| DALLA PAPUASIA ALLE ISOLE GILBERT
Dopo i progressi registrati in Nuova Guinea con la conquista di Lae, il Comando americano effettuava, negli ultimi tre mesi dell'anno 1943, una serie di operazioni che tendevano ad assicurare agli Stati Uniti, il dominio dell'area comprendente le Salomone occidentali e le Bismarck, complementi indispensabili per le conquiste della grande isola dei Papuasi. Contemporaneamente a queste operazioni, veniva effettuato l'attacco anfibio alle Gilbert che, con la conquista di Makin e Tarawa, poneva anche questo arcipelago, già britannico e poi occupato dai giapponesi, nelle mani degli americani.
In ottobre, mese di relativa stasi e di preparazione per le battaglie dei tempi successivi, si registrava un solo fatto di rilievo: la conquista di Finschafen, in Nuova Guinea, che veniva occupata dagli americani il giorno 27.
Il 28 ottobre 1943 avveniva la prima azione contro le Salomone occidentali, consistente nel lancio preventivo di circa 800 paracadutisti americani nell'isola di Choiseul, adiacente a Bougainville, allo scopo di impedire che le truppe nipponiche affluissero in quest'ultima isola, obbiettivo principale della imminente azione anfibia della III Flotta dell'ammiraglio Halsey. Il 31, mentre a Choiseul i giapponesi erano ancora impegnati contro i paracadutisti che avevano distrutto le principali installazioni militari
dell'isola, iniziava il martellamento aereo e navale di Bougainville, sede di ben sei aeroporti e difesa da 35.000 soldati nipponici.
Dopo gli attacchi dell'aviazione imbarcata sulle portaerei della III Flotta e tiri di incrociatori pesanti contro le coste
nord occidentali e soprattutto sud orientali (dove era raccolta la maggioranza delle truppe nipponiche di Bougainville) effettuati durante la notte tra il 31 ottobre ed il 1 novembre, all'alba
dell'1 le prime ondate di marines prendevano terra sulla costa sud della zona centrale. Complessivamente
sbarcavano circa 14.000 uomini delle truppe di assalto, sul settore posto tra Capo Torokina ed il fiume Koromokina, sulla baia dell'imperatrice Augusta, dove erano presenti solo 300 giapponesi. Ad onta delle difficili condizioni del mare e della reazione dei difensori, i
marines si attestavano saldamente sulla spiaggia ad occidente di Capo Torokina, ma dovevano abbandonare le zone più lontane, oltre il Koromokina, che pure erano state designate come zone di sbarco.
Nella stessa giornata del 1 novembre si verificava uno scontro navale tra unità giapponesi, che tentavano di rifornire Bougainville ed aerei e cacciatorpediniere americani. Con attacchi aerei condotti nel pomeriggio e con uno scontro notturno nelle prime ore del 2 novembre, la forza navale nipponica veniva battuta: 1 incrociatore leggero veniva affondato e 5 cacciatorpediniere danneggiati (dei quali 2 per collisione fra loro). Gli americani subivano la sola perdita di 1 cacciatorpediniere.
L'Alto Comando giapponese tentava nuovamente di intervenire con la flotta contro lo sbarco a Bougainville e faceva partire da Truk 10 incrociatori e 8 cacciatorpediniere. Ma queste unità, mentre si rifornivano nella base di Rabaul. venivano attaccate dagli aerei della
III Flotta americana, che riuscivano tra il 5 ed il 10 novembre, a danneggiarle tutte rendendo così impossibile l'azione nipponica.
Mentre le forze anfibie della III Flotta americana avanzavano lentamente nell'interno dell'isola di Bougainville, la
VII flotta dell'ammiraglio Nimitz, forte di 19 portaerei, 12 navi da battaglia, 12 incrociatori e 56 cacciatorpediniere ed appoggiata da tutti gli aerei delle vicine basi insulari (oltre gli apparecchi imbarcati), si apprestava ad investire le isole Gilbert ed a condurre gli attacchi anfibi contro i due atolli militarmente importanti di Makin e Tarawa.
Dopo violenti bombardamenti aerei e navali effettuati nella giornata del 9 e nella notte successiva, il 20 i reparti di
marines del V Corpo Anfibio (forte di 22.000 uomini) prendevano d'assalto le spiagge di Butaritari nell'atollo di Makin e di Betio in quello di Tarawa.
La battaglia per Makin, difesa da 800 giapponesi (tra soldati e lavoratori), durava per tutto il 20 ed il 21. Alla sera del secondo giorno di lotta la resistenza nipponica cessava. Sul terreni restavano 696 morti. Altri 104 giapponesi, quasi esclusivamente lavoratori, venivano catturati. Il prezzo pagato dagli americani era di soli 63 morti e 150 feriti.
La battaglia per Tarawa fu invece molto più dura di quella di Makin, al punto da costituire uno dei maggiori scontri di tutta la guerra nel Pacifico, in cui le perdite americane e giapponesi approssimativamente si equivalsero. I combattimenti a Betio e nella vicina isola di Bairiki durarono fino a tutto il 23 novembre registrando 3.301 morti americani e 3.654 nipponici. I superstiti, 14 soldati giapponesi (tutti
feriti) e 129 lavoratori coreani, cadevano prigionieri. Durante le operazioni contro le Gilbert, aerei e sommergibili nipponici affondavano la portaerei di scorta
Liscome Bay e siluravano la portaerei leggera Indipendente. Mentre proseguivano i progressi americani ed australiani nella Nuova Guinea, la
III Flotta investiva la costa occidentale della Nuova Britannia. Il 15 dicembre 2.500 marines effettuavano uno sbarco diversivo ad Arawe, mentre il 26 altri 12.000 americani prendevano terra a Capo Gloucester, obbiettivo principale dell'operazione anfibia, occupandone l'areoporto dopo quattro giorni di dura lotta.
Con la conquista dell'area aeronavale delle Salomone delle Bismark e delle Gilbert terminava la campagna americana nel Pacifico del 1943.
|