2a Guerra Mondiale 1943-35/A


La controffensiva tedesca


Inno Paraguay 



Nella seconda metà di dicembre, nel settore di Kiev, l'armata germanica di von Manstein, a prezzo di aspri combattimenti e di sensibili perdite, riusciva a guadagnare ulteriore terreno, raggiungendo il fiume Teteres e riconquistando il centro di Radomyzl. Ma dopo questi successi di scarsa entità, che avevano il solo risultato di rallentare l'offensiva sovietica, l'anno 1943 si chiudeva al fronte orientale con l'esaurimento dello sforzo germanico e la ripresa della offensiva russa anche in questo settore. Essa riusciva in pochi giorni a sfondare le linee tedesche ed a rimettere piede definitivamente nelle due città contese di Zhitomir e Korosten. Nella foto in alto truppe tedesche in ritirata nella zona di Kiev. Nella foto in basso cariaggi germanici durante il ripiegamento ad occidente di Cercassi, tra il freddo intenso e continue bufere di neve.


Dal 18 al 30 ottobre 1943 si svolgeva nella capitale sovietica una conferenza cui partecipavano i ministri degli esteri russo, britannico e americano. Molotov, Eden e Cordell Hull studiavano nei particolari le decisioni già prese a Quebec per la creazione di un organismo internazionale dopo il termine del conflitto, della indipendenza dell'Austria, della resa incondizionata delle potenze dell'Asse e della nuova situazione italiana. Tra il 28 novembre ed il 3 dicembre aveva luogo a Teheran un altro convegno, che vedeva riuniti insieme, per la prima volta, Churchill, Roosevelt e Stalin, dove venivano riaffermati i termini della resa incondizionata, le direttive per le operazioni su tutti i fronti e l'intenzione di assicurare una situazione di sicurezza stabile dopo la guerra. Ma lo scopo principale della conferenza era di accontentare i sovietici, di malumore per non essere stati invitati a Quebec. Nella foto in alto i ministri degli esteri alleati firmano l'accordo di Mosca. In basso Stalin, Roosevelt e Churchill a Teheran, nella sede dell'ambasciata sovietica, luogo del convegno. Sono visibili, in seconda fila, Molotov e Eden.


Prima di recarsi a Teheran, Churchill e Roosevelt avevano fatto sosta al Cairo, per discutere della guerra in Estremo Oriente. A questo convegno erano intervenuti il generalissimo Chang Kai-shek ed esponenti politici e militari britannici americani e cinesi. Nuova sosta al Cairo facevano i due uomini politici dopo la conferenza di Teheran, per incontrare il presidente della repubblica turca, Ismet Ineonu. Non appena le sorti della guerra si erano dimostrate chiaramente a sfavore delle potenze del Tripartito, la Turchia aveva rotto il ghiaccio della sua neutralità ed equidistanza e si era avvicinata apertamente alle potenze democratiche occidentali. In alto Chang Kai-shek, Roosevelt, Churchill e Madame Soong, la consorte del generalissimo cinese. In piedi, fra gli altri, Cordell Hull ed Eden. Nella foto in basso Roosevelt, e Churchill al Cairo, nel viaggio di ritorno. Notare che il nuovo alleato ha il posto d'onore, solitamente concesso al presidente americano.

L'occupazione delle Azzorre





12 ottobre 1943. In seguito alle trattative americane da tempo iniziate ed alle richieste britanniche, volte al raggiungimento di un accordo tra il Portogallo e gli anglo-americani per l'uso, da parte di questi ultimi, di basi aeronavali nelle isole Azzorre, il 12 ottobre 1943 il governo portoghese ricordava improvvisamente l'esistenza di un trattato di alleanza firmato 570 anni prima e cioè nel lontano 1373 tra Edoardo III re d'Inghilterra e Ferdinando di Portogallo ed accedeva senz'altro alle richieste anglo-americane. L'uso delle basi aeronavali delle Azzorre risultò di enorme vantaggio per le forze aeronavali britanniche ed americane, che potevano cosi controbattere efficacemente l'azione dei sommergibili tedeschi al centro dell'Atlantico, diversamente irraggiungibile dagli aerei di base a terra. In alto il primo quadrimotore U.S.A. atterra alle Azzorre. In basso a sinistra i generali della RAF Bromet e Tuke, a bordo di una nave britannica nel porto di Terceira, nelle Azzorre. A destra in basso la posizione centro atlantica delle Azzorre che permetteva di dominare facilmente le rotte dei sommergibili.


Verso la fine del 1943, man mano che diminuiva il pericolo dei sommergibili e le forze aeronavali britanniche avevano maggiori possibilità di azione offensiva, erano intensificati gli attacchi aerei contro gli obbiettivi tedeschi sulle coste dell'Atlantico settentrionale, nelle acque artiche e nel Mare del Nord. Gli aerei inglesi attaccavano i convogli sullo Skagerrak, che portavano uomini e materiale da guerra ad Oslo ed agli altri porti meridionali della Norvegia e gli altri che navigavano lungo le coste di quest' ultima, per assicurare i collegamenti, molto difficili per via di terra, data l'impervia natura del terreno interamente montagnoso. Nella foto in alto apparecchi britannici del tipo Bristol Beaufighter attaccano a bassissima quota trasporti tedeschi lungo le coste norvegesi. Al centro altro convoglio germanico tra la Norvegia e la Danimarca, attaccato dai Beaufighter. In basso un dragamine tedesco della classe M attaccato a nord della Danimarca.


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