2a Guerra Mondiale 1943-39


Inno Guyana 


Dalla Papuasia
alle isole Gilbert



Negli ultimi tre mesi dell'anno 1943 le forze americane procedevano alle operazioni di conquista delle residue basi della cintura esterna che i giapponesi avevano stabilito intorno al Pacifico occidentale, per proteggere le comunicazioni tra le isole metropolitane nipponiche e le terre dell'Asia sud orientale ricche soprattutto di petrolio. Nel 1944 le forze anfibie degli Stati Uniti, come vedremo, attaccarono, la fascia interna, costituita dai vecchi possessi giapponesi delle Marianne e delle Caroline, investendo così l'area vitale per le forze armate imperiali. Nella cartina il teatro delle battaglie tra l'ottobre e il dicembre 1943, la zona del Pacifico compresa tra le isole Bismarck e le Gilbert. Dalla cartina è soprattutto evidente lo stretto rapporto tra le operazioni americane in Nuova Guinea e quelle concomitanti nella Nuova Britannia sede della munita base di Rabaul.

DALLA PAPUASIA ALLE ISOLE GILBERT

Dopo i progressi registrati in Nuova Guinea con la conquista di Lae, il Comando americano effettuava, negli ultimi tre mesi dell'anno 1943, una serie di operazioni che tendevano ad assicurare agli Stati Uniti, il dominio dell'area comprendente le Salomone occidentali e le Bismarck, complementi indispensabili per le conquiste della grande isola dei Papuasi. Contemporaneamente a queste operazioni, veniva effettuato l'attacco anfibio alle Gilbert che, con la conquista di Makin e Tarawa, poneva anche questo arcipelago, già britannico e poi occupato dai giapponesi, nelle mani degli americani. In ottobre, mese di relativa stasi e di preparazione per le battaglie dei tempi successivi, si registrava un solo fatto di rilievo: la conquista di Finschafen, in Nuova Guinea, che veniva occupata dagli americani il giorno 27. Il 28 ottobre 1943 avveniva la prima azione contro le Salomone occidentali, consistente nel lancio preventivo di circa 800 paracadutisti americani nell'isola di Choiseul, adiacente a Bougainville, allo scopo di impedire che le truppe nipponiche affluissero in quest'ultima isola, obbiettivo principale della imminente azione anfibia della III Flotta dell'ammiraglio Halsey. Il 31, mentre a Choiseul i giapponesi erano ancora impegnati contro i paracadutisti che avevano distrutto le principali installazioni militari dell'isola, iniziava il martellamento aereo e navale di Bougainville, sede di ben sei aeroporti e difesa da 35.000 soldati nipponici. Dopo gli attacchi dell'aviazione imbarcata sulle portaerei della III Flotta e tiri di incrociatori pesanti contro le coste nord occidentali e soprattutto sud orientali (dove era raccolta la maggioranza delle truppe nipponiche di Bougainville) effettuati durante la notte tra il 31 ottobre ed il 1 novembre, all'alba dell'1 le prime ondate di marines prendevano terra sulla costa sud della zona centrale. Complessivamente sbarcavano circa 14.000 uomini delle truppe di assalto, sul settore posto tra Capo Torokina ed il fiume Koromokina, sulla baia dell'imperatrice Augusta, dove erano presenti solo 300 giapponesi. Ad onta delle difficili condizioni del mare e della reazione dei difensori, i marines si attestavano saldamente sulla spiaggia ad occidente di Capo Torokina, ma dovevano abbandonare le zone più lontane, oltre il Koromokina, che pure erano state designate come zone di sbarco. Nella stessa giornata del 1 novembre si verificava uno scontro navale tra unità giapponesi, che tentavano di rifornire Bougainville ed aerei e cacciatorpediniere americani. Con attacchi aerei condotti nel pomeriggio e con uno scontro notturno nelle prime ore del 2 novembre, la forza navale nipponica veniva battuta: 1 incrociatore leggero veniva affondato e 5 cacciatorpediniere danneggiati (dei quali 2 per collisione fra loro). Gli americani subivano la sola perdita di 1 cacciatorpediniere. L'Alto Comando giapponese tentava nuovamente di intervenire con la flotta contro lo sbarco a Bougainville e faceva partire da Truk 10 incrociatori e 8 cacciatorpediniere. Ma queste unità, mentre si rifornivano nella base di Rabaul. venivano attaccate dagli aerei della III Flotta americana, che riuscivano tra il 5 ed il 10 novembre, a danneggiarle tutte rendendo così impossibile l'azione nipponica. Mentre le forze anfibie della III Flotta americana avanzavano lentamente nell'interno dell'isola di Bougainville, la VII flotta dell'ammiraglio Nimitz, forte di 19 portaerei, 12 navi da battaglia, 12 incrociatori e 56 cacciatorpediniere ed appoggiata da tutti gli aerei delle vicine basi insulari (oltre gli apparecchi imbarcati), si apprestava ad investire le isole Gilbert ed a condurre gli attacchi anfibi contro i due atolli militarmente importanti di Makin e Tarawa. Dopo violenti bombardamenti aerei e navali effettuati nella giornata del 9 e nella notte successiva, il 20 i reparti di marines del V Corpo Anfibio (forte di 22.000 uomini) prendevano d'assalto le spiagge di Butaritari nell'atollo di Makin e di Betio in quello di Tarawa. La battaglia per Makin, difesa da 800 giapponesi (tra soldati e lavoratori), durava per tutto il 20 ed il 21. Alla sera del secondo giorno di lotta la resistenza nipponica cessava. Sul terreni restavano 696 morti. Altri 104 giapponesi, quasi esclusivamente lavoratori, venivano catturati. Il prezzo pagato dagli americani era di soli 63 morti e 150 feriti. La battaglia per Tarawa fu invece molto più dura di quella di Makin, al punto da costituire uno dei maggiori scontri di tutta la guerra nel Pacifico, in cui le perdite americane e giapponesi approssimativamente si equivalsero. I combattimenti a Betio e nella vicina isola di Bairiki durarono fino a tutto il 23 novembre registrando 3.301 morti americani e 3.654 nipponici. I superstiti, 14 soldati giapponesi (tutti feriti) e 129 lavoratori coreani, cadevano prigionieri. Durante le operazioni contro le Gilbert, aerei e sommergibili nipponici affondavano la portaerei di scorta Liscome Bay e siluravano la portaerei leggera Indipendente. Mentre proseguivano i progressi americani ed australiani nella Nuova Guinea, la III Flotta investiva la costa occidentale della Nuova Britannia. Il 15 dicembre 2.500 marines effettuavano uno sbarco diversivo ad Arawe, mentre il 26 altri 12.000 americani prendevano terra a Capo Gloucester, obbiettivo principale dell'operazione anfibia, occupandone l'areoporto dopo quattro giorni di dura lotta. Con la conquista dell'area aeronavale delle Salomone delle Bismark e delle Gilbert terminava la campagna americana nel Pacifico del 1943.

L'attacco a Bougainville




27 ottobre 1943. Dopo la conquista di Lae nella Nuova Guinea, avvenuta il 16 settembre, la prima parte della campagna americana per la riconquista dell'isola si avviava alla conclusione con la caduta di Finschafen, il 2 ottobre 1943. Frattanto la III Flotta americana dell'ammiraglio Halsey si apprestava ad attaccare il sistema Suogainville-Choiseul nelle Salomone occidentali. La prima azione veniva effettuata il 27 ottobre con lo sbarco nelle piccole isole Treasury a sud dell'isola Shortland (del gruppo di Bougainville, all'estremo sud est). Le scarse forze nipponiche venivano sopraffatte dopo breve resistenza e gli americani stabilivano in Treasury conquistata una base aerea da caccia, una per motosiluranti ed una stazione radar. In alto paracadutisti americani scendono su Choiseul. In basso lo sbarco a Bougainville.


3 ottobre 1943. Nella notte sul 28 circa 800 paracadutisti statunitensi venivano aero sbarcati sull'isola di Choiseul, posta ad oriente di Bougainville, tra quest'isola e Santa Isabel. Questo attacco non si proponeva la conquista dell'isola, ma solo l'impegno delle forze locali nipponiche, onde impedire che queste rinforzassero il presidio di Bougainville in procinto di essere attaccato. Tale azione riusciva in pieno, con la distruzione delle installazioni militari dell'isola e con l'accendersi di numerosi scontri che impedivano ai giapponesi il trasferimento delle proprie truppe. Nella foto in alto la lotta nella jungla di Bougainville. I marines avanzano combattendo. In basso un mortaio americano in azione.


31 ottobre 1943. A mezzanotte iniziavano i bombardamenti navali, contro Bougainville, preliminari allo sbarco. Un'ora dopo l'alba, mentre navi ed aerei attaccavano la baia dell'imperatrice Augusta, le truppe americane prendevano terra nella baia medesima, tra Capo Torqkina ed il fiume Laruma, costringendo presto le truppe giapponesi che presidiavano la zona a ritirarsi nell'interno. Nella foto in alto i cadaveri di questi tre marines costituiscono la drammatica immagine dell'asprezza della lotta sulle spiagge di quelle tormentate isole.

1 novembre 1943. Ben presto le truppe americane abbandonavano una parte della zona di sbarco, la striscia di terra tra il fiume Laruma ed il Koromokina. Frattanto i giapponesi conducevano attacchi, con aerei provenienti dalla base di Rabaul, contro le truppe anfibie americane e neozelandesi, intralciando notevolmente le operazioni di sbarco, in aggiunta alle cattive condizioni del mare. In queste operazioni le forze statunitensi perdevano molti mezzi da sbarco. Nella stessa giornata una forza navale nipponica, proveniente da Rabaul e costituita da l incrociatore leggero capo flottiglia, il Sendai, 3 incrociatori pesanti e 6 cacciatorpediniere, scortava verso Bougainville cinque vecchi caccia che trasportavano circa 1.000 soldati che avrebbero dovuto svolgere una azione controffensiva a Capo Torokina. Nella foto a sinistra in alto bombe con paracadute sganciate da bassissima quota contro gli aerei giapponesi a Bougainville. In basso i resti di un bombardiere giapponese in un campo appena conquistato. In alto a destra l'ammiraglio Halsey (a destra nella foto), comandante della III Flotta che conduceva le operazioni anfibie nelle Salomone occidentali. In basso a destra un rudimentale osservatorio americano nella jungla.


2 novembre 1943. Aerei americani attaccano la forza navale nipponica proveniente da Rabaul, costringendo i cinque cacciatorpediniere carichi di truppe a tornare indietro pena la sicura distruzione. A sera un incrociatore pesante nipponico veniva colpito da una bomba, obbligando così tutta la formazione a ridurre la velocità. Dopo l'attacco, le unità giapponesi si disponevano in ordine per il combattimento notturno, ma d'improvviso una grossa formazione di cacciatorpediniere americani attaccava lo schieramento nipponico colando a picco l'incrociatore Sendai e colpendo 3 caccia mentre altri 2 cacciatorpediniere nipponici entravano in collisione ed abbandonavano la lotta ritirandosi su Rabaul. Da parte americana si registrava solo la perdita di un cacciatorpediniere. Nella foto in alto reparti giapponesi mpegnati in duri combattimenti in una radura presso Capo Torokina. In basso soldati nipponici alla riconquista di un ponte sul fiume Koromokina.


5 novembre 1943. Una forza navale giapponese, composta di 8 incrociatori pesanti, 2 incrociatori leggeri ed 8 cacciatorpediniere, lasciava la base di Truk il 3 novembre per tentare di ripetere con forze superiori e con maggior successo l'azione del giorno precedente, naufragata nel disastroso combattimento navale notturno già ricordato. Questa forza navale si fermava a Rabaul per i rifornimenti. In questa base veniva attaccata da aerei imbarcati a bordo delle portaerei americane Saratoga e Princeton, che erano protette dalla scorta di 1 incrociatore leggero, alcuni cacciatorpediniere e numerosi aerei di base a Vella Lavella. Durante l'attacco aereo contro Rabaul gli americani colpivano 4 incrociatori pesanti, 1 leggero ed 1 caccia, riducendo così a metà la forza navale nipponica. Nella foto in alto incrociatore leggero nipponico sotto rifornimento centrato da una bomba. In basso un incrociatore pesante giapponese martellato dalle bombe.


10 novembre 1943. Mentre si svolgevano i combattimenti aeronavali Salomone e le Bismarck, nell'isola di Bougainville proseguivano i duri combattimenti. Già al termine del secondo giorno di sbarco le truppe statunitensi si erano saldamente attestate sulla costa. Dopo una settimana, il 10 novembre, la testa di sbarco raggiungeva una profondità di circa 8 km., il che permetteva agli americani di costruire una pista per bombardieri e due per aerei da caccia. L'11 novembre veniva ripetuto l'attacco aereo contro il porto e le unità navali nipponiche di Rabaul effettuato con apparecchi imbarcati sulle navi portaerei Saratoga, Pricenton, Essex, Bunker Hill e Indipendence. Questa azione dava il colpo di grazia ai giapponesi danneggiando tutte le unità navali uscite indenni dall'attacco del 5 novembre, rendendo così irrealizzabile la progettata incursione contro la testa di sbarco stabilita a Capo Torokina. Nella foto in alto l'imponente schieramento delle portaerei americane della III Flotta. In basso le artiglierie di una unità navale americana martellano le posizioni di Bougainville.

 


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