2a Guerra Mondiale 1943-38/A


L'Italia del nord


Inno Sierra Leone 




Nell'Italia centrale e settentrionale le autorità della RSI iniziavano immediatamente a riarmare reparti italiani di tutte le specialità. Oltre la Decima Mas, la Legione Tagliamento, il battaglione paracadutisti Nembo e le altre unità minori che si erano affiancate ai tedeschi dal primo giorno ed avevano aderito alla RSI all'atto della sua costituzione, erano sorti dopo i giorni della resa e dello sbandamento numerosi reparti di Bersaglieri, Camicie Nere, unità speciali, ed SS italiane. Particolarmente notevole l'apporto dei primi, che si erano riuniti nei battaglioni 9 settembre, Goffredo Mameli e Benito Mussolini, riportando ancora una volta il glorioso piumetto sull'elmetto di combattimento. In alto a sinistra il labaro di un reparto bersaglieri della Folgore. In alto a destra il Tenente Rino Cozzarini, prima Medaglia d'Oro della RSI. Cozzarini costituiva con soldati dispersi nell'Italia meridionale un battaglione, aderente alla RSI e lo conduceva immediatamente al fronte. Questo reparto, la prima unità italiana a ritornare al combattimento sosteneva nel mese di settembre duri combattimenti, perdendo oltre metà degli effettivi. Fra i caduti in combattimento era anche il suo fondatore e comandante. Nella foto in basso un reparto di Bersaglieri della RSI.

L'Italia del sud









Anche nell'Italia del sud si andavano ricostituendo i primi reparti dell'esercito che obbediva agli ordini del governo Badoglio. Il maresciallo Messe ed i generali Utili e Dapino tentavano di riportare l'ordine nelle unità raccogliticce che si trovavano ancora nelle Puglie, e dopo vani sforzi, anche a causa della diffidenza degli anglo-americani, per ricostituire la divisione Legnano, riuscivano a formare un Primo Raggruppamento motorizzato. Questo reparto, agli ordini del generale Dapino, finalmente fornito degli automezzi necessari, veniva trasferito diverse volte da una sede all'altra, senza essere impiegato. Finalmente, l'apparizione sul fronte di Mondragone del battaglione Bersaglieri della RSI Mussolini, registrata dai comandi britannici il 15 novembre, induceva le unità anglo-americane a cessare l'ostruzionismo e ad affrettare l'impiego del I° Raggruppamento. Esso, come abbiamo visto, partecipava alle due battaglie di Monte Lungo. Nella foto in alto soldati italiani del governo Badoglio in giubilo per la notizia della dichiarazione di guerra alla Germania, avvenuta il 13 ottobre 1943. Al centro a sinistra Bersaglieri dell'Esercito del Sud avviati alle linee del fronte. Al centro a destra soldati italiani adibiti al servizio di polizia. In basso quota 253 di Monte Lungo, teatro dell'azione dei bersaglieri del I° Ragg. A destra la prima M. d'O. dell'Esercito del Sud: Il ten. Giuseppe Cederle.

Il bombardamento di Bari




2 dicembre 1943. Nella notte sul 2 dicembre la Luftwaffe compiva una riuscita sorpresa contro il porto di Bari. La violenta incursione degli aerei tedeschi, basata su esatte informazioni e studiata nei particolari, affondava ben 16 piroscafi e ne danneggiava altri 6, colpendo inoltre pesantemente le installazioni portuali. Il bombardamento del porto di Bari privava per molti giorni le truppe britanniche di un importante scalo, oltre a procurare loro la perdita dei materiali a bordo di alcune delle navi affondate. In seguito l'azione aerea germanica venne ripetuta, ma senza ottenere gli straordinari risultati del primo bombardamento. Contemporaneamente l'aviazione tedesca bombardava, con scarso successo, il porto di Napoli. Nella foto in alto il giorno dopo l'incursione le navi colpite e le installazioni portuali bruciano ancora, mentre affiorano dalle acque le carcasse delle unità affondate. In basso la distruzione e la desolazione nel porto della capitale pugliese dopo l'attacco tedesco


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