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2a Guerra Mondiale 1943-37/A |
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Dall'Adriatico al Tirreno |
Inno Iran |
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![]() A meta ottobre il corso del fiume Volturno era attraversato da tutte le unità della 5a Armata, che ormai tenevano saldamente la sponda opposta. Ma duri combattimenti proseguivano ancora per aver ragione delle truppe della Wehrmacht attestate sulle alture oltre il fiume. Man mano che le divisioni anglo-americane procedevano, aumentava la resistenza tedesca e si accrescevano i disagi del maltempo, fra i quali eccelleva il fango. Nella foto in alto a sinistra una squadra britannica si avvicina alle linee tedesche strisciando fra i canneti ed il terreno disseminato dai crateri delle bombe e delle granate. A sinistra al centro soldati inglesi si inerpicano sulle alture nella zona del Volturno. A destra in alto mortaio pesante in postazione nelle linee del X corpo d'armata del generale Mc Creery. A destra al centro fucilieri americani aprono il fuoco proteggendosi dietro un cespuglio. In basso un reparto di Nisei, i nippo-americani del 100° battaglione in azione. |
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| Mentre sul versante tirrenico si svolgeva la battaglia del
Volturno su quello adriatico le divisioni della 48a Armata britannica del generale Montgomery si congiungevano con le unità sbarcate a Termoli e formavano un fronte unico dal mare, attraverso le montagne del Molise fino al settore tenuto dalla
5a Armata di Clark. Nella prima decade di ottobre cadeva pure nelle mani dei britannici la città di Campobasso e con essa l'importante passo di Vinchiaturo, a 550 metri di altezza. Nella foto a sinistra in
alto soldati americani passano il Volturno su un ponte di barche appena apprestato dal genio dell'esercito. A sinistra al
centro un semovente controcarro americano M. 10 attraversa il Volturno. A sinistra in
basso pezzi contraerei inglesi da 40/56 auto portati attraversano un corso d'acqua a guado. Notare il trattore che trae a riva l'automezzo semi impantanato. A destra
in alto soldati britannici attraversano il fiume. A destra al centro reparti inglesi attaccano un ponticello
danneggiato dai tedeschi in ritirata. A destra in basso genieri della 8a Armata costruiscono un ponte su un corso d'acqua. |
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| Con il forzamento del Volturno,
effettuato da sud a nord e caratterizzato da durissimi scontri con alterne vicende, particolarmente accesi nel settore di Capua, si ripeteva un episodio della guerra
del 1860, quando Garibaldi, risalita la Calabria e la Campania, investiva la estrema linea di difesa dell'esercito borbonico che si era attestato sul Volturno. Le forze garibaldine erano composte da quattro divisioni
15a, 16a, 17a e 18a rispettivamente al comando dei generali Turr, Cosenz, Medici e Bixio comprendenti in tutto 1.700 ufficiali, 22.500 uomini di truppa e 24 cannoni. Dopo aspri combattimenti, condotti specie intorno alla storica città di Capua (era stata accampamento di Annibale
quando Roma corse il pericolo di essere occupata dai cartaginesi), garibaldini e piemontesi avevano ragione dei borbonici, superavano il Volturno ed infine si congiungevano a Teano con le divisioni
di Vittorio Emanuele II discese lungo la penisola. Ultimo episodio della campagna del 1860 era l'assedio di Gaeta dove l'esercito piemontese, nonostante l'accanita resistenza dei borbonici, eliminava gli ultimi resti dell'esercito delle Due Sicilie. Nella foto in
alto una visione delle truppe garibaldine alla battaglia del Volturno. Nella foto in
basso l'incontro di Teano tra Vittorio Emanuele II e Garibaldi. A destra dall'alto in
basso i generali Turr, Cosenz, Medici e Bixio, comandanti delle divisioni. |
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