
La conquista di Tarawa concludeva il ciclo operativo americano nell'anno 1943 contro lo schieramento giapponese del Pacifico centrale. Infatti per colpire efficacemente la munitissima base navale di Tunk, nelle isole Caroline, perno del sistema difensivo nipponico, era necessario poter disporre delle isole Marshall, potentemente fortificate. Questa situazione aveva reso necessaria l'occupazione delle isole Gilbert, le cui basi erano indispensabili per le operazioni anfibie svoltesi nel 1944 contro le
Marshall e le Caroline. Inoltre questi tremendi combattimenti furono
determinanti per le successive azioni anfibie anglo-americane, sia sul fronte del Pacifico, sia sul fronte Europeo. Prima di allora infatti le esperienze di sbarco si limitavano alle azioni contro la Sicilia, l'Africa del Nord ed alcuni settori del Pacifico meridionale e, come abbiamo visto, le forze da sbarco alleate non avevano incontrato serie difficoltà nell'occupazione delle nostre spiagge. Le esperienze di sbarco nel Pacifico riusciranno poi preziose agli americani in Normandia per l'invasione dell'Europa. Nella
foto aerosiluranti nipponici attaccano unità USA a nord della N.
Britannia.

Le perdite delle basi navali e soprattutto aeree nei settori delle Salomone, delle Gilbert, della Nuova Guinea e della Nuova Britannia, costituiva un colpo gravissimo, per le forze nipponiche. Infatti, la relativa facilità con cui erano cadute queste posizioni giapponesi frustrava completamente la tattica di logoramento contro le forze anfibie americane. Tattica determinata dalle gravi perdite subite dalla marina Imperiale nipponica letteralmente sopraffatta dall'enorme potenziale
bellico industriale americano. Durante la prima fase del conflitto alle 9 portaerei nipponiche se ne erano aggiunte 4 di nuova costruzione, ma nello stesso periodo, 6 unità di questo tipo erano state affondate dalle forze
aero navali statunitensi. Ne le 2 enormi corazzate da 75.500 t., la Yamato e la Musashi, varate nei cantieri giapponesi alla fine del 1941, erano in grado di sostenere la situazione quando si pensi che, oltre ad 8 navi da battaglia, gli americani avevano varato fino ai 1943 ben 51 portaerei di vario tipo e tonnellaggio. A questa situazione di palese inferiorità l'Alto Comando nipponico aveva cercato di ovviare dislocando negli aeroporti disseminati sul fronte del Pacifico numerose forze dell'aviazione navale. E' chiaro quindi come l'occupazione delle basi insulari costituisse una gravissima perdita per le forze giapponesi. Nella
foto un aerosilurante nipponico, in volo verso il nemico, sorvola le unità della flotta.
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