane, che comunque impedirono lo svolgimento completo dell'azione. Nel frattempo aerei dell'aviazione navale americana, alzatisi in volo
dalla portaerei « Enterprise » attaccavano il convoglio giapponese in
rotta per Guadalcanal affondando otto trasporti ed uno degli incrociatori
che aveva eseguito il bombardamento notturno. Nonostante gli attacchi aerei americani quattro trasporti giapponesi riuscivano ad incagliarsi
sulle coste di Guadalcanal ed iniziavano le operazioni di sbarco. Nella
foto in alto le unità di un convoglio nipponico manovrano disperatamente per sfuggire all'azione area statunitense. In basso a
sinistra un caccia giapponese sotto il tiro dell'aviazione americana. A
destra l'affondamento di uno dei trasporti nipponici centrato in pieno dalle bombe americane. |
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| La battaglia del 13, 14 e 15 novembre fu caratterizzata dalla mancanza,
nella flotta giapponese, di navi portaerei. Il Gran Quartier Generale
Imperiale, volendo limitare la perdita di navi di questa categoria, volle
imperniare una certa fase della lunga battaglia nei mari delle Salomone sull'intervento esclusivo degli aerei di base a terra. Gli americani invece
non rinunciarono mai all'impiego delle navi portaerei, portandole in zona di combattimento perfino danneggiate, come si ebbe a verificare per la
portaerei «Enterprise».«Poichè - scriveva, l'ammiraglio Halsey quel
tempo anche mezza nave contava». Nelle foto riportiamo una straordinaria
sequenza che ritrae le varie fasi dell'attacco di un aereo suicida giapponese ad
una portaerei statunitensi. In alto a sinistra i marinai americani corrono
sul ponte di volo per evitare di essere investiti dall'aereo nemico. Al
centro a sinistra l'aereo suicida sta arrivando, ed il personale di bordo della
portaerei si butta ai lati della nave. In basso a sinistra l'esplosione. In
alto a destra divampano gli incendi e l'equipaggio mette in azione gli estintori. Nella foto a destra al
centro un aspetto del ponte di volo dopo l'attacco. Nella foto in basso a
destra sul ponte ancora danneggiato e rappezzato con mezzi di fortuna già si apprestano gli aerei per la battaglia. |
Vista la sempre crescente importanza dell'aviazione negli scontri navali,
fu intensificata al massimo negli Stati Uniti la produzione di numerosi tipi di navi portaerei, particolarmente studiate per i vari usi cui erano
destinate. Per le particolari necessità del fronte del Pacifico venne costruito
un gran numero delle cosiddette portaerei di squadra, grandi unità
attrezzate per condurre in azione grosse formazioni aeree. Queste navi, riunite
in squadre agenti indipendentemente per la prima volta nella storia delle
operazioni navali, costituirono la principale forza d'attacco americana
nella lotta contro il Giappone. Anche in questo particolare settore fu il
potenziale industriale americano a decidere le sorti dello scontro: si pensi
infatti che gli Stati Uniti al termine del conflitto possedevano oltre
cento unità di questo tipo (oltre a quelle messe in campo dalla Marina
Britannica) contro una decina giapponesi, di cui solo alcune varate durante la
guerra, le due unità tedesche tipo «Graf Zeppelin» e le due unità
italiane tipo « Aquila », approntate verso la conclusione del conflitto e mai
entrate in azione. Inoltre le portaerei americane furono dotate di importantissime attrezzature Radar e di modernissimi impianti di mitragliere
antiaeree, che raggiunsero persino il calibro di 47 e di 76 mm. Le maggiori
unità della flotta statunitense furono dotate di complessi antiaerei che
raggiungevano, ed in alcuni casi sorpassavano, le 150 bocche da fuoco
automatiche. Questa impressionante attrezzatura bellica mise in grado le forze
navali americane di fronteggiare con successo, malgrado le gravi perdite, i
tremendi attacchi dei « Piloti Sucidi» nipponici. Nelle due foto le mitragliere di una portaerei U.S.A. in azione.
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![]() 8 febbraio 1943. Si conclude la tragedia di Guadalcanal. In questa dura battaglia, iniziata il 7 agosto con lo sbarco dei « marines » e protrattasi per 7 mesi esatti, giapponesi ed americani hanno dato il meglio della propria capacità combattiva ed hanno sacrificato con grande eroismo e sprezzo delle perdite, le proprie forze migliori. In quest'isola prima sconosciuta delle Salomone si sono decise le sorti della guerra. In alto a sinistra la drammatica foto di un marinaio americano ucciso al suo posto di combattimento. Foto in alto a destra soldati nipponici hanno condotto all'estrema dimora i propri camerati caduti, dove riposeranno all'ombra dello stendardo guerriero del Sol Levante. Nella foto in basso su una nave americana i rappresentanti delle varie specialità imbarcate rendono gli ultimi onori alle salme dei compagni caduti nei tremendi combattimenti. |
![]() L'America in guerra: cannoni senza palle. |
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